L'amore precario

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Amore, bastone quadrato buco rotondo

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Vi siete mai sentite come un moscone che sbatte contro un vetro? Mi auguro di si. O meglio, in verità non spero che abbiate mai provato la sensazione di quando sei ubriaco e tenti di opporti al senso di vomito, ma sapere che nel percorso di ogni donna ci sia un piccolo momento di espiazione obbligato dona un certo conforto. Perché ci sono sentimenti che nella vita ti fanno sentire come quando tenti di scendere dalle scale mobili al contrario, mentre indossi il cappotto più pesante che possiedi e fuori qualcuno ha deciso che è primavera.
Ci sono amori capaci di renderti più inerme di un randagio, più triste di una tigre da circo, con lo sguardo assente e rassegnato di chi sa che sta sciupando la sua vita in una gabbia. Per cosa? Per niente, perché di niente si tratta. Eppure certe volte si fa più fatica a digerire un certo ‘niente’ che un panino con la porchetta.

Ho conosciuto donne con lo sguardo fisso nel finestrino, quello di quando lui guida l’auto e tu parli in cinese. E lui in Cina non c’è mai stato, e di cinese non capisce nemmeno una parola. Ed è probabile che in quel momento tu abbia anche sviluppato occhi a mandorla minuscoli, così straordinariamente piccoli da impedirgli di capire che stai evaporando. Come quei profumi in bottiglia da cui escono i bastoncini.
Perché è impossibile uscire vivi da un amore unilaterale, quello di quando tu hai la sua prima mail custodita nel portafoglio e lui non è in grado di riconoscerti quando sei di spalle. Ed è addirittura capace di confonderti con qualcuno che abbia capelli più corti e di un altro colore.
Qualcuno in grado di ignorare chi sei e cosa ti piace, capace di regalarti una macchina da espresso quando tu sei intollerante al caffè.

Eppure certe volte penso che in quei casi ci sia proprio una barriera linguistica che separa le persone, qualcosa che disturbi il segnale e che trasformi una relazione nel gioco del telefono che facevamo da piccoli.
Perché il messaggio distorto proviene da uno solo o da entrambi, ma nel mio giudizio ho imparato a condannare sempre tutte le parti. Perché è impossibile compatire chi distrugge un germoglio, ma anche chi si ostina a lucidare una scarpa bucata. Di quelle che quando piove ti si bagnano tutti i piedi ma che ti ostini a portare, perché l’emozione di quando le hai scelte è più forte dell’acqua che viene giù durante un temporale.
Eppure nel lustrarle continui a sentire dentro devozione e rabbia, mista a quell’amara consapevolezza che quello che tenti di proteggere dalle furie dell’inverno altro non è che un errore di calcolo. Di chi non è dato saperlo.
Perché in nessun caso 2+2 fa 5, così come in nessun caso, per quanto tu lo desideri, un bastone quadrato può entrare in un buco rotondo.

Perché per amare bisogna scegliersi?

photo credits: tinamannelli

Ci siamo sentiti ripetere, milioni di volte, che per donare amore agli altri bisogna prima imparare ad amare un po’ la persona che siamo .
Nessuno mai ci ha spiegato, però, che una volta iniziata la love story con noi stessi dobbiamo coltivarlo e conservarlo per sempre questo modo di amare.
La storia d’amore con noi stessi ed un’altra eventuale storia, o infatuazione, o situazione precaria che sia è l’unica doppia relazione nella vita da cui possiamo trarre un vero vantaggio. Perché?
Perché continuare a sceglierci e decidere ciò che ci fa stare veramente bene, fa stare bene anche chi abbiamo accanto e ci insegna anche ad amare.

Non ci si ama solo e soltanto nella fase della vita in cui siamo un cocktail di ormoni, adrenalina e nessuna voglia di legarsi. Ci si ama quando ci arrendiamo all’amore, quando smussiamo i nostri lati più spigolosi e ci veniamo incontro in maniera equa.
Quando conserviamo il nostro carattere, il nostro modo di essere e la nostra dignità pur dovendo scendere a patti.
Ci amiamo quando sappiamo dire all’altro che questo sabato sera proprio non avete voglia di uscire perché la vostra sindrome premestruale è dietro l’angolo e avete già deciso di infilarvi il pigiama e guardare tutti gli episodi arretrati della vostra serie tv preferita.
Ci amiamo quando coltiviamo interessi sempre nuovi, quando sogniamo in maniera variegata e ci lasciamo incuriosire da nuovi orizzonti. Perché solo in questa maniera verranno a crearsi nuovi stimoli da condividere con la persona che vogliamo amare e ci mostreremo all’altro in prospettive diverse ed accattivanti.
Ci amiamo quando diamo il massimo a livello lavorativo e scolastico, quando sfruttiamo le occasioni che ci vengono propinate, suggerite e mostrate. Quando non ci lasciamo andare alla pigrizia e ci lasciamo pervadere dalla volontà. Perché solamente in quella maniera otterremo ciò che vogliamo davvero e di conseguenza ci sentiremo meno frustrati, più gioiosi e desiderosi di coinvolgere chi amiamo nella nostra vita.
Può essere un percorso difficile e faticoso, pieno di ostacoli e di prese di coraggio. Ma il risultato sarà sconvolgente e semplice allo stesso tempo, perché: amando noi stessi veramente ci vedremo ripagati di un amore vero.

Quante volte fate sesso?

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Con che frequenza fate sesso? Questa è certamente la domanda ricorrente quanto ci si trova a chiacchierare tra amiche della nostra vita privata. Se da un lato la scuola Samantha Jones impone di rotolarsi nel letto almeno una volta al giorno, è altrettanto vero che ogni coppia raggiunge un equilibrio diverso rispetto a quello di tutte le altre.
Una volta al giorno? Siete donne sicuramente fortunate, anche se, onestamente, una frequenza simile incide negativamente nel lungo periodo, provocando una inevitabile perdita di interesse. Una volta a settimana? Un po’ pochino, in particolare se non avete ancora i capelli bianchi. Sapevate che esistono coppie che lo fanno una sola volta all’anno? E voi, che coppia siete?

Una volta al giorno

Siete persone certamente molto sessuali e abituate al contatto ravvicinato con il partner. Nei primi anni di una relazione è quasi automatico dedicare tutto questo tempo all’amore ma nel lungo periodo si corre il rischio di annoiarsi. Pensateci: anche se siete ghiotti di aragoste, vi andrebbe bene abbuffarvi ogni giorno? Questa cosa la diceva pure Ovidio: ‘Non bene, si tollas proelia, durat amor‘ che tradotto significa: ‘L’amore non dura se togli ogni lotta‘. Cosa significa? Non datevi troppo e troppo spesso. Non dimenticate mai l’elemento della conquista: diversamente l’uomo cercherà (e troverà) altrove nuove prede capaci di diventare oggetto di desiderio.

Una volta a settimana

Beh, a stento il minimo sindacale. Ho sentito storie di coppie che fanno sesso solo nel fine settimana e qui bisogna fare una distinzione: farlo una volta a settimana quando ci si vede una volta a settimana è ben diverso dal farlo una volta a settimana quando ci si vede ogni giorno. Se vi addormentate nello stesso letto ponetevi qualche domanda: perché vi cercate una tantum? Forse l’attrazione è diminuita? Forse non c’è più desiderio di conquistare l’altro? Ricordate care amiche che se vi addormentate con il pigiama di ciniglia e i calzini di spugna è normale che la libido scivoli in basso ai minimi storici. Quale uomo può dire di sentirsi attratto da una donna che si mette a letto vestita da esquimese? Forza, tirate fuori la lingerie e, se non ne avete, correte in negozio a comprarla.

Una volta all’anno

Esistono coppie che si incontrano con la frequenza degli zampognari, e cioè una sola volta in un anno solare.
Per me è difficile mentalizzare una condotta sessuale di questo tipo, eppure ci sono persone che instaurano un altra tipologia di contatto fisico: quello basato sulla dolcezza e le carezze, accantonando così l’atto sessuale. Per me è inconcepibile stare con qualcuno senza avvertirne il desiderio: che senso ha? Ciò è frequente durante l’età avanzata: se vi capita di fare sesso così poco quando siete ancora belli e aitanti mi sa che dovete farvi qualche domanda.

Quando lui è geloso del tuo ex

Tu, lui e l’ex: storia di un grande amore, di un eterno triangolo destinato a durare in eterno. E cambiano i tempi, cambiano i protagonisti e i contesti geografici, ma tutto il mondo è paese. E anche lui, il tuo ex, continuerà ad essere un “pericolo” per tutti quelli che verranno. Anche dopo mesi, e dopo anni.

Quando lui è geloso del tuo ex lo capisci da poche semplici indizi: ti chiede ogni singola informazione dettagliata, compresi nomi, cognomi e codici fiscali di amici e parenti, per vedere se, per qualche strano caso del destino, ci sia qualcuno in qualche modo collegato a lui: fratelli, cugini di terzo grado, il macellaio di fiducia e il giornalaio sotto casa.

Senza dimenticare le innumerevoli litigate e le nottate passate a cercare di chiarire, tutta colpa di accesso Whatsapp ritardato, un’immagine profilo cambiata, una ricorrenza dimenticata. E torna lui, l’ex, come un fantasma pronto a succhiarti ogni barlume di linfa vitale, come quell’incubo dal quale non riesci proprio a staccarti, anche se adesso, lo sanno tutti, avete due vite diverse.

Ma la (s)fortuna, purtroppo, arriva quando il tuo ex fa parte della tua stessa comitiva, ha i tuoi stessi interessi, frequentate lo stesso corso di piano o la patente nella stessa agenzia. Ebbene, è proprio lì che viene segnato il tuo destino: ogni singolo sguardo diventa una promessa d’amore, ogni risatina condivisa diventa la fiamma che rinasce, ogni singolo indizio porta a film degni di premio Nobel.

E, in fin dei conti, come puoi biasimarlo? Una storia lunga 5 anni lascia sempre quel minimo strascico dentro i ricordi. E l’ex diventa, e diventerà sempre, quella data per cui litigherai, quella macchina per cui ti volterai, quel profumo che vorrai sempre evitare per non riempirti le narici di passato. Ma, a parte questo, niente e nessuno potrà mai ritornare nella tua vita. Un ex è un ex non per nulla, no? Ex vuol dire basta, vuol dire mai più, vuol dire metto un punto e ricomincio, guarda caso proprio senza di te.

Ma non è sempre facile da capire, soprattutto da accettare.

Come combattere contro lo stalkeraggio? Contro le litigate di fine estate? Come evitare ore e ore di messaggi e chiamate strappalacrime? Fiducia. Semplicemente fiducia.

Se manca fiducia non si può andar avanti, non si può costruire più nulla. Se non c’è fiducia come può una storia avere le fondamenta per innalzarsi e toccare il cielo? Se non ti fidi di me non c’è storia, non c’è futuro. E si vivrà sempre dentro i ricordi, che devono rimanere tali. Ricordi di ciò che è stato, di ciò che sei stata e di quello che ti ha trasformato, di quello che hai sbagliato e capito. Degli errori che non rifarai mai, del buono che porterai sempre con te. Ma che, fatevene una ragione, è finito, è passato.

Adesso ci sei tu, ci siete voi. E chi c’è stato c’è stato, e ormai è andato. E basta film mentali e paranoie inutili. Ora è una nuova vita. Ora si ricomincia.