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Cucina Mancina: la prima community per chi mangia “diverso”

Negli ultimi anni è cresciuto sempre di più il numero di persone che dalla propria dieta è costretto ad eliminare qualcosa: intolleranze al lattosio, allergie a qualsivoglia alimento, celiachia, ma anche semplici problemi di digestione legati a qualche molecola presente in alcuni classi di alimenti che costringono a bandirli dal proprio quotidiano.

È questo il motivo per cui è nata Cucina Mancina, la community per tutti quelli che mangiano o sono costretti a mangiare in modo differente.

Il nome della community è presto spiegato sul sito stesso: mancino è da sempre sinonimo di mancante, diverso, da correggere, il mancino è colui che si distigue dalla norma (right) e che reinterpreta il mondo secondo la propria peculiarità (left). Così anche coloro che non possono mangiare determinati alimenti sono considerati “diversi“.
Mancini alimentari sono quindi una larga fetta di popolazione, sono vegani, vegetariani, allergici, celiaci, coloro che devono prestare attenzione al colesterolo, chi soffre di ipertensione e diabetici: per ognuno di loro esiste una segnaletica specifica nella community che aiuta ad identificare subito quali ricette sono adatte alla propria categoria di appartenenza.

Il popolo dei diversamente onnivori, un trend di crescita si chiama a raccolta, diventa un movimento e anche una food community.

Il sito, fondato da Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano – la prima è imprenditrice e direttrice creativa di un visual design studio, la seconda consulente per le politiche giovanili – offre insieme alle ricette anche altri strumenti: la possibilità di interagire e scambiarsi idee e opinioni con gli altri mancini alimentari e un database dove vengono raccolti indirizzi e informazioni di negozi e ristoranti adatti ad ognuna delle categorie proposte nel sito.

Alla popolazione del sito può partecipare chiunque: basta avere una ricetta o notizia mancina originale e interessante da inviare alla redazione.

Le due fondatrici hanno anche già pubblicato un libro, “Eat Different“, nel quale hanno individuato otto diverse mancinità: vegetariano, vegano, senza glutine (sempre più diffuso anche nelle diete ipocaloriche), senza lattosio, pochi grassi, pochi zuccheri, poco sodio, curiosi alimentari, tutte abbinate ad un simbolo, cui si aggiungono anche una serie di sottocategorie, come “No soia”, “No pesce” o “No nichel”. A loro, e a tutti quelli che con un mancino alimentare hanno a che fare, dalle mamme ai fidanzati, amici e colleghi compresi, è dedicato dunque “Eat different”, un vero slalom alimentare tra 72 ricette firmate da un folto popolo di chef, food blogger e appassionati di cucina, che se evitano alcuni ingredienti, non rinunciano mai al gusto di un buon piatto.

Chi lo dice che essere vegano, vegetariano, celiaco etc, è sbagliato o diverso?

Meno controlli sul cibo, rischio carni infette a tavola

Stando a quanto afferma l’Unison, organizzazione britannica per il controllo alimentare, sconcertanti sono le proposte avanzate da Bruxelles in merito ai controlli sui cibi: la nuova legislazione europea andrebbe, infatti, a colpire proprio gli organi addetti all’ispezione alimentare, limitando le loro facoltà di supervisionare la qualità dei prodotti e di disfarsi di quelli al di sotto degli standard.

Soltanto tra 2013 e 2014, sono stati più di due milioni i casi di verme solitario riscontrati tra le carni rosse d’Oltremanica, ma anche quelle bianche sono risultate in buon numero immangiabili: tre milioni i polli infetti rifiutati a causa della contaminazione da feci – causa principale della tossicità alimentare nel Regno Unito.

Eppure, la Commissione Europea sostiene di dover rivedere l’attuale legislazione relativa ai cibi: la regolamentazione delle ispezioni sui prodotti suini è già cambiata e da giugno costringerà gli ispettori – che finora avevano sezionato il cranio degli animali per sincerarsi che non fossero portatori di malattie non visibili all’occhio umano – ad attenersi al solo criterio visivo.

L’Unison ha, allora, accusato il governo britannico di aver fatto pressione alla Commissione Europea per ottenere misure meno restrittive che permettessero di ridurre i costi di produzione. La maggior parte delle persone è all’oscuro del fatto che esista un esiguo numero di gruppi d’ispezione alimentare e veterinaria che ogni giorno ne garantisce l’incolumità, lavorando in condizioni tremende, tra sangue e carcasse animali, per preservarle dal consumo di carni infette.

Ma, nonostante la loro solerzia, gli ispettori alimentari sono i primi a essere attaccati e non soltanto dagli operatori del settore alimentare: a metterli adesso in seria difficoltà sono addirittura i governi nazionale ed europeo.

I piatti più calorici al mondo, ecco le pietanze che fanno ingrassare

Il calzone italiano

In previsione dell’imminente stagione estiva le palestre si fanno più affollate e i dietologi e nutrizionisti godono di un notevole aumento della loro clientela. Insomma tutti vogliamo apparire più in forma per la prova costume.
Quindi diciamo pure addio ai cibi grassi e alla vita sedentaria, ma diamo un caloroso benvenuto ad un alimentazione sana e a tanta attività fisica.

Ma a proposito di cibi grassi, dall’America arriva una classifica dei cibi più grassi e calorici in assoluto provenienti da ogni parte del mondo, e l’Italia non è stata esclusa al contrario degli Stati Uniti che, nonostante godano di una cucina basata sulle fritture e su salse di ogni genere, sono esenti dalla classifica.

Si aggiudica il primo posto di pietanza più calorica al mondo l’Acaraje, un piatto tipico brasiliano.
Si tratta di un “cibo da strada” composto da una pasta di fagioli fritta ripiena di gamberi essiccati, cipolla fritta, spezie, anacardi, insalata, vatapà e cururu.

Al secondo posto abbiamo il Churros direttamente dalla Spagna. Secondo la cucina spagnola, il churros è uno “spuntino” a base di pastella fritta con un spolverata di zucchero.

Segue al terzo posto il Poutine canadese ovvero patatine fritte ricoperte di formaggio filante e salse.

Il Khachapuri, proveniente dalla Georgia, è al quarto posto: si tratta di pane fresco contenente diversi tipi di formaggi e uova.

Le dolcissime e gustose Crepes alla crema di nocciole provenienti dalla Francia si posizionano al quinto posto tra le pietanze più caloriche.

Sempre dalla Francia, alla sesta posizione troviamo l’Aligot una sorta di purea di patate con l’aggiunta di formaggio.

Il Mars fritto proveniente dalla Scozia si posiziona al settimo posto.

All’ottava posizione il Jalebi, dolce di pastafrolla di origine indiana.
Al nono, una pietanza nostrana, il calzone napoletano (ma tipico anche del resto del sud Italia). La mezzaluna ripiena di mozzarella e pomodoro è al penultimo posto della classifica dei piatti più calorici, tiriamo un sospiro di sollievo.

Al decimo, nonché ultimo posto delle classifica, troviamo il Ramen un piatto tipico giapponese a base di tagliatelle di riso, servito con brodo di pesce o di carne e insaporito con spezzatino di maiale, salsa di soia, alghe marine secche, mais, cipolla verde e spezie.
Occhio ad evitare questi dieci piatti se vogliamo apparire in forma per l’estate.

Frutta e verdura simili agli organi del nostro corpo

Secondo la Signatura Rerum, cioè la Firma delle Cose, tutti i tipi di frutta e verdura seguono un modello che rispecchia gli organi del corpo umano: frutta e verdura corrispondono ad un organo a cui apportano benefici evidenti.

Questa dottrina può sembrarci antica, ma rispecchia perfettamente la realtà. Divenne popolare grazie agli studi del medico, alchimista e filosofo svizzero Paracelso, che notò come le qualità delle piante riflettessero, spesso nel loro aspetto, le loro caratteristiche nutritive.

Ormai acquistare prodotti biologici, non trattati, è davvero difficile, visto che siamo costantemente bombardati dalla pubblicità e dai mass media, che ci spingono ad acquistare prodotti dall’indubbia qualità. Essendo sempre super impegnati, non si ha il tempo di cucinare e il risultato è il consumo di cibo processato, ad alto contenuto calorico e a basso contenuto nutrizionale. Dobbiamo volerci bene, scongiurando in modo naturale la possibilità di sviluppare malattie cardiache, diabete, cancro ed altri fastidiosi disturbi cronici.

Bastano piccoli accorgimenti e facili regole nutrizionali da adattare alla dieta per stare bene e in armonia con il proprio corpo.

I fagioli ricordano tantissimo i reni umani in miniatura e tra le loro proprietà ci sono la cura delle funzioni renali.

credit: www.pianetablunews.it
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Le noci somigliano ad un piccolo cervello, con i vari emisferi e le tipiche “pieghe” o “rughette” che ricordano la neo-corteccia. Forse non sapevate che le noci sono molto utili nello sviluppo delle funzioni cerebrali.

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Se guardiamo una carota nella sua sezione trasversale, ci accorgeremo che somiglia all’occhio umano. La scienza ha dimostrato solo ora che le carote aumentano notevolmente il flusso di sangue agli occhi e apportano un beneficio generalizzato al sistema visivo umano.

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Il sedano ricorda le ossa ed è particolarmente indicato per fortificare le ossa, composte al 23% di sodio, che è esattamente la percentuale di sodio contenuta anche nel sedano. Gli alimenti come il sedano tendono a compensare le esigenze nutritive dell’apparato scheletrico, come ad esempio, la carenza di sale, che il corpo si procura dalle ossa, rendendole deboli, se la dieta ne è povera.

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L’avocado migliora le funzioni del seno e della cervice uterina, ed effettivamente ricorda questa parte del corpo. Le proprietà dell’avocado aiutano le donne a bilanciare gli ormoni, a perdere il peso acquisito in gravidanza e a scoraggiare la possibilità di carcinomi al collo dell’utero. Una curiosità davvero interessante: ci vogliono esattamente nove mesi per far crescere un avocado dal fiore al frutto maturato, proprio come un bambino.

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I fichi sono pieni di semi e penzolano in coppia d’albero quando maturi ericordano i testicoli maschili. Quindi, uomini mangiatene a volontà perchè aumentano la mobilità dello sperma maschile e il numero di spermatozoi.

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Se tagliamo un fungo a metà ci renderemo conto che somiglia ad un orecchio. È stato scoperto che i funghi migliorano l’udito, poichè contengono vitamina D. Questa particolare vitamina, presente in pochi alimenti, è importante per la salute delle ossa, anche per quelle piccole che trasmettono il suono al cervello.

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Per chi non lo sapesse, i nostri polmoni sono costituiti da cunicoli sempre più piccoli di vie aeree che vanno infine a formare gli alveoli polmonari. Queste strutture, che somigliano a grappoli d’uva, permettono il passaggio dell’ossigeno dai polmoni al flusso sanguigno. Una dieta ricca di frutta fresca, come l’uva, ha dimostrato di ridurre il rischio di cancro polmonare ed enfisema. I semi dell’uva contengono anche una sostanza chimica chiamata proanthocyanidine, che sembra ridurre la gravità dell’asma scatenato da allergia.

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La radice del zenzero, ci ricorda la forma dello stomaco. Ed è davvero interessante notare che uno dei suoi più grandi benefici sia quello di aiutare la digestione. I cinesi la utilizzano da circa 2.000 anni per calmare i fastidi allo stomaco e curare la nausea, inoltre è anche un rimedio popolare per la cinetosi, cioè quei disturbi che derivano dal mal di mare o dal mal d’auto.

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– Le patate dolci ricordano il pancreas ed effettivamente sono molto indicate per bilanciare l’indice glicemico nei diabetici.

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Le olive forniscono beneficio alle ovaie. Sappiamo tutti che l’olio extrevergine d’oliva, che sta alla base della dieta mediterranea, contiene molteplici fattori nutritivi, che portano grandi benefici alla salute, come la riduzione della comparsa di cancro, tra cui quello alle ovaie, grazie ai polifenoli, molecole antiossidanti.

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