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I risultati del referendum sono chiari ed ormai è ufficiale: la Gran Bretagna esce dall’Unione Europea. Le ripercussioni di questa scelta si sono viste sin da subito: un grande scossone politico in tutta Europa, mercati finanziari nel panico e il valore della sterlina in caduta libera. Ma cosa significa la Brexit per il turismo internazionale?

Innanzitutto bisogna mantenere la calma, non è necessario, almeno per ora, andare a fare richiesta per il passaporto. Infatti prima dell’uscita formale della Gran Bretagna dall’UE ci vorranno due anni, in cui saranno negoziati gli accordi. Non si sa ancora molto, quindi, come cambierà in pratica il turismo verso la Gran Bretagna.

Deidre Wells, amministratrice delegata di UK Inbound, che rappresenta 360 imprese turistiche, si era detta già molto preoccupata prima dei risultati del referendum. “L’ho già descritto come un suicidio economico. Perché uscire da un mercato che garantisce i due terzi degli affari per i nostri membri?“, ha affermato.

La svalutazione della sterlina di queste ore, però, potrebbe anche incentivare il turismo. Almeno in questo primo momento. Per Alexander Goransson gli effetti della Brexit potrebbero essere due: “I turisti britannici probabilmente viaggeranno di meno all’estero e resteranno a casa, mentre il Regno Unito diventerà una destinazione più attraente per i turisti dall’estero visto che i prezzi saranno relativamente più convenienti“. Insomma, è il momento ideale per lo shopping a Londra.

Le ripercussioni più grandi, quindi, sono quelle sui cittadini della Gran Bretagna che vorranno viaggiare in Europa. Cameron, che ha fortemente sostenuto la necessità di rimanere nell’Unione Europea, aveva avvisato i suoi connazionali che l’uscita dall’UE sarebbe costata 330 euro di più a famiglia per le vacanze. Inoltre Ryanair ed easyJet hanno affermato che probabilmente ci saranno meno investimenti per i trasporti da e verso il Paese.

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