Dopo l’amore ai tempi delle chat, come dimenticarsi del social network più in voga e colpevole di aver fatto breccia in più cuori?
Facebook è diventato il cupido dei tempi moderni: senza arco nè freccia, senza ricci nè intimo bianco; accoppia – e scoppia- più coppie del piccolo e buffo deo dell’amore.

Amarsi on-line

L’amore ai tempi della rete è caratterizzato da infiniti mondi da esplorare, da vite da rifare e da situazioni passate da cancellare.
E allora quale rimedio migliore di Facebook? Adesivi, trilli, like, commenti, condivisioni e “webbate” a non finire.
Non si sa mai che tra un’emoticon e l’altra non scappi una scintilla d’amore.

É soprattutto il genere femminile ad iniziare questa nuova avventura on line, sperando di non chattare con persone poco raccomandabili.
Infatti le donne, dopo mille delusioni e pedate nel di dietro, sono stufe di attendere che il principe azzurro si palesi e bussi alla propria porta di casa, decidendo così di emigrare, ma non in Brasile, dove in ogni angolo i fusti crescono come funghi, ma in rete.

Poco romanticismo ma tanta emozione

Nell’era del dating online, dei social network aumentano le occasioni di flirtare, di creare relazioni.
Ma il corteggiamento? Che fine ha fatto?
Forse si è persa quella magia che c’era ai tempi del telefono , quando ancora per strada non si stava col naso sempre puntato verso lo smartphone per chattare, non si cercava di sfuggire dal sole per paura di un riflesso di troppo che impedisce di visualizzare la notifica che tanto si aspetta.

Si è passati dagli “amanti di penna“, in cui anche il colore della carta da lettere era essenziale e rivelatore, agli “amanti di chat“.

L’eros che nasce e si sviluppa in rete, in quel misterioso social chiamato Facebook, porta con sè un velo di intrigo e misteriosità che forse alletta di più che “scendi sono qui“.

L’amore ai tempi di Facebook si manifesta soprattutto nei “nativi digitali“, quelli nati con col cellulare di ultima generazione in mano e un tablet in tasca, caratterizzati dal voler vivere in un mondo virtuale nel quale poter affermare un nuovo sè, e dalla voglia di condividere la propria vita a più non posso.
E cosa c’è di meglio di un bel “#AAACERCASIPRINCIPEAZZURRO” condiviso con un milione e mezzo di amici?
Magari l’uomo dei sogni è pochi click da casa.

Capitolo a parte nell’era della comunicazione in Facebook, o nei nuovi social come instagram, è il poter dell’hashtag.
Il simbolo “#” ha conquistato tutti, grandi e piccini. Si divertono a creare frasi piene di cancelletti per creare più enfasi e coinvolgimento.

Stati romantici, like e condivisioni

La gente vive in un’epoca in cui “condividere” è sinonimo di essere vivi. Più si condivide, più si fanno sapere i fatti propri, più si ricevono like e apprezzamenti.
E cosa c’è di meglio di sventolare una relazione? Nulla, a parte condividere 300mila post romantici al giorno taggando il proprio partner.
Ma è quando devi troncare on line che il gioco si fa duro: è una guerra a suono di hashtag, stati ironici -ed offensivi-, post con “riferimenti casuali” e foto super sexy che faranno mordere le mani all’ex partner per avervi mollato.
Chi riceverà più like? Chi avrà più successo?

É davvero una lotta senza esclusioni di colpi facebook, dove il “se vuoi, rimaniamo amici” non esiste -soprattutto perchè dopo aver fatto rosicare per bene l’ex lo si elimina dalle amicizie.

Ma Facebook oltre ad essere un potente attrattore e grande social network, ha permesso a molte coppie di incontrarsi.
L’emozione del “mi ha accettato” è una traccia indelebile sino poi arrivare alla prima chat. Ah un momento che non si scorda facilmente.

I cuori, le emoticon romantiche e i primi stati tutti panna e miele sono i tratti distintivi di un’amore che nasce attraverso il social bianco e blu.

Conclusioni

Con tutte le innovazioni tecnologiche non solo la vita è cambiata, ma anche il modo di approcciarsi e relazionarsi con gli altri.
Più di tutto, forse, è cambiato il modo di creare legami.
Facebook, o i social in generale, racchiudono un alone di mistero che riesce a farti provare emozioni mai vissute prima, riesce a farti vibrare il cuore anche solo con una notifica o a scandire ogni singolo secondo aspettando quel “mi piace” tanto atteso.
L’amore può adoperare la tecnologia per nascere, crescere e sintonizzarsi ma di certo un utilizzo esclusivo dell’etere non aiuta l’amore in tutte le sue declinazioni, quindi va adoperato con cautela.

Così, in una società perennemente in rete, si capisce che l’amore non è più “l’apostrofo rosa tra le parole t’amo” ma il punto di domanda alla fine di “Ehi sei connesso?