sabato, 19 Settembre 2020

Food

Home Food Pagina 146
Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Pasqua, le ricette per un menù vegetariano

Con il pranzo pasquale alle porte è iniziata anche la ricerca dei menù più sfiziosi da proporre in tavola per famiglia e amici. C’è chi si affida alla tradizione gastronomica italiana, puntando sul menù classico a base di carne e chi invece quest’anno ha deciso, per scelta etica o di gusto di dare uno strappo alla regola, optando per un menù vegetariano. Un passo in più per risparmiare quello che è un vero e proprio calvario per milioni di agnelli e capretti che ogni anno finiscono inevitabilmente sulle tavole degli italiani. Secondo gli ultimi dati Eurispes in Italia sono circa 4.2 milioni coloro che hanno scelto uno stile di vita basato su una dieta vegetariana e che imbandiranno quindi un pranzo un po’ meno tradizionale, celebrando però la vita anche a tavola.

Accogliere gli ospiti con un buon aperitivo è un modo pratico e piacevole per aprire il menù. In alternativa ai classici affettati, si potrebbero proporre delle tartine con robiola e un trito di noci, mandorle o pistacchi oppure un canapé di pane da toast con cipolla stufata e emmenthal grattugiato. Per i più piccoli i muffin con le zucchine sono l’ideale, perché morbidi e sani mentre per gli amanti della piadina si possono realizzare golosi rotolini: grigliate zucchine e melanzane, scaldate la piada, spalmatela di crescenza e riempitela con le verdure condite con sale e olio, arrotolate e tagliate a fettine. A Pasqua le uova sono d’obbligo, quindi spazio a spiedini con cui sbizzarrirsi alternando uova e pomodori, o piccole mozzarelle e olive. Per i vegani, che non consumano né uova né latticini, spazio a crostini con paté di olive e verdure, bruschette al pomodoro oppure pane pita con humus di ceci.

Per chi non volesse rinunciare alle classiche lasagne della nonna, potrà comunque deliziarsi con quelle vegetariane. Vi serviranno: un mix di verdure primaverili (asparagi, piselli, zucchine, carote), lasagne sottili, mozzarella e parmigiano grattugiato a volontà. Saltate le verdure in padella, partendo da un soffritto di cipolla a cui aggiungerete carote, piselli, zucchine a tocchetti e asparagi. Una volta cotta la verdura, preparate abbondante besciamella. Per farcire una teglia da 8 porzioni contate 1,5 l di latte, 150 grammi di farina 00, 150 gr di burro, noce moscata e sale. In un pentolino scaldate il latte. In una casseruola sciogliete il burro e aggiungete la farina, lasciate addensare continuando a mescolare per un paio di minuti. A questo punto aggiungete il latte caldo, continuando a mescolare per non creare grumi, fino al bollore. Proseguite la cottura finché la salsa non sarà ben addensata (circa 15 minuti). Versatela in una ciotola e copritela con pellicola a contatto. Quando la besciamella sarà tiepida, componete la lasagna alternando pasta, verdure, dadini di mozzarella, besciamella e parmigiano. Infornate per mezz’ora a 200 gradi.

Per quanto riguarda invece il secondo piatto, l’alternativa all’arrosto al forno con patate e rosmarino, potrebbe essere la bistecca di soia o di seitan già pronta oppure falafel di ceci e verdure, crocchette a base di miglio oppure patate e mozzarella, con un contorno classico di verdure. Il seitan in particolare ricorda il sapore e la consistenza della carne. È uno degli ingredienti cardine dell’alimentazione vegana, con i benefici dell’aglio, delle carote e della farina di ceci.

In alternativa ecco una ricetta originale e golosa, con pomodori ripieni di Emmenthal.

Vi serviranno: 4 pomodori, 16 fettine di Emmenthal, capperi, prezzemolo tritato, origano, olio extravergine di oliva, sale e pepe, pangrattato. Tagliate i pomodori a metà, svuotateli tenendo da parte l’interno, metteteli a scolare a testa in giù. Mescolate l’interno dei pomodori con prezzemolo, pangrattato e qualche cappero. Riempite ogni metà di pomodoro con mezza fettina di Emmenthal sul fondo, il composto e coprite con l’altra metà della fettina. Polverizzate con origano, con pepe e concludete con un filo di olio. Mettete in forno finché il formaggio non sarà fuso.

Per quanto riguarda il dolce i vegetariani avranno una scelta più ampia rispetto ai vegani, che invece si potranno sfiziare con una torta al cioccolato. Vi serviranno: due tazze di latte di soia (al gusto di cioccolato o vaniglia), una di farina di frumento integrale, una di farina bianca, una di sciroppo d’acero, mezza di cacao in polvere, mezza di zucchero di canna, due cucchiaini di lievito, due di aceto di mele, uno di sale, mezzo di cannella e mezzo di estratto di mandorla. Le due farine, cacao, zucchero, lievito, sale e cannella vanno setacciati ed amalgamati in un recipiente. A parte andranno invece mescolati olio, sciroppo d’acero, latte di soia, estratto di vaniglia ed aceto. I due composti vanno quindi amalgamati e versati in una tortiera, da porre in forno per circa mezz’ora. Una volta cotta, la torta va divisa in due metà e riempita con una crema preparata con: 500 grammi di tofu (dal quale andrà tolto il liquido in eccesso), ¾ di tazza di zucchero di canna, ¾ di tazza di cacao in polvere, quattro cucchiaini di estratto di vaniglia e 500 grammi di cioccolato fuso.

Tofu, sale e olio vanno passati al mixer per almeno un minuto, in maniera da formare una composto uniforme. Vanno quindi uniti zucchero, cacao, vaniglia e cioccolato fuso. Se alla fine la crema dovesse risultare troppo corposa, può essere diluita con qualche cucchiaio di latte di soia, fino ad ottenere la consistenza desiderata. Una volta fredda, la crema è pronta per farcire la torta.

‘Come’n Kitchen’ la nuova tendenza: cene a sorpresa e nuove conoscenze

Si chiama “Come’n Kitchen” ed è il catering creativo più famoso sul web. L’idea è nata da quattro under 30: Jacopo, 27 anni e studi in economia, Erica, 26, laureata in comunicazione, Nicolò, 28 anni, cuoco e Davide, barman di 29 anni. In poco tempo ha ottenuto un successo stratosferico, soprattutto su Facebook, dove è nato e si è sviluppato: “Serve solo una casa libera, al resto pensiamo noi” è il motto dei quattro giovani organizzatori.

Come’n Kitchen è una vera è propria organizzazione perfetta di eventi: bisogna “arrivare da soli“, o al massimo in due, e avere tanta voglia di conoscere gente nuova. È tutta una sorpresa.

“Funziona così — spiegano i quattro creatori — prima troviamo qualcuno disposto a metterci la casa, e per lui la cena è ovviamente gratis, poi raccogliamo le adesioni su Facebook e arriviamo con un catering completo, dai tavoli alle posate”. L’appuntamento è due volte al mese, sempre il mercoledì. Sopresa fino all’ultimo istante: una settimana prima vengono comunicati gli ingredienti, qualche giorno prima il menù e solo la mattina stessa si svela ai partecipanti l’indirizzo a cui presentarsi. Ogni serata ha un tema ad hoc, sempre diverso ed originale. Costo sui 30 euro a testa.

Silvia, 38 anni, alla sua seconda partecipazione alla “Come’n Kitchen”, dice: “A me la cosa che piace di più è proprio il segreto, il fatto che fino alla mattina non sai dove devi presentarti”. “Quello che mi piace di queste cene — continua Lucia, argentinaè che ti permettono di conoscere davvero altre persone. Al bar o nei locali non funziona, si resta sempre in gruppetti. Io invece vengo qui e mi siedo al tavolo da sola, vicino a personeimprobabili, diversissime da me, e mi diverto un sacco. Non me ne perdo una!”. Fabio invece, a 29 anni, si è anche fidanzato. Tutto grazie alla sorpresa, al buon cibo e alla grande curiositas.

Le coppie a corto di zuccheri litigano di più

Credit Photo: girlpower.it

Non vederci più dalla fame può scatenare liti di coppia

Lo ha stabilito uno studio condotto alla University of North Carolina di Wilmington, su 107 coppie sposate.

Anche le coppie più affiatate, se assalite dalla fame nervosa, tendono a diventare sensibili alla necessità di scatenare scontri accesi con il proprio partner. E, a quanto pare, l’ingrediente che non può assolutamente mancare in una coppia pacifica sono gli zuccheri. Quanto più basso è l’indice glicemico del nostro partner, tanto più questo sarà da tenere a bada.

Lo studio condotto da Brad Bushman, docente di comunicazione e psicologia della Ohio State University (Usa), e dai suoi colleghi, ha sottoposto le 107 coppie a due esperimenti.
Rigorosamente in stanze separate, è stato chiesto a mogli e mariti di misurarsi l’indice glicemico per 21 giorni, la mattina prima della colazione e la sera prima di andare a letto.
Sono stati poi muniti di una bambolina che rappresentava il proprio partner, e di 51 spilli da utilizzare all’occorrenza, calibrando la rabbia che provavano nei confronti del loro amato.
Il risultato? Quanto più basso era il glucosio nel sangue, tanti più spilli venivano conficcati nella bambolina che rappresentava la propria dolce metà.

La fame è nemica dell’amore, dunque

Perché non è finita qui. I comportamenti delle coppie cavie di questo esperimento sono stati sottoposti ad un ulteriore prova: una gara al computer in cui vinceva chi riusciva a premere più velocemente un bottone nel momento in cui appariva sullo schermo il segnale rosso che rappresentava il via a rumori assordanti, percepiti dalle cuffie del rispettivo compagno di gioco.
Anche qui, si sono mostrati più spietati coloro la cui glicemia era più bassa.

Prima di essere sottoposte a questi due esperimenti, le coppie in questione erano state identificate attraverso un test come coppie felici.
La quantità e la qualità degli alimenti ingeriti, infatti, influenza in modo determinante le nostre funzioni celebrali.
Così come vi sono alimenti in grado di favorire repentini sbalzi d’umore, esistono altrettanti cibi in grado di placare gli animi.

Dunque, assodato che le coppie a corto di zuccheri litigano di più, badiamo bene al non intraprendere discussioni importanti col partner in preda alla fame, soprattutto da zuccheri.

Mangia 51 banane al giorno ed è diventata il nuovo guru della dieta

Siamo in Australia e una YouTuber mostra ai suoi seguaci e iscritti il metodo più genuino, semplice ed economico per rimanere in forma, anzi, per diventare una vera e propria silhouette. Il suo nome è “Freelee The Banana Girl” ed è considerata il nuovo “guru della dieta”: in brevissimo tempo ha ottenuto migliaia di visualizzazioni sul suo canale e grazie al web ha fatto molto parlare di sé. Lei propone un regime alimentare che, di recente, ha portato il grande successo, quando la collega australiana Loni Jane Anthony ha annunciato di aver mantenuto la dieta per tutta la gravidanza, insistendo sul fatto che sia lei che il suo bambino non abbiano subito effetti negativi.

La dieta della banana è molto semplice: si tratta di consumare tra le 2000 e 5000 calorie al giorno e come dice Freelee, rimanere “in crudo fino alle quattro” – il che significa che non mangia nessun tipo di cibo cotto o riscaldato fino alle 16:00.
Lei di solito mangia “i pasti mono costituiti da una quantità enorme di un singoli frutti, come cinque manghi, due litri di succo d’arancia, 1,4 kg di albicocche, o 20 banane”.
Dopo le ore 16:00 il “via libera”: spesso mangia un pasto cucinato e, ancora una volta, con un unico ingrediente in grandi quantitativi, come 3.5kgs di patate al forno, o un altro pasto di frutta.

Dopo aver sofferto sia di anoressia che di bulimia in passato, Freelee sostiene che adottando il suo basso contenuto di grassi come dieta per la vita, è riuscita a rimanere in perfetta forma, nonché chiarire la sua acne, sindrome da stanchezza cronica, bassa funzionalità tiroidea e digestione.
Spesso riceve commenti negativi per essere “troppo magra” ma Freelee, che scrive anche sul suo sito, ha comunque guadagnato 166.000 abbonati sul suo canale YouTube che predicano a tutto il mondo i vantaggi del suo stile di vita.

Freelee ama così tanto il suo modo di vivere che ha anche scritto un Ebook su come seguire la sua dieta e il successo social è andato di gran lunga migliorandosi grazie alla sua pagina Facebook.
Tuttavia molti dietologi ed esperti hanno parlato dei pericoli in termini di salute che l’eliminazione di interi gruppi di alimenti dalla dieta possono comportare e, in particolar modo, quelle che possono essere le gravi conseguenze di un eccessivo consumo di banane, come nel caso dell’australiana.

“Mangio tante banane, tanta frutta, questo è vero, ma ho fatto questo a lungo termine ed i risultati stanno accumulando. Sono in forma e sto bene e questi sono i risultati che vengono con il tempo”.
Le banane sono molto ricche di potassio, un minerale essenziale per la sopravvivenza, ma che il corpo, soprattutto il cuore, è particolarmente sensibile.
Una singola banana in media contiene 422mg di potassio e, mentre sarebbe quasi impossibile causare un arresto cardiaco attraverso il consumo di alimenti, mangiare tanto e la stessa cosa a livelli esagerati può mettere a dura prova i reni, che devono filtrare l’eccesso.
Aisling Pigott, britannica portavoce del Dietetic Association, dice: “Questa dieta interessante e alternativa sostenuta da Freelee sembra averla aiutata, però va in conflitto con la consulenza tradizionale, la sana alimentazione che raccomanda varietà, controllo delle porzioni e moderazione”.

I punti negativi di questa dieta sono tanti: non contiene fonti alimentari di vitamina B12, il calcio è limitato e c’è poco ferro. Il contenuto di zuccheri e carboidrati di questa dieta è estremamente alto. Mangiare grandi quantità di un singolo alimento – per esempio le banane – può spostare nutrienti essenziali disponibili da altri alimenti.
In sintesi bisogna puntare su una varietà di frutta e verdura cruda e cotta insieme, una dieta sana ed equilibrata, porzioni controllare, carboidrati amidacei (come pane, riso, patate, pasta) e proteine ​​(carne, uova, fagioli o legumi) con 2-3 porzioni di alimenti arricchiti di calcio al giorno (latte o prodotti lattiero-caseari) e grassi limitati, come zuccheri e cibi elaborati”.