sabato, 19 Settembre 2020

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Birra, svelato il segreto per berla tutta la sera e rimanere sobri

you-ng.it

Bere birra è sicuramente un piacere per molti, ma quando si esagera e ci si ubriaca le conseguenze non sono sempre piacevoli. Da oggi però si potranno bere litri e litri del famoso “nettare degli dei” senza correre il rischio di incappare in brutte figure o di farsi del male.

Come? Il segreto lo svela Jim Koch, co-fondatore della Boston Beer Company: basta mangiare un cucchiaino di lievito di birra prima di uscire di casa e il gioco è fatto. Bere birra per tutta la sera e rimanere completamente sobri grazie a questo “trucco” non è più un sogno o un’abilità che pochi bevitori esperti hanno ma è una realtà accessibile a tutti.

A tutto questo c’è un spiegazione scientifica la quale sottolinea come il lievito serva da barriera protettiva per il proprio fegato in quanto contiene un particolare enzima – la deidrogenasi – che scompone l’alcol e previene quindi i problemi al fegato legati ad un eccessivo consumo di bevande alcoliche.

Certo, mangiare del lievito così “a crudo” non è esattamente il massimo per lo stomaco umano, per questo l’esperto e milionario birraio consiglia di ingerirlo mischiandolo insieme a dello yogurt.

Grazie a questo consiglio da oggi gli appassionati della birra non avranno più problemi a reggere grandi quantità di questa bevanda. Anche se – si sa – è sempre meglio moderarsi e controllarsi nel consumo degli alcolici, piuttosto che eccedere e fare o farsi del male.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Quante volte la nonna ha pronunciato moniti sentenziosi poi rivelatisi preziosi? Sempre? Risposta esatta.

A quei “siediti composta“, “non essere sboccata” o “sii raffinata ed elegante” la risposta delle giovani donne, soprattutto di questi tempi, è molto molto simile a uno sbadiglio. Ma la verità, nuda e cruda, è che la nonna ha ragione: ci sono cose che gli uomini non riescono a sopportare, dai tempi in cui andavano a caccia di mammut. Figuriamoci adesso che si depilano.

Occorre dunque rinfrescare la memoria con alcuni pratici consigli, datati ma sempreverdi, che renderanno ogni donna più “femme fatale” e meno raccoglitrice di bacche.

Non essere sentimentali

La maggior parte dei maschietti odia demolire la sua virile immagine pubblica, asciugando le lacrime delle piangente consorte. Gli unici uomini in grado di ascoltare si chiamano terapisti e si fanno pagare per farlo.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Non essere troppo affettuosa in pubblico

Sulla scia del consiglio precedente, tirare fuori con la forza il suo lato tenero non è la mossa giusta. In un ambiente rilassato e con la compagnia che ritiene necessaria, sarà lui a cercare il contatto e a dedicarvi più attenzioni. Basta saper aspettare, non troppo ovviamente, il momento giusto.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Non parlare di vestiti

Su questo gli uomini non transigono. Le possibili reazioni di fronte alle disquisizioni sul colore più in voga della stagione, a meno che non si stia parlando con Mariano Di Vaio, saranno uno sguardo inebetito o un repentino “guarda che bel tempo oggi“.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Non truccarti davanti a lui

I tutorial sull’applicazione del fondotinta solo su Youtube per cortesia. Una donna non deve mai mostrare il duro lavoro nascosto dietro quel fantastico risultato dedicato esclusivamente alla dolce metà.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Non farlo aspettare

Ok, meglio in ritardo che brutte. Ma il ritardo rende le donne ugualmente brutte agli occhi degli uomini. Loro odiano aspettare, perché nelle lunghe attese, finiscono inevitabilmente per riflettere. Ed è risaputo quanto questo sia complicato per loro da sostenere.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Non specchiarsi troppo

Una volta uscite di casa, a meno che non vi sia entrata una ciglia nell’occhio, evitate di specchiarvi dappertutto. In macchina, nelle vetrine, addirittura nelle lenti dei suoi occhiali. Non è mica uscito con la matrigna di Biancaneve.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Non esagerare con i drink

L’effetto dell’alcool sulle donne, fatta eccezione per pochi casi, è conosciuto: il passo dalla raffinatezza di Audrey Hepburn alla imbarazzante volgarità di Miley Cyrus è breve.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Non giocherellare con altri uomini

Spesso diretta conseguenza dell’esubero di alcool, di cui prima, l’eccessiva confidenza nei confronti di altri uomini, al maschio alfa non piace per niente. Catalizzatori di attenzioni da sempre, gli uomini non hanno un ego, hanno un ego-sistema.

Direttamente dal 1938, alcuni simpatici consigli per le giovani donne

Superati, antichi o noiosi che possano sembrare, giovani donzelle, farete bene a seguirli questi consigli. Lo ordina la nonna.

Il sospeso: non solo caffè

Bere un caffè e pagarne due era pratica comune nei bar della Napoli ottocentesca: un’offerta indice di grande umanità nei confronti degli indigenti che potevano beneficiarne chiedendo al barista se, appunto, non ci fosse un caffè lasciato “in sospeso” da consumare. Il benefattore e il destinatario del suo gesto di solidarietà rimanevano ignoti l’uno all’altro, l’unico anello di congiunzione tra i due non essendo costituito che dalla lealtà di chi serviva al banco.

L’antica pratica, che col boom economico finì per perdersi, ha pian piano ripreso vita in questi tempi di grande crisi e dal 2011 viene addirittura gestita tramite una vera e propria Rete del caffè sospeso, che comprende più di ottanta bar e locali e venti associazioni dislocate lungo tutto lo Stivale, da Trieste a Lampedusa. Ben presto, però, il sospeso partenopeo ha preso anche altre forme: in primis in alcune zone del Sud, dove si è esteso a quelle salumerie di quartiere in cui si assiste al fenomeno della “spesa sospesa”, con cui il cliente lascia un resto (dai 3 ai 5 euro) al proprio salumiere perché siano devoluti in spese per famiglie in difficoltà.

L’aiuto concreto che si può ottenere mediante una serie di piccoli contributi personali ha spinto anche la Coldiretti Lombardia e il Banco Alimentare a lanciare un progetto ufficiale di Spesa sospesa: per 12 mesi, a partire dal 13 dicembre 2013 è, infatti, possibile – nelle botteghe di Campagna amica di Coldiretti e nei Farmers’ Market della Regione Lombardia – lasciare 3 euro in aggiunta alla propria spesa, una sottoscrizione grazie alla quale il Banco Alimentare consegna a chi ne ha bisogno una borsa con pasta, salsa di pomodoro e uova. Da allora, l’iniziativa – presentata inizialmente presso la bottega agricola in corso San Gottardo 41 a Milano – ha riscontrato una buona adesione, permettendo così la consegna di 150 piccole spese.

E, ancora: è da marzo che si è diffuso anche il “pane in attesa”, che in meno di un mese dal panificio Spiga d’Oro di Messina ha raggiunto Trento, passando per Napoli e Lecce, grazie all’associazione culturale Amici della Città. Così, chi acquista del pane può lasciare un contributo a piacere in un contenitore appoggiato sul bancone: non appena si raggiunge la cifra necessaria all’acquisto di cinque panini, viene preparata una confezione che dei volontari si premureranno di consegnare direttamente ai bisognosi.

Ma il “sospeso” non si è fermato all’Italia, sbarcando anche in Francia: dall’anno scorso i locali di Rouen, in particolare, hanno fatto propria la pratica del “café en attente”, col notevole risultato che alla fine del 2013 soltanto l’attività de “La zèbre à pois” ha registrato la donazione di oltre 200 caffè. E il mutualismo in terra d’Oltralpe non poteva certo privarsi della “baguette en attente”: nata grazie a due panettieri di Puy-de-Dôme, l’iniziativa si è diffusa a macchia d’olio nell’arco di neanche un anno, raggiungendo persino le boulangerie parigine. In Francia, però, non si “sospendono” solo caffè e pane: numerosi sono, infatti, i locali di ristorazione dove è possibile lasciare interi pasti pagati a chi non può permetterseli.

Dal caffè al pane o dalla spesa al pranzo, o persino ai libri, il “sospeso” è senz’altro un’iniziativa che rincuora per la fortissima propensione al mutualismo che si è registrata: eppure, si tratta di un espediente la cui diffusione va a sottolineare quanto le condizioni di vita del nostro Paese stiano peggiorando. Si stima, infatti, che dal 2010 al 2013 le persone rivoltesi alle mense per i poveri siano aumentate di quasi un migliaio (da 260.000 a 330.000) e che siano più di 18 milioni gli italiani a rischio di povertà e di esclusione sociale (il 29,9% della popolazione complessiva): dei dati che – questi no – non si possono “sospendere”.

Stile di vita vegano? Ecco le regole per il sesso

Credit: lamedicinaestetica.com

Il XXI secolo è fatto di cambiamenti, cambiamenti inerenti alla cultura, alla società, alla moda e anche alla filosofia di vita.
Sta infatti avendo sempre più successo la filosofia vegan, che non siede solo a tavola, ma che giace anche sotto le coperte, cercando di abbracciare la natura in tutti i momenti della vita quotidiana.

Ma come si concilia la sessualità con l’essere vegani?

Esatto, anche il sesso deve rispondere a criteri della filosofia vegana, ad esempio contraccettivi, lubrificanti e sex toys non possono essere usati se testati sugli animali.

Partiamo proprio dai contraccettivi: molti profilattici sono il risultato di processi chimici che prevedono dei test sugli animali e la produzione di latex – il materiale più diffuso per i preservativi – non proprio amica dei vegani. Si devono, dunque, evitare condom di produzione vegetale e casereccia, anche perché non proteggono dal rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile.
Ci sono comunque molte aziende che producono profilattici vegan che, pur essendo in latex, non contengono additivi chimici. Il costo, però, è superiore a quello dei normali condom.

Profilattici aromatizzati pienamente cruelty-free anche durante le pratiche di sesso orale, per prevenire qualsiasi rischio di contagio anche in questo caso.

Anche per i contraccettivi orali, come ad esempio la pillola, serve un occhio di riguardo. È sempre il ginecologo a prescrivere la pillola, perché la relativa assunzione varia molto da donna a donna, in ogni caso, molte di quelle comunemente in uso prevedono test su cavie animali. In USA, per risolvere questo problema, si usa una barra contraccettiva sottocutanea che non prevede sostanze di origine animale. Si tratta della Ortho-Evra, che purtroppo è difficilmente reperibile in Italia.

Arriviamo ora ai sexy toys. Sono molte ormai le catene che producono “giocattoli del piacere” in pieno stile vegan: realizzati in materiale al 100% vegetale e senza estratti di petrolio – estremamente dannosi per l’ambiente.
Su internet ce ne sono tantissimi a tema, e recentemente ha aperto, a Berlino, il primo sexy shop completamente vegano, che, oltre all’attenzione ad animali e inquinamento, propone un’atmosfera tranquilla e serena, per contrastare la crescente e spudorata volgarità di tanti altri negozi sul genere.

[Credit: greenstyle.it]