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Il Piccolo Principe, dove l’amicizia è essenziale

Credits: blogitalia.it

“Ma se mi addomestichi, avremo bisogno l’uno dell’altra. Per me tu sarai unico al mondo. Per te io sarò unica al mondo.” Quando eravamo piccoli e leggevamo “Il Piccolo Principe” pensavamo fosse solo una bella storia di un bambino che viaggia dal suo pianeta alla ricerca di un amico o qualcuno da amare. Riprendendo il libro, anni dopo, ci rendiamo conto della profondità di quel racconto: valori come amicizia, amore e morte sono spiegati in modo semplice attraverso frasi genuine e cariche di significato.

L’amicizia tra il Piccolo Principe e la volpe, ad esempio. Appena lo vede, il bambino è incuriosito da lui, ma in un primo momento, l’animale non vuole nessuna confidenza, perché non è addomesticato. Davanti la confusione del Piccolo Principe, la volpe gli spiega il significato della sua ultima parola, rispondendogli: “Creare dei legami”. Quando incontriamo gente nuova con cui sentiamo subito una sintonia, facciamo immediatamente amicizia e in quel momento quella persona per noi non sarà solamente una uguale a centomila, ma diventerà unica al mondo.

Abbiamo tutti bisogno di essere addomesticati e di creare dei legami perché la vita è breve e noiosa, e avere qualcuno vicino a noi, che renda i nostri giorni meno difficili e più divertenti, ci cambia. Come tutte le cose, l’amicizia però non avviene semplicemente, ma necessita pazienza: conoscersi giorno per giorno, così da scoprire il prezzo della felicità. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice.”

“Il Piccolo Principe” è più di un libro, ma un tesoro da custodire. Il valore dell’amicizia è spiegato attraverso gli occhi di un bambino e di una volpe, che ci insegnano come gli adulti abbiano dimenticato la verità più importante: il tempo passato insieme alle persone che amiamo. Come il Piccolo Principe diventa responsabile della sua rosa che ha curato con tanto affetto per molte ore, così anche noi siamo responsabili di tutti gli amici con cui abbiamo stabilito dei legami. Come facciamo a ricordarci di tutte quelle persone importanti che non vediamo più? Ce lo spiega la volpe: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Tattoo piumati: più di 30 idee (FOTO)

Credit: www.etsy.com

Torniamo a bomba sul tema tatuaggi e lo facciamo parlando di piume. Queste trovano la loro origine nella cultura tribale dei nativi americani. Si credeva infatti che lo spirito dei volatili, di cui queste sono intrise, purificasse l’aria e l’ambiente dall’energia negativa.
Le piume venivano utilizzate nei rituali, agitandole sul fuoco sacro con l’intento di purificare lo spirito per elevarlo e farlo danzare con gli altri spiriti che abitano l’aria.

Le credenze narrano che una piuma trovata sul proprio cammino, indichi un messaggio di una persona cara che vuole comunicare con chi la trova. Oltre a simboleggiare la libertà, infatti, la “pelle” dei volatili indica la comunicazione e lo scambio sia tra persone che tra anime appartenenti ad altri mondi.

Solitamente le più vengono associate agli indiani, e specialmente ai guerrieri che avevano dimostrato il loro valore e coraggio in battaglia, indicandone la nobiltà e la grandezza, oltre che la maturità.

Il resto dei messaggi legati alle piume si rifà alla cultura celtica con Morrigam, e a quella egizia, come simbolo della dea Maat, detentrice di verità e giustizia.

In ogni caso, tutto ciò che libra nel cielo ha a che fare una superiorità spirituale e intellettuale, una coscienza che va al di là di ciò che è terreno, per abbracciare qualcosa – indipendentemente da quello in cui si crede- di più grande e forte.

Vediamo i tatuaggi piumati più belli.

A Londra anche i cani potranno fare il brunch

credits: www.amoreaquattrozampe.it

Se dopo tutti questi anni di stramberie avete pensato che Londra, sogno di milioni di persone in tutto il Mondo, avesse staccato la linea del traguardo finale dell’inventiva umana possibile, la notizia è che vi stavate sbagliando. Quando tutti gli altri Paesi osservano le manie avanguardiste londinesi dal binocolo, oltre il canale della manica non si smette mai di sorprendere.

È proprio nella capitale britannica che nasce il primo café da brunch per i nostri amici a quattro zampe. Eppure nella capitale se ne sono viste di tutti i colori, dai campi picnic per i maialini fino ai bar fatti per le civette. Ma un café per i cani ancora non si era mai visto e, a dire la verità, nemmeno mai pensato. Perché solo alle menti eccelse dei perfetti inglesi poteva sfiorare il pensiero di creare un posto dove far ristorare i nostri cani dopo una passeggiata al parco.

Il ristorante, è strano anche solo a dirlo, prenderà il nome di “Bites and Bones” e i cani potranno mangiare di tutto e di più. Scegliendo tre portate diverse, il loro stomaco affamato sarà preso dall’imbarazzo della scelta tra salsicce con riso nero, bistecca di maiale o costine di agnello, patate dolci e biscotti di burro d’arachidi accompagnati da del gelato. Insomma, un ristorante a tutti gli effetti. A sostenere ciò, la compagnia che si occuperà di tutta la gestione ha ideato anche una sorta di birra “dog-friendly” che disseterà le lingue lunghe dei cani.

Certo ci saranno dei casi in cui tre portate saranno troppo poche per i cani più ingordi ma i padroni provvederanno a comprare loro delle crocchette, che sarà possibile trovare anche nel café. La verità è che noi, da questi inglesi, non possiamo che imparare.

Sesso: svelata l’ora migliore per fare l’amore

Credit photo: www.mediaset.it

Paul Kelley è un ricercatore dell’Oxford University’s Sleep and Circadian Neuroscience Institute: la sua ultima ricerca verte sui ritmi circadiani – un tempo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore – che regolano l’orologio vitale degli individui in base alla loro età.

Secondo questo studio ogni età ha un orario ideale per fare qualsiasi cosa: svegliarsi, bere un caffè, iniziare e finire di lavorare, pranzare, fare esercizio fisico, guardare la televisione, cenare, dormire e bere un drink.
E, ovviamente, anche per fare l’amore.

20 – 30 anni

L’ora giusta a quest’età non esiste: ogni momento è buono per accendere il desiderio. Il momento migliore, però, è quello del primo pomeriggio.

30 – 40 anni

Due sono i momenti ideali per fare l’amore. Il primo è intorno alle 8,20 quando, grazie alla luce del sole, aumentano i livelli di testosterone e viene stimolato l’ipotalamo, la parte del cervello che rilascia gli ormoni. Il secondo, invece, è al pomeriggio – alle 15,30 circa: si approfitta della siesta per accendere la passione.

40 – 50 anni

Le 22.20 sono perfette per fare l’amore in quanto il rapporto sessuale fa si che il corpo riesca a rilassarsi completamente prima di andare a dormire, anche grazie al rilascio di ossitocina.

50 – 60 anni

Il mattino è da scartare perché c’è il rischio di avere troppi impegni e non riuscire a lasciarsi andare del tutto. Meglio la sera – precisamente alle 22 – per poi cadere nel sonno ed essere pronti per la giornata successiva.

Dai 60 anni in poi

L’orario adatto per quest’età si racchiude dopo cena e prima di andare a dormire, intorno alle ore 20. Anche perché si tende a svegliarsi presto e a non fare tardi la sera.