lunedì, 6 Luglio 2020

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Barcellona, libri e rose per la festa di San Giorgio

La festa di San Giorgio, santo protettore della Catalogna ricorre ogni anno il 23 Aprile ed è uno degli eventi più belli a cui si può assistere a Barcellona. Nello stesso giorno si celebra anche la Giornata mondiale del Libro e del diritto d’autore proclamata dall’UNESCO, nonché l’anniversario della morte degli scrittori Miguel Cervantes e William Shakespeare. Barcellona si trasforma oggi in un’enorme libreria all’aperto e l’atmosfera sulle Ramblas è viva e colorata dai fiori e dai turisti che passeggiano tra le bancarelle, incontrando anche volti noti d’autori che firmano i propri libri.

Barcellona, libri e rose per la festa di San Giorgio

La tradizione catalana, risalente al secolo XV vuole che nel corso di questa giornata si festeggi la festa degli innamorati e tutte le coppie di amanti si scambino dei regali molto speciali: gli uomini regalano una rosa alle donne, che ricambiano con un libro. La festività è diventata però così diffusa che non sono soltanto gli innamorati a scambiarsi i doni, ma chiunque si rechi in città. L’omaggio floreale è legato alla leggenda che vede San Giorgio raccogliere una rosa nata dal sangue del drago sconfitto, per donarla alla Principessa a cui aveva salvato la vita.

La festa è molto popolare e sentita dai catalani, per i quali è diventata una rivendicazione della loro cultura e dei valori nazionali. La giornata è infatti un susseguirsi di eventi, reading e presentazioni. Da non perdere il concerto di musica popolare del carillon al Palazzo della Generalitat, mentre per i turisti italiani e per gli appassionati della cultura nostrana l’appuntamento è presso i due grandi stand allestiti da Leggere: tutti sulla Rambla con i libri degli scrittori italiani, un’isola tricolore in un mare di libri spagnoli. Nella stessa giornata, appuntamenti con i libri e gli scrittori italiani all’Istituto Italiano di Cultura e alla Casa degli Italiani di Barcellona.

L’Oriente illumina il Parco Esposizioni Novegro di Milano

India, Cina, Giappone, Thailandia, Indonesia, Marocco, Filippine. Posti così lontani, che rievocano una magica atmosfera orientale, a cui spesso l’occidente si ispira. Dal 24 al 27 Aprile e dal 1 al 4 Maggio 2014 al Parco Esposizioni Novegro di Milano, sarà possibile immergersi in quella cultura così magnetica, in occasione del Festival dell’Oriente.

Mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali si alterneranno nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni.Un iter guidato attraverso le consuetudini più conosciute e quelle ancora da scoprire, a disposizione del visitatore che ne resterà catturato.

Si potranno sperimentare gratuitamente le terapie tradizionali e visitare il settore dedicato alla salute e al benessere con i suoi padiglioni organizzati per le terapie olistiche, le discipline bionaturali, lo yoga, l’ayurvedica, fiori di bach, theta healing, meditazione, spazio vegano, reiki, massaggi, ci kung, tai chi chuan, shiatsu, tuina, bio musica, rebirthing, integrazione posturale, e molte altre ancora.

Numerose le attività raccolte in un unico evento e permeate di quel fascino tipico dell’Oriente. Cerimonia del the giapponese, vestizione del kimono, esposizione e pulitura delle katane, corsi di origami, recitazione di poesie zen e molto altro ancora, a regalare al visitatore quel percorso interiore attraverso questa magica cultura.

Non resta che abbandonarsi a questo viaggio, apprezzando la diversità e lasciandosi da essa catturare.

Arriva Palcohol, l’alcol in polvere per i cocktails fai da te

comequando.it

All’apparenza si potrebbe scambiare per una semplice bustina di zucchero, piccola, tascabile e veloce da utilizzare. Ma l’apparenza – si sa – inganna. Perchè dietro alla banale fisionomia di una bustina qualunque si nasconde invece una rivoluzione nel mondo dei cocktail: l’alcol in polvere.

Palcohol – questo è il suo nome – è l’innovativo sistema di bere alcolici ideato dal giovane sportivo Mark Phillips, creato apposta per giovani come lui che dopo stressanti ore di allenamento o di scuola vogliono godersi una bevanda rinfrescante e gustosa senza doversi portare dietro pesanti bottiglie.

Questa geniale(?) creazione sarà commerciabile a partire dall’autunno prossimo negli Stati Uniti, in tutti i negozi che possiedono la regolare licenza di vendere alcolici. E probabilmente molto presto verrà esportata anche nel resto del mondo.

Ma come funziona esattamente Palcohol? Semplicemente basta diluire l’alcol in polvere in acqua o succo di frutta: il risultato sarà la creazione di cocktail quali Cosmopolitan, Mojito, Margarita e Lemon Drop. E il team di Phillips è riuscito anche a mettere a punto due versioni classiche di Palcohol: quella chiamata ‘V’ – a base di vodka – e la versione ‘R’ – a base di rhum – grazie alle quali si possono realizzare un infinito numero di cocktails.

Ma il fatto che questo nuovo sistema per sballarsi possa raggiungere un infinito numero di giovani è quello che più preoccupa diversi osservatori. Perchè Palcohol non solo è un metodo veloce per avere a disposizione un buon cocktail, ma è anche molto economico, se si pensa che mediamente consumare una bevanda alcolica negli Stati Uniti viene a costare sui 15/20 dollari ed il costo di una bustina di alcol in polvere sarà nettamente inferiore.

La società produttrice – la Lipsmark – raccomanda ovviamente di consumare il prodotto in modo «legale e responsabile». Ma serviranno a qualcosa queste teoriche raccomandazioni di fronte ad un giovane che si vedrà a disposizione alcol facile da consumare, economico e legale? Si spera ovviamente di si, ma ci sono purtroppo molti dubbi.

In America arriva il divieto di indossare leggings a scuola

Dichiarati “troppo aderenti, provocanti, inadatti ad un look formale scolastico e troppo appariscenti”. Le scuole americane dichiarano guerra ai leggings. Il divieto è arrivato dopo anni di polemiche e scontri portati nelle aule scolastiche dalle mamme di adolescenti statunitensi determinate ad abolire l’uso dei leggings in classe. Secondo alcuni presidi sono troppo provocanti e possono essere indossati – e quindi tollerati – solo con una gonna a coprire le gambe o una maglia lunga che possa nascondere le forme. Ogni maglietta corta, top, camicia o canotta che non sia al di sotto dell’inguine è tabù. Altri presidi li hanno messi al bando del tutto, vietandoli in qualsiasi forma, colore, tessuto o abbinamento.

In America arriva il divieto di indossare leggings a scuola

Nel mirino dei polemici anche i cosiddetti “yoga pants”, “pantaloni” da ginnastica super aderenti molto spesso usati come abbigliamento normale, senza tener conto delle forme e della decenza. Molti sono stati i genitori in polemica con questi divieti, contrari a regole sull’abbigliamento nelle scuole: secondo loro porre dei freni al modo di vestire delle ragazze è un modo per limitare anche la loro personalità, il loro senso di comodità e stile, andando ad imporre loro qualcosa in cui non si rispecchiano. Inoltre, vietare qualche indumento come i leggings equivale a dare la colpa alle ragazze delle molestie dei maschi.