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Come dimagrire dopo le feste di Natale (INTERVISTA)

Credits photo: benessere.unita.it

Tra Vigilia, Natale e Santo Stefano alzi la mano chi non si è risparmiato a tavola. Ora via i sensi di colpa la domanda è: come dimagrire? Siamo pronti a tutto (o quasi) per perdere peso?

Sfatiamo luoghi comuni come quello del digiuno forzato e scopriamo insieme come possiamo agire per ritornare quanto prima in forma.
Abbiamo chiesto alla nutrizionista di Blog di Lifestyle, la Dott.ssa Scala, che cura la rubrica “Ma cosa mangi?” qualche consiglio.

Fernanda, come dimagrire dopo le feste di Natale? Come possiamo fare per rimetterci in forma e levare quel senso di pesantezza che accomuna tutti?

Prima di tutto è importante iniziare una fase di disintossicazione di qualche giorno per favorire l’eliminazione dei troppi grassi introdotti, e delle tossine prodotte.
Bere tanta acqua ci aiuta a ridurre lo stato di ritenzione idrica, uno dei motivi che ci fa sentire gonfi come dei palloncini. Allo stesso modo scegliere alimenti leggeri, come carni bianche, riso, verdure, e metodologie di cottura semplici, con un basso contenuto in grassi e sale, ci aiuterà a farci sentire più leggeri.

La domanda che tutti si fanno è: esiste qualche segreto in particolare per dimagrire?

Per riuscire a smaltire i chiletti accumulati e ritornare subito in forma, il segreto è quello di evitare di lasciarci trasportare dall’onda delle feste anche nei giorni non festivi, continuando a consumare eccessive quantità di cibo. Riprendere immediatamente una dieta ipocalorica, dopo essersi concessi qualche piacevole tentazione culinaria, è sicuramente il modo migliore per tornare velocemente in forma senza accumulare troppi chili in eccesso. Evitate invece di seguire periodi di digiuno, saltare i pasti o diete troppo drastiche! Questi metodi non favoriranno la perdita della massa grassa ma solo di acqua.

Le feste non sono ancora finite, ad attenderci il cenone del 31 e l’Epifania: per chi ha già messo su qualche kg di troppo cosa consigli per questi appuntamenti? Possiamo concederci un piccolo strappo?

I giorni festivi devono essere vissuti non come dei giorni di privazione ma dei momenti in cui, senza esagerare, è possibile concedersi qualche strappo alla regola, che fanno sicuramente bene anche a chi segue una dieta ipocalorica. Se si limitano questi eventi ai soli giorni di festa, seguendo quindi lo schema alimentare fornito da uno specialista negli altri giorni, i prossimi appuntamenti festivi, cenone del 31 ed Epifania, potranno essere vissuti con serenità e moderazione senza pensare troppo alla linea.

Diciamoci la verità per molte donne, anche se magre, queste feste portano l’effetto “pancia gonfia”. Ci sono degli alimenti che aiutano a sgonfiare? Tè, tisane etc. le consigli?

Un consumo eccessivo di alimenti conditi, bevande alcoliche, ed alimenti ricchi di zuccheri possono portare a gonfiori addominali localizzati. Regolarizzare l’alimentazione e bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, è sicuramente un ottimo metodo per contrastarli riducendo il senso di pesantezza. Utilizzare tisane specifiche, inoltre, può essere estremamente utile.
Potremmo ad esempio provare tisane a base di finocchio, zenzero, the verde, tarassaco in grado di favorire i processi digestivi, esercitando un naturale effetto diuretico. Mi raccomando: scegliamo di consumarle senza l’aggiunta di zuccheri o, se necessario, preferendo un dolcificante invece dello zucchero comune.

Il sogno di tutti è dimagrire mangiando, e c’è chi crede che la tanto amata nutella possa farci trovare la linea. Realtà o utopia?

È possibile dimagrire mangiando, ma dipende da quello che si mangia, dagli alimenti che compongono la nostra dieta quotidiana e da come questi vengono cucinati.
La Nutella può rappresentare un dolce strappo alla regola da concedersi una tantum ma sicuramente non rappresenta un alimento in grado di farci dimagrire, e che dovrebbe essere mantenuta sotto controllo anche da chi non ha la necessità di seguire una dieta ipocalorica, valutando i suoi parametri nutrizionali.

Viaggiare senza soldi, l’avventura ha inizio (INTERVISTA)

Credits photo: eduactive.it

Vorrei fare un viaggio, ma non ho soldi“. Quante volte abbiamo detto, o sentito questa frase?
Per i più avventurosi una soluzione a questo problema c’è e si chiama Viaggiare senza soldi.
Una frontiera, quella del turismo low cost, che sta prendendo sempre più piede, tra giovani e meno giovani. L’età non conta, ciò che conta è la voglia di sperimentarsi.

Viaggiare senza soldi è un trend molto forte sui social, grazie alla pagina Facebook gestita da Massimo Dallaglio, giornalista e direttore anche del giornaleMOLLOTUTTO.

Su Blog di Lifestyle abbiamo intervistato Massimo, per farci raccontare come si fa a viaggiare senza soldi.

Massimo, com’è nata l’idea di aprire questa pagina?

Viaggiare senza soldi è una pagina Facebook del network Mollotutto. La pagina parla di tutte quelle persone che hanno fatto una precisa scelta che poi ha cambiato la loro vita. Chi intraprende questo tipo di viaggio, infatti, in genere si trasferisce.

Si può viaggiare senza soldi? Se sì come?

In realtà, si tratta di un titolo provocatorio: la verità è che non si può viaggiare totalmente senza soldi. Se arrivo in un posto, per mantenermi devo trovare un lavoro che mi dia vitto e alloggio.
Per quanto riguarda il viaggio ci sono tanti modi per farlo low cost: in Italia siamo un caso a parte, manca questa mentalità, ma l’autostop ad esempio è molto diffuso nel mondo, non nella forma che conosciamo noi. L’autostop ai camionisti, il car sharing ci sono tante forme: nel resto del mondo chi deve andare ad esempio da Lisbona a Mosca cerca qualcuno con cui chiacchierare, per non addormentarsi.

Che tipo di esperienza di vita rappresenta?

Ci vuole uno spirito di adattamento forte. Non è una vacanza, ma un viaggio e attraverso il lavoro, retribuito o “aupair” si ripaga tutto il resto.

Ogni giorno raccogli tante testimonianze di persone che viaggiano per il mondo low cost: quale ti ha colpito di più?

Difficile scegliere, forse tra tutte mi ha colpito quella di Luca Napoletano: è stato via 11 anni, è partito da Torino con 27 euro, il costo di un traghetto. Ha girato tanti Paesi, però il budget era di 27 euro. Il resto l’ha guadagnato con i lavori. Antennista, location finder, istruttore di arti marziali e tanti altri lavori: lui è l’espressione di quello che dico, puoi fare quest’esperienza ma devi essere skillato, plasmabile come l’acqua.

Quali sono i pro e i contro di quest’esperienza?

I pro: è un’esperienza unica, dà una carica di energia senza limiti, si esce dalla normalità. Il contro è che quando finisci non riesci più a tornare indietro.

Cosa bisogna assolutamente avere per affrontare quest’esperienza?

Bisogna portare il proprio saper fare, le skills e metterle a frutto altrove con una giusta elasticità mentale.

Da soli o in compagnia: come si viaggia low cost?

In molti partono da soli, in media 8 su 10, poi si trovano compagni di viaggio sul posto.
Le coppie di amici generalmente si dividono, mentre i fidanzati riescono a resistere.

Coinquilini: come trovarli e da chi stare alla larga (INTERVISTA)

Coinquilini: c’è chi li cerca per affrontare una nuova vita, quella universitaria, tra lezioni, bi-locali e abbonamenti per la metropolitana. C’è chi vuole liberarsene: troppo frastuono la notte, piatti sempre sporchi e orari delle pulizie non rispettati mai. Senza parlare delle bollette pagate l’ultimo giorno e della dispensa sempre vuota.
C’è chi ne ha bisogno, per dividere le spese così pazze e ammortizzare il caroprezzo della vita al nord.

Come trovarli e da chi stare alla larga? Abbiamo fatto due chiacchiere con Giuseppe, l’amministratore della pagina “Il Coinquilino di Merda”. Ecco cosa ci ha risposto.

Ciao Giuseppe, come è nata l’idea della pagina? Hai avuto delle esperienze negative con dei coinquilini?

Ciao Fabiola, l’idea è nata quando una mia coinquilina si asciugava i capelli con il phon in corridoio, verso l’una di notte. A quel punto ho detto: o la uccido o faccio qualcosa per sfogarmi. Così è nata la pagina. Poi ho scoperto che non ero l’unico ad avere questo tipo di frustrazione.

Quali devono essere le “qualità perfette per un perfetto coinquilino”?

Per il “perfetto coinquilino” hai sbagliato interlocutore! Io penso che il coinquilino perfetto non esista, anzi credo che esistano solo coinquilini di merda. Ognuno lo è modo suo e nessuno si salva.

Quali sono i litigi più comuni tra coinquilini?

Tempo fa abbiamo lanciato un sondaggio dalla pagina proprio sulle cose e azioni più gravi del coinquilino di merda, ed è emerso senza dubbio
che la cosa meno sopportata è la scarsa igiene. Viste le testimonianze, comunque, aggiungo le liti sul cibo e sulla carta igienica.

Da chi stare alla larga?
Dipende! Personalmente io non sopporto i coinquilini che fanno gli amiconi e poi ti fregano i soldi delle bollette. Preferisco i cinghiali che però si fanno voler bene.

Le tre “regole” perfette per la convivenza perfetta

Le tre regole:
vai a vivere da solo
vai a vivere da solo
vai a vivere da solo

altrimenti scappa.

Con Marco Fiori scopriamo se il nostro lui è un potenziale traditore (INTERVISTA)

Credits photo giornalettismo.com

Chissà se era vero l’incontro con quell’amico. E la partita di calcetto? Siamo sicure che sia andato lì e non abbia qualche appuntamento clandestino? Domande a cui spesso è difficile dare una risposta certa, a meno che non siamo davanti a delle prove incofutabili. Ci ha pensato Marco Fiori, grafologo veneziano, a capire quali sono i tratti grafologici e caratteriali di un amore clandestino.

Sono un uomo pulito dentro e fuori“, edito da Mondadori, è un divertente viaggio alla scoperta delle inclinazioni e delle abitudini dell’uomo italiano che si crede – a volte senza esserlo- un grande seduttore.

Per saperne di più su Blog di Lifestyle l’intervista a Marco Fiori, che ci ha svelato il nesso tra scrittura e seduzione.

Marco, partiamo dal titolo del suo ultimo libro: esiste per davvero un uomo pulito dentro e fuori?

Non saprei se esiste nella realtà. Sulla carta esiste sicuramente… pulito, bello, alto, occhi verdi… tutti perfetti quando non siamo di fronte al nostro interlocutore.

Con Marco Fiori scopriamo se il nostro lui è un potenziale traditore (INTERVISTA)

Sveliamo il perché di questo titolo: il libro è la raccolta delle risposte, di uomini, ad un annuncio fittizio da lei pubblicato “AAA sono una signora di 25 anni, bella, colta e delusa. Finora ho conosciuto soltanto mio marito. Prima di invecchiare vorrei conoscere segretamente altri uomini. Descrivere proprio aspetto e personalità” e appunto “sono un uomo pulito dentro e fuori” è una delle risposte ricevute.

Ci racconta com’è nata l’idea?

L’idea, non ci crederete, è nata per motivi scientifici legati alla grafologia; in altre parole con mio padre, anch’egli grafologo, abbiamo cercato determinate caratteristiche grafiche (e psicologiche) che potessero accomunare uomini disposti ad un incontro al buio (ed al tradimento). Il falso annuncio fu messo negli anni ’90 quando era costume rispondere con carta e penna. Le 1.100 lettere che sono arrivate in risposta sono però risultate così divertente ed interessanti che abbiamo pensato di raccoglierle in un libro.

Che identikit è emerso dell’uomo italiano?

In realtà non è emerso l’identikit di un italiano tipo… piuttosto una moltitudine di caratteri, sfumature e personalità che forse rappresentano uno spaccato della nostra società. Solo per citarne alcuni hanno risposto: il “poeta”, il vergine, il “ragioniere”, la coppia di amici, l’imbranato, l'”amico”, l’agenzia di incontri, il pensionato scopo matrimonio, il giovane in cerca di vendetta, il muscoloso, il “sano con certificato medico”, la coppia voyeur, lo studente che aspira ad essere mantenuto… insomma “chi ti scrive è la persona che fa per voi”, in altre parole “provo a scriverla anch’io” e “se non ti ho convinta del tutta chiamami”.

Quali sono i tratti grafologici dell’amore clandestino?

Nella parte finale del libro sono riprodotte una ventina di lettere con la scrittura originale da cui sono tratti degli spunti di grafologia. Tra i vari segni riportati possiamo citare: “Occhielli a ruota”, (lettere “a”, “o” e “d” tracciate con movimento orario) indicano facilità nel trovare espedienti per raggiungere un obiettivo in modo ingegnoso. “Asole inferiori allungate e dilatate” (in particolare nelle lettere “g”) indicano eccessivo interesse e fantasie nel campo della sessualità.
“Grafia svettante” (allunghi superiori sproporzionati) indicano idealismo e idealizzazione degli affetti.

Qual è stata la risposta più strana che ha ricevuto?

Le risposte sono tutte particolari e ci fanno conoscere uno spicchio della personalità degli aspiranti seduttori, basta estrapolare delle frasi per capire che splendido materiale abbiamo di fronte:

Per metterci in contatto, metti questo annuncio: vendo vecchia dentiera chiedere di Tonino.
Lei signora mi ha dato un piccolo scossone alla mia esistenza.
Ciao sono l’uomo in cui vai in cerca.
Ho una personalità in via d’estinzione.
Occhi molto verdi al mattino meno verdi di sera.
Linquaggio e cultura buoni.
Se risponde mia moglie basta che tu dici che telefoni per un lavoro idraulico e lei non capirà niente.
Ho 38 anni ma fisicamente e culturalmente dimostro molto di meno.
Con l’augurio di una VS immediatissima risposta passo distintamente a salutarvi
Sarei lieto di incontrarla a Napoli e vedere se scocca quel filling capace di far sentire emozioni nuove
.

Prevede anche un’indagine al femminile? O le interessava solo il lato maschile?

Sarebbe sicuramente interessante, ma penso che al giorno d’oggi non sarebbe più possibile ripetere un’esperienza simile perchè sono cambiate molte cose; ad esempio l’avvento di internet, l’introduzione dei social e l’uso dei cellulari non potrebbe più far rivivere quel senso di attesa, quel “rispondimi su fieracittà”, quel “ci vediamo a quest’ora, in questo punto ed io sono vestito così” ed infine quel “se risponde mia moglie attacca subito”.

Riceviamo il primo biglietto d’amore da parte del nostro partner: cosa consiglia di notare nella scrittura? E c’è un elemento che deve far assolutamente diffidare della sincerità del lui in questione?

In assoluto non basta un solo segno grafologico a “tradire” una persona. Ci vorrebbe l’analisi completa e neanche questo sarebbe esaustiva perchè le nostre azioni scaturiscono non solo dalla nostra personalità ma anche dalla situazione che viviamo e dalla persona con cui interagiamo. In ogni caso se notiamo gli “occhielli a ruota”, se l’andamento del rigo non è rettilineo ma tortuoso, se le “m” ed “n” hanno l’arco in alto, se ci sono vari ricci, soprattutto se tornano indietro… direi che è meglio passare al prossimo! Però c’è anche da dire che al giorno d’oggi se qualcuno scrive un biglietto d’amore è un punto a favore!

Quanto è in pericolo la grafologia con l’incremento dell’uso della tastiera?

Questa è una bella domanda perché effettivamente la nostra cara vecchia scrittura sembra pronta per il pensionamento. Probabilmente ci insegneranno a scrivere in corsivo ancora per anni, ma il test grafologico ha senso solo se la scrittura è completamente naturale, sciolta e spontanea, quindi se viene utilizzata spesso. Perciò non saprei che rispondere, spero solo che la grafologia, con la sua straordinaria capacità di esplorare l’animo umano, non venga gettata in soffitta e sacrificata in favore dei computer e delle tastiere.