domenica, 31 Maggio 2020

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Notizie di attualità sul mondo degli animali, diritti e doveri per chi possiede un animale domestico, storie sugli amici a quattro zampe

L’incredibile storia di una leonessa e di un cucciolo di babbuino(FOTO)

dailymail.co.uk

Una leonessa, infastidita da un gruppo di babbuini, prima ne uccide una di loro, poi gioca con il suo cucciolo. Tutto è successo al Selinda Camp, nel nord di Botswana ed è stato ripreso dagli scatti del fotografo Evan Schiller.

Mentre si trovava nel campo insieme alla moglie e ad un gruppo di appassionati di grandi felini, il fotografo ha notato come un leopardo ha cominciato ad agitarsi a causa della presenza su di un vicino albero di un numeroso gruppo di babbuini, nemici secolari dell’animale.

I primati poi hanno iniziato a loro volta ad urlare e a dimenarsi: due leonesse erano infatti spuntate improvvisamente dai cespugli e li avevano puntati, graffiando l’albero sul quale si trovavano per incutergli ancora più timore.

Non sapendo come uscire da questa pericolosa situazione, tre coraggiosi babbuini hanno tentato un’impresa disperata: scendere da quell’albero e raggiungerne uno più alto e protetto. Due di loro sono riusciti nell’impresa. Una terza invece non c’è l’ha fatta, ed è stata aggredita e uccisa da una leonessa. Una scena cruda ma tutto sommato abituale se si considera la legge del più forte che domina in questi ambienti.

Ma a questo punto c’è stato un colpo di scena: Schiller e il resto del gruppo si sono infatti accorti che la babbuina uccisa portava attaccato al petto un cucciolo. Il piccolo babbuino, resosi conto della rischiosa e delicata situazione in cui si era suo mal grado venuto a trovare, ha provato a fare di tutto per salire su un albero e mettersi così in salvo. “Ma non aveva ancora la velocità e l’agilità padronanza”, ha osservato giustamente Schiller.

Così è stato notato da una delle leonesse. Il destino del cucciolo sembrava ormai segnato, quando il grosso felino ha sorpreso tutti: anzichè divorare il piccolo babbuino, la spietata leonessa che poco prima ne aveva ucciso la madre prima ha giocato un pò con il piccolo e poi lo ha preso con molta delicatezza fra le sue fauci e lo ha messo a terra di fronte a se.

A questo punto il cucciolo ha cercato di succhiare il petto del felino, che lo ha tranquillamente lasciato fare. Il lieto momento non sarebbe durato ancora a lungo, ma grazie all’arrivo di due leoni le leonesse si sono distratte e il padre del cucciolo è riuscito a trarlo in salvo su di un albero.

E di fronte a questo spettacolo ancora una volta non possiamo fare altro che rimanere stupiti e affascinati dai piccoli e grandi “miracoli” che la natura ci offre.

Galeotto fu il cane

North West news

La maestra d’elementari Katia Beddo, 31 anni, di Darlington, è sempre stata un’amante degli animali: mentre, scettica, bazzicava su un sito di incontri, è incappata nella foto-profilo di un cucciolo di Labrador nero. “Chi l’ha inserita dev’essere di sicuro un burlone”, ha subito pensato. E ha deciso di contattare quello che sarebbe diventato suo marito.

Farmer Richard Craggs, 36 anni, iscritto invano a Match.com da mesi, proprio per scherzo aveva deciso di cambiare la sua immagine del profilo in quella del suo cagnolino George: quando Katie l’ha trovata, ne è rimasta così colpita da contattare Richard per fargli i complimenti per un cucciolo tanto adorabile. “Come fa il tuo cane a sapere che sei in cerca dell’amore?”, gli ha scritto. Da lì in poi, ci sono volute solo due settimane prima che fissassero il primo appuntamento: due mesi dopo, Richard si univa alla famiglia di lei per una vacanza in Spagna.
Cinque anni più tardi, i due si sono sposati, adesso vivono a casa di Kathy e hanno una bellissima bambina di tre mesi di nome Bethany.

Essenziale nel farli conoscere, il cane George ha avuto un ruolo di spicco anche durante il matrimonio: nel corso della cerimonia, tenutasi nel lussureggiante North-East village di High Worth nel Dicembre 2011, ha portato – stretto tra le fauci – un cuscino con le fedi lungo la navata. Attualmente, il cane di Richard continua ad aiutare lui e la sua famiglia nella loro fattoria di Yarm (North Yorks) ed ha anche lui una figlia: una bellissima cucciola di Labrador di due anni.

Quando si è sulla trentina, i tuoi amici hanno già per la maggior parte una relazione stabile” spiega Kathy “se non sono addirittura sposati con figli. In più, se si è insegnanti alle elementari non si ha a che fare che con donne e bambini. Incontrare uomini liberi alla mia età stava diventando sempre più difficile”. È stato per questo motivo che la madre e le amiche più strette le hanno suggerito di dare una chance ai siti di incontri. “Ero scettica -confessa- non pensavo fosse il genere di cosa mi si addicesse: ho accettato di fare un tentativo solo per dimostrare a mia madre che si sbagliava”. Eppure, a sbagliarsi era lei. “Cliccare sul buffo profilo di George è stata la miglior decisione mai presa nella mia vita!”, afferma entusiasta Kathy, che conclude rimarcando quanto sia meraviglioso che lei e Richard abbiano finito per incontrarsi per l’amore che entrambi nutrono per i cani. Insomma, tutto è bene quel che finisce col cane.

Milano, sorgerà a Bruzzano la prima Clinica Veterinaria pubblica

Una clinica veterinaria pubblica, con spazi dedicati alla cura e alla degenza di animali domestici: la prima di Milano. La sede di quella che sarà una vera e propria “Casa degli animali” è già stata individuata in via Senigallia 60, quartiere di Bruzzano.

Lo spazio sarà affidato ad associazioni che dovranno aprirlo gratuitamente a tutti i cittadini che non possono permettersi di pagare le cure per tutti i loro amici animali.

In una nota del Palazzo Marino si legge che lo spazio sarà concesso per un periodo di tre anni massimo, con possibilità di rinnovo e senza scopo di lucro.
Approvate le linee guida del bando pubblico che sarà pubblicato nelle prossime settimane. L’amministrazione ha dato il via all’iter che doterà Milano di questa struttura, unica nel suo genere, entro l’anno.

Per la prima volta, in quel di Milano, sorgerà un’area polifunzionale nella quale coloro che si trovano in difficoltà economiche, tramite attestazioni Isee, potranno beneficiare di cure e visite gratuite per i propri amici a quattro zampe.

La clinica veterinaria di Via Senigallia sarà una vera e propria “Casa per gli animali”, dotata di attrezzature d’ultima generazione, nella quale saranno presenti spazi adibiti appositamente per le associazioni che si occupano della protezione degli animali che necessitano cure, amore, cibo ed un sostegno.

Le spese di manutenzione della clinica veterinaria saranno totalmente a carico del vincitore del bando, e le attività proposte per la creazione del progetto dovranno iniziare entro due mesi dall’assegnazione degli spazi.

In momenti di crisi come questi una notizia buona? Ben venga.
La Casa degli animali di Bruzzano sarà la clinica di appoggio per tutte le persone che hanno un animale al quale vogliono donare tutte le cure necessarie, ma che a causa delle ristrettezze economiche si trovano impossibilitati.

D’ora in poi all’amore incondizionato per gli animali aggiungono cure adeguate.

Film 3D sul moto dei muscoli di una mosca

La natura affascinate e bellissima, rimane per noi ancora un grande mistero. Come afferma Goethe, nel Frammento sulla natura, «Natura! Ne siamo circondati e avvolti, incapaci di uscirne, incapaci di penetrare più addentro in lei». Non è questo il caso.

Per la prima volta, un gruppo britannico di ricercatori dell’Università di Oxford, dell’Imperial College di Londra e del Paul Scherrer Institute (Psi), ha realizzato il film in 3D dei muscoli di una mosca carnaria in volo “dall’interno”, utilizzando una nuova tecnica di scansione a raggi X, una sorgente di raggi molto potente, la Swiss Light Source. Il film è stato realizzato dall’insieme di mini filimati che poi sono stati raggruppati insieme.

Questo documento offre uno sguardo all’interno del funzionamento di uno dei più complessi meccanismi della natura, chee potrebbe servire per ispirare nuovi modelli di micro veicoli aerei e altri micromeccanismi. Inoltre, la ricerca, pubblicata su “PLoS Biology” potrebbe essere utile anche per mettere a punto nuovi strumenti diagnostici.

Nel tempo in cui un uomo strizza l’occhio, una Calliphora può battere le sue ali 50 volte, controllando ogni battito con numerosi muscoli, alcuni sottili come un capello umano. Le ali membranose non contengono muscoli, così tutti quelli necessari al volo sono nascosti alla vista, all’interno del torace.

I tessuti toracici bloccano la luce visibile, ma possono essere penetrati dai raggi X“, ha spiegato Rajmund Mokso del Psi. “Il team è riuscito a registrare radiografie a una tale velocità, che i muscoli del volo ora possono essere visti da diverse angolazioni in tutte le fasi del battito. Abbiamo unito queste immagini in visualizzazioni 3D dei muscoli del volo mentre oscillavano avanti e indietro 150 volte al secondo“.

Un altro passo avanti per la scienza.