venerdì, 5 Giugno 2020

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Notizie di attualità sul mondo degli animali, diritti e doveri per chi possiede un animale domestico, storie sugli amici a quattro zampe

Cani e padroni sono simili: lo dice la scienza (FOTO)

Credits: giornalettismo.com

Il famoso detto “tale padre, tale figlio” si potrebbe riadattare diventando “tale padrone, tale cane“. La scienza e molte ricerche hanno dimostrato infatti che tra cani e padroni oltre all’intesa ci sarebbe la somiglianza, fisica e comportamentale.

Alcuni psicologi della University of California (San Diego) hanno condotto una ricerca su 45 cani, 25 di razza e 20 meticci, e i loro proprietari, tutti fotografati separatamente. Le foto sono state sottoposte a una giuria con queste modalità: la foto del padrone è stata mostrata accanto a quella del proprio cane e a quella di un cane qualsiasi. La somiglianza tra cani di razza e padroni è stata riconosciuta nella maggior parte dei casi.

Questi studi però hanno anche dimostrato che la somiglianza fisica tra cani e padroni non deriva dal tempo che essi hanno passato insieme ma dal narcisimo dell’uomo, in quanto esso inconsciamente tende ad adottare un cane a sè simile: ecco perchè le somiglianze si riconoscono per lo più con i cani di razza. Scegliamo il cane per come sarà perchè, come affermano gli psicologi che hanno effettuato la ricerca, “Sembra che le persone aspirino a possedere una creatura simile a se stessi“.

Alto discorso invece riguarda le somiglianze comportamentali: in uno studio del 2011 i ricercatori hanno concluso che i cani possiedono una “imitazione automatica“, un istinto che può prevalere sia sul comportamento naturale sia sull’interesse personale.
I cani sono anche sensibili al contagio dello sbadiglio, che indica empatia, quando a sbadigliare è il loro padrone, piuttosto che un estraneo.

Certo è che come avviene tra amici o in una relazione in cui si è a stretto contatto, si è soliti “copiare” alcuni atteggiamenti dell’altro, cosa che avviene anche tra umani e amici a quattro zampe. L’imitazione è reciproca, anche l’uomo ha tanto da imparare dai suoi amici pelosi.

Cina, vendita record per il Mastino Tibetano

Dalla provincia orientale cinese dello Zhejiang giunge la notizia che un cucciolo di cane di razza mastino tibetano è stato venduto, nel corso di una fiera, per un milione e 500mila euro. A quanto sembra è il cane che è stato più pagato al mondo. Il cucciolotto, anche se dalle dimensioni tutto sembra fuorchè un cucciolo di cane, ha un anno, è alto ottanta centimetri e pesa novanta chili.

Enormi e spesso feroci, sono facilmente riconoscibili per una regale criniera che li fa assomigliare ai leoni.
Infatti è di qualche mese fa la notizia che uno zoo cinese, nella gabbia riservata al re della foresta, aveva truffato i visitatori mettendoci dentro un mastino tibetano. Il cucciolo record ha un anno, è alto 80 cm e pesa 90 chili

Il prezzo di questi cuccioli è sempre più alto: nel 2011 un cuccioletto di mastino tibetano venne venduto per un milione e centomila euro, mentre nel 2012 era arrivato a un milione e duecentomila euro. Ora siamo a un milione e mezzo.

In Cina i mastini tibetani sono considerati uno status symbol, sarà forse per le sembianze da re felino. Il Mastino Tibetano è una razza rara, considerata in Cina al pari del Panda e portatrice di salute e sicurezza. Un tesoro nazionale che giustificherebbe il costo elevato.

In Italia i mastini tibetani sono davvero pochissimi e, a dire il vero, nello stesso Tibet è quasi del tutto scomparso.
Sono cani dal carattere piuttosto difficile: distaccati e indipendenti, raramente lasciano trapelare le loro intenzioni. I mastini tibetani sono molto attaccati alla famiglia ed estremamente diffidenti verso gli estrani: il che significa che possono mordere senza pensarci due volte.

La razza discende dai cani utilizzati per la caccia da tribù nomadi dell’Asia centrale e il Tibet e sono feroci ma leali e protettivi.

Insomma un cucciolotto a quattro zampe a mo’ di panda per casa, col suo maestoso pelo e la sua regalità. Il mastino tibetano è tanto bello e raro quanto costoso.

Arriva il pelfie, l’autoscatto degli animali domestici (FOTO)

L’evoluzione del selfie sembra ormai inarrestabile. Più passa il tempo e meno sembra scemare la tendenza all’autoscatto. Nata come fotografia di se stessi da soli o in compagnia, la selfie mania ha conosciuto un’espansione e una varietà di declinazioni davvero inimmaginabile.

Ultimamente su Instagram è sempre più diffuso un particolare hashtag che denota un originale tipo di selfie: il #pelfie, ovvero il pet-selfie. Cani, gatti, conigli e persino cavalli e criceti: tutti gli animali domestici sono diventati vittime inconsapevoli di questa nuova e diffusissima tendenza.

Ed ecco che cuccioli assonnati, musi buffi o arrabbiati, occhioni dolci o curiosi diventano i veri protagonisti degli scatti rubati dalla fotocamera di uno smartphone. Scatti che ricordano molto quelli dei padroni degli animali e che – come nel caso dei selfie umani – hanno invaso e ancora invadono le bacheche dei principali social network.

La tendenza del pelfie però non è del tutto fine a se stessa: essa infatti è stata utilizzata dal sito Buyagift per indire una competizione a suon di pet-selfie per una raccolta fondi da dare in beneficenza a Angels Animal Rescue e Wood Green, the Animals Charity, due associazioni benefiche che aiutano proprio gli animali. Il concorso – aperto dal 3 giugno e valido fino al 3 luglio – vedrà come protagoniste proprio le fotografie di qualsiasi animale da compagnia.

E così agli amanti degli animali e/o della fotografia – o forse sarebbe meglio dire dell’autoscatto – non resta altro da fare se non impugnare il proprio smartphone e cercare di scattare il pelfie più bello, per una giusta e nobile causa.

Il cane, il gatto e l’agnello della campagna OIPA invadono Milano

“M’ama, mi mangia” pensano rispettivamente il gatto e l’agnellino della nuova campagna di sensibilizzazione OIPA.
Questi cartelloni che ritraggono due specie animali, ma il cui destino è tremendamente lontano tra loro, hanno invaso le metrò di Milano, e, nei prossimi giorni, in occasione della Pasqua verranno affissi anche a Roma.

OIPA #1

L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali ha sollevato, così, una realtà che lascia basiti: che differenza c’è tra la vita di un gatto, che viene preso in casa e accudito, un cane, nostro compagno di vita fidato, e un agnellino, che in questi periodi dell’anno non giunge ai suoi primi mesi di vita?

Secondo le guardie zoofile dell’OIPA la differenza può farla solo chi è dotato di razionalità: l’essere umano.
Perché a noi è stata data la consapevolezza che dovrebbe bastare a renderci rispettosi nei confronti della vita, quella di tutti.
È con poche parole, ma dirette, e un’immagine che parla da sola, che per le prossime due settimane si tenta di suscitare una sensibilità maggiore nei confronti della strage pasquale che vede coinvolti gli agnelli.

Una campagna che rimanda al gioco che si fa affidandosi alle sorti dei petali di una margherita pronunciando il fatidico “m’ama, non m’ama” per decidere se un amore è ricambiato.

È con la stessa superficialità che decidiamo le sorti della vita altrui?