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Come affronti i problemi della vita quotidiana? Hai un atteggiamento costruttivo o vai subito in panico? Cosa mangerò per pranzo oggi? Quale strada farò per andare al lavoro? Oppure può trattarsi di problemi più complessi: come posso cambiare un lavoro che non mi piace in una carriera in cui mi possa sentire appassionato? E la lista potrebbe continuare a lungo.

La qualità della nostra vita dipende in gran parte dal modo in cui riusciamo ad affrontare e risolvere le difficoltà più o meno gravi. La bella notizia è che tutti noi lavorandoci un po’ su possiamo risolvere in modo semplice e efficace i nostri disagi con la strategia di problem solving. Ingredienti indispensabili sono la pazienza, la riflessività e la volontà di raggiungere dei risultati.

Un problema è strettamente connesso con dei concetti chiave che lo contraddistinguono:
obiettivo: è una meta, uno stato che ci prefiggiamo di raggiungere;
ostacolo: è l’impedimento o insieme di impedimenti che non ci permette di raggiungere il nostro obiettivo, spesso lo si confonde con il problema stesso, in realtà l’ostacolo va superato o aggirato o altre volte utilizzato per risolvere il problema;
soluzione: è l’insieme delle nostre azioni, comportamenti e pensieri che ci permette di risolvere il problema e raggiungere il nostro obiettivo.

Come posso ottenere il meglio col problem solving?

Il primo passo per affrontare nel modo giusto le difficoltà è quello di migliorare le nostre abilità di problem solving, ovvero l’insieme delle nostre capacità e strategie che consentono una migliore risoluzione delle problematiche e che focalizzandosi sull’intero processo del problema, permettono di generare soluzioni creative e realistiche. Il Problem Solving, oltre ad essere definito come abilità, è diventato anche un vero e proprio metodo, utilizzato e sperimentato moltissimo in psicologia. Esso è un processo mentale che comprende la scoperta, l’analisi e la soluzione di un problema. L’obiettivo finale del problem solving consiste nel semplificare una condizione ostacolante, smembrandola passo dopo passo in tutte le sue componenti e permettendone una valutazione per superare ostacoli e trovare un modo per risolvere al meglio tutte le problematiche.

Il secondo passo è la sospensione del giudizio ovvero riuscire ad adoperare un comportamento libero da preoccupazioni e pregiudizi che possono in caso contrario compromettere la concentrazione, ed impedire ogni tentativo di trovare nuove strade nell’affrontare una condizione complessa. La demotivazione rischia di ostacolare ogni procedimento cognitivo necessario all’attuazione di risposte positive e adeguate.

Terzo e ultimo passo è la fase di elaborazione delle soluzioni nella quale l’attenzione deve essere rivolta alle sensazioni che una determinata situazione problematica innesca in noi. Solo in questo modo si potrà stabilire la centralità di determinate difficoltà, prima di cadere in errore ipotizzando tappe risolutive che dovranno poi essere rivalutate. Prima di prendere delle decisioni è di estrema importanza stabilire le modalità di attuazione e le rispettive conseguenze di ogni decisione, per valutare coscientemente quella che riteniamo migliore. Il procedimento di problem solving prevedrà, come ultimo step, una rivalutazione degli obiettivi, fino a quando non troveremo la soluzione per noi più adatta.

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