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La dieta del metabolismo veloce si basa principalmente su un principio: per poter dimagrire è necessario avere un metabolismo attivo ed efficiente.

Ed è su questo principio che la nutrizionista americana Haylie Pomoy ha elaborato la sua metodologia, scegliendo solo quegli alimenti che sembrano accelerare il metabolismo.
Anche in questo caso la dieta è articolata in 3 fasi, dura 28 giorni, ed ogni fase prevede il consumo di specifici alimenti associata ad una diversa attività fisica. Altri alimenti, invece, saranno completamente esclusi da tutte le fasi.

Fase 1

La prima fase consta di due giorni: il lunedì ed il martedì. Durante questi primi due giorni verranno consumati alimenti poveri in grassi, puntando tutto su carboidrati e frutta, al fine di far aumentare il metabolismo, fornendo energia.
A questa prima fase sarà necessario associare un’attività aerobica per bruciare gli zuccheri introdotti. Ma attenzione: non tutti i carboidrati sono concessi! Vietati infatti frumento, mais, soia, oltre che latticini e zuccheri. Inoltre è completamente bandito l’utilizzo di condimenti quale l’olio.

Fase 2

Anche la seconda fase è costituita da due giorni: il mercoledì ed il giovedì.
In questa fase frutta e cereali vengono sostituiti dalle proteine, rappresentate principalmente da carni e pesci magri ed insaccati magri, accompagnate da verdure quali verdure a foglia larga, quali broccoli e cavoli, mentre continuano ad non essere ammessi i grassi di cottura.
L’attività fisica associata a questa fase è di tipo muscolare intensa, come i pesi, per andare ad incrementare la massa muscolare. Questa fase non è altro che una vera e propria dieta iperproteica, solo privata della quota di grassi “buoni” necessari per il nostro organismo.

Fase 3

Costituita dai restanti giorni della settimana, venerdì, sabato e domenica, la terza fase prevede il consumo di tutti gli alimenti consumati nelle due fasi precedenti più l’introduzione dei grassi da condimento. L’attività fisica associata è quella dello yoga, o comunque un’attività leggera, perché la fase deve essere un momento per “riequilibrare” il corpo e la mente.

Qualche considerazione

Da qualche anno, visto l’elevato interesse nei confronti dell’alimentazione, dovuto anche ad un intenso effetto mediatico, veniamo letteralmente bombardati ogni mese da qualche nuovo regime alimentare.
La storia è sempre la stessa: poca fatica e grandi risultati.

Sono sempre di più le persone che per svariate motivazioni, tra cui prima di tutto la stanchezza di sentirsi sempre a dieta senza riuscire a raggiungere i risultati sperati, si lasciano travolgere dalle diete del momento senza considerare gli effetti fisiologici che possono scaturire da queste.
Tutte le diete che escludono categoricamente alcuni cibi sono di base errate e potenzialmente pericolose in quanto possono causare dei deficit nutrizionali.

In particolare la dieta del metabolismo veloce presenta pro e contro.
Tra i pro ritroviamo degli ottimi principi di base quale consumare cinque pasti al giorno, controllare quello che si mangia, dare importanza alla stagionalità dei prodotti, ma non mancano i contro.
Infatti se si approfondisce la tipologia di “alimenti concessi” sorge qualche dubbio sulla fattibilità che questa dieta possa essere seguita in Italia.
Il motivo? La dieta esclude il 50% degli alimenti che fanno parte del nostro stile di vita introducendo abitudini, come il consumare proteine a colazione, che non appartengono alla nostra cultura.
No a frumento, quindi niente pasta e pane, latticini e tutti i suoi derivati, grassi da condimento quale l’olio, caffè, thè e zuccheri raffinati. E, anche ammesso che questo regime alimentare funzioni nel breve periodo, è necessario poi riuscire a mantenere il peso continuando ad evitare i cibi non concessi.

A questo punto non è meglio seguire un’alimentazione varia, completa e ben bilanciata che ben conosciamo sotto il nome di dieta mediterranea?

Una buona alimentazione è amica della salute.