La Love Blogger

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Fosse per me passerei più tempo a fare l’amore che a scriverne. Ma, poi, qualcuno mi ha denominata La Love Blogger e da quel giorno faccio credere a tutti che io sia romantica a patto che tutti loro continuino a credere nell’amore.

Erano lui e lei. Poi è arrivato Facebook (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: mode.newsgo.it

Non ho mai sopportato l’idea che ci scambiassimo baci in mezzo alla gente.
E il perché non è per forza condivisibile, ma è semplice: il bacio è un gesto intimo e vorrei restasse nostro. Camminiamo pure mano nella mano, ridiamo fino a farci credere matti e scambiamoci sguardi complici e che solo noi possiamo capire. Poi attaccami a un muro e dammi il bacio più desiderato di sempre, ma solo quando siamo da soli. Come ora. Proprio adesso potresti.. Ehm, ti vibra il telefono: è Facebook. Dice che qualcuno ha commentato la nostra foto. È Lara, la tua amica bionda, scrive che insieme siamo stupendi. Dovrebbe vederci ora Lara, tra un po’ grazie a lei finiremo l’uno di fianco all’altra incollati a ‘sta scatoletta come fosse linfa per la nostra vita. Entri in un vortice di foto, tag, tramonti, auguri, vip, vacanze, tragedie, ingiustizie, tua madre e pure Lara c’è nella mia home, saluta tutti dal divano con in braccio Birba, il gatto. Non siamo da soli mai.

Sia chiaro: questo non è un attacco social

Non intendo screditare Facebook né nessuno dei social network. Sarebbe patetico e se provi a digitare il mio nome su Google capisci presto il perché. Anzi, a dirla tutta, quelli che usano Facebook per screditare quelli che usano Facebook credo che appartengano tutti alla categoria di coloro che ultimamente mi scrivono: “Ma tu sei fidanzata? No perché da Facebook non si capisce”. Non si capisce. Cioè, presente Facebook? Non mi dice se sei fidanzata o meno, incredibile. Comunque no, non sono fidanzata e no, se mai un giorno lo fossi non si capirà lo stesso. Non sono contro i social ma sono pro amore, il mio. Già del vostro, in realtà, me ne frega poco. Però, insomma, state la coi vostri profili di coppia e le foto del matrimonio (e della vacanza, del primo bacio, del regalo di San Valentino e quello del compleanno e i fiori perché avete litigato e perfino Federico Clapis vi prende in giro) e va bene eh, mica vi dico che state esagerando.

Questo è un attacco di coppia

Non sopporto i baci tra la gente, figuriamoci l’amore pubblico.
Di fronte ai duemilaventitroppi amici che abbiamo laddove dovremmo bastarci io e te. E per io e te intendo che io basto a me e tu a te stesso al punto che insieme possiamo essere una grande forza. Non una dipendenza, non un bisogno, non un insieme, bensì una forza grande quanto quella che Mark Zuckerberg ha usato contro la nostra intimità. E noi glielo abbiamo lasciato fare. Perché ci piace. Perché così fan tutti. Perché crediamo che avere tutto sotto gli occhi significhi avere tutto estremamente controllabile. Allora ti svelo un segreto: il controllo è una forma di debolezza. Nulla ha a che vedere con l’amore nei confronti di chi abbiamo al nostro fianco. Il bisogno di controllo, o altrimenti detto paura che qualcosa vada storto, è quella cosa che ci conduce a fare tutto sotto gli occhi di tutti affinché ci siano testimoni: è accaduto davvero, è mio, c’è. Lara dice che siamo pure belli insieme.

Hai mai avuto la fortuna di vivere un legame forte così? Lo riconosci. Accade quando non hai bisogno di ostentarlo, non hai voglia di condividerlo.

Ognuno ha l’amore che si merita (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: biancalba.com

A parlare d’amore si corre sempre un certo rischio.
Il più grande tra tutti è quello di confondere il motivo per cui hai iniziato. Ma anche quello che gli altri fraintendano dove vuoi arrivare non è da meno. In quanto agli altri ci ho fatto il callo, io parlo d’amore tutti i giorni. In quanto a me, invece, mi è toccato sbatterci la testa contro. Più e più volte.

Deve essere andata così. Un po’ come per le credenze popolari.
Uguale alla storia che se ti siedi nella parte in cui il tavolo fa angolo allora non ti sposi. Senz’altro qualcuno, allo stesso modo, millenni fa deve aver messo in giro ‘sta storia che l’amore è l’altro. E così sono secoli – buttati – in cui cerchiamo disperatamente quest’altro. Quello che ci completi. Quello senza il quale la nostra vita non sarebbe più la stessa e non deve esserlo se non c’è lui. O lei. O, insomma, lo facciamo tutti: ci aggrappiamo all’altro, lo stringiamo forte tra le nostre mani e badiamo bene di non mollare la presa che se no lo perdiamo. In realtà quello che stiamo facendo è riversare nell’altro tutta la nostra forza. Che se, sfiga vuole, un giorno siamo costretti ad aprirle quelle mani, ci rendiamo conto che non stavamo stringendo proprio niente. O meglio: niente di quello che avremmo voluto. Ma eravamo troppo impegnati a non perderlo per accorgercene.

L’ostinazione non è sinonimo d’amore. Né fa rima con coraggio.
L’essere umano è una macchina perfetta. E sorprenderà sapere che, se solo potessimo, noi non faremmo nulla tutto il giorno. Niente. Niente che comprometta un dispendio di energie. L’essere umano è abitudinario per antonomasia e chiedetegli tutto ma non di cambiare il suo canale tivù preferito, nemmeno mentre non lo sta guardando: è il suo canale tivù preferito e la televisione resta accesa lì, punto. Figuratevi se siamo bravi, allora, a tirarci fuori da storie che non ci piacciono e che fino a ieri erano tutto. Impossibile. E allora è colpa sua. Non fa abbastanza. È cambiato. È colpa dell’altro. Nel gergo comune tutto questo è traducibile in un banalissimo: non lo voglio ma non lo so accettare. Non posso. Significherebbe, a quel punto, ammettere che in questo puzzle perfetto che la mia mente aveva costruito manca un pezzo. Manco io.

A te la scelta. Io la mia l’ho fatta tempo fa.

“Ognuno ha l’amore che si merita”

Così mi è stato detto quando tentavo di riversare la colpa su di lui se il mio amore mi faceva più rabbia che bene. E così dico io oggi a tutti coloro che cercano l’amore altrove, senza per questo cercarlo prima in se stessi.

Il posto più strano in cui ho fatto l’amore (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: blog.pianetadonna.it

Consiglio a tutti i moralisti di chiudere questo post e andare nella sezione affianco.
Si parla di food e quello fa trovare tutti più o meno d’accordo. Io ad esempio odio il Sushi e amo l’amore sopra ogni cosa. Sul divano, sul tavolo, sul letto, su un ponte, sopra ogni paura. E qui ogni senso morale crolla perché quelli tentano di dare una spiegazione a tutto: il per sempre esiste?
Se lo chiedete ad un moralista lo sa. Non chiedetelo a me, però, perché amo essere sincera.

Ho sempre ritenuto la lealtà un pregio.
Anche quella scomoda. Anche quella che fa male. La sincerità come stile di vita di fronte ai dubbi, ai tormenti, alle passioni, ai problemi e ai tradimenti. Tu sii sincera e sarai ripagata, sempre. E così sono andata avanti fino a ieri facendo una selezione naturale che si limitava a giudicare le persone in base ad un unico concetto: onesti e sleali. Dalla mia parte e contro di me. Finché la troppa sincerità, che sembra giungere quasi inopportuna, non mi ha spiazzata. Come quando ti chiedono: “Qual è il posto più strano in cui hai fatto l’amore?” e dall’altra parte c’è la persona su cui vorresti fare colpo e temi di parere, esattamente così, inopportuna ai suoi occhi. Lui che, comunque, poteva risparmiarsi la domanda.

Ed è questo il punto.
Non è una propaganda illecita verso le menzogne la mia. Ma una chiara esortazione verso tutto quello cui non riusciamo a risparmiarci. Un sorriso, una parola, un bacio, una promessa, i pensieri che corrono veloci e la lealtà che li ferma. E di certo i moralisti non sarebbero dalla mia parte oggi, ma il posto più strano in cui ho fatto l’amore sono i tuoi occhi. E del resto, loro non c’erano e per me è giusto così.

Dovrebbero inventare un’app per riconoscere quelli come te (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: salute.diariodelweb.it

Il fatto che il mio smartphone super-mega-iper-plus sia in grado di educarmi pure il cane se scarico l’app giusta, ma non mi dice di stare alla larga da quelli come te, mi fa sentire davvero truffata.
Ihdiot. Sarebbe perfetto come nome per un’app che, secondo i miei pronostici, dovrebbe essere in grado di captare gli ormoni alterati, la faccia da sberle e il sorriso beffardo di quelli idioti come te. Per poi iniziare a lampeggiare di rosso ripetutamente e ad urlare come la sirena dei vigili del fuoco come per dirmi: “oh, guarda che ti bruci, via da lì”.

Sì, perché ti spiego.
Caro Iphone che a niente servi, quelli come lui se li so fiutare io dovresti imparare a farlo anche tu. Dicono sia avanti sta tecnologia, ma, chissà come, chissà perché, sono sempre più avanti io e li trovo tutti. Ma tutti eh. Manco il mio cane quando giochiamo e gli nascondo gli ossi è così bravo a non farsene sfuggire manco uno. Dicono sia questione di chimica. Infatti, non siamo mai andate d’accordo io e lei dai tempi del liceo. I tempi in cui già impari che più fighi sono e meno ti salutano. Più sono sfigati, invece, e più ce li hai in classe insieme, nel banco davanti e nella stanza affianco alla tua in gita. Ma vai tranquilla che se esci da un’ora e mezza di educazione fisica e sei in condizioni tragicomiche, quello figo lo incontri. Stendiamo un velo pietoso. Stendiamone due. Cambiamo proprio obbiettivo, è meglio. Ma teniamo ben a mente la lezione: da quelli che hanno la faccia del figo che hai incontrato appena uscita dalla palestra anni fa, tocca starne alla larga sin da subito. Tanto loro la faccia non la cambiano, li riconosci.

In quegli anni impariamo che se non è stro**o, allora è solo un amico. Che l’uomo è così per natura e che sono diversi da noi donne per sensibilità, tatto e senso dell’ironia. Loro sanno essere sempre più pungenti. Ah! Poi non sanno parlare molto bene e, sicuramente, si esprimono sempre a metà, l’altra metà dei fatti tocca a noi capirla. Eh? No.

Hai presente quando un uomo ti dice qualcosa e tu ti domandi:
“chissà cosa avrà voluto dirmi!” e ci rimugini per delle ore?

Beh, vedi.
Puoi anche smettere sin da subito di rimuginare perché la risposta è una e semplice: niente. Non voleva dirti niente di più niente di meno di quello che ha detto. Non intendeva confonderti le idee, né sta cercando di depistarti riguardo il suo amore per te.

Insomma. Io ci lavoro a quest’app.
Ve lo giuro che Ihdiot sarà presto scaricabile negli store.
Ma, nel frattempo, alziamo gli occhi dallo smartphone perché mentre aspettiamo che si faccia sentire quello stro**o che visualizza e non risponde, ci stiamo perdendo il sorriso di qualcuno che non aspetta altro che essere notato. E possiamo prendercela solo con noi stesse. Sappiamo bene come funziona. Anche senza un’app. Esistesse un’app decideremmo sempre per lo stro**o di turno e, con molta probabilità, cancelleremo l’app. Buttando via tanto, troppo tempo. L’ostinazione non è sinonimo di amore.