Acqua vera Evian
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Acqua vera Evian, griffata Chiara Ferragni? Pronti con gli ombrelli, piovono polemiche!

E ci credo, poveri di tutto il mondo unitevi.

Ieri ho visto la foto e quasi quasi non potevo crederci.

Sono pure già sold out!

Gente, questo sì che è uno schiaffo alla povertà.

Chiara Ferragni firma l’acqua vera Evian

Evian ha scelto Chiara Ferragni per firmare una limited edition di bottigliette d’acqua di lusso.

Quindi in edizione limitata è uscita la bottiglia di acqua Evian con il logo della Chiara.

“E quindi?” vi chiederete.

Costa 8 euro a bottiglia. Bottiglie da 75 cl.

Sul sito Acquedilusso è stato possibile anche acquistare uno stock da 12 bottigliette a 72,50 euro.

Chiara Ferragni e le polemiche sull’acqua vera Evian griffata

Provate ad immaginare cos’è successo sul web, ve lo riporto.

È giunto il momento di lasciare il pianeta, è un insulto a tutte le persone che muoiono di sete nel mondo e non hanno accesso al bene primario assoluto, l’acqua”. Qualcuno ha scritto: “Ma se bevo la costosa Evian nella bottiglietta griffata Ferragni poi la mia pipì diventa glamour?”.

Qualcun altro invece ha scritto “Le edizioni limitate di Evian in vetro da 750ml sono sempre esistite. È una forma di marketing che fanno da prima che esistesse la Ferragni: lei ha solo avuto la possibilità di farne parte. Non siate sempre ignoranti!”.

Ora questa è anche la verità, però soffermiamoci alla prima osservazione. Una bottiglia di acqua a 8 euro. Per noi l’acqua è davvero scontata, eppure laddove l’acqua è davvero un lusso (perché non c’è non perché costa troppo) sanno quanto sia preziosa ed importante.

Non contesto il suo lavoro ma forse si potrebbe ogni tanto userà la propria notorietà per fare cose buone anziché marketing.

Una utente posta la foto dell’acqua Evian griffata e la foto di una donna indiana che rovista fra i rifiuti scrivendo “Oggi ho visto la bottiglietta d’acqua Evian, limited edition di Chiara Ferragni.
Questa è una donna indiana con i figli che rovista tra i rifiuti di una discarica nei pressi di Gurwahati, in India.
Sì, è banale dirlo. Ma quanto fa schifo il mondo”.

La chiudo qui.

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