Casey Jenkins è un’artista australiana di 34 anni.
Femminista e contro ogni tabù riguardante l’universo Venere, ha sorpreso tutti con un video che la ritrae all’opera con un’insolita forma di ricamo: Vagina Knitting.

L’arte del ricamare a maglia attraverso le parti intime non poteva che essere definita letteralmente “maglia della vagina”.
Casey ha infatti posizionato all’interno della sua vagina un gomitolo di lana bianca, e in seguito ad un lavoro durato 28 giorni, da quella lana ha dato vita ad una lunga sciarpa. Destinata a chi non è dato saperlo, ma la performance dell’audace artista è andata in pasto a tutto il popolo del web raccogliendo, da dicembre ad oggi, 5.029.454 spettatori sulla piattaforma YouTube.

Cara Laura Pausini,
la nostra Casey non ce l’ha come tutte.

È proprio il caso di dirlo.
Come molte ha avuto senza dubbio il presagio di una trovata marketing di quelle a colpo sicuro. Sfruttare la propria vagina per fare rumors in fondo è una trovata che risale ai tempi delle Pussy Riot. Dagli anni Settanta in poi si sono susseguite innumerevoli performance a tema, provocatorie e talvolta anche esasperate. Abbiamo assistito ad ogni tipo di connubio tra la vagina, in quanto elemento tabù, e un qualsiasi oggetto che rimandasse alle normali abitudini quotidiane.
Ricordate Carole Schneemann in Interior Scroll? Leggere un giornale non è di certo una performance artistica, ma se il giornale in questione lo si estrae dalla propria vagina allora il tutto assume un gusto diverso.
E Miley Cyrus? Anche lei non si è di certo risparmiata. A dimostrazione del fatto che le epoche si evolvono, ma si ritorna sempre agli istinti primordiali, alle origini più lontane. Del resto anche Adamo ed Eva giravano nudi nel giardino dell’Eden.

Arriverà il giorno in cui qualcuno inizierà a fare altrettanto per le strade delle città?

A chi l’ha accusata per la scelta di postare un video così poco pudico su YouTube, l’artista risponde:
«La vagina è ancora bollata da una montagna di preconcetti e tabù, eppure se la osservi da vicino ti rendi conto che alla fine non è niente più che questo: un pezzo del nostro corpo. Non c’è niente di scioccante o spaventoso, nulla che salti improvvisamente fuori da lì per mangiarti. E se da lì escono i nostri figli perché tanto scalpore se ci faccio uscire un filo di lana?»

Una riflessione – mi – sorge spontanea:
se si tratta di una qualsiasi altra parte del corpo, se la vagina non è un tabù e non necessita di preconcetti, perché tanta ostentazione?

Cara Casey Jenkins,
un video che ritraeva le tue manine al lavoro, sebbene le mani siano una qualsiasi parte del corpo, non avrebbe mai avuto lo stesso successo.

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