Visto da lei

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Nella testa di una ragazza (FOTO)

Credits: boredpanda.com

Augusta Guerrero, un’illustratrice Argentina, ha dato vita, nei suoi disegni raccolti in un libro intitolato “Diario De Una Volatil”, a ciò che le donne quotidianamente pensano e vivono, creando un diario illustrato che non ha nulla a che vedere con l’immagine stereotipata della donna, ma al contrario la dipinge in modo che ogni ragazza possa riconoscersi e immedesimarsi.

Così per esempio l’artista descrive il travagliato percorso che una donna compie per riconciliarsi con il proprio partner, mostrando come il più delle volte sono le ragazze a “fare e a disfare”, mentre all’uomo essere molto meno complicato, l’arrabbiatura passa con una semplice sigaretta.
L’illustratrice mostra inoltre il ritorno a casa tipo di una ragazza come tante, che dopo essere entrata nella propria abitazione senza neanche togliersi le scarpe, si fionda in bagno liberandosi del peggior nemico della donna media: il reggiseno.

O ancora, il piacere più bello per una ragazza? Poter rilassarsi a letto ascoltando il rumore della pioggia. Mostra i più grandi misteri al mondo per una donna casalinga, i calzini spaiati e il dramma dei vestiti che vendono abbandonati inutilizzati nell’armadio. Come notare il tempo che passa in una relazione? Come ci si prepara per una “serata romantica”.

I drammi quotidiani come il telefono disperso in borsa o un groviglio così spesso di pensieri da poterci giocare “saltando la corda” sono all’ordine del giorno per qualsiasi ragazza, così come ognuna conosce (anche se mai lo ammetterà) il segreto di una vera doccia rilassante.

Questi disegni molto divertenti, sono spunto di riflessione, sdoganando l’immagine della “donna angelo” o della “donna poco di buono” mostrano come tutte le ragazze incarnino dentro sé molte personalità e che abilità di tutte noi è cercare di ricondurle tutte all’ordine, conciliando il lato romantico e più selvaggio con il lato timido e insicuro. Ma la cosa importante, alla fine della giornata, è ripetersi “ce la faccio”.

Credits: boredpanda.com
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Tutti i lati negativi della gravidanza (FOTO)

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La chiamano la “dolce attesa” ma la gravidanza non è tutta rose e fiori. Un periodo che ogni donna vive in maniera differente, con mille paure legate alla salute e al futuro del bambino, e anche alla propria capacità di essere una buona madre. Complici anche gli ormoni, le ansie si moltiplicano negli ultimi mesi, quando la pancia è veramente grande, il peso è aumentato a dismisura e il solo pensiero di ogni futura mamma e “sparare” fuori al più presto il bimbo.

Delle gravidanza sono veramente tanti gli aspetti positivi, tutti sono carini con te, non si fa la fila praticamente da nessuna parte. E’un periodo che spesso molte donne poi rimpiangono una volta terminato, ma perché nessuno pensa mai a tutti gli aspetti negativi che una donna incinta deve sopportare?

Ecco una carrellata di immagini ironiche e divertenti sui piccoli e grandi problemi delle donne in gravidanza.

La pancia terrorizza gli uomini

Anche se l’argomento è stato ormai sdoganato da tutti i ginecologi che continuano a ripetere che in gravidanza non solo si può ma anche si deve fare sesso, per molti uomini il pancione delle donne rimane un ostacolo insormontabile a qualsiasi tipo di librido.

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Il bagno

Una donna in gravidanza trascorre la maggior parte dei 9 mesi di gestazione in bagno, è un dato di fatto.

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Un campione di kickboxer nella pancia

La prima volta che la donna sente il bambino che si muove deve provare un’emozione pazzesca. Un pò più fastidioso è sentire scalciare e tirare pugni il futuro campione di lotta libera a tutte le ore del giorno e della notte.

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Tutto è più difficile con il pancione

Anche una cosa semplicissima come allacciarsi le scarpe assume lo stesso livello di difficoltà di scalare una montagna.

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I consigli degli altri

Chiunque, dalla suocera al cugino, dalla portinaia al collega, si sente in diritto di dare alla donna incinta consigli di ogni genere. Soprattutto sul nome da dare al nascituro.

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L’estetista, croce e delizia di ogni donna

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Pensate che fortuna sarebbe stata nascere solo qualche generazione fa, essere adolescenti o giovani donne negli anni’70 quando l’anticonformismo e la rivoluzione sessuale dominavano e le donne si sentivano libere di mostrarsi per quello che erano. Molto spesso questo significava esibire tutta la peluria che madre natura ci aveva donato, non solo sulle gambe, ma anche sotto le ascelle e nella zona bikini. La vera libertà. E invece no, a noi è toccato crescere nell’epoca della perfezione estetica, non che questo ci dispiaccia chiaro, è bello curarsi e sentirsi in ordine e rabbrividiamo solo all’idea di esibire una pelle non perfettamente liscia. Ma quanti sacrifici comporta andare dall’estetista?

Prima di tutto bisogna dire che le donne si dividono in due categorie, le amanti del fai da te e quelle che invece si lasciano toccare solo da un estetista professionista.
Le prime, anche per ragioni economiche, fanno tutto da sole o con l’aiuto di amiche, mamme o sorelle. Sono sicuramente da stimare perché come ben sappiamo lo strappo della ceretta è una di quelle torture che si augura solo alla peggior nemica, figurati avere il coraggio di farla ad una cara amica senza colpo ferire.

Io personalmente appartengo alla seconda categoria, solo dall’estetista.

Questo però comporta una pianificazione ad altissimi livelli, perché dall’estetista bisogna avere il tempo di andarci e soprattutto prendere appuntamento. Il periodo estivo è il peggiore come sappiamo, solo vestitini e costumi, e la ricrescita va costantemente monitorata per non rischiare di passare ore al telefono cercando un posto libero in un centro estetico proprio il giorno prima di partire per le vacanze.

Ma anche durante tutto l’anno abbiamo sempre bisogno di sottoporci a qualche seduta “riparatrice” perché ormai fa parte di noi, e anche se non li vedrà nessuno, i peli superflui proprio non li sopportiamo. Ma non c’è solo la ceretta, per essere impeccabili bisogna avere anche mani e piedi curati, e così le ore passate dall’estetista aumentano e il portafoglio si svuota. Di una cosa siamo sicure però, l’estetica è un settore che non conosce crisi. E poi ancora, che fortunati gli uomini che non hanno di questi problemi. E invece no, poveri uomini per cercare di assomigliarci sempre di più negli ultimi anni hanno deciso di iniziare a frequentare i centri estetici forse più di noi. Contenti loro, per me è una tortura a cui rinuncerei volentieri.

Matrimonio in agosto, perché?

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Ci sarà un motivo se un detto siciliano recita: ‘Spusa agustina lacrimi a lavina‘? Secondo me si. Dico secondo me per insinuare il dubbio nelle future sposine e per generare un po’ di ansia immotivata, esattamente come accade tra studenti prima di un esame importante. Bisogna fare assolutamente qualcosa per debellare il fenomeno dei matrimoni in agosto, che più che un piacere sono una pesante martellata sui coglioni. Ed è inutile che proviate ad elencarne gli aspetti positivi, perché non ce ne sono.
Noi meridionali adoriamo le feste in cui poter mangiare a sbafo e bere come la ciurma di Capitan Uncino, ma un invito che ci imponga la presenza a un evento il 18 di agosto ci piove addosso come la peggiore delle notizie.
I motivi? Non ci vuole troppa immaginazione.

Anzitutto il matrimonio, in particolare per chi viene dal sud dell’Italia come me, è una tangente. Nel senso che una partecipazione suscita in noi lo stesso sentimento di una multa per eccesso di velocità, ovvero una serie di bestemmie urlate in dialetto incomprensibile.
Da noi il regalo per un evento del genere si aggira intorno a qualche centinaio di euro, senza considerare le spese collaterali come abito, trucco e parrucco. E se gli sposi sono particolarmente stronzi ci toccherà sganciare altra moneta per raggiungere una struttura lontanissima. Ma mozzafiato si intende. Riflettendoci bene il problema reale non è la spesa, quanto il fatto che essa sopraggiunga in un periodo in cui di solito si va in vacanza e in cui, teoricamente, la situazione finanziaria non è così florida. Senza considerare il dover organizzare le vacanze in base a una giornata che, nella peggiore delle ipotesi, si colloca al centro del mese. Ma se anche Giulio Cesare andava in vacanza ad agosto, e stiamo parlando di più di 2 mila anni fa, perché sconvolgere la vita di almeno 100 persone? Senza considerare il fattore clima, particolarmente ostile per chi deve indossare i tacchi o la cravatta. E come la mettiamo con i parenti più anziani? E’davvero il caso di imporre una cattiveria del genere alle famiglie con figli e alla zia in carrozzina?

Ma la vera domanda è: ‘una sposa che scelga di farsi truccare e pettinare con 40 gradi cosa avrà nella testa?’ Io credo tanto egoismo. Ma forse anche la consapevolezza (o l’intenzione?) di ridurre al minimo il numero dei partecipanti alla festa.
Un invito nel cuore della stagione bollente presuppone la possibilità di assentarsi senza troppe scuse o imbarazzi; come se ci fosse quasi un tacito accordo tra le parti per cui dare forfait è quasi parte di un piano.
In altre parole è già difficile festeggiare i traguardi sociali degli altri, basterebbe un po’ di buonsenso per non trasformare un’occasione così bella in una trapanata pesante. Sempre sui coglioni ovviamente.