Cibo

Home Food Cibo Pagina 32
Notizie e informazioni sugli alimenti e sulla nutrizione

Il gelato diventa fluorescente

È proprio lì, davanti al bancone dei gelati, tra mille gusti e colori, che ogni certezza umana si autodistrugge.

Cocco, yogurt, melone, mela verde, pesca, frutti di bosco, fino ad arrivare ai più golosi, cioccolato, nocciola, pistacchio, caffè, stracciatella. Cosa potrebbe spazzare via tutta questa indecisione? Solo un gelato unico. Uno mai provato, originale, nuovo. Uno che non esiste. O non esisteva.

Si, perché ci ha pensato Charlie Henry, un gelataio inglese, che si definisce “the edible inventor” per la sua invenzione: il gelato che si illumina. Ora quanti di voi vogliono ancora il classico cioccolato e vaniglia, quando potrebbero avere il cono fluorescente?

In commercio tra circa un anno, dopo aver superato i controlli riguardo l’assenza di pericolosità del prodotto e aver ottimizzato e raffinato la ricetta, il gelato psichedelico si imporrà tra le scelte davanti al bancone, nei gusti limone, vaniglia e aragosta.

Il gelato diventa fluorescente

Per riprodurre la luminescenza non è stata utilizzata alcuna sostanza tossica o nociva per la salute umana, ma è stato semplicemente replicato il processo responsabile dell’effetto nei pesci di profondità, nelle lucciole e nelle meduse.

I colori non bastano più e il gelato oltre ad essere buono deve essere anche splendido splendente. Dunque si accettano scommesse: mangiare il gelato al buio, sarà la nuova moda del prossimo anno.

Pranzo di Pasqua, fra tradizione e cambiamento

topnotizie.it

Come per ogni festività anche Pasqua prevede un pranzo ad hoc che varia da regione a regione.

Il menù tipico di una famiglia del nord tradizione vuole che consista in primi a base di brodo con tortellini di magro, lasagne e rotoli di pasta fresca con ripieno di verdure di stagione e formaggi. Per i secondi piatti invece si passa dal brasato al Barolo – tipico della tradizione piemontese – alle emiliane polpettine pasquali, fino ad arrivare al capretto alle erbe lombardo e alle fagiolane e spezzatino di verdure della Liguria. I dolci vedono il trionfo della bavarese alle fragole o alla vaniglia, delle titole e pan de fighi e del salame dolce.

Il centro Italia invece offre un pranzo in cui nei primi piatti dominano i cannelloni di carne con grana e tartufo tipici dell’Umbria, i laziali gnocchi alla amatriciana e la toscana stracciatella di brodo. Immancabile nei secondi è sicuramente l’abbacchio alla romana unito al brodetto in bianco di Portorecanati – tipico piatto marchigiano – e al toscano caciucco alla livornese. Per finire il pranzo pasquale in bellezza sulle tavole degli abitanti del centro non può mancare la pupa e la colomba “briaca”.

Tipici piatti primi della tradizione pasquale meridionale sono invece la pasta fresca con frutti di mare, gli strozzapreti al pesto, la tiella di riso patate e cozze e le fettuccine al ragù. Fra i secondi si possono annoverare il pugliese cutturidd – ovvero l’agnello cotto nel brodo con erbe tipiche delle Murgie – la burrida di seppie sarda e i carciofi ripieni arrostiti della Campania. Come dessert si offrono per la gioia dei palati meridionali la scarcedda pugliese, la pastiera e la cassata siciliana.

Due però sono le pietanze immancabili su ogni tavola degli italiani, siano essi abitanti del nord, del centro o del sud: le uova – di cioccolato e non – e l’agnello. Entrambi cibi legati alla tradizione religiosa – l’uovo è simbolo di fecondità mentre l’agnello rappresenta il sacrificio di Gesù – sono due elementi che servono a creare il tipico clima pasquale.

Peccato che mentre per le uova non esistano problemi di quantità o di etica, per l’agnello la questione è diversa: il solo pensiero della mattanza di questi animali che viene compiuta ogni anno per andare a imbandire le nostre tavole dovrebbe far riflettere anche il più insaziabile mangiatore di carne e portarlo verso la scelta di ragù, ripieni o secondi prevalentemente a base vegetale. E bisognerebbe imparare a dire, se si ha un minimo di etica e di cuore, caro agnello no, io non ti mangio.

Ma pranzo di Pasqua non significa solo abbuffate e leccornie: secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori infatti i prezzi dei prodotti pasquali sono sensibilmente aumentati rispetto agli anni passati e in particolare quelli relativi al più tipico dolce pasquale, ovvero la colomba.

I prezzi di quest’ultima hanno visto un incremento del 4,5% rispetto al 2013 portando molti italiani a ritornare alla vecchia abitudine di preparare i dolci per questa festività in casa. E alla luce di questo “ritorno alle origini” l’Osservatorio prevede una contrazione dei consumi relativi ai prodotti pasquali di circa -13% rispetto allo scorso anno.

Una Pasqua dunque all’insegna della tradizione si, ma non senza innovazioni e cambiamenti nello stile e nelle modalità di festeggiamento.

[Fonte: finanza.com]

Hell’s Kitchen Italia: due ricette dalla prima puntata

msn.com

E’ iniziato ieri Hell’s Kitchen Italia, il format storico di SkyUno HD che ha avuto origine negli Stati Uniti dalla geniale idea dello chef britannico Gordon Ramsay e che ora sbarca anche nella nostra penisola.

Alla conduzione, come mentore, maestro ma soprattutto giudice vi è il tenebroso e affascinante Carlo Cracco, lo chef vicentino con tre forchette Gambero Rosso e una valutazione di 18.5/20 sulla Guida l’Espresso.

Ad essere valutati dal severo ed inflessibile cuoco saranno 16 professionisti del mondo della cucina divisi in due squadre – la rossa per le donne e la blu per gli uomini – ma solo uno di loro avrà la possibilità di vincere un ambitissimo premio: un contratto di 6 mesi nel primo ristorante di Hell’s Kitchen al mondo che aprirà all’interno del Forte Village, un lussuoso resort in Sardegna dove Ramsay ha il suo ristorante.

Ma adesso veniamo alla parte più prettamente tecnica e culinaria: le ricette. Lo chef Cracco ne ha presentate due nel corso della puntata: i maccheroni alla norma – uno dei primi presenti nel menù ufficiale della cucina – e il carpaccio di manzo con lamponi e soncino.

Maccheroni alla norma

Ingredienti:
maccheroni
pomodori pachino
melanzane
farina
basilico
ricotta salata
aglio
olio
sale
pepe

Preparazione: Per prima cosa bisogna far bollire la pasta. Poi prendere dei pomodori pachino tipici della Sicilia – come lo è anche questo piatto – e tagliarli. Riversare i pomodorini in una padella in cui si era precedentemente versato dell’olio e uno spicchio d’aglio fatto andare in camicia. Fare una salsa di pomodoro a cui aggiungere in seguito un ciuffo di basilico lasciato intero (perché tanto andrà successivamente tolto insieme all’aglio). Prendere poi una melanzana e tagliarla a fette sottili di altezza mezzo centimetro, passarle nella farina e friggerle in olio ben caldo. Scolare la pasta e aggiungerla nella padella con la salsa di pomodoro. Saltare il tutto in modo da mantecare la pasta e non slegare fra di loro gli ingredienti. Fare asciugare un po’ i maccheroni dopo di che servirli al centro del piatto mettendo qualche melanzana a fianco come guarnizione e infine dare una grattugiata di ricotta salata. Se lo si desidera condire il tutto con un filo d’olio che non stona.

Carpaccio di manzo con lamponi e soncino

Ingredienti:
carpaccio di manzo
lamponi
micro soncino
aceto di vino
olio
sale
pepe

Preparazione: Tagliare delle fette di manzo, metterle sotto la carta forno e batterle fino a renderle sottili ma non troppo, perché la carne non deve essere disfatta. A parte prendere un piatto su cui disporre il soncino lavato accuratamente e di piccole dimensioni, micro appunto, in modo che si presti meglio a presentare il piatto. Poi schiacciare due o tre lamponi con la forchetta, metterli in una scodella e aggiungere un po’ di olio, un po’ di sale e un po’ di agretto per realizzare il condimento. Sopra l’insalata adagiata alla base del piatto stendere le fette di carne e quindi insaporirle con la salsa di lamponi. Per la guarnizione: prendere un paio di uova sode belle dure, separare il bianco dal giallo e passare le due parti al setaccio, realizzando la mimosa. Magari aggiungere un filo d’olio perché la carne va sempre condita, poco ma va condita.

Attenzione: il sushi fa ingrassare

Il sushi? Un piatto amato da milioni e milioni di persone in tutto il mondo – sopratutto dalla generazione femminile – che sta sbancando in tutte le città del pianeta (preparatevi, perché tra poco arriverà anche la versione con la frutta).
Quello stesso sushi che è generalmente considerato un piatto light e sano – oltre che delizioso – proprio perché a base di riso, pesce ed alghe. Quello stesso sushi che, in realtà, contiene parecchie calorie, soprattutto quando si tratta di piatti elaborati dal gusto occidentale.
Il pericolo di mettere su chili è dietro l’angolo.

Secondo la dietista Rachel Beller, autrice del libro “Eat to lose, Eat to win”, un pranzo – ritenuto dai più – leggero, a base di sushi, può rappresentare un’overdose di calorie e carboidrati.
Con una media di 1000 calorie a pasto, oltre che una buona dose di carboidrati e sale, è uno dei piatti meno sani che ci siano, pari quasi al junk food.
Il problema sta proprio nell’eccessiva quantità di carboidrati, e quindi di zuccheri, nell’elevata presenza di sale, e nei troppi pochi grammi di pesce, alghe e verdure. Per non parlare, poi, delle salse come la maionese o dei formaggi che, in tutti i ristoranti giapponesi aperti in occidente, vengono aggiunti a sproposito, quasi per peggiorare la situazione.

“Un rotolo di sushi tipico contiene 290-350 calorie e parlando di carboidrati ha l’equivalente di quattro fette di pane – afferma la Dottoressa Beller – Un California roll (cioè del sushi arrotolato che contiene un piccolo pezzo di pesce, maionese e avocado) è uguale a due panini farciti con bastoncini di granchio, una scheggia di avocado e un po’ di verdura”.
Il principale colpevole è il riso, che compone il 75% del piatto: non è bollito in acqua e viene insaporito con aceto di riso; è dunque particolarmente ricco di carboidrati e zuccheri.
Quanto al pesce contenuto nei sushi roll, spesso si tratta di nient’altro che polpa di granchio, un composto di pesce pieno di coloranti e conservanti.
Si arriva al peggio, poi, quando si intinge il sushi nella salsa di soia, che praticamente equivale a sale liquido.
Un altro problema è che il sushi non sazia: le persone dotate di grande appetito non potranno trovare in queste piccole porzioni un riempimento per tutta la giornata.

Ma non è detto che chi è attento alla propria linea deve per forza di cose rinunciare al sushi. Può concederselo ogni tanto come ricompensa, oppure mangiarlo più spesso, ma con moderazione, e preferibilmente nelle sue varianti poco elaborate.

[Credit: ilMessaggero]