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Edoardo Mecca: “Sogno l’Oscar” (INTERVISTA)

Giovane, talentuoso e con tutta la vita davanti per dimostrarlo. La sua umiltà e timidezza lo presentano nel migliore dei modi. Edoardo mecca è un attore divenuto famoso soprattutto sul web con i suoi video divertenti. Lo abbiamo raggiunto al telefono e abbiamo cercato di conoscerlo meglio. Ne è venuta fuori una bell’intervista. Abbiamo conosciuto un ragazzo con un sogno nel cassetto, con una grande volontà e un talento tutto da invidiare.

Ciao Edoardo, ti presenti ai lettori di Blog di Lifestyle che ancora non ti conoscono?

Sono un ragazzo di 27 anni, quasi 28 e sono un attore e intrattenitore. Ho studiato per 7 anni recitazione e 7 canto, ho fatto per moltissimi anni teatro, poi da 3 anni a questa parte mi hanno “buttato” sul web, facendomi conoscere questo mondo. Ho iniziato facendo prima frontman per la produzione torinese Ferrafilm e da un anno a questa parte ho iniziato a gestire la mia pagina Facebook, con contenuti virali e video, proponendomi come attore e devo dire che sta andando molto bene. Adesso il web è diventato un biglietto da visita per diversi personaggi.

Parliamo subito dei tuoi video, divertenti ma con l’intento far riflettere. Hai parlato di bullismo, della nuova gioventù e anche dell’immigrazione con TgCongo24. Pensi che questo modo più immediato di far arrivare un messaggio sia anche il migliore?

Assolutamente si. Poi c’è da dire che chiunque crei un contenuto sul web, come i video, annunciando contenuti leggeri, visto che arrivano facilmente ad un vastissimo numero di utenti, ha anche il compito di concentrare le attenzioni sulle problematiche sociali e su tutto ciò che gira attorno a noi, sulla società e interessi comuni. Quindi io sono sempre propenso a trattare tematiche importanti perchè questo deve essere anche il nostro compito ed è bello ed è giusto anche che sia così. Infatti io nei miei format video, che tendenzialmente sono comici, strizzo comunque l’occhio a tematiche importanti. Abbiamo parlato del bullismo, dell’abbandono degli animali, con tgCongo abbiamo parlato del problema dell’immigrazione in Italia, abbiamo posto l’accento sul calo di livello culturale del nostro paese, la violenza sulle donne, l’integrazione. Credo sia bello alternare questo a tematiche di semplice intrattenimento, perché è un compito positivo e bello.

C’è un video a cui sei maggiormente legato e perché?

Io sono molto legato ad uno dei primissimi video che ho fatto con Ferrafilm, sull’abbandono dei cani. Ce l’ho sempre molto a cuore perché è stato un bellissimo successo, è da anni che lo condividono, abbiamo lanciato un nuovo messaggio: “Quest’estate non abbandonare un amico, abbandona una rompi c…i, che è meglio”.

Mentre degli ultimi video, a cui mi sono dedicato io, come format video, quelli che mi piacciono di più sono di TgCongo24, proprio perché trattano tematiche importanti. Poi un video che mi è piaciuto particolarmente girare è stato quello in cui il tuo migliore amico si fidanza che termina con il messaggio: “Nella vita tutti amici….poi si fidanzano”.

QUANDO UNA RAGAZZA INCONTRA IL TUO MIGLIORE AMICO

Posted by EDOARDO MECCA on Lunedì 23 marzo 2015

Questi sono i video a cui sono particolarmente legato, poi chiaramente ho a cuore il personaggio del tamarro di Torino, perché è stata la mia creazione.

Il tamarro è uno dei ruoli più ricorrenti nei tuoi video, e se posso direi anche uno di quelli che ti riesce meglio. Quanto ti senti tamarro dentro?

Mi sento tanto tamarro semplicemente perché io, essendo della provincia di Torino, ho solo portato nei video quello che mi circondava. Ho portato quei personaggi ed è stata un po’ un omaggio alla mia infanzia, adolescenza e poi siamo un po’ tutti tamarri. Sempre.

Il Tamarro di Torino 4.0 – UN NUOVO INCONTRO

Posted by EDOARDO MECCA on Lunedì 27 aprile 2015

Tu sei anche un grande imitatore. Qual è l’imitazione che ti riesce meglio?

Questo dovrebbero dirlo gli altri, ma se devo dire quelli che oggettivamente mi riescono meglio sono Frank Matano e Grillo.

FRANK MATANO SORPRESO AL BAR

Posted by EDOARDO MECCA on Lunedì 12 gennaio 2015

Com’è Edoardo nella vita privata?

Sono un po’ più timido, ma non è che mi distacchi molto da quel che vedete. Magari carburo un po’ prima di entrare in confidenza ed essere abbastanza sciolto. All’inizio sono timido, però poi mi scioglio e sono più vicino al pazzo scatenato dei video.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

Visto che è un sogno e sognare non costa nulla direi vincere l’Oscar. Poi l’Oscar nel cassetto non ci sta e starebbe benissimo in una bacheca. Quello è il sogno che ho fin da piccolo, ma è un sogno e quindi sogno in grande.

172 mila mi piace. Numeri da capo giro. Da cosa pensi dipenda il tuo successo? E soprattutto te lo aspettavi?

Non me lo aspettavo in così poco tempo, però credo dipenda dal fatto che propongo dei contenuti che spesso piacciono e quindi il pubblico poi ha interesse a seguirmi. Credo dipenda da quello, non perché sono un bel ragazzo.

Dove ti vedi tra 10 anni? Il classico uomo incravattato con moglie e figli a passeggio la domenica mattina?

Io tra dieci anni spero di essere ancora vivo. Ma a parte gli scherzi spero di continuare a fare quello che faccio perché bisogna avere la fortuna di fare ciò che ci piace fare. Magari al cinema o in televisione che sono i mezzi a cui io ambisco o magari riprendere a fare teatro che rimane la prima passione, e la prima passione non si scorda mai.

Un saluto ai lettori di Blog di Lifestyle?

(Imita Grillo) Ma allora io saluto gli amici, gli amici di Blog di Lifestyle, perché siamo nati tutti sul web e diventeremo tantissimi. Adesso porto anche voi in Parlamento e li mandiamo tutti a casa, li mandiamo tutti a casa e inizieremo a comandare noi.
(Fa il Tamarro) Allora vi faccio un grandissimo saluto, coddue, siete trooppa rooobaa.

Il Tamarro di Torino 4.0 – UN NUOVO INCONTRO

Posted by EDOARDO MECCA on Lunedì 27 aprile 2015

Lucilla Agosti, la femminilità attraverso il sorriso (INTERVISTA)

Bellezza acqua e sapone, bionda, occhi chiari, la classica ragazza della porta accanto. Beh, una bella ragazza della porta accanto. Ma forse è proprio questo che incanta di Lucilla Agosti. La sua dolcezza la contraddistingue. Anche se Lucilla non è solo questo. Un mix di professionalità e umiltà che la porteranno sicuramente molto lontano. E almeno noi di Blog di Lifestyle ce lo auguriamo. All Moda, Distretto di polizia, Scalo 76, l’Isola dei Famosi, e Mistero sono solo alcune delle esperienze scritte sul suo curriculum vitae. L’abbiamo raggiunta per una chiacchierata in cui si racconta senza peli sulla lingua.

Ciao Lucilla, giovanissima ma con una grande esperienza alle spalle, partiamo dall’inizio, lavorare in televisione è sempre stato il tuo sogno o da bambina avevi altri programmi per la tua vita?

Non è sempre stato il mio sogno. Io ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’intrattenimento con il teatro e quello è stato il mio primo e grandissimo amore, poi per caso mi sono avvicinata al mondo della televisione. Quindi in realtà è un regalo che mi è arrivato inaspettato proprio tra capo e collo. Quando ero piccola piccola non so cosa sarei voluta diventare, ad un certo punto durante il liceo mi sarebbe piaciuto fare medicina come mio padre, dopo, verso i 15 anni ho iniziato a fare teatro e ho capito che, in realtà, quello che volevo fare era stare sul palco, recitare, stare in questo mondo, quello dello spettacolo. Però era lontano il mondo della televisione, era una cosa artistica la mia, mi piaceva l’idea di creare qualcosa insieme ad altre persone.

Sei bellissima, bionda, occhi chiari, acqua e sapone, sempre sorridente e spontanea, forse proprio questo ti distingue dalle tue colleghe. Cosa credi che vada cambiato nel sistema televisivo italiano?

Io penso che non debba essere cambiato qualcosa, penso però che sarebbe più interessante se si dessero immagini diverse di donne, quindi non soltanto un’immagine stereotipata per cui anche all’estero ci ricordano. Però non dimentichiamo che anche noi abbiamo delle donne dello spettacolo molto sorridenti, una su tutte Michelle Hunziker, che del suo sorriso ha fatto la sua bandiera, oppure un’altra ragazza che mi piace tanto come approccio e fisicità e che non è per niente artefatta è Silvia Toffanin, quindi in realtà poi ci sono delle figure che non sono le classiche “bonazze” standardizzate. A me piace che la femminilità passi attraverso il sorriso, la semplicità, l’essere acqua e sapone. Poi io per prima ci tengo ad essere curata però penso debba essere facile arrivare in maniera spontanea al pubblico.

Parliamo di Lucilla lontano dalle telecamere. Sei mamma di due bellissimi bambini, Cleo 4 anni e il piccolo Diego di poco più di un anno. Che tipo di mamma sei?

Come spesso nel mio carattere, sono un mix di severità e gioco. So di essere una mamma molto socievole, scherzo, rido, mi piace giocare con i miei bambini, sono molto alla mano, non ho timori, li faccio giocare, cadere, però poi sono altrettanto severa nelle cose importanti, come ubbidire, non dover ripetere le cose 40 volte, andare a dormire all’ora giusta, quando ci sono i capricci arriva anche lo scappellotto sul sedere, dopo averli avvisati che sarebbe arrivato. Io mi sento soddisfatta come mamma, e te lo dice una che non è mai soddisfatta di quello che fa, mi metto sempre in gioco, penso sempre, soprattutto nel lavoro, di dover dare di più, di poter fare meglio, invece il regalo più bello che mi è arrivato con la maternità è che, anche se i dubbi ci sono sempre, sono felice di come sono con i miei bambini, li vedo contenti con me e questo è il riscontro immediato che sto facendo bene.

Lunedì 4 maggio è partito il tuo programma Donna Moderna Live, su La5 dove per 40 puntate darai consigli di lifestyle e tendenze. Ci sveli qualche must in esclusiva?

Innanzitutto per me la cosa di cui non potremmo più fare a meno, dopo Donna Moderna Live sono i tutorial di trucco e parrucco. Io li trovo geniali, ogni volta che li vedo io penso finalmentedi poter imparare a fare la treccia a spina di pesce, la banana, il trucco da sera, quello da spiaggia, li trovo super. Poi mi piacciono anche tutti i consigli per tutto quello che concerne la vita in casa, quindi anche le piccole cose per trasformare i vecchi oggetti che hai in casa in qualcosa di nuovo, lo trovo molto divertente perché io adoro il riciclo e poter dare una seconda vita alle cose che magari ci hanno stufato lo trovo molto utile, soprattutto in questo momento di crisi economica penso che buttare via le cose sia sbagliato, meglio dare una seconda vita. Poi mi piace tantissimo la rubrica delle protagoniste del wellness, dove sono “protagonista”, sono tutti sport molto particolari e mi piace mettermi nei panni dell’allieva e sto provando degli sport molto strani che non avrei mai scoperto, tipo lo yoga in volo, la danza polinesiana, cardiolates, è bello scoprire quelli che non sono i soliti sport.

Come ti descriveresti in tre soli aggettivi?

Irruente, di cuore e solare.

Nostalgicamente vorrei rivolgerti una domanda sul tuo passato televisivo. La musica ha fatto parte della tua vita professionale per molti anni. Oggi ci sono molti talent show, Xfactor, Amici, The Voice, per citarne alcuni, credi che questo cambio di rotta della tv faccia davvero bene alla musica?

Vedendo quello che è uscito ultimamente da Xfactor, per esempio, ti direi di si. Mi piace vedere come voci noti del panorama musicale italiano, vedi Elisa ad Amici, si siano messi in contatto con questo mondo. A me quello che affascina dei talent è il far sognare, dare a dei ragazzi la possibilità di vivere il loro sogno. Poi quello che sarà il loro futuro dipende da loro, dalla capacità di sapersi creare uno spazio reale, dopo aver vinto un talent, perché non vi è il successo assicurato, perché entra in gioco altro, però credo sia bello cercare, trovare dei talenti da persone normali che fino al giorno prima facevano le commesse, gli insegnanti, gli studenti, trovo che sia molto bello e alla portata di tutti.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Nella vita privata e professionale?

Io sono in radio ormai da un anno tutte le mattine, dalle 10 alle 13 su radio 101, il mio progetto per ora è proprio Donna Moderna Live su La5, poi ho fatto Italia’s Got Veramente Talent? con Rocco Tanica. Quindi il 2015 è stato un anno ricco. Nel mio cuore c’è la speranza che dopo queste 40 puntate di Donna Moderna Live, visto che sta avendo molto successo, ci sia anche la seconda stagione. Poi vedremo cosa verrà fuori.
Per la mia sfera privata ho voglia di lavorare su me stessa per correggere gli impeti caratteriali che mi fanno prendere le cose troppo di petto, che può essere un bene, ma anche un male in un certo punto di vista e poi, con calma, a tempo giusto, mettere in canna un altro bimbino, dai.

Un saluto speciale per i nostri lettori?

Vi bacio, vi abbraccio tutti, cari lettori di Blog di Lifestyle, seguitemi sempre su La5, mi raccomando che ci sono tante cose belle e io seguirò voi.

Andrea Diprè: “Io e Sara Tommasi ci sposiamo” (INTERVISTA)

Lo conosciamo tutti. Ma proprio tutti. Perché un personaggio come lui è impossibile ignorarlo. O lo si ama o lo si odia. Parliamo di Andrea Diprè, avvocato, critico d’arte, youtuber, fondatore del dipreismo, eclettico e versatile. Si è raccontato a noi di Blog di Lifestyle, senza peli sulla lingua, perché lui non ne ha, e ci ha svelato alcuni dettagli sulla tanto chiacchierata storia con Sara Tommasi.

Buongiorno Andrea, il pubblico del web la conosce perfettamente grazie ai suoi video, ma tutti sicuramente si chiedono: ci è o ci fa? Come si descrive nella vita privata, a telecamere spente?

Sicuramente penso di essere una delle pochissime persone che non è obbligata ad avere una maschera. Tutto quello che io faccio risponde alla mia indole, a me stesso. Si capisce benissimo anche nei filoni che io seguo nei miei video, il Diprè per Lei e il Diprè per il sociale. Nel Diprè per Lei vengono solo opere di arte mobili, ovvero individui di sesso femminile che io incontro certo per fare audience ma anche con uno scopo sessuale, di incontro sessuale, perché il Dipreismo è fondato sul sesso, sulle sostanze stupefacenti e sul denaro liquido e quindi è normale che il sesso sia fondamentale. Mentre il Diprè per il sociale rispecchia la necessità di fare dei video che siano molto visti e seguiti.

Si trova spesso a che fare con personaggi molto singolari, diciamolo spesso trash, che comunque hanno un gran seguito tra i social. Lei che li ha più o meno conosciuti tutti, può dirci, a suo parere, qual è la chiave del loro successo?

Il mio punto di vista è un punto di vista numerico. Le classificazioni non esistono per me, per me esistono solo gli individui che fanno un certo numero di visualizzazioni, che provocano un certo numero di pagine, che hanno un potere di far parlare di sè o no. Infatti trovo scandaloso che le enciclopedie siano piene di soggetti che non valgono nulla e che qualcuno pensa che siano importanti e hanno anche vie titolate e invece soggetti che fanno parlare, che hanno fama ma che non vengono riconosciuti come importanti. Io mi domando ma chi è che può definire che un Rosario Muniz sia meno importante di Petrarca, chi lo stabilisce questo? Esiste un “io” che deve stabilire che un essere umano sia più trash di un altro? Io direi che in base ai numeri non è meglio Petrarca che invece ci obbligano a studiarlo.

Certo è vero che da un punto di vista sensoriale, dei sensi preferisco un Diprè per lei, che un Rosiario Muniz, ma dal punto di vista dei numeri la bilancia è chiara. Per me è trash anche la politica, anche Renzi è trash, Renzi, come per dire qualsiasi altra persona, ma anche di politici mondiali, internazionali, chiunque è trash, chi definisce che cosa è importante e chi non lo è? In realtà, ora siamo nella fase del Dipresmo distruttivo, che è la fase attuale che stiamo vivendo, una fase in cui bisogna abolire ogni falso mito e azzeriamo tutto. È chiaro che se il Dipreismo fosse politica, religione e monarchia io Andrea Diprè stabilirei sotto una cerchia di gerarchia cosa conta e cosa no. Cambierei i libri scolastici. Ad esempio, nel Dipreismo non ci sarebbe mai stato un Expo dei cibi, ma un Expo delle droghe, ad esempio, lo stand della Colombia avrebbe avuto la Cocaina, lo stand Italiano avrebbe avuto la marijuana leccese, quello di New York avrebbe avuto la coca del Bronx, Las Vegas di acidi, voglio dire, tutte cose che farei nel Dipreismo instaurato, che non c’è. Non sono un utopista, so che non c’è e probabilmente non ci sarà mai, ma io vivo come se non ci fossero i governi, non riconosco l’Italia come Stato, così come gli altri Stati, non esiste per me lo Stato, esiste solo il Dipreismo.

Parliamo un po’ di lei, negli ultimi tempi il gossip si scatena, si parla di questo matrimonio con Sara Tommasi, siete stati spesso fotografati insieme, a noi può dirlo quanto c’è di vero dietro questa storia?

C’è questa relazione che è assolutamente vera, però è una relazione dipreista. Intanto il matrimonio che era fissato per il 24 Maggio a Las Vegas non sarà più li, ma in Costa Azzurra, o il 24 o leggermente dopo, però la zona si è spostata verso Nizza, Montecarlo o Cannes, per far partecipare più dipreisti che sono più in Italia che all’estero. Il rito sarebbe un rito dipreista, che per me ha assoluto valore anche se per altri potrebbe non averne. È anche vero che quando si fa un rituale, di qualsiasi tipo sia, quello rappresenta già un legame. Anche se io comunque continuerei a frequentare tutte le altre opere mobili, non c’è assolutamente la monogamia. Con Sara Tommasi ci vediamo costantemente dipende anche da lei, se riesce ad accogliere in pieno il dipreismo, perché ha ancora molte pressioni dettate dalla vecchia maniera, dalla tradizione. Noi questa sera dovevamo fare l’addio al celibato insieme, vediamo se è ancora confermato. Perché su di lei ci sono pressioni di altra gente, tradizionalista. Vediamo fino all’ultimo.

Non possiamo non chiederle anche del film hard a cui ha partecipato..

Il film è scaricabile sul sito. L’attore vero è Max Felicitas che anche Rocco Siffredi ha dichiarato essere il suo miglior erede. Io ho partecipato sia per la stima che ho verso Max Felicitas ma anche perché il dipreismo vuole dimostrare che Andrea Diprè può fare qualsiasi cosa. Io rispondo solo alla mia monarchia, quindi non me ne frega nulla. Certo, finora io posso solo dire: “compratelo questo film”, non posso imporlo, ma se fossi monarca assoluto sarebbe distribuito in tutte le scuole.

La sua vita è ricca di soddisfazioni e successo, ma c’è un sogno nel cassetto che ancora vuole realizzare?

La mia vita è come quella degli Ebrei, sono in continua ricerca della terra promessa, sono schiavo in un mondo non dipreismo. La politica l’ho abbandonata, perché la politica democratica è una cosa inutile, immagini un politico che venga beccato a fare un’orgia, non so se potrebbe continuare a fare quello che fa. E per me quello non è potere, sono solo cavolate.Il potere è un altra cosa. Il potere ce l’ha la regina d’Inghilterra. Ma ancor di più i capi di Stato assoluti, qualcuno li chiama tiranni, in realtà sono monarchi illuminati. C’è chi può vantare questo, paradossalmente mi sembra strano che la super potenza americana non abbia un monarca, ma un presidente elettivo. Voglio dire passa il mandato ed è finita. Non mi occupo più di queste cose qua anche se confesso che un Diprè per Lei con le ministre attuali lo farei volentieri.

Il mio unico sogno è che si instauri il dipreismo assoluto. Ma so che rimane un sogno anche se io vivo fino all’ultimo per combattere affinché si realizzi. Ripeto non sono un utopista, non mi permetterei mai di andare con una fionda al Palazzo del potere perché so che non gli farei nulla. Io se attacco è perché so di avere la forza per farlo. Al 99% qualcuno dirà che non ce l’avrò mai, per questo sto teorizzando un dipreismo metafisico, cioè che si instaurerà su un altro pianeta. C’è qualcuno che mi chiede: “a chi ti paragoni?”, l’unico che mi viene in mente è Gesù Cristo, per quanto siamo su lati diametralmente opposti, come pensieri, valori ecc ma lui è l’unico che ha provato a portare il suo regno. Ha fatto una brutta fine ma secondo i credenti il suo regno è di un altro mondo e anche io arriverò a dire questo: il dipreismo è di un altro mondo, dove sesso, droga ecc regnino è chiaro che solo chi è dipreista lo vivrà, tutti gli altri andranno all’inferno.

Una domanda un po’ più personale, tornando indietro rifarebbe esattamente le stesse scelte?

Ma si. Io mi adoro in un modo incredibile. Anche se capisco che ho dei limiti, so che ci sono ma mi auto compiaccio vivendo fino all’ultimo. Sono convinto della teoria metafisica, io son sicuro che dopo questa vita mi si spalancheranno le porte del regno dipreista. E lo dico anche a quelli che vogliono farmi del male: “attenzione perché ce la pagherete dopo”.

Lei è un critico d’arte, forse il più famoso del web, qual è il suo artista preferito?

Io ti ringrazio per questa domanda. Io per lo Stato sono un avvocato, ho conseguito la Laurea a Trento, ho fatto i miei due anni di pratica e conseguito il titolo di avvocato, dopo 4, 5 anni che ero iscritto al consiglio dell’ordine degli avvocati di Trento mi hanno cancellato sia perché dicevano che facevo un programma televisivo con i pittori, sia perché alcuni miei atteggiamenti, per esempio quando presentavo dei quadri con una modella nuda vicino, non erano compatibili con il decoro della professione, ovviamente era solo una scusa per estromettermi.

Mentre il titolo vero che mi sono data per le mie intuizioni è quello di critico d’arte. Voi sapete che nel calcio si suole dire che esiste il calcio prima e dopo Maradona. Nell’arte esiste un prima e dopo Diprè. Nella vita mi paragono a Gesù Cristo, nell’arte a Giotto. Come Giotto cambiò il modo di dipingere, io sono il primo nel mondo a dire che arte non è più il quadro, la poesia, la scultura ma il quadro si identifica con il sesso femminile. E le donne dovrebbero essere orgogliose perché nel dipreismo c’è una centralità estrema. I riti dipreisti sarebbero ufficiati non da 5 preti che disturbano ma da sacerdotesse dipreiste. La donna avrebbe un ruolo egemone. Ovviamente non superiore al mio. Come la piramide egiziana ci sarei io per primo e poi al primo grado le sacerdotesse dipreiste.

Concludiamo con un saluto ai lettori, ma soprattutto alle lettrici di Blog di Lifestyle, in tema Diprè?

I miei seguaci son quasi tutti maschi. Un vero dipreista sarebbe felice di essere “dominato” da una donna, a parte questo saluto tutti quelli che leggeranno quest’intervista. “Catafratto e sibaridici” sono i miei vocaboli che tutti i dipreisti conoscono. La mia massima filosofica è “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro Diprè”, il cielo stellato richiama l’altro pianeta, la morale dipreista si identifica con un’intera notte di sesso e droga.

Consuelo Stoto, la miglior parrucchiera amatoriale d’Italia (INTERVISTA)

Credit photo: hair.realtimetv.it

Domenica sera, alle 21.10, è iniziata l’attesissima finale di “Hair – Sfida all’ultimo taglio”, un talent dedicato a tutti gli aspiranti parrucchieri. Tra prove difficili e allo stesso tempo spettacolari, superando i giudizi dei due giudici – Adalberto Vanoni e Charity Cheah – e del conduttore Costantino Della Gherardesca, solo uno si è accomodato sul primo posto del podio.

Ad aggiudicarsi il titolo di “Miglior parrucchiera amatoriale d’Italia” e un contratto di lavoro da “Tony and Guy” è stata Consuelo Stoto, una ragazza calabrese che si è fatta conoscere e amare dal pubblico per la sua semplicità, dolcezza e sensibilità. Noi di Blog di Lifestyle l’abbiamo intervistata, per saperne di più su questa esperienza nel programma e per farci dare qualche consiglio.

Ciao Consuelo. Hai conquistato il pubblico di “Hair”, mostrando tutta te stessa, nelle difficoltà e con qualche lacrima. Racconti qualcosa di più su di te ai nostri lettori?

Quella che il pubblico ha visto da casa sono io. Mi sono aperta raccontandomi anche in trasmissione perché volevo che il pubblico mi vedesse così come sono. Perché nascondersi? Non mi va di farlo, anche se le lacrime possono dare fastidio, ma io sono fatta così, sono ipersensibile.
Adesso che ho vinto vorrei continuare questo percorso, sfruttare al meglio tutto quello che mi viene offerto per diventare molto professionale. Vorrei che nessuna donna piangesse più per un taglio di capelli perché, secondo me, almeno una volta nella vita a tutti è successo. Per esempio, se una donna viene a tagliarsi i capelli e vuole una spuntatina, le do una spuntatina di 2 centimetri, non di 10 o 15.
Vorrei sempre riuscire a far stare bene le altre persone: venendo da me devi sapere che ti rilassi, sei felice e pronta ad affrontare tutta la settimana. Quando ci sentiamo un po’ giù di morale, infatti, se ci facciamo una piega o qualsiasi cosa da chi ci fidiamo ci sentiamo molto meglio. Ecco, mi piacerebbe essere professionale a tal punto.

Dopo 6 puntate, sei riuscita a “sconfiggere” 8 concorrenti ed aggiudicarti il titolo di “Miglior parrucchiere amatoriale d’Italia”. Ti aspettavi questa vittoria?

Io non ci credevo ancora quando mi sono rivista in televisione, tanto che mi sono chiesta “ma sono o non sono io?”.
Pensavo di andare via per le mie lacrime, anche se non volevo essere eliminata per questo proprio perché sono fatta veramente così. Comunque facevo anche dei buoni lavori e mi sono sforzata, facendo cose che non ho mai fatto prima. Ho anche molta creatività perché ho lavorato con i bambini: anche per questo magari ho avuto una marcia in più.
Pensavo di essere sbattuta fuori alla quarta puntata per colpa di un’altra persona – quando Serena aveva scelto me per mettermi in difficoltà. Avevo paura di non essere capita, né dai giudici né da nessun’altro. E invece no: sono arrivata fino alla fine, senza però crederci veramente. In finale con gli altri quattro ho pensato che mi facessero subito fuori. Quando poi sono rimasta sola con Agostino, la sera non ho dormito. Ho pensato “lui domani tirerà fuori le unghie e mi farà a pezzetti”, ma me la volevo giocare così come veniva. Ero tranquillissima, ho affrontato la finale sapendo già aver perso perché Agostino era troppo forte, avendo fatto tre anni di accademia e avendo lavorato in un grande e conosciuto salone di Milano.
In finale ho voluto fare l’albero della vita, dedicato a tutte le famiglie, per dire grazie: la famiglia è importante e alcuni la disprezzano, ma non dobbiamo farlo perché è grazie a loro se siamo qui ora. Volevo portare la mia idea fino in fondo e mi sono detta “lo faccio, come viene viene”. Meno male è venuto bene e ne sono stata contenta.

Secondo te, cosa ti ha portato a vincere? Qual è l’aspetto del tuo lavoro che i giudici hanno più apprezzato?

Ogni prova aveva la sua originalità. Stavo sempre dietro il tavolo di art attack – come dice Agostino – ad ogni prova creativa. Anche in quella più difficile, che per me è stata Hollywood, ho stupito. In tv non l’hanno fatto vedere ma ho creato un accessorio tutto pieno di brillanti fatto di capelli, da mettere sulla parrucca per non rovinarla alla drag – perché le parrucche costano un sacco.
In ogni prova creativa ho sempre dato il massimo: per questo speravo di non uscire mai. E infatti non è successo.

Credit photo: melty.it
Credit photo: melty.it

A proposito, come sono Adalberto e Charity?

Io sono bhuddista e Charity è il mio fiore di loto. Lei mi ha dato tanta forza. Charity è stata per me anche un esempio di donna, un modello a cui vorrei assomigliare e che tutte le donne dovrebbero avere presente. Decisa, elegante, è un punto di riferimento che senza “Hair” non avrei mai avuto.
Adalberto è la professionalità fatta a persona. È un ottimo maestro: deciso, velocissimo, preciso, tanto da far sembrare ogni taglio semplice.
Quando i giudici venivano li a spronarmi, anche se erano cattivi, lo facevano perché credevano in me: non ho mai preso un loro commento come una critica.

Durante il tuo percorso all’interno del talent, sei stata criticata dai tuoi compagni – forse anche perché sei stata la prima a ricevere le tanto ambite forbici d’oro. Cosa non hanno capito di te?

Di me non hanno capito proprio niente. Non sono stata capita perché non avevano nemmeno voglia di farlo, se ne sono un po’ fregati. E come me, hanno messo sempre da parte anche Luca. Non è stato un bel comportamento.
Ognuno ha la sua personalità, i suoi desideri. Io non critico Serena di avermi messo insieme a Luca – a quanto ha detto lei – per mettermi in difficoltà: grazie a lei ho tirato fuori la grinta. Perché non pensare alle cose positive e riferirsi solo ai fatti negativi, etichettando?

L’unico che ti è stato veramente vicino, come tu sei stata a lui, è Luca. Che rapporto si è instaurato tra di voi?

Io e Luca siamo rimasti in contatto. Ogni tanto ci telefoniamo, ridiamo e scherziamo durante le puntate. Lui è un creativo visionario folle. Gli auguro veramente di diventare ciò che vuole perché mi faceva un po’ tenerezza sapere che davvero prende degli psicofarmaci: è una situazione delicata, anche se con me scherzava – per esempio sul fatto che io sentissi delle voci.
Luca mi sta a cuore per questo problema: sono sempre stata a dirgli di pensare positivo, di non prendere le medicine o cercare di diminuirle perché la vita è bella. Ero sempre pronta a dargli un conforto, anche perché gli altri con lui non erano carini. Volevo stare con Luca, confrontarmi, instaurare un bel rapporto e dare anche una mano ad una persona che ha bisogno.

Ma anche Costantino ha sempre fatto intendere che tu fossi una delle sue preferite, dandoti anche piccoli consigli. Sei contenta anche del rapporto che è nato con lui?

Costantino mi ha subito capita ed è riuscito a tirare fuori il meglio di me. Ogni tanto veniva vicino a me e lo sapevo che mi avrebbe fatto commuovere, con il suo tono di voce. Tutte le volte gli chiedevo di avere pietà e di non farmi piangere un’altra volta. Ha una sensibilità fuori dal comune: per questo io mi emozionavo, anche quando mi diceva solo due o tre parole. Inoltre, scherzavamo e ridevamo insieme: mi è piaciuto tanto il rapporto con Costantino.
Ma mi provocava anche per darmi coraggio e per spronarmi. Secondo me mi ha fatto sbocciare, anche avendo dei modi irruenti. Alcune volte mi ha fatto capire che quella sbagliata ero io e quindi che ognuno è padrone dei propri errori. Questo programma mi ha proprio insegnato questo.

Adesso che hai vinto Hair, inizierai a lavorare da “Tony and guy”. Sai già quando inizierai? Sei emozionata?

Sono emozionatissima per questa esperienza perché farò tanta formazione. Sono veramente in ansia di iniziare, verso fine maggio in accademia a Milano.

Da “Miglior parrucchiera amatoriale d’Italia”, ci dai 3 consigli per avere capelli sempre al top?

Per quest’estate consiglio di non tagliarli, ma di farlo a settembre: con il sole e con l’acqua del mare i capelli si rovinano un sacco. A settembre, poi, quando si ricomincia a lavorare e il sole non e più cosi forte si spuntano o tagliano.
Intanto è utile fare degli impacchi di semi di lino, una volta a settimana, e lavarli facendo l’ultimo risciacquo con acqua fredda, che aiuta a lucidare i capelli e a ristabilizzare il sebo, così si sporcano meno.
L’ultimo consiglio è quello di mettere una protezione per il sole.

Credit photo: www.melty.it
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