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Tatiana Shkondina ricrea opere d’arte con il cibo (FOTO)

Ammirare le migliori opere d’arte di sempre ricreate con il cibo? Da oggi si può, grazie all’incredibile lavoro della fotografa russa Tatiana Shkondina, che ha scelto con cura gli alimenti da utilizzare per presentare dei veri e propri capolavori in chiave gustosa.

Da Dalì a Van Gogh, a Mondrian: l’artista ha rivisitato le loro creazioni con l’idea che qualunque oggetto, in questo caso cibo, può diventare arte se ben posizionato.

Parliamo di formaggi, cioccolato e frutta, che non mancheranno di far venire l’acquolina in bocca a molti. Ma come tutte le opere, anche queste possono essere contemplate solo da lontano. Vediamole.

The Son of Man – René Magritte

Credits photo: www.top13.net
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Questa fotografia è così ingegnosa che sarebbe facile confonderla con l’originale. Tatiana Shkondina ha utilizzato per ricreare “Il figlio dell’uomo” di Magritte diversi tipi di cibo come la melanzana per la giacca, la mela rossa per la cravatta e la mela verde per la mela verde, così come nella composizione di Magritte.

Il cielo stellato – Van Gogh

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Credits photo: www.foxnews.com

Il cielo stellato di Van Gogh non era mai stato così ricco di prelibatezze: dai mirtilli ai fagioli neri per lo sfondo al riso, i cui chicchi sono sparsi, in maniera quasi impercettibile all’occhio, in tutta la composizione. Questo dipinto rimane sempre simbolico, manifestando con assoluta semplicità il tormento del pittore in quegli anni, ma in questa versione mette anche un gran appetito.

Composizione con grande piano rosso, giallo, nero, grigio, e blu – Piet Mondrian

Credits photo: www.mashable.com
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Lo stile di Mondrian, basato sulla rappresentazione di monocromi, che cercano di dare una forma immutabile ad una realtà che cambia continuamente, diventa per Tatiana un’occasione imperdibile. La fotografa si serve di diversi ingredienti per riprodurre “La composizione con grande piano rosso, giallo, nero, grigio e blu”: dal formaggio svizzero per il giallo, all’anguria per il rosso, ai cracker per il marrone.

Donna in rosso nella foresta – Henri Rosseau

Credits photo: www.foxnews.com
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Più che una foresta, quello che Tatiana Shkondina riproduce è un vero è proprio paradiso di verdure. Dai vari tipi di peperoni, alle foglie, alle erbe utilizzate come sfondo sino al peperone rosso che delinea una figura snella e solare al centro dell’opera: potremmo definirla la versione vegetariana de “La donna in rosso nella foresta” di Henri Rousseau.

Segno del dollaro – Andy Warhol

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Credits photo: www.vsemart.com

Osservando la rappresentazione “Segno del dollaro” di Andy Warhol, sarà facile pensare al vostro conto in banca, come sempre al verde. E a quanto pare anche la fotografa Tatiana Shkondina è partita dalla stessa considerazione, quando ha scelto gli alimenti per questa fotografia: si è servita infatti di ogni cibo verde a sua disposizione come cavoli, broccoli e cavolini di Bruxelles per riprodurre il simbolo del dollaro.

Dove of peace – Pablo Picasso

Credits photo: www.top13.net
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Chi ha detto che per creare un capolavoro servano colori diversi e grande complessità? Di certo così non la pensava il famoso Picasso e nemmeno Tatiana Shkondina, che ha ricreato con degli spaghetti neri e alcune erbe l’incantevole Colomba della pace del padre del Cubismo.

Donna con frutta e verdure

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Una donna davvero fuori dal comune, realizzata da Tatiana Shkondina con soli frutti e verdure, come carote, peperoni, meloni, uva, banane, così da incarnare quasi il ritratto della salute. La fotografia è stata ideata per una rivista per uomini.

Piccolo letto di formaggio

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Credits photo: www.foxnews.com

Quello creato da Tatiana Shkondina è un letto dall’aspetto davvero succulento. I nostri amici topi non mancheranno di certo l’occasione di assaggiare i diversi tipi di formaggio di cui è fatto, a partire dalle pantofole che spuntano proprio ai piedi del letto.

Il ritorno di fiamma della cucina

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Con il proliferare dei vari programmi di cucina su diversi canali tv del digitale, ecco che l’antica arte culinaria ha ripreso grande vigore e importanza nel nostro Paese. Sperimentare nuovi piatti, scoprire ricette diverse e aggiornarsi costantemente su nuove tendenze sta diventando un trend seguito non solo dalle casalinghe, come poteva essere un tempo, ma anche da chi si appassiona al modo di cucinare un buon piatto. Chi meglio dell’Italia d’altronde può incarnare il ruolo di portavoce del buon cibo in giro per il mondo? Probabilmente nessuno, e allora cerchiamo in questo articolo di scoprire meglio quali sono gli aspetti fondamentali che non possono proprio mancare. Quali sono cioè quegli elementi imprescindibili che ogni italiano dovrebbe necessariamente custodire nella propria cucina.

Che voi siate alle prime armi o già ben attrezzati tra i fornelli, è bene che non dimentichiate nessuno di questi strumenti del mestiere. In questo articolo andremo ad analizzarli insieme, ma intanto per farvi un’idea accurata potete consultare qui la categoria di accessori da cucina di Livingo.

Utensili da cucina, ecco quelli davvero indispensabili

La cucina è un mondo a sé, che nasconde e custodisce tanti piccoli segreti e migliaia di sfaccettature. Stabilire quali siano gli elementi che davvero non possono mancare dipende in realtà da più fattori: il tipo di manualità che abbiamo, i piatti che vogliamo realizzare e anche la fantasia di cui siamo dotati. In generale però ci sono degli oggetti che risultano sempre di importanza capitale. Parliamo ad esempio dei mestoli: di diverse dimensioni e con differenti funzioni a seconda dei piatti che cuciniamo, questi oggetti costituiscono il punto cardine di ogni cucina che si rispetti.

Non possiamo infatti mai rischiare che i nostri cibi si “attacchino” come la colla o non si cucinino bene solo perchè non abbiamo i giusti strumenti per girarli. E se i mestoli sono alla base, ancora più alla base, se possibile ci sono i coltelli. Anche qui ce ne sono di diversi tipi ed è bene munirsi di un buon set per avere la possibilità di tagliare bene tutto ciò che ci serve. Come non menzionare poi un buon frullatore elettrico, assolutamente necessario per qualsiasi tipo di impasto, che sia dolce o salato. Anche con i frullatori si possono svolgere molte funzioni a seconda delle esigenze, ma intanto è bene fornirsene per aumentare il range di piatti a nostra disposizione. Un altro utensile spesso sottovalutato, ma che invece ci permette di risparmiare moltissimo tempo e di fare un buon lavoro, è lo sbucciatore. Carote, patate, frutta: ogni cibo che ha una buccia ha bisogno di tempo per essere cucinato; con questo strumento ne risparmiamo parecchio nella fase di preparazione e avremo anche molta precisione nella presentazione e cura dei nostri piatti. Abbiamo detto dei coltelli, utili sopratutto per far fronte ai diversi tipi di carne. Come non menzionare dunque, di conseguenza, anche il tritacarne, che ci permetterà la composizione di piatti come fettine, polpette e altri tagli con grande immediatezza e con buona pace di vegetariani e vegani.

Sbizzarrirsi in cucina, festeggiare a tavola

In questo articolo abbiamo analizzato solo alcuni tra gli elementi più importanti da utilizzare in cucina. La lista potrebbe allungarsi oltremodo, laddove aumentassero le vostre capacità e la volontà di mettersi sempre alla prova tra i fornelli. D’altronde cucinare bene è un gesto nobile, che soddisfa il nostro palato e quello di chi ci sta vicino, ma soprattutto che dà gioia e soddisfazione nella vita di tutti i giorni.

“Sfido la Nutella con la crema di Giffoni”: parole di Sal De Riso

Credits photo: alimentipedia.it

“Sfido la Nutella con la mia crema alle nocciole di Giffoni all’evo senza grassi idrogenati e olio di palma”: così esordisce Sal Del Riso, noto pasticciere salernitano ai microfoni di radio Club 91 durante l’intervista dal programma “Sapori di Sera”, attaccando e mettendosi in concorrenza con la conosciuta e amata crema della Ferrero. Ma questa è stata solo la prima di tante rivelazioni.

Molti lo avranno visto per la prima volta nell’edizione 2014/2015 della Prova del Cuoco, altri avranno assaggiato la sua Torta Delizia al Limone Salernitana o frequentato regolarmente la pasticceria di cui è proprietario a Minoti (Sa), Sal De Riso ha un lungo curriculum enogastronomico alle spalle e non lascia nulla al caso, nemmeno fuori dalla cucina.

Nel corso dell’intervista a Radio club 91, non solo ha testimoniato l’alta qualità della sua crema alle nocciole di Giffoni, ma ha anche rivendicato l’origine salernitana della sfogliatella e ha rivelato, come ultima cosa ma non per importanza, di aver collaborato con la Ferrero per il Gran Soleil. Ma andiamo con ordine.

Per chi non lo sapesse, la crema alle nocciole di Giffoni è nata nel 2006 e la sua composizione si distingue dalla nutella per l’utilizzo di ingredienti certificati e di origine protetta, quali la crema di nocciole giffoni IGP e l’olio extra vergine a marchio Dop. Quest’ultima però a differenza della sua concorrente, a causa dell’elevato costo degli ingredienti, ha ancora un minor riscontro positivo sul mercato, almeno su quello italiano.

“Esporto in Corea, San Pietroburgo e Arabia Saudita” è quanto afferma infatti Sal De Riso, lanciando senza mezzi termini la sfida nei confronti del cult delle donne in crisi, la Nutella.

La sua, però, non è solo una rivendicazione versus il prodotto che più di altri si serve di olio di palma piuttosto che di vere nocciole (solo il 13%), ma anche nei confronti delle produzioni dolciarie locali che sono state esportate nelle provincie limitrofe.

Il riferimento è alla sfogliatella di cui non tutti conoscono la vera storia. “La sfogliatella non è napoletana. La sfogliatella è salernitana, dopo oltre un secolo è arrivata a Napoli. È nata prima la frolla e poi la riccia. Le sue origini risalgono al ‘600 sulla costiera amalfitana“: è quanto spiega Sal De Riso.

Più precisamente la sfogliatella è nata presso Conca dei Marmi nel Conservatorio di Santa Rosa e solo nell’800 è arrivata a Napoli, dove il pasticciere Pintauro l’ha trasformata in sfogliatella riccia.

La differenza maggiore è che la seconda risulta più leggera, senza crema pasticcera e amarene in superficie, ma per i veri salernitari, come Sal De Riso, la prima ricetta rimane pur sempre l’originale.

Ma che ci faceva allora Sal De Riso con la Ferrero? Il pasticciere salernitano ha collaborato per il Gran Soleil, dessert al limone che il consumatore doveva congelare e consumare a casa. Questo prodotto non ha raggiunto però i consensi necessari per rimanere nel mercato e dopo qualche anno è stato ritirato proprio dalla Ferrero. Chissà he ne penserà l’attento pasticciere.

‘La carne uccide’, avvertenze sui prodotti come su sigarette

Credit: today.it

Dopo il grande allarme lanciato ieri dall’Oms, che ha identificato le carni rosse e lavorate come altamente cancerogene, la disinformazione e il panico si sono dilagati a macchia d’olio. Per far maggior chiarezza, l’Oms ha diffuso un successivo documento con tutte le cose da sapere sui rischi che corriamo.

Ed è di poche ore fa la richiesta del Codacons di valutare attentamente se sia il caso di sospendere le vendite. Così il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori (il Codacons appunto) ha deciso di presentare un’istanza urgente al ministero della Salute e un esposto al pm di Torino, Raffaele Guariniello, affinché siano valutate tempestivamente misure a tutela della salute umana. “Le risultanze dell’Oms non lasciano spazio a dubbi, ed individuano le carni lavorate tra le sostanze cancerogene al pari di fumo e benzene – afferma spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons – Il principio di precauzione impone in questi casi l’adozione di misure anche drastiche, considerando la salute umana prioritaria a qualsiasi altro interesse. Per tale motivo chiediamo al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di valutare i provvedimenti da adottare a tutela della popolazione, compresa la sospensione della vendita per quei prodotti che l’Oms certifica come cancerogeni. Analogo esposto viene inviato oggi dal Codacons al pm di Torino, Raffaele Guariniello, che già in passato ha aperto importanti inchieste sul fronte dell’alimentazione e della salute”.

Ma l’allarme del Codacons non si ferma qui: “Riteniamo – aggiunge il presidente Carlo Rienzi – che i consumatori debbano essere correttamente informati al momento dell’acquisto circa la pericolosità delle carni il cui consumo eccessivo aumenta il rischio di cancro così come accertato dall’Oms. Per tale motivo le autorità sanitarie del nostro paese devono imporre l’inserimento di appositi avvisi al pubblico sulle confezioni dei prodotti a rischio, relativi alla potenziale nocività per la salute, esattamente come avviene per le sigarette”.

Etichette, quindi, da apporre su tutti quegli alimenti, specialmente panini, hot dog, a base di carne rossa lavorata, sia presso i supermercati, che – e a maggior ragione – presso ristoranti e fast food.