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La scelta di Giorgia Meloni: “Mi candido a sindaco di Roma” (FOTO)

Credits: roma.corriere.it

Anno 2016: le donne ancora lottano per le parità dei sessi. Ultima vittima, Giorgia Meloni. Attaccata da Guido Bertolaso, che le aveva detto “Faccia la mamma”, la leader dei Fratelli d’Italia sfida la politica e annuncia la sua candidatura a sindaco di Roma. E lo fa con il pancione. La sua, precisa, è “una scelta d’amore, la posta in gioco è alta: si tratta di continuare a combattere il governo Renzi e restituire dignità alla nostra città”. Questa è stata la decisione di Giorgia Meloni, presa dopo una lunga riflessione. “Sono qui per unire e non per dividere ma soprattutto sono qui per vincere”.

L’annuncio della sua candidatura arriva dopo una serie di aspre polemiche contro la sua gravidanza, sopratutto da parte di Bertolaso, suo opponente, che ha portato alla fatidica domanda: è possibile fare due mestieri, ovvero essere mamma e fare il sindaco allo stesso tempo? “Credo che una donna debba scegliere liberamente”, ha risposto la Meloni, assediata ieri da giornalisti al Pantheon. “Nessun uomo può dire a una donna cosa deve fare o non fare”. Certo, la leader di Fratelli d’Italia ha ammesso che avrebbe preferito godersi i mesi “più belli per mamma” in modo diverso, ma invece ha deciso di mettersi in gioco, per se stessa e per tutte le donne, perché sente di poterlo fare. “Ma”, aggiunge, “ho sempre considerato che se non ci fosse stata un’opzione migliore la mia candidatura sarebbe stata in campo”.

Siamo nel 2016. Le donne hanno fatto tanto per ottenere un riconoscimento da parte degli uomini, eppure ci sono ancora discriminazioni sul lavoro. Avere cura di un figlio dovrebbe essere un ‘mestiere’ di entrambi i genitori, non solo di una madre. Rispondiamo, infine, alla domanda del giorno: si può essere donna in carriera e mamma a tempo pieno? La risposta è sì: basta organizzarsi, e coltivare entrambi i ‘lavori’ con amore e passione. L’essere madre e donna non deve assolutamente condizionare il nostro quotidiano e sopratutto non dobbiamo farci mettere i piedi in testa da questi pregiudizi. Come, Giorgia Meloni ricorda ai suoi concittadini: “Roma ha come simbolo una lupa che allatta due gemelli”. Sindaco e mamma, why not?

L’estetista, croce e delizia di ogni donna

estetista

Pensate che fortuna sarebbe stata nascere solo qualche generazione fa, essere adolescenti o giovani donne negli anni’70 quando l’anticonformismo e la rivoluzione sessuale dominavano e le donne si sentivano libere di mostrarsi per quello che erano. Molto spesso questo significava esibire tutta la peluria che madre natura ci aveva donato, non solo sulle gambe, ma anche sotto le ascelle e nella zona bikini. La vera libertà. E invece no, a noi è toccato crescere nell’epoca della perfezione estetica, non che questo ci dispiaccia chiaro, è bello curarsi e sentirsi in ordine e rabbrividiamo solo all’idea di esibire una pelle non perfettamente liscia. Ma quanti sacrifici comporta andare dall’estetista?

Prima di tutto bisogna dire che le donne si dividono in due categorie, le amanti del fai da te e quelle che invece si lasciano toccare solo da un estetista professionista.
Le prime, anche per ragioni economiche, fanno tutto da sole o con l’aiuto di amiche, mamme o sorelle. Sono sicuramente da stimare perché come ben sappiamo lo strappo della ceretta è una di quelle torture che si augura solo alla peggior nemica, figurati avere il coraggio di farla ad una cara amica senza colpo ferire.

Io personalmente appartengo alla seconda categoria, solo dall’estetista.

Questo però comporta una pianificazione ad altissimi livelli, perché dall’estetista bisogna avere il tempo di andarci e soprattutto prendere appuntamento. Il periodo estivo è il peggiore come sappiamo, solo vestitini e costumi, e la ricrescita va costantemente monitorata per non rischiare di passare ore al telefono cercando un posto libero in un centro estetico proprio il giorno prima di partire per le vacanze.

Ma anche durante tutto l’anno abbiamo sempre bisogno di sottoporci a qualche seduta “riparatrice” perché ormai fa parte di noi, e anche se non li vedrà nessuno, i peli superflui proprio non li sopportiamo. Ma non c’è solo la ceretta, per essere impeccabili bisogna avere anche mani e piedi curati, e così le ore passate dall’estetista aumentano e il portafoglio si svuota. Di una cosa siamo sicure però, l’estetica è un settore che non conosce crisi. E poi ancora, che fortunati gli uomini che non hanno di questi problemi. E invece no, poveri uomini per cercare di assomigliarci sempre di più negli ultimi anni hanno deciso di iniziare a frequentare i centri estetici forse più di noi. Contenti loro, per me è una tortura a cui rinuncerei volentieri.

Qual è il segreto dell’attrazione?

credits photo: huffingtonpost.com

Cos’è che rende un uomo affascinante ai nostri occhi? Perché alla nostra amica piace da impazzire quel tipo mentre a noi non suscita proprio niente? Si dice che l’amore è cieco, che è il destino che sceglie per noi, che il cuore non conosce razionalità. Eppure ciclicamente, in diverse parti del mondo, qualcuno cerca di dare una risposta al mistero dell’attrazione.

Laura Gemine, ricercatrice psichiatrica presso il Massachusetts General Hospital di Boston, ha affermato che la maggior parte delle ricerche si impegna a trovare le caratteristiche che rendono una persona attraente, soffermandosi quindi su chi attrae ma non su chi è attratto. Si è così scoperto che i visi simmetrici piacciono di più, come il sorriso rispetto ad un broncio o una camminata sicura rispetto ad un andamento sciatto.

Ma questi studi, secondo la Gemine, sono limitati e non sono mai giunti al segreto dell’attrazione. Così è diventata una delle autrici di un’interessante ricerca. In questo studio, la Gemine e i ricercatori, hanno lavorato con ben 547 coppie di gemelli omozigoti e 214 coppie di gemelli eterozigoti. I partecipanti hanno poi analizzato dei volti e dato un giudizio su quanto fossero attraenti. Dopodiché i ricercatori hanno calcolato quanto il pensiero di ciascun votante differisse dalla media generale. Infine, prendendo i partecipanti a coppie di due, e facendoli discutere sull’attrattività di un volto, si è scoperto che raramente concorderanno completamente e che in media ci sarà sempre un tasso di disaccordo pare al 52%.

A cosa è dovuto il tasso di disaccordo? I ricercatori hanno provato a determinare se sono i geni o se è l’ambiente individuale a modificare le preferenze dei partecipanti, confrontando, quindi, tra loro sia i gemelli eterozigoti che quelli omozigoti. Attraverso dei calcoli standard, che vengono spesso utilizzati negli studi sui gemelli, si è giunti alla conclusione che ad influenzare le decisioni prese dai partecipanti è stato soprattutto l’ambiente individuale di una persona.

L’ambiente individuale e l’esperienze personali sono, quindi, più dei geni e dell’ambiente generale, gli elementi che fanno scattare la scintilla nel nostro cuore e nei nostri occhi, che rendono una persona attraente e irresistibile per noi e non per qualcun altro.