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Finalmente anche l’Italia avrà una legge che combatte gli sprechi alimentari. La proposta della legge antispreco, arrivata da alcune associazioni e presentata dalla deputata del Pd Maria Chiara Gadda, verrà votata entro mercoledì alla Camera e poi passerà al Senato. Ma i pronostici sono positivi, poiché gode di un forte sostegno bipartisan. Una legge di cui si sentiva l’assoluta necessità, considerando che, stando ai dati diffusi da Last Minute Market, solo nel nostro Paese si gettano via 8 miliardi di euro in cibo. Ma cosa prevede?

Lo scopo è quello di sensibilizzare ad un uso più sostenibile delle risorse e di favorire l’utilizzo di prodotti ancora di buona qualità (non solo cibo, ma anche farmaci) da parte di associazioni di volontariato. Si tratta di prodotti che oggi vengono gettati a causa delle lunghe procedure burocratiche.

La nuova legge prevede incentivi per chi decide di donare e l’eliminazione degli ostacoli che un donatore incontra. Ad esempio, al momento, chi intende donare eccedenze alimentari deve rilasciare una dichiarazione almeno 5 giorni prima dalla donazione. Con la nuova legge, invece, basterà una dichiarazione consuntiva a fine mese che possa garantire la tracciabilità dei prodotti donati. Qualcosa di diverso, insomma, dalla legge francese, che invece punta a penalizzare chi spreca. “Punire chi spreca serve a poco, la cosa importante da capire è che gli alimenti recuperati non sono rifiuti, ma il prolungamento del cibo buono. E questa legge lo dice chiaramente, perché si fonda sul concetto di dono“, ha affermato Maria Chiara Gadda.

Un obiettivo importante della legge è quello della responsabilizzazione del cittadino: “Ad esempio abbiamo voluto ribadire che i prodotti con la dicitura ‘da consumarsi preferibilmente entro’ possono essere usati anche dopo la scadenza, sottolineando la differenza appunto fra termine minimo di conservazione e data di scadenza. O che il pane invenduto entro le 24 successive alla produzione è ancora buono e può essere donato. Abbiamo poi introdotto la possibilità di donare beni alimentari confiscati – cosa che già avviene ma solo a discrezione dei magistrati – purché integri e sicuri dal punto di vista igienico-sanitario. Inoltre le associazioni di volontariato, accordandosi con l’imprenditore agricolo, possono recuperare i prodotti che rimangono a terra durante la raccolta. Infine la legge garantisce ad attività commerciali e produttive in genere uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato“, ha infatti spiegato la deputata Gadda. Il testo della nuova legge, ovviamente, non è così semplice come può sembrare: deve occuparsi di normative sulla sicurezza alimentare evitando di facilitare la via della speculazione, del mercato nero e dell’evasione.