giovedì, 9 Aprile 2020

La Love Blogger

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Fosse per me passerei più tempo a fare l’amore che a scriverne. Ma, poi, qualcuno mi ha denominata La Love Blogger e da quel giorno faccio credere a tutti che io sia romantica a patto che tutti loro continuino a credere nell’amore.

Erano lui e lei. Poi è arrivato Facebook (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: mode.newsgo.it

Non ho mai sopportato l’idea che ci scambiassimo baci in mezzo alla gente.
E il perché non è per forza condivisibile, ma è semplice: il bacio è un gesto intimo e vorrei restasse nostro. Camminiamo pure mano nella mano, ridiamo fino a farci credere matti e scambiamoci sguardi complici e che solo noi possiamo capire. Poi attaccami a un muro e dammi il bacio più desiderato di sempre, ma solo quando siamo da soli. Come ora. Proprio adesso potresti.. Ehm, ti vibra il telefono: è Facebook. Dice che qualcuno ha commentato la nostra foto. È Lara, la tua amica bionda, scrive che insieme siamo stupendi. Dovrebbe vederci ora Lara, tra un po’ grazie a lei finiremo l’uno di fianco all’altra incollati a ‘sta scatoletta come fosse linfa per la nostra vita. Entri in un vortice di foto, tag, tramonti, auguri, vip, vacanze, tragedie, ingiustizie, tua madre e pure Lara c’è nella mia home, saluta tutti dal divano con in braccio Birba, il gatto. Non siamo da soli mai.

Sia chiaro: questo non è un attacco social

Non intendo screditare Facebook né nessuno dei social network. Sarebbe patetico e se provi a digitare il mio nome su Google capisci presto il perché. Anzi, a dirla tutta, quelli che usano Facebook per screditare quelli che usano Facebook credo che appartengano tutti alla categoria di coloro che ultimamente mi scrivono: “Ma tu sei fidanzata? No perché da Facebook non si capisce”. Non si capisce. Cioè, presente Facebook? Non mi dice se sei fidanzata o meno, incredibile. Comunque no, non sono fidanzata e no, se mai un giorno lo fossi non si capirà lo stesso. Non sono contro i social ma sono pro amore, il mio. Già del vostro, in realtà, me ne frega poco. Però, insomma, state la coi vostri profili di coppia e le foto del matrimonio (e della vacanza, del primo bacio, del regalo di San Valentino e quello del compleanno e i fiori perché avete litigato e perfino Federico Clapis vi prende in giro) e va bene eh, mica vi dico che state esagerando.

Questo è un attacco di coppia

Non sopporto i baci tra la gente, figuriamoci l’amore pubblico.
Di fronte ai duemilaventitroppi amici che abbiamo laddove dovremmo bastarci io e te. E per io e te intendo che io basto a me e tu a te stesso al punto che insieme possiamo essere una grande forza. Non una dipendenza, non un bisogno, non un insieme, bensì una forza grande quanto quella che Mark Zuckerberg ha usato contro la nostra intimità. E noi glielo abbiamo lasciato fare. Perché ci piace. Perché così fan tutti. Perché crediamo che avere tutto sotto gli occhi significhi avere tutto estremamente controllabile. Allora ti svelo un segreto: il controllo è una forma di debolezza. Nulla ha a che vedere con l’amore nei confronti di chi abbiamo al nostro fianco. Il bisogno di controllo, o altrimenti detto paura che qualcosa vada storto, è quella cosa che ci conduce a fare tutto sotto gli occhi di tutti affinché ci siano testimoni: è accaduto davvero, è mio, c’è. Lara dice che siamo pure belli insieme.

Hai mai avuto la fortuna di vivere un legame forte così? Lo riconosci. Accade quando non hai bisogno di ostentarlo, non hai voglia di condividerlo.

Cosa fai a San Valentino? (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: cosmopolitan

Mi sento Freudiana.
Sembra ieri che avevamo smesso con la trafila di domande, tutte uguali, riguardo il “cosa fai a Capodanno?”. Eppure oggi si ricomincia. Lo spirito è pressapoco lo stesso, la domanda suona familiare ma, invece di esplosivi e abiti rosso-fuoco laccati, oggi la domanda di rito è accompagna da cuori e cioccolatini. Dunque, tu: “cosa fai a San Valentino?”.

Manca poco al fatidico giorno.
L’intimo è già pronto all’uso, perfettamente riposto in una scatola. Il biglietto, che sia di un invito a cena o che contenga il nome di una destinazione per due, pure. Nella stessa scatola. Di fianco, la scatola di cioccolatini e quella dei preservativi: tutto perfetto. Bisogna solo mettere in carica il telefono. Non si sa mai che si trovi scarico proprio sul più bello senza giungere al compimento del suo dovere: fotografare piatti, regali, fiori e il bacio de’ #ilnostrosanvalentinoinsieme. E poi cuori. Tanti cuori. Troppi cuori. Cuori da tutte le parti.

Credit Photo: somfandomssoltime.altervista.org
Credit Photo: somfandomssoltime.altervista.org

Il bello è che qualsiasi cosa venga fatta, a San Valentino ci ricordiamo tutti come si ama. Attenzione. Non è che tutto d’un tratto amiamo per davvero. Ma, almeno, riscopriamo come si fa. Come se quella cena in cui ogni portata è a forma di cuore, anche quello seduto di fianco a noi diventa subito più carino. Ma guarda: ha fatto pure la barba. Ha perfino messo il profumo. Non si sa mai che stasera, si finisce pure a letto. I maschietti sembrano sentirsi tutti obbligati perfino a corteggiarla la propria donna. Così la guardano negli occhi, le sfiorano le mani, le aprono la portiera della macchina e al lato del passeggero hanno già riposto una rosa del colore preferito di lei: rosso. Ovviamente. La fantasia è un’altra cosa. Lei, invece, di tutta risposta ha confezionato uno slip simpatico per lui. Ma il restante dei risparmi li ha spesi in: estetista, intimo da urlo e manicure coi cuoricini. Sempre per lui. Ha scritto un biglietto romantico e gli ha spruzzato sopra tanto profumo quanto, di solito, solo il suo uomo indossa.

Oh sì.
Perché, credetemi. Temevo quasi che a San Valentino, giunti ormai nel 2015, con la storia dell’emancipazione per le donne e la palestra per i veri machi, toccasse a noi portarvi i fiori. Invece no. Strano ma vero sapete ancora come si fa. Beh, allora se è così una nota ve la lascio io. Non l’ho scritta per il giorno di San Valentino, questo la dice lunga sull’amore e le feste da calendario.

“Fossi in voi non starei a sprecare soldi per cene di lusso in ristoranti costosi. Abbassate le luci. Accendete lo stereo. Riempite due calici di vino e date vita ai fornelli. Cucinate. Sporcatevi le mani. Lasciate che i vostri vestiti s’impregnino dell’odore del cibo. Annusatevi. Scambiatevi pareri e profumi. E poi toccatevi. Stringetevi forte. Fate l’amore”.

Oggi. Domani. A San Valentino. Non appena avete di fronte una persona che vi ricordi come si fa. E non una data.

Odio il rosa. E quando mi guardi così (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: www.theoldpinkroom.com

Se mi avessero detto che un giorno sarei stata quella che scrive d’amore avrei risposto che, piuttosto, sarei potuta essere detentrice di un loft in montagna dalle pareti rosa shocking, che avrei indossato solo abiti aderenti e total pink e che avrei guidato una berlina cabriolet dagli interni in pelle bianca e tutta, rigorosamente, rosa. Odio il rosa, se non s’era capito da subito. E, in ordine inverso, adoro i fuoristrada, i vestiti larghi e non ci sono io se non c’è il mare. Infine se ti raccontassi la mia idea di romanticismo sono certa che non ti piacerebbe. Comunque il rosa è il colore che non passa mai di moda. Il colore dell’apostrofo tra le parole t’amo. Dei cuori meno confidenziali (ma non troppo) tra quelli che ci propina emoji, quello per antonomasia delle donne e quello – tendenzialmente shocking – della mia faccia quando mi guardi così. In quel modo. Che non ho ancora capito se ti prenderei a sberle o ti riempirei di baci o se tutte e due le cose insieme, ma te ne prego: non smettere.

Ad ogni modo sono un disastro in amore e mi sembra giusto avvertirti.
Rovino sempre tutto. Accelero talmente tanto i tempi – come nel resto delle cose – che poi le mie storie finiscono quando io inizio ad innamorarmi per davvero. Inoltre non reggo troppo tutte quelle dinamiche della storia d’amore perfetta (secondo chi?) e tendenzialmente i rapporti a due mi fanno mancare l’aria invece che donarmela. Quindi – a occhio e croce – il problema sarei io. Io che non ho mai tempo. Che sono spesso nervosa e sotto pressione. Io che ho sempre bisogno dei miei spazi. Che riempio il bagno di mille creme profumate per il corpo. Che rido quando sono tesa e piango se sono felice. Che se mi dicono che sono bella potrei rispondere: “grazie, anche a te” perché non m’importa e mi distraggo. Ma se sono i tuoi occhi a parlare per te, mi sento bella, bellissima, la più bella di tutte anche se non è quello che conta.

Mi rendo conto, poi, che alla mia età è doveroso aver immaginato nei minimi dettagli il giorno di un presunto matrimonio. Io nemmeno il vestito. Nemmeno l’amore. E ho un ideale di fidanzato perfetto che stona con tutto quello che di norma si vuole: non ti chiederò mai di amarmi per tutta la vita. Non ti chiederò di avere una data nostra da festeggiare, ma festeggeremo tutte le volte che ci andrà e senza un reale motivo. Non ti terrò il muso se ci capiterà di stare lontani. Se hai un sogno più grande di te non ti fermerò mai (con me ci hanno provato, e se non so cos’è l’amore so che non è questo). Non ti dirò mai che ho mal di testa e non mi va di fare l’amore con te. Non ti chiederò di parlare di cose futili per ore, ma cercherò consenso nei tuoi occhi e, anzi, quando non lo troverò allora farò un passo indietro. Non ti chiederò di portarmi fuori a cena per trascorrere una serata diversa ma, lo so potrà sembrare strano, potrei chiederti di uscire per una passeggiata in piena notte e restare in silenzio tutto il tempo. Ecco, credo non ci sia cosa più romantica che condividere il silenzio, il momento forse più intimo. E non ti chiederò, soprattutto, quando è arrivato il momento di sposarci. Ma continua a guardarmi così e, ti giuro:

se invecchiamo insieme ti sposo.

Tutto quello che so sull’amore (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: oltreuomo.com

Non so mai chi sono. A parte quando m’innamoro.
Questo lo dico dalla confusione di chi un amore non ce l’ha. Anzi: l’ha perso. Ne ha persi più di uno. Due. Tre. Quattro. Tutti. Tutte le volte. Questo lo dico nonostante tutte le volte, in fondo, io smetta di crederci. Lo dico a me che, oggi, mi guardo allo specchio e a tratti mi piaccio a tratti meno. Perché quando sorridi con gli occhi non è mai come quando sorridi e basta. Allora mi scruto un po’ in più. Davanti allo specchio mi ci soffermo sempre più del necessario, sì lo so. Mi ci devo abituare. Mi devo amalgamare a quella me così rigida, dalla faccia tosta e il cuore di pietra. Mica ero così, datemene il tempo e concedetemi qualche smorfia scostumata. Perché quella me, alle volte, la mando pure a quel paese: certo.

È colpa dell’amore.
Ma non di quello che ho perso, perché a me non andava bene. E ho avuto il coraggio di ammetterlo a me stessa. È la paura che mi fotte. La paura che, allora, non me ne vada bene mai una. Che stando da sola io sia diventata quella perfetta per stare con nessuno. Perché non sopporto quando qualcuno tenta di invadere i miei spazi. Ma se resti a guardarmi da lontano e non hai il coraggio di farti avanti non mi va bene lo stesso. Nonostante questo resto convinta che i gesti che si scambiano gli innamorati mi piacciono. I baci che si danno, ad esempio, sono cosa bella. Ma quelli che si rubano lo sono ancora di più. Quelli che non ti aspetti, che non si chiedono. Perché un bacio è la risposta, non è la domanda. E non sempre le risposte sono quelle che ti aspettavi.

Non sempre le persone sono quelle che ti aspettavi.
Io, ad esempio, ho aspettato persone che non sono mai tornate. O che una volta tornate non erano più quello che stavo cercando. E, forse, non lo ero nemmeno più io per loro. Ma se me lo avessero detto prima non ci avrei mai potuto credere. Come non avrei mai potuto credere che tu non eri quello perfetto per me. Cavolo. Ci avrei scommesso. Ma per te l’amore è tutto, per me l’amore è (anche) altro. Siamo diversi. Oppure lo siamo diventati. E quindi le persone cambiano. L’amore pure?

Tutto quello che so sull’amore è che mi ha cambiata fino all’osso.
Mi ha stravolta, consumata e rigenerata come solo lui può. Tutto quello che so sull’amore è che cambia innumerevoli volte e trova sempre la forza di presentarsi più forte di prima. Senza dubbio diverso, con un nuovo aspetto e indossando nuove espressioni: ma lui. Quello che riconosci appena ci posi sopra lo sguardo e non ne puoi fare a meno. E allora dopo averlo tanto cercato ti senti pure stupido: era lì. A un passo da te o dall’altra parte del mondo. Ti stava aspettando. E capirà. Che se pure ha tardato, comunque non ci ha messo tutta la vita. Se pure ti ha cambiato, comunque non ti ha reso incapace di amare.

E ovunque tu sia: in bocca al lupo amore (mio).