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L’interpretazione delle espressioni facciali è una delle capacità innate delle persone immerse in un ambiente sociale basato su relazioni interpersonali. Capacità innata, ma che può essere allenata attraverso opportuni accorgimenti e attenzioni. Riuscire a capire gli altri e le loro emozioni “leggendo” il linguaggio del corpo diventa fondamentale per instaurare rapporti sinceri con chi abbiamo davanti e per gestire i diversi tipi di situazione relazionale che dobbiamo affrontare nella vita quotidiana. Ecco, quindi, come interpretare i “segnali” e come capire le emozioni dei nostri interlocutori.

Il volto e le espressioni facciali
 

 
“Gli occhi sono lo specchio dell’anima”. Mai frase fu più azzeccata. È quanto intuito sin dal 1890 dallo psicologo William James nel suo libro Principles of Psychology e confermato, negli anni ’70 del secolo scorso da  Richard Bandler e John Grinder, fondatori della Pnl – programmazione neuro linguistica –  e identificatori della stretta correlazione tra rappresentazioni interne e movimenti oculari.
 
Osservando, quindi, gli occhi di una persona è possibile intuirne lo stato d’animo: le pupille si dilatano nei momenti di eccitazione o interesse e si contraggono quando percepiscono un pericolo o un immagine indesiderata, cercando di bloccarla. Allo stesso tempo gli occhi sfuggenti denotano insicurezza o disagio e lo sguardo “di traverso” indica scarso gradimento per l’interlocutore.
 
Così come gli occhi anche le labbra lanciano segnali chiari: quando sono contratte denotano disapprovazione o tensione e rappresentano la volontà di soffocare le emozioni mentre quando sono a forma di bacio indicano desiderio e approvazione. Attenzione anche alle contrazioni durante l’interazione: potrebbe essere un segno di scarsa fiducia nel rapporto o di cinismo.
 
Un altro indicatore emozionale importante è rappresentato dalle sopracciglia; quando qualcuno aggrotta la fronte e alza le sopracciglia potrebbe essere sorpreso o sfiduciato del vostro comportamento. Se queste vengono abbassate e ravvicinate stanno ad indicare molto spesso rabbia e frustrazione e solo in alcuni casi uno stato di massima concentrazione.
 
Capire le Diverse Emozioni
 
Il passo successivo per interpretare i comportamenti dell’interlocutore è quello di capire, attraverso la lettura della mimica facciale, quali emozioni sta provando. Una abilità, questa, assai sviluppata in quei giocatori di poker in grado di intuire da ogni singolo movimento, detto anche tell nel gergo del poker, la mano dell’avversario, le sue emozioni e le sue reali intenzioni di gioco. Riuscire a sviluppare le stesse abilità dei professionisti del poker è un obiettivo ambizioso, ma è già un ottimo risultato riconoscere certi segnali che gli altri ci danno per creare interazioni sincere e limpide con chi ci sta davanti.
 
Un bel sorriso aperto, le palpebre alzate e l’arcata dentale superiore bene in vista sono gli indicatori più chiari e semplici di uno stato di felicità. Allo stesso tempo delle sopracciglia aggrottate e delle palpebre superiori leggermente abbassate potrebbero indicare un momento di tristezza o forte disagio.
 
L’emozione della sorpresa, invece, si manifesta, di solito, con uno sgranamento degli occhi, la bocca aperta e le palpebre sollevate. Oppure, in caso di intensità minore, con un sorriso compiaciuto.
Per intuire uno stato di paura è importante porre l’attenzione su occhi e sopracciglia: se sono sgranati i primi e convergenti le seconde (e se sono accompagnati da labbra tese) probabilmente vi troverete di fronte un interlocutore che vive uno stato di disagio e mostra i segni naturali di reazione al pericolo. La rabbia, infine, si palesa tramite l’abbassamento delle sopracciglia e con la tensione di palpebre e labbra. Altri segnali di arrabbiatura sono la testa leggermente china e la mascella che sporge in avanti. Per chi desidera approfondire, le ricerche di Paul Ekman sono state pionieristiche nello studio delle microespressioni del volto.
 
Valutare le situazioni
 

Un buon punto di partenza interpretativo è quello della lettura delle macroespressioni, cioè quelle che coinvolgono tutto il volto e rappresentano l’emozione nella sua interezza. Le emozioni universali sono sette: gioia, sorpresa, disprezzo, tristezza, abbia, disgusto e paura. Se riuscite a riconoscere con facilità una di esse nella persona che avete davanti, probabilmente egli vorrà rendervi partecipe del suo stesso stato d’animo. Attenzione però: poiché durano più a lungo, le macroespressioni sono più facilmente manipolabili e “gestibili” e quindi possono non rappresentare perfettamente le emozioni realmente provate dall’interlocutore.
 
Le posture del corpo
 
Accanto alle espressioni facciali, un altro indicatore per capire le emozioni di chi ci sta davanti è la postura del corpo. Un segnale che può farci capire se la persona è sicura di se o timida, ottimista o depressa ecc. Se una postura neutra non indica particolari emozioni, un’impostazione curva e piegata su se stessa con la testa inclinata può denotare un momento difficile. La postura eretta con un linguaggio del corpo aperto e con gesti ampi, invece, è tipica di chi è sicuro di sé ed ha una personalità dominante nei rapporti interpersonali. Da non sottovalutare infine lo studio della prossemica, ossia la distanza e i rapporti spaziali tra le persone in un dato ambiente, che fa parte del linguaggio del corpo.

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