Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 2
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Matrimonio a Bombay di Julia Gregson

Oggi parlo del libro “Matrimonio a Bombay” che ho finito di leggere ieri.

Premettendo che a me piace molto il genere etnico, per ciò tutto ciò che parla di culture straniere, perché mi attira l’idea di saperne di più sulle altre civiltà. Per un po’ ho collezionato i romanzi che uscivano con la Astrea, che sono veramente uno più bello dell’altro.

Dunque, questo volume mi è capitato fra le mani in una serata piovosa durante una gita per vedere le luminarie natalizie di Salerno (splendide, se vi capita andate a vederle), immaginate una libreria enorme con libri pure sui soffitti un altro po’, divanetti (per la gioia di mio marito), musica jazz: un paradiso. Ho dato una “rapida” (dove rapida è un termine eufemistico) scorsa a tutto quel ben di Dio ma il guaio è che non avevo un’idea precisa. Poi mi capita fra le mani questo volume…India?Beh, interessante.

A voi piace l’India?A me molto, anche se purtroppo di persona non ci sono mai stata. Ammiro la loro gioia, la semplicità, la giusta dose di spiritualità che mettono in tutte le cose.

Inoltre è la patria del mio poeta preferito: il Tagore.

Splendida è la sua frase tratta da Petali sulle ceneri: “Resta calmo, cuore mio, questi grandi alberi sono preghiere”.

La trama di Matrimonio a Bombay

Le protagoniste sono Viva, Tor e Rose.

Viva compare all’inizio della storia come chaperon che viene assunta per scortare tre ragazzi (Tor, Rose e Guy) durante il viaggio verso l’India, sostenendo di esservi cresciuta. Ma il motivo per cui vi si reca è anche un altro: un misterioso baule lasciatole dai genitori. Viva è una donna forte, indipendente, discreta che lavora per mantenersi. Una volta arrivata in India la vita però sarà tutt’altro che facile, in più ci si mette il ragazzo, Guy, che lei accompagnava, che appare fin dall’inizio come una persona disturbata…per non parlare di Frank e del loro tormentato amore…

Tor, in realtà il suo nome è Victoria, è assillata da una madre opprimente e fanatica dell’aspetto fisico e dall’apparenza che costringe la figlia a diete incredibili e la critica di continuo. Tor si reca in India per accompagnare la sua migliore amica, Rose, che deve sposarsi. Naturalmente sua madre spera che anche lei trovi un ricco pretendente, per questo la fa alloggiare da una sua amica, Ci Ci, molto snob e nevrotica che vive nel lusso. Sulla nave Tor s’invaghisce di Frank che però s’innamora di Viva…Nel complesso Tor ha una personalità molto vivace, spontanea, piena di voglia di vivere ma anche di delusioni. Desiderosa di libertà e di vivere la vita come lei vorrebbe quando vede arrivare il biglietto di ritorno inviatole da sua madre troverà una via di fuga…

Rose, s’imbarca per l’India per sposarsi. Quasi un matrimonio combinato quello con Jack alto ufficiale a cui interessa solo l’esercito ed i cavalli. Rose è una persona molto timida, fragile, ma in India scoprirà dopo tante difficoltà cos’è la vera felicità e come si può mandare avanti una vita nonostante tutto. Per lei come per Viva l’India è una sfida, un’impresa, solo che è decisamente impreparata, è una ragazzina che all’improvviso si trova a dover vestire i panni di moglie e madre per scoprire che è molto peggio di come lei pensava…

Matrimonio a Bombay

Ho trovato questo libro molto bello anche se un pochino lungo e purtroppo la traduzione lascia un bel po’ a desiderare. A parte questo è ammirevole il coraggio delle tre donne, il loro sbarco e le loro descrizioni del nuovo esotico Paese. Una delicata storia di amicizia, di sogni, di sentimenti delicati e intensi in cui protagonista è l’India, i suoi colori, le sue contraddizioni: un mondo di travolgente bellezza che va dritto al cuore e non si può fare a meno di amare.

Inglourious basterds: le curiosità sul film

Inglourious basterds


Inglourious basterds è forse il più celebre film di Tarantino.

Interpretato magistralmente da Brad Pitt, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Diane Kruger, Eli Roth, Mike Myers, B.J. Novak, Cloris Leachman, Julie Dreyfus, Mélanie Laurent, Daniel Brühl, Samm Levine, Til Schweiger, si piazza fra i film migliori che hanno raccontato storie vere sul nazismo

.

Oggi non parliamo di trama e recensione ma di curiosità.

La lunga fatica che fu Inglourious basterds

Tarantino lo scrisse nel 1994 e per dieci anni ci ha lavorato sopra. Il copione, 166 pagine rimase a lungo in un cassetto. Successivamente, anni dopo, lo ha di nuovo ripreso in mano per farci un film e sono stati in molti a chiedergli di farne un secondo ma non si sa se il regista abbia preso in considerazione l’idea.

Il titolo, volutamente sgrammaticato (sarebbe bastards) è stato ispirato da un incontro con Enzo Castellari con il quale il regista avrebbe rivisto Quel maledetto treno blindato, sua pellicola del 1978 che in inglese uscì con il titolo di Inglorious Bastards.

Anche il nome Aldo Raine, Enzo Gorlomi, richiama il vero nome di Castellari, all’anagrafe Enzo Girolami che appare in un cameo del film.

In Germania non fu totalmente ben accolto e le svastiche sul poster furono sostitute con proiettili questo perché in Germania i simboli del nazismo sono sottoposti a censura.

Fu annunciato il coinvolgimento di Ennio Morricone per la composizione della colonna sonora ma lui era già impegnato in un altro progetto e non poté partecipare.

Inglourious basterds

Il cast di Inglourious basterds

Fra i primi nomi che furono proposti ci fu Di Caprio ma lui rifiutò (un’altra ipotesi dice che l’attore non sapeva parlare tedesco e perciò fu scartato).

Christoph Waltz si presentò proprio mentre il regista stava per gettare la spugna, il suo ruolo è riuscito a passare alla storia inoltre è figlio di un rabbino.

Michael Fassbender sostituì Simon Pegg che dovette rinunciare al ruolo del tenente Archie Hicox. Donny Donowitz doveva essere interpretato da Adam Sandler che però non accettò la parte.

Eli Roth ha messo su 15 chili di muscoli per interpretare Donnie Donowitz, soprannominato L’Orso Ebreo ha inoltre affermato che la sua ragazza aveva messo di nascosto della musica di Hannah Montana nel suo iPod e inspiegabilmente questo lo ha aiutato a scatenare la natura violenta del suo personaggio.

Il ruolo del padre di Shosanna Dreyfus, Jakob, è interpretato dall’attore svizzero Patrick Elias, il cui padre Buddy Elias è un primo cugino di Anna Frank.

L’attore Til Schweiger, tedesco, rifiutò d’indossare l’uniforme nazista per il ruolo del sergente Hugo Stiglitz, accettò dopo che Tarantino gli disse che il suo personaggio avrebbe ucciso dei nazisti.

Tarantino appare in Inglorious basterds

Se non ci avete fatto caso riguardate la prima scena in cui i soldati prendono lo scalpo del primo soldato tedesco: quello è Tarantino.

Luna Nera – Le città perdute: libro e serie Netflix

Luna Nera

Luna Nera, segnatevi questo nome e questa data: 31 gennaio.

L’altro giorno sfogliavo il Cosmpolitan, come mia abitudine e mi cade l’occhio su un libro suggerito: Luna Nera – Le città perdute.

Intrigante.

Luna Nera – Le città perdute: il libro

XVII secolo. Ade è una ragazza di sedici anni che vive a Torre Rossa con il fratellino Valente. E’ stata cresciuta da Antalia, la nonna, considerata una saggia guaritrice da tutti.

Ade fa la levatrice in paese e tutti sommariamente le vogliono bene. Tutto cambia quando una neonata muore. Ade viene additata come strega e si trova a dover scappare.

Nel bosco trova una casa, il rifugio di Tebe e delle ragazze che ha salvato.

Ade entra a far parte delle Città perdute, una sorellanza che permette loro di stare in vita, studiare e proteggersi a vicenda.

Ma la caccia contro Ade non si arresta e i Benandanti sono decisi a trovarla…

Pietro, un ragazzo di Serra che studia a Roma incontra il cammino della giovane e tenta di difenderla nonostante lui sia…

Chi è Tebe? Chi sono le città perdute? Qual è il loro destino? Riuscirà Pietro a sfuggire al suo?

Quale sarà la sorte di Ade?

Luna Nera

Commento di Luna Nera – Le città perdute

Ho iniziato da due giorni a leggerlo e sono praticamente a metà, è pazzesco e mi ha preso tantissimo.

La storia è un classico medievale: la caccia alle streghe. Il popolo non istruito che vive nella miseria attribuisce alle guaritrici la colpa di qualsiasi cosa succeda: un’epidemia, la morte dei neonati, un raccolto andato a male e via dicendo.

Le donne hanno sempre fatto paura: sono forti, sono tenaci e quelle istruite e libere dal giogo maschile sono ancora più spaventose.

Ade sa leggere, conosce le erbe, conosce il bosco e non ha paura di affrontare gli uomini, questo fa di lei una strega.

Luna Nera

Netflix 31 gennaio: Luna Nera – Le città perdute

Ovviamente non ho intenzione di perdermi la serie su Netflix, girata da Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi.

La serie sarà ovviamente basata sul romanzo di Tiziana Triana che ha contribuito alla sceneggiatura degli episodi.

Antonia Fotaras interpreta Ade, Giada Gagliardi interpreta Valente, Manuela Mandracchia interpreta Tebe e Giorgio Belli interpreta Pietro.

Ibs libri: Le ore di Michael Cunningham

Ibs libri: Le ore di Michael Cunningham

Salve a tutti, oggi comincia la settimana, avete già scelto il libro che vi terrà compagnia?Come sempre io sono qui per darvi un’idea di quale potrebbe essere la vostra prossima lettura. Il libro di cui parliamo oggi è decisamente un bel libro…leggere è un po’ come guardare in uno specchio, come una finestra aperta su un mondo parallelo dal quale non riusciamo a staccare lo sguardo.

Chiudete gli occhi: immaginate di trovarvi davanti ad una finestra, state osservando un paesaggio autunnale, il fruscio d’un tappeto di foglie secche dai colori caldi, una pioggerellina sottile come un velo, una consolante coperta di lana attorno a voi, una vecchia canzone aleggia nell’aria…la canzone potrebbe essere Dance me to the end of love di Madeleine Peyroux…
Questa è una delle tante sensazioni che questo straordinario libro, Le ore, è in grado di donarvi.

Ibs libri: Le ore di Michael Cunningham

Tre sono le donne protagoniste di questa storia: Virginia Woolf, scrittrice famoso, impressa in queste pagine poco prima che si suicidi, nel 1941, alle prese con la sua vita, con la servitù, con un marito buono e premuroso ma anche troppo assillante per lei, con la stesura del suo nuovo libro e con il personaggio da lei creato che finisce col essere il suo alter ego.

Clarissa Vaughan (sopranominata “La signora Dalloway” come la protagonista del libro a cui Virginia sta lavorando, ) un editor newyorkese di oggi, ritratta nel giorno in cui darà una festa per Richard, l’amico amatissimo, forse l’unico vero amore, che adesso sta morendo di Aids.

E Laura Brown, una donna delicata, fragile, insicura, una casalinga californiana dell’immediato dopoguerra in attesa del secondo figlio, amante della lettura, desiderosa di fuggire via per un giorno, un giorno soltanto, via dalla noia di un matrimonio ordinario, tremendamente ordinario. Che cosa lega il destino di queste tre donne? All’apparenza poco, Virginia è alle prese con la creazione della sua “Signora Dalloway”. E signora Dalloway è il nomignolo che Richard ha inventato per Clarissa. Ed è ancora quel romanzo che Laura porta con sé nella sua fuga breve dal mondo.

Ibs libri: Le ore di Michael Cunningham

Ci sono un paio di passaggi che mi fanno riflettere uno fra questi è quello in cui mentre Laura sta leggendo il racconto della Signora Dalloway si domanda com’è possibile che una persona che ha scritto qualcosa di così bello si sia potuta togliere la vita…ma del resto non è quello che tutti noi ci domandiamo quando apprendiamo la notizia che una qualche persona di spicco si è suicidata?

O anche se solo fosse un nostro amico, personalmente a me è successo ed era una persona che conoscevo. Una persona che tutti credevano amasse la vita.

E la scena in cui Virginia prende la decisione di suicidarsi e si reca al fiume: non è una scena tragica, strappalacrime, è una scena molto pacata, limpida, molto concreta…come se in realtà Virginia stesse semplicemente sognando se stessa. Persino la ricerca della pietra da infilare nella tasca del cappotto che la trascinerà sul fondo del fiume è attenta, meticolosa non frenetica, disperata, confusionale.

E infine il funerale improvvisato per un uccellino in fin di vita trovato dai nipoti di Virginia, è una scena commovente non patetica, non artificiosa…mi ha ricordato un brano di Voglio comprare un mastino dove la protagonista seppellisce un ragno per far contenti dei bambini e vedendoli tristi racconta loro il mito di Aracne convincendoli che il ragno si è ritrasformato in una bella fanciulla.

Ibs libri: Le ore di Michael Cunningham

La scrittura e la lettura sono uno dei temi fondamentali di questo libro, una forma di evasione dal mondo reale, da ciò che siamo, in termini psicologici una fuga nella fantasia.

C’è poi lo strano legame che s’instaura fra le tre donne che ovviamente non si sono potute conoscere e che pure condividono gli stessi stati d’animo, gli improvvisi sbalzi d’umore, le associazioni di idee, i ricordi, raccontati sempre nello stesso delicato e raffinato stile. Persino i medesimi fatti come ad esempio i baci saffici che le protagoniste si scambiano con figure femminili a loro care.
Mrs. Dalloway sembra essere il tenue filo capace di cucire da lontano le vite delle tre donne.

Questo è davvero un libro piacevole da leggersi, forse all’inizio deciderete, come Madame Strauss per i primi capitoli della Recherche di Proust, di “leggere ancora un quarto d’ora, e poi ancora un quarto d’ora” e finirete col non riuscire a staccarvi da queste pagine.
E’ questo quello che accade quando ci si ritrova fra le mani un bel libro.

Da questo libro è stato tratto l’omonimo film di Stephen Daldry interpretato da Julianne Moore, Meryl Streep e Nicole Kidman, guadagna quattro nomimation e un Oscar come miglior attrice per la Kidman, sancendo il “trionfo planetario” (Monda 45) dell’autore, amato e tradotto in tutto il mondo.