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Notizie di attualità sul mondo degli animali, diritti e doveri per chi possiede un animale domestico, storie sugli amici a quattro zampe

Il cane, il gatto e l’agnello della campagna OIPA invadono Milano

“M’ama, mi mangia” pensano rispettivamente il gatto e l’agnellino della nuova campagna di sensibilizzazione OIPA.
Questi cartelloni che ritraggono due specie animali, ma il cui destino è tremendamente lontano tra loro, hanno invaso le metrò di Milano, e, nei prossimi giorni, in occasione della Pasqua verranno affissi anche a Roma.

OIPA #1

L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali ha sollevato, così, una realtà che lascia basiti: che differenza c’è tra la vita di un gatto, che viene preso in casa e accudito, un cane, nostro compagno di vita fidato, e un agnellino, che in questi periodi dell’anno non giunge ai suoi primi mesi di vita?

Secondo le guardie zoofile dell’OIPA la differenza può farla solo chi è dotato di razionalità: l’essere umano.
Perché a noi è stata data la consapevolezza che dovrebbe bastare a renderci rispettosi nei confronti della vita, quella di tutti.
È con poche parole, ma dirette, e un’immagine che parla da sola, che per le prossime due settimane si tenta di suscitare una sensibilità maggiore nei confronti della strage pasquale che vede coinvolti gli agnelli.

Una campagna che rimanda al gioco che si fa affidandosi alle sorti dei petali di una margherita pronunciando il fatidico “m’ama, non m’ama” per decidere se un amore è ricambiato.

È con la stessa superficialità che decidiamo le sorti della vita altrui?

Cani, un albero genealogico anche per loro (VIDEO)

chihuahua-people.com

Potrebbe mai un Chihuahua avere delle caratteristiche in comune con un Rottweiler? La risposta più logica e scontata sarebbe assolutamente no. E invece un artista è riuscito a ricreare un albero genealogico canino che mette in evidenza come razze così distanti come appunto un Chihuahua e un Rottweiler possano avere dei tratti simili.

Il grafico presenta 181 razze di cani che vanno dai cosiddetti “cani giocattolo”, come i Pug e il Pomeranian, fino ad arrivare ai cani da lavoro come l’Alaskan Malamute e ai Golden retriever e Terrier, i preferiti dalle famiglie. Chihuahua e Rottweiler, ad esempio, hanno un filo rosso che li lega in quanto i primi fanno parte dei “cani giocattolo” e sono strettamente collegati ai Toy Pincher, che a loro volta si riallacciano ai Pincher, razza che fa parte dello stesso gruppo di “cani da guardia comuni” in cui sono inseriti anche i Rottweiler.

Questo albero evidenzia si le differenze fra le diverse razze canine ma sottolinea anche come tutte appartengano alla stessa specie, denominata Canis lupus familiaris. Risulta quindi chiaro come animali della stessa famiglia possano avere anche delle caratteristiche in comune pur nelle abissali diversità di mantello o di dimensioni.

Tradizione poi vuole che il cane sia il diretto discendente di un altro animale, il lupo. Secondo uno studio pubblicato all’inizio di quest’anno e condotto dai ricercatori dell’Università di Chicago cani e lupi si sarebbero evoluti da un antenato comune fra gli 11.000 e i 34.000 anni fa.

Gli scienziati però ritengono che, a differenza del sentire comune, la razza canina non discenda direttamente dal lupo ma sia stata originata a seguito di una serie di incroci dovuti alla domesticazione del cane da parte dell’uomo. Si pensa infatti che gli uomini abbiano operato una serie di modificazioni sulla biologia dei loro amici a quattro zampe, scegliendo quelle caratteristiche più facilmente modificate dai geni semplici.

Tutto ciò è possibile per il fatto che il codice genetico canino è molto meno complesso rispetto a quello di altre specie: i primi cani, sempre secondo questo studio, avrebbero vissuto in società di cacciatori-raccoglitori e avrebbero adattato le loro caratteristiche in base a questo tipo di vita. I ricercatori hanno quindi dedotto come appaia logico il fatto che ci siano più similitudini fra razze di cane anche molto distanti fra di loro piuttosto che con i lupi.

Una mappatura e uno studio sulle razze canine utili e innovativi. E che verranno sicuramente apprezzati dagli amanti degli amici a quattro zampe, che non vedranno l’ora di scoprire a quale altro simile il loro cucciolo si avvicini di più.

[Fonte: dailymail.co.uk]

Allo Zoo di Copenaghen uccisi quattro leoni

Più che uno zoo, la struttura di Copenaghen sembra essere diventato un mattatoio; un luogo di morte degli animali oltre che di cattività“. Con queste parole il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri, ha commentato quanto accaduto nello zoo di Copenaghen.
Dopo l’uccisione della povera giraffa Marius, è toccato a quattro leoni subire la stessa assurda sorte.

Questa volta è stato il turno di quattro esemplari di leone, due anziani e due cuccioliprosegue FerriE la prossima volta a chi toccherà? Ma soprattutto a quale risibile pretesto ricorrerà lo zoo di Copenaghen nel disperato tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica internazionale? Marius è stato ucciso perchè di troppo; i due cuccioli di leone invece per evitare una possibile aggressione da parte di altri adulti. In altri termini, con una deprecabile operazione di maquillage linguistico, la struttura, che ha definito la soppressione dei cuccioli come eutanasia, vorrebbe quasi lasciare intendere che gli animali sarebbe stati uccisi per nel loro stesso interesse“.

Profonda tristezza avevano suscitato le immagini dell’uccisione della giraffa Marius e in tanti si sono chiesti come porre fine a queste azioni violente.

La direttrice dell’Enpa ha sottolineato quest’aspetto: “Naturalmente come dimostra l’ondata di indignazione provocata dalla morte di Marius, l’opinione pubblica internazionale non crede a giustificazioni infondate e pretestuose, e non è più disposta a tollerare simili gesti violenti, crudeli ed inutile ai danni di altri esseri viventi, compiuti da chi, come gli zoo, si vuole addirittura arrogare una funzione di conservazione delle specie; cosa evidentemente che con la cattivita’ non ha nulla a che vedere“.

L’appello ai politici europei è quanto mai accorato. L’Enpa, alla vigilia delle elezioni europee, richiede a tutti i futuri candidati al Parlamento Europeo di “fermare la barbarie e di porre fine alle strutture di cattivita’ in tutta Europa, zoo, delfinari, acquari, circhi ; strutture che spesso non rispettano neanche le normative nazionali e internazionali. Uccisioni come quelle perpetrate in Danimarca non sono piu’ tollerabili e sono in palese conflitto con l’idea di civilta’ di cui l’Europa intende farsi portatrice“.

Cani e gatti, tutti i benefici dell’accudirli

Da un recente studio è emerso che gli animali da compagnia rendono la vita di chi li accudisce migliore. Si sapeva che i cani (e i gatti) sono i migliori amici degli uomini, ma adesso è tutto certificato.

Infatti, una famiglia su due si prende cura di teneri cuccioli di pelo e, addirittura, nove italiani su dieci sono convinti che, soprattutto, i gatti siano portatori di felicità.

Un animale in casa porta più armonia, stempera i conflitti e allevia lo stress, sia da lavoro che personale.

Secondo la ricerca la presenza di un gatto, o di un cane, porta il padrone ad avere la pressione più bassa, meno ansia e diminuisce il rischio di depressione.

Persino in ufficio la presenza di animali porta dei vantaggi: personale più produttivo e reattivo. Inoltre, dover staccare dal lavoro per portarli fuori permette quella pausa, ogni venti minuti, che spetta a tutti gli impiegati per diritto e che difficilmente si riesce a fare.

I nostri amici a quattro zampe alleviano anche la tensione per un esame. Lo sanno bene alcuni studenti universitari americani che hanno il privilegio di giocare con cani e gatti in un’apposita stanza, la Pet Room, prima di sostenere il colloquio con il professore. Giocare, rincorrersi, hanno l’obiettivo di distrarsi per alcuni minuti dal pensiero dell’incombenza, di ossigenare il cervello e quindi risultare più freschi e reattivi alle domande del docente.

E poi ci avete mai pensato? Correre con il proprio animale nei parchi è un’ottima attività fisica. Si dimagrisce con gioia e senza spendere soldi.