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Kefir Italia Facebook: cos’è, benefici e come usarlo

Kefir Italia Facebook

Kefir Italia Facebook, ebbene sì sono diverse le pagine ed i gruppi che si occupano di questa bevanda ricca di fermenti lattici che si può fare a base di acqua o di latte.

Sapete di cosa si tratta e quali sono i benefici per la salute?

Kefir Italia Facebook: cos’è

Le sue radici affondano nel Caucaso ma il termine è di origine turca, ovvero “keyif” che significa delizia.

Solitamente si prepara usando il latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti o granuli di chefir, formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri in prevalenza mesofili e lieviti in associazione simbiotica.

I kefir d’acqua sono fermentati adatti a far fermentare soluzioni di acque e zucchero.

Leggenda vuole che fosse stato Maometto a farne dono agli avi dei montanari del Caucaso (da qui anche il nome di miglio del profeta).

E’ sicuramente una bevanda molto antica, non citata nella Bibbia, ma conosciuta da Marco Polo che l’avrebbe incontrata in Cina.

Kefir Italia Facebook: le proprietà

Ecco di che cosa si compone il chefir:

  • calcio
  • magnesio
  • potassio
  • fosforo
  • zinco
  • vitamine del gruppo B e vitamina K
  • amminoacidi come il triptofano
  • fermenti vivi

E queste sono le proprietà del kefir:

  • calma gli stati di iperattività e di insonnia
  • ripristina la flora intestinale
  • previene l’osteoporosi
  • curare i catarri bronchiali
  • infiammazioni a carico del fegato e dell’intestino
  • previene i disturbi dei reni
  • aiuta la riduzione del grasso addominale
  • previene i tumori al colon
  • aumenta le difese immunitarie

E’ ideale per le donne in gravidanza perché contiene molto acido folico e per le donne in menopausa perchè allevia gli sbalzi emotivi e fortifica le ossa.

Kefir Italia Facebook: come prepararlo in casa

Servono:

  • mezzo litro di latte vaccino (intero, scremato o parzialmente scremato)
  • 50 grammi di granuli di kefir di latte

Riporre i granuli in un contenitore di vetro e versarvi il latte. Coprite il barattolo e mescolare ogni tanto, deve riposare 24 ore. Filtrare con un colino e lasciar raffreddare due o tre ore in frigo. Si conserva per circa sette giorni.

Ecco quali sono i gruppi e le pagine utili:

https://www.facebook.com/kefiritalia.it/
https://www.facebook.com/kefir.italia/
https://www.facebook.com/groups/318026468357642/

È nato il sushiburger, e fa già tendenza (FOTO)

credits: dailybest.it

Beati quelli che sanno dire di no e che le scelte le sanno fare sul serio. Perché se una sera ci invitano a cena fuori e lasciano a noi la scelta su dove andare, ditemi, se questo non è un grande, a tratti anche grandissimo, problema. E alla fine riusciamo pure a decidere, solo che lo facciamo dopo dubbi esistenziali e attimi struggenti, con le papille gustative contese tra un piatto e un altro.

Se vi lasciano la possibilità di decidere dove andare a mangiare, voi rifiutatevi. Siate ignavi, non prendete decisioni, siate pronti alle pene del limbo. Dovranno essere gli altri ad avere il coraggio di scartare un piatto di pasta, una fiorentina al sangue o, ancora peggio, l’all you can eat del giapponese buonissimo, ancora di salvezza per tutte le cene.

Insomma, scegliere non è mai stato facile, la verità è tutta questa. Perché, diciamolo chiaramente, scegliere di dire di no al sushi è proprio una coltellata al cuore. Ancora di più se un amico di un amico invitato a cena insieme a voi preferisce un grosso e grasso hamburger alla tempura di gamberi, se preferisce la carne macinata al sashimi di tonno.

Per gli amanti della carne, dirle di no è un’impresa ardua; per gli amanti del sushi, rifiutarlo, è assolutamente, categoricamente, imprescindibilmente impossibile. E quante volte abbiamo cercato di convincere il nostro amico a mettere da parte per una sera la carne per lasciare spazio alla cucina giapponese? Così tante che non possiamo nemmeno contarle. Perché un hamburger, una scaloppina, una fiorentina, una tagliata, saranno sempre più belle ai suoi occhi.

Nell’era delle invenzioni 2.0 non tutto è dato per scontato. Se fino ad ora abbiamo sempre dovuto accettare le facce scontente dei nostri amici alla nostra proposta di cenare al ristorante giapponese, piuttosto che davanti ad un bel panino con l’hamburger, e puntualmente ci ritrovavamo a fissare la carne nel piatto sentendoci un po’ come Carlo Cracco nella pubblicità “vi chiederete cosa ci faccia io qua?”; ora le cose potrebbero essere differenti.

credits: www.newnotizie.it
credits: www.newnotizie.it

È proprio il caso di dirlo, per i fanatici della carne, che qualche volta hanno detto sì al sushi, è arrivato il momento di arrendersi alla cucina orientale. È nato il “sushiburger”, un po’ sushi, un po’ (ham)burger. Tutti quelli che a mangiare con le bacchette giapponesi preferiscono addentare, dovranno ora fare i conti con la fantasia che è in circolo nelle menti da cucina.

Al posto del panino, due polpette compatte di riso e al suo interno milioni di combinazioni. Perché è vero che il cibo giapponese sta spopolando in ogni area della Terra, ma c’è anche a chi proprio non piace. E allora, il riso da sushi c’è, ma potrebbe anche racchiudere il classico manzo abbinato a qualche salsa. Ma non finisce qui, la parola “sushiburger” lo dice sola. Le polpette di riso possono anche racchiudere tonno e wasabi, salmone e avocado.

credits: donna.fanpage.it
credits: donna.fanpage.it

E proprio perchè la cucina cambia con i tempi e nessuno si fa mai mancare nulla, su Instagram, sotto l’hashtag #sushiburger , troviamo anche ottime varianti di burger vegani. Insomma, cosa aspettate ad ordinarne uno?

I cibi più velenosi per il corpo da consumare con attenzione

Se anche cibi che normalmente si portano in tavola contenessero veleni potenzialmente tossici? Ci sono alcuni alimenti che ci ostiniamo a mangiare anche se dannosi per l’organismo e per l’ecosistema.

A stilarla è Coldiretti, elencando quei prodotti importati che potrebbero essere velenosi ed inquinanti. Secondo il rapporto “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014” in cima ci sarebbe il peperoncino proveniente dal Vietnam.
Nella classifica dei prodotti più contaminati elaborata alla Coldiretti ci sono anche le melagrane dalla Turchia con il 40,5 % di irregolarità, a seguire: i fichi dal Brasile (30,4 %), l’ananas dal Ghana (15,6 %), le foglie di té dalla Cina (15,1 %), il riso dell’India (12,9 %), i fagioli dal Kenia (10,8 %), i cachi da Israele(10,7 %).

Fare la spesa con attenzione all’ambiente significa anche impegnarsi per il territorio, la cultura, le tradizioni ed i prodotti che rendono il Made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l’economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi” afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Ma ecco altri cibi dannosi per il corpo:
Al primo posto si trovano le patate, che contengono a solanina e la chaconina, inibitori della colinesterasi (neurotossine in grado di inibire l’azione dell’enzima) e teratogeni (in grado di favorire la comparsa di malformazioni nel feto se assunte durante la gravidanza).
Le concentrazioni più alte di queste sostanze si riscontrano nella buccia delle patate e nei tuberi ammaccati o infestati. Da ricordare che la solanina è termoresistente e insolubile, resiste, cioè, senza troppe difficoltà sia all’acqua sia al calore.
Non tutte le patate rischiano di essere tossiche, quando ci sono alte concentrazioni di queste sostanze il sapore delle patate è alterato, amarognolo e responsabile di bruciore in bocca e alla gola.

Subito dopo si trova il basilico, vero protagonista della cucina mediterranea, ma se consumato essiccato contiene estragolo, un composto organico naturale dall’azione tossica, cancerogena. Il rischio si elimina scegliendo di consumare il basilico fresco o congelato.
Via libera al basilico fresco ma preferendo le foglie meno giovani. Infatti, quelle più giovani potrebbero contenere il metileugenolo, dai possibili effetti cancerogeni.

Al terzo posto si trova il prezzemolo, anch’esso utilizzato molto nel bel paese, contiene miristicina, che a dosi elevate è un potente narcotico, e apiolo, dall’effetto antibiotico e otossico. Però, per avere effetti tossici, è necessario assumere quantità rilevanti di prezzemolo, non ne basta una spolverata sulla carne.

Insomma bisogna stare attenti a ciò che si porta a tavola e alle quantità ingerite, ma niente panico, tutto si può mangiare.

Primi con il polpo ed il macco di ceci

Primi con il polpo ed il macco di ceci.

Io sono diventata da poco un’appassionata del macco di fave ed ora voglio sperimentare il macco di ceci. Con il polpo.

Mi sembra un abbinamento particolare, sano e gustoso.

Prima di parlare della ricetta però chiariamo un paio di cose sul polpo.

Primi piatti di pesce: quanto ne sai del polpo?

Il polpo è decisamente buono, pregiato e ognuno ha una sua versione su tenerezza cottura etc etc.

E’ anche ricco di colesterolo perciò attenzione.

Ecco un paio di cose che si sanno ma che non sono necessariamente vere:

  1. non servono i tappi di sughero
  2. il polpo non deve cuocere delle ore
  3. sbattere il polpo ha senso solo se è appena pescato
  4. il polpo va congelato per essere più tenero

Va cotto con poca o molta acqua? Il parere popolare dice poca.

Primi: la ricetta del polpo con macco di ceci

Ingredienti:

  • 600 g di Polpo già pulito
  • 500 g di Ceci cotti
  • 1 Cipolla
  • 1 Carota
  • 1 gambo di Sedano
  • 1 spicchio di Aglio
  • 1 ciuffetto di Prezzemolo
  • 2 cucchiai di Olio extravergine di oliva (per appassire)
  • 2 cucchiai di Olio extravergine di oliva (per condire)
  • Sale
  • Pepe

Preparazione

Rosolare prezzemolo e carota, lavati e tritati, in poco olio evo. Dopo qualche minuto aggiungere poca acqua (due mestoli circa)

Quando bolle immergere i tentacoli del polpo e farli arricciare. Metterlo nel tegame e cuocerlo per venti minuti a fuoco moderato. Spegnere e lasciar coperto.

Fare appassire una cipolla sbucciata e tritata in un filo d’olio. Dopo 4 minuti aggiungere i ceci ben scolati. Aggiungere sale e pepe, frullare i ceci con il mixer (aggiungendo poca acqua calda).

Tagliare il polpo a dadini ed adagiare sul macco di ceci. Guarnire con prezzemolo fresco tritato.