Food

Home Food Pagina 3
Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Ricette salmone in salsa teriyaki

Ricette salmone

Ricette salmone in salsa teriyaki, piatto tipico giapponese.

Se c’è una cosa che amo sul serio è mangiare orientale, cinese e japo, ma soprattutto cucinare japo.

La difficoltà non è solo fare piatti perfetti come i loro ma soprattutto ricreare i sapori, in ogni caso ci si può provare con ciò che si ha a disposizione. Esempio: la tempura è semplice da fare basta avere della farina di riso e dell’acqua gassata fredda. Così per questa ricetta non ci servono chissà quali ingredienti particolari.

Una piccola curiosità: il termine teriyaki è composto dalle parole teri, che significa lucido o splendente, in riferimento al colore conferito dalla salsa, e yaki, che significa cotto su metallo, come una griglia, una piastra o una padella, come nel caso del teriyaki.

Per tutti voi amanti del Giappone ecco come si realizza questo piatto.

Ricette salmone in salsa teriyaki: ingredienti

Dosi per 4 persone

  • 125ml salsa di soia
  • 60ml acqua
  • 2 cucchiai di mirin (o sake)
  • 2 cucchiaini di zucchero di canna
  • 1 1/2 cucchiaini di aglio, tritato
  • 1 1/2 cucchiaini di zenzero, tritato
  • 300g salmone con la pelle

Ricette salmone in salsa teriyaki: preparazione

Mescolare il mirin con la salsa di soia, lo zenzero, l’acqua, lo zucchero e l’aglio.

Cuocere sul fuoco basso finché lo zucchero si è sciolto. Porre il salmone in una ciotola e versarvi sopra la salsa. Lasciare a marinare per 20 minuti.

Riscaldare una padella sul fuoco alto. Cucinare i fagioli per 5 minuti in uno spruzzo di olio di sesamo, spegnere e tenerli in caldo.

Nella stessa padella aggiungere il salmone con la pelle a contatto del calore. Cuocere per 2 minuti per lato.

Versare la restante marinata in una piccola pentola e cuocere finché si è addensato. Servire il salmone con la salsa, i fagioli ed il riso cotto al vapore.

Sushi origine: storia e curiosità

Sushi origine

Sushi origine: storia e curiosità di una pietanza molto amata e che va tanto di moda in occidente.

Siete curiosi di sapere com’è nato?

Sushi origine di questo cibo

Si suppone che il sushi affondi le sue origini a Nara dove si conservava il pesce nel riso fermentato.

Tutto ebbe inizio nel periodo Murochami (1336-1573) quando al pesce si aggiunse il riso, il cibo più consumato in assoluto.

Ovviamente la sua vera origine risiede in Cina, un po’ come tutto ciò che riguarda il Giappone.

Nel VIII secolo il pesce veniva salato e arrotolato nel riso fermentato, il nome di questa pietanza è narezushi. Se i cinesi scartavano il riso per mangiare il pesce, i giapponesi invece amavano consumarlo, questo piatto è detto namanare.

Il narame si diffuse durante il periodo Azuchi-Momoyama (1573–1603) letteralmente significa “sushi fatto a metà”; il riso ed il pesce venivano fatti fermentare per un tempo più breve del narezushi ed eventualmente il riso veniva marinato con aceto di riso. Continuava però ad avere l’odore distintivo del narezushi.

Durante il periodo Edo fu introdotto un terzo tipo di sushi: l’haya-zushi ovvero era assemblato in modo che pesce e riso potessero essere consumati nello stesso momento.

Quindi il riso veniva ora mischiato ad aceto, cibo essiccato e verdure oltre che al pesce. Questo tipo di sushi è ancora oggi molto popolare.

Sushi origine: street food giapponese

Quando Tokyo era nota con il nome di Edo le bancarelle di cibo strada servivano sempre sushi in versione nigirizushi ovvero un cumulo allungato di riso coperto da una fetta di pesce. Questo street food divenne rapidamente popolare.

Il popolo apprezzava questo sushi che si poteva mangiare rapidamente con le bacchette o con le mani.

Il vero boom si ebbe con le celebrazioni dell’hanami (fioritura del ciliegio), i giapponesi scoprirono che il sushi era perfetto per i pic nic sotto i ciliegi in fiore.

Ricette giapponesi facili: ochazuke

Ricette giapponesi facili

Ricette giapponesi facili e poco costose, una di queste è l’ochazuke.

Ne ho sentito parlare per la prima volta mentre leggevo “Memorie di una geisha” Chiyo racconta del rientro a casa di Hatsumomo, la geisha dell’okya che se fosse stata affamata si sarebbe fatta preparare il suo spuntino preferito, ovvero un Umeboshi Ochazuke, ovvero riso avanzato, prugne acide sott’aceto il tutto inzuppato di tè bollente.

Le sue origini affondano nel periodo Heian, veniva consumato dai guerrieri come pasto povero durante la stagione invernale. Nel periodo Edo vi si aggiunse il tè al posto della sola acqua calda.

Vediamo come prepararlo.

Ricette giapponesi facili: ingredienti dell’ochazuke

  • riso bollito avanzato
  • una fetta di salmone
  • un pezzetto di porro
  • tè verde bollente o brodo
  • alga nori (facoltativa)
  • olio evo
  • sale

Ricette giapponesi facili: preparazione dell’ochazuke

In una padella antiaderente versare un cucchiaino di olio evo. Far dorare il salmone su entrambi i lati. Una volta dorato va sfilacciato.

Far rinvenire il foglio di alga nori in acqua tiepida e far bollire l’acqua del tè. Affettare il porro a rondelle.

In una ciotola di ceramica porre il riso bollito avanzato, sopra adagiare il salmone sfilacciato, le rondelle di porro e l’alga nori in ultimo versare fino a metà scodella il brodo o il tè verde.

Ricette giapponesi facili: consigli

La particolarità di questo piatto è che potete aggiungere ciò che volete: un uovo, gamberetti, germogli di soia e wasabi o umeboshi (prugna sott’aceto), platessa al posto del salmone, funghi cinesi, alga nori, salsa di soia per condire il pesce, asparagi e straccetti di pollo al posto del pesce.

I giapponesi usano il dashi al posto del brodo di dado, ma è più difficile da reperire, quindi del semplice dado andrà benissimo.

E’ davvero ottimo nelle giornate fredde ed è uno di quei piatti tipicamente consolanti.

Da provare.

Cibi sani: cosa è meglio evitare a tavola

Quando si inizia una dieta, oppure se vuole intraprendere un regime alimentare più sano, è importante conoscere bene quello che si porta in tavola in modo tale da non commettere passi falsi. Molti si chiedono, ad esempio, cosa sia meglio utilizzare se il dolcificante oppure lo zucchero, nonché il latte scremato o quello intero. Per mangiare bene, innanzitutto è opportuno informarsi su quelli che sono i cibi che sono un toccasana per il nostro organismo e quali invece potrebbero essere dannosi nel lungo periodo.

I consigli sui cibi che fanno bene

Per rispondere a molti dubbi circa i cibi consigliati e quelli no, innanzitutto bisogna sfatare il mito del latte. Molti si chiedono quale sia meglio tra latte intero e quello scremato. In realtà, il latte intero non è per forza una scelta meno salutare di quello scremato, quanto piuttosto, è opportuno consumarne sempre in quantità moderate. Inoltre, gli alimenti meglio evitare quelli in scatola tutt’al più, in caso di emergenza o di fretta è bene sempre preferire quelli congelati. Ciò vale soprattutto perché a volte la scatola potrebbe contenere tracce di alluminio, mercurio e di altri metalli. Tra zucchero e dolcificanti, invece, ad avere la meglio non è nessuno dei due. In effetti, sia zucchero che dolcificante stimolano la fame, rallentano il metabolismo.

Quello che non sapevi sui cibi che consumi in tavola

Molti alimenti che creano dubbi sono la margarina e il burro. Qual è la scelta migliore? La margarina è ricca di olio vegetale idrogenato. Questo significa che i grassi insaturi possono diventare dannosi per la salute, quindi il consiglio è sempre quello di utilizzare il burro purché però sia meno in quantità. Infine, è importante ricordare che per mantenersi sani e in forma, è meglio puntare alla giusta suddivisione dei pasti nel corso della giornata. Ad avere un ruolo fondamentale è la colazione che non deve mancare per un’alimentazione sana.