martedì, 7 Luglio 2020

Bon ton 3.0

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Regole di buona educazione al tempo degli smartphone

Regole di buona educazione

Regole di buona educazione al tempo degli smartphone, ovvero come non esserne ossessionati e come non infastidire il prossimo.

Tutti abbiamo un telefonino che ormai fa di tutto e di più, se vi guardate intorno vedrete la maggior parte delle persone con il naso incollato sullo schermo.

Giusto ieri mi trovavo nella sala d’attesa del medico, una signora conversava su whatsapp con il suo cellulare. Peccato però che non avendo eliminato la suoneria, ogni paio di secondi il telefono producesse suoni e trilli che ad un certo punto sono divenuti davvero fastidiosi. Poi c’è stata la scelta della suoneria, i giochini e tutto sempre al massimo volume.

Ovviamente la signora non si è resa conto del fastidio che stava provocando, non le è passato minimamente per la testa. Questo non è bon ton.

Regole di buona educazione con lo smartphone

Direi che è arrivato il momento di rivedere il galateo ed aggiornarlo in funzione degli smartphone:

  • nei luoghi pubblici evitare le suonerie a tutto volume per non infastidire chi ci sta accanto, se messaggiate o giocate togliete l’audio. Portarsi dietro un paio di auricolari.
  • Quando qualcuno ci parla o siamo in compagnia è bene riporre lo smartphone
  • anche la vibrazione su una superficie come un tavolo può risultare fastidiosa, quindi occorre prestare attenzione
  • durante un pranzo o una cena evitare assolutamente di controllare il telefono in continuazione, per resistere alla tentazione non poggiarlo sul tavolo
  • se proprio dovete usare il telefono, mentre siete a tavola o qualcuno vi parla, specificate cosa state facendo (ad esempio mandare un messaggio importante), scusatevi e poi riponete il telefono
  • la privacy è sacrosanta, quindi evitiamo di sbandierare il telefono così che tutti, anche involontariamente, possano leggere. Lo stesso vale per le conversazioni, niente viva voce e niente urla
  • C’è poi la questione foto: se vi si dice che vi si farà vedere una foto non significa che potete guardare tutta la galleria, evitate!
  • Evitiamo di scattare foto di qualsiasi cosa continuamente perché questo nostro atteggiamento da sui nervi

Guardarsi attorno non serve solo a vedere la tristezza che stanno seminando questi telefoni, la solitudine reale e la schiavitù verso cui ci stanno conducendo, serve anche a verificare di non star infastidendo il nostro vicino.

Galateo a tavola, come cambiano le regole

galateo a tavola

Se il galateo vi sembra una parola obsoleta o in disuso vi sbagliate, per ogni circostanza o situazione che ci troviamo ad affrontare nella vita in compagnia di altre persone, le buone maniere e l’educazione non vanno mai dimenticate. Naturalmente con il passare degli anni molti canoni di comportamento si sono evoluti, e nell’epoca degli smartphone e della globalizzazione è impensabile pensare di rispettare l'”etichetta” che osservavano i nostri nonni solo 50 anni fa.

Bisogna però sapersi comportare con rispetto ed eleganza sempre e in tantissimi ambiti. Noi di blog di Lifestyle abbiamo pensato di darvi piccoli consigli di buone maniere e bon ton al passo con i tempi. Iniziamo da una delle situazioni più classiche, il galateo a tavola. Che si tratti di un convivio in casa o di una cena galante al ristorante, anche nel 2015 poche e semplici regole ci insegnano come comportarci per far sentire tutti a proprio agio.

Per cominciare

Prima di tutto mai augurare buon appetito prima di cominciare a mangiare. Questo perché negli ambienti aristocratici di un tempo, da cui derivano buona parte delle regole di galateo a tavola, nessuno arrivava mai a cena affamato, la tavola era l’occasione per conversare e stringere alleanze, si cominciava quindi a mangiare in silenzio seguendo i padroni di casa. Nel caso ci si trovi al ristorante, anche l’ingresso nel locale e il sedersi a tavola hanno delle regole da seguire. L’uomo o il cameriere devono sempre precedere la donna mentre ci si reca al tavolo. Quest’ultima si siederà per prima scegliendo il posto migliore che normalmente è quello con vista sulla sala. Un tempo era l’uomo che si occupava delle ordinazioni ed era l’unico ad interloquire con il cameriere, adesso questo non è più necessario, anzi le donne sono spesso molto attive. È bene però lasciare che sia l’uomo a scegliere il vino.

La conversazione

Mangiare insieme ad altre persone significa anche intrattenere una conversazione. Bisogna però stare molto attenti agli argomenti trattati perché se in famiglia o tra amici conosciamo bene con chi parliamo, se siamo ospiti ad una cena di lavoro possiamo trovarci a conversare con persone per la prima volta. Evitiamo temi che possano suscitare polemica come politica, sport o religione. È poi considerato poco educato parlare di persone sconosciute alla maggioranza dei commensali o monopolizzare la conversazione per troppo tempo. L’uso del telefono è consentito solo se strettamente necessario, vietato massaggiare su whatsapp o aggiornare i social. Di cattivo gusto anche poggiare lo smartphone sulla tavola, meglio tenerlo in borsa o in tasca con la suoneria abbassata.

Cosa fare e cosa evitare

Quando ci si siede a tavola il tovagliolo va poggiato sulle gambe, ma non dimenticate mai di usarlo prima di bere. È veramente di cattivo gusto lasciare segni sul bicchiere, e questo vale anche per il rossetto delle donne. I gomiti non vanno mai appoggiati alla tavola e fate attenzione a non masticare rumorosamente. Non dimenticate poi che tutte le portate, tranne il brodo o le zuppe, vanno mangiate con la forchetta e non con il cucchiaio. Riso compreso. Il pane va spezzato con le mani, mai con le posate. Se mangiate le uova o il formaggio ricordatevi di tagliarle con la forchetta senza usare il coltello. Se il sale non è presente sulla tavola non va mai chiesto nel caso di una cena in casa, sarebbe poco elegante poiché la padrona di casa potrebbe pensare che non gradite la pietanza.

Pagare il conto

Se vi trovate al ristorante, il momento del conto è sempre molto delicato. Seguendo le regole del galateo, chi invita è anche chi paga il conto. Naturalmente questo vale ancora di più in situazioni galanti dove di regola è l’uomo che paga il conto. L’etichetta vorrebbe che questo avvenga anche in situazioni di amicizia, ma ai giorni nostri la normalità è che tra amici il conto si divida in parti uguali. Di cattivo gusto, invece, il voler dividere il conto secondo le portate che si è consumato. Quando andate via non dimenticate di lasciare la mancia, un gesto di signorilità che distingue le persone di gran classe.