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Fosse per me passerei più tempo a fare l’amore che a scriverne. Ma, poi, qualcuno mi ha denominata La Love Blogger e da quel giorno faccio credere a tutti che io sia romantica a patto che tutti loro continuino a credere nell’amore.

Addio 2014 (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: wrightbrosinc.com

Caro 2014,

fossi io un po’ più scaramantica e tu un po’ più Paolo Fox me la prenderei con te almeno in quanto ad amore, fortuna, salute e soldi. Magari, perché no, anche in quanto a chili di troppo. La verità è che amo le cose difficili. La sacrosanta verità è che l’amore è mio, la fortuna me la creo, la salute la si dà per scontata e i miei soldi sono tutti da Zara. Ah! I chili di troppo, sì. Beh quelli, invece, li puoi trovare tra il barattolo di Nutella e il divano di casa. Amo le cose difficili, dicevo, quindi amo anche quest’anno e il fatto che sia finito. E ad essere onesta non ci ha messo nemmeno troppo: 2014, sei volato via.

Se ci penso sorrido.
Mi sembrava impossibile alzarmi da quel divano e smettere di piangere per quella storia finita. Pensavo di esserne intrappolata, che io fossi su una sorta di ghigliottina, senza via d’uscita. Che mese era pure? Febbraio, forse Marzo, chi se lo ricorda. Mi hai insegnato che è vero: i giorni brutti passano, esattamente come tutti gli altri. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita sola quest’anno. È stato difficile. Ce ne ho messo di tempo per capire che la vera difficoltà stava nel fatto che da sola non ci sapevo stare. 2-0 per te, mi hai insegnato anche questo. Però che fatica! Ne sono sicura, è stato per farti perdonare che a un certo punto la mia vita si è riempita di persone fantastiche. Non sono molte, no. Ma sono quelle grazie alle quali da sola non mi ci sento più. Però ho trascorso intere notti a pensare che in questa vita tutto costa fatica. Che qui è dove non si può mai fare quello che si vuole e lo sai io odio fare quello che vogliono gli altri. Perché non si può vivere di ciò che si ama? Perché non c’è meritocrazia qui, mi pare ovvio. Però ci sono persone che hanno i tuoi stessi sogni, ma quando sei in preda ad un attacco di odio compulsivo verso tutti non vedi altro e, comunque, è colpa degli altri perché se il sogno è tuo mica ti capiscono. E anche qui, un giorno mi hai insegnato che, in fondo, esiste il lavoro ed esistono le passioni, e che se poi se ci credi e non molli magari diventeranno la stessa cosa. E mentre imparavo tutte queste cose mi hai scombussolata di nuovo. Insomma, tu dai e poi riprendi, non si fa così. Stava andando tutto per il verso.. Insomma, stava andando tutto per il verso suo. Di certo io avevo trovato la mia serenità. Non avevo motivo di essere un giorno arrabbiata, un altro felice e poi incollata ad un telefono a sperare che suoni e poi. Non sono innamorata, no. Questo è impossibile! C’è una persona nella mia vita, sì, certo. Ma cosa siamo io e lui non lo so, non mi interessa. O sì? Beh hai combinato un bel danno 2014. Proprio sul finire. Non ero pronta.

L’amore arriva quando meno te lo aspetti.
Ho imparato anche questo proprio quando non lo cercavo più, non era nei piani. E va bene, non ero pronta. E ho sofferto già troppo e adesso ho paura e magari non è quello giusto. Ma nemmeno quello prima lo era. E in fondo tu stai per finire portandoti via tante cose, alcune belle e altre meno, ma ognuno di noi, se chiude gli occhi, immagina una persona al suo fianco allo scoccare della mezzanotte. E quella persona merita di saperlo: perché solo noi possiamo dare voce ai nostri sentimenti, non possiamo pretendere di essere capiti se non diciamo (o facciamo) niente. Anche questo, oggi lo so.

Alla fine mi tocca dirti pure grazie.
Per i posti nuovi che ho vissuto, le persone che non incontrerò mai più, per le illusioni grazie alle quali domani aprirò bene gli occhi e per i sogni che mi non mi hanno fatto dormire la notte. Ma anche per quelli che la mattina mi fanno saltare giù dal letto. Per quella che sono oggi, sicuramente diversa, non per forza migliore. Ad ogni modo pronta ad affrontare un nuovo anno, e desidero da lui una sola cosa: che sia nuovo. Come me. E ho imparato che a me, non posso sfuggire (e non voglio). E che tutto può succedere.

Come in uno stadio a cielo aperto,
come gli errori fatti su un campo da gioco, come le azioni studiate ma riuscite male e quelle improvvisate all’ultimo minuto ma che ti salvano tutto il resto. Un nuovo anno è una nuova partita, tutta da giocare.

Addio 2014

Tutto quello che so sull’amore (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: oltreuomo.com

Non so mai chi sono. A parte quando m’innamoro.
Questo lo dico dalla confusione di chi un amore non ce l’ha. Anzi: l’ha perso. Ne ha persi più di uno. Due. Tre. Quattro. Tutti. Tutte le volte. Questo lo dico nonostante tutte le volte, in fondo, io smetta di crederci. Lo dico a me che, oggi, mi guardo allo specchio e a tratti mi piaccio a tratti meno. Perché quando sorridi con gli occhi non è mai come quando sorridi e basta. Allora mi scruto un po’ in più. Davanti allo specchio mi ci soffermo sempre più del necessario, sì lo so. Mi ci devo abituare. Mi devo amalgamare a quella me così rigida, dalla faccia tosta e il cuore di pietra. Mica ero così, datemene il tempo e concedetemi qualche smorfia scostumata. Perché quella me, alle volte, la mando pure a quel paese: certo.

È colpa dell’amore.
Ma non di quello che ho perso, perché a me non andava bene. E ho avuto il coraggio di ammetterlo a me stessa. È la paura che mi fotte. La paura che, allora, non me ne vada bene mai una. Che stando da sola io sia diventata quella perfetta per stare con nessuno. Perché non sopporto quando qualcuno tenta di invadere i miei spazi. Ma se resti a guardarmi da lontano e non hai il coraggio di farti avanti non mi va bene lo stesso. Nonostante questo resto convinta che i gesti che si scambiano gli innamorati mi piacciono. I baci che si danno, ad esempio, sono cosa bella. Ma quelli che si rubano lo sono ancora di più. Quelli che non ti aspetti, che non si chiedono. Perché un bacio è la risposta, non è la domanda. E non sempre le risposte sono quelle che ti aspettavi.

Non sempre le persone sono quelle che ti aspettavi.
Io, ad esempio, ho aspettato persone che non sono mai tornate. O che una volta tornate non erano più quello che stavo cercando. E, forse, non lo ero nemmeno più io per loro. Ma se me lo avessero detto prima non ci avrei mai potuto credere. Come non avrei mai potuto credere che tu non eri quello perfetto per me. Cavolo. Ci avrei scommesso. Ma per te l’amore è tutto, per me l’amore è (anche) altro. Siamo diversi. Oppure lo siamo diventati. E quindi le persone cambiano. L’amore pure?

Tutto quello che so sull’amore è che mi ha cambiata fino all’osso.
Mi ha stravolta, consumata e rigenerata come solo lui può. Tutto quello che so sull’amore è che cambia innumerevoli volte e trova sempre la forza di presentarsi più forte di prima. Senza dubbio diverso, con un nuovo aspetto e indossando nuove espressioni: ma lui. Quello che riconosci appena ci posi sopra lo sguardo e non ne puoi fare a meno. E allora dopo averlo tanto cercato ti senti pure stupido: era lì. A un passo da te o dall’altra parte del mondo. Ti stava aspettando. E capirà. Che se pure ha tardato, comunque non ci ha messo tutta la vita. Se pure ti ha cambiato, comunque non ti ha reso incapace di amare.

E ovunque tu sia: in bocca al lupo amore (mio).

Dimmelo, non mi ami più (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: www.femminilitaestile.it

È che alle volte urge il sesso.
Quello forte, occasionale e privo di compromessi. Quello senza promesse, né scenate di gelosia. Quello primitivo in cui ognuno si porta a casa i sapori dell’altro senza mischiarli coi suoi, dopo. Quello di chi non si conosce.

Allo stesso modo non si può avere urgenza d’amore.
Non ci si può avvinghiare ad una persona e respirane il profumo finché ce n’è. Per poi aggrapparsi alle colpe dell’uno e dell’altra, che non è colpa di nessuno se non ci sopportiamo più. E io non ho più bisogno di te e tu non hai più bisogno di me, ma i postumi dell’amore battono qualunque notte in bianco e allora, tanto vale aspettare che le cose cambino da sole. Meglio lasciarsi una porta aperta, che poi chi lo stabilisce il limite dopo il quale ha senso smettere di sopportarsi. Finché ce n’è, andiamo avanti. Noi donne siamo brave in questo. Nel momento in cui intendiamo porre fine ad una storia, ecco che ce la vediamo passare tutta davanti. Ovviamente la selezione è accurata e i momenti che tendiamo a ricordare sono solo i più belli, anche se l’ultimo sorriso spontaneo risale a troppo tempo fa. Ma ce lo facciamo bastare. E spesso nemmeno per noi. A me è capitato di farmi bastare i suoi vecchi sorrisi, di riciclarli a dovere e riutilizzarli proprio per lui. Perché non si accorgesse che tutto stava andando in frantumi, perché non fossi costretta a doverlo ammettere a me stessa. Perché la fine di un amore ha il sapore della sconfitta e il terrore che questa sia l’ultima. Che quella sensazione di smarrimento sia il vero per sempre. Che fine hanno fatto tutte le nostre promesse?

Io mi odio per il cinismo con cui riesco a pronunciare che tutto finisce.
Che le persone non si perdono ma decidono se restare e andar via e che sì, nella vita capita: si finisce col non conoscersi più nonostante ci si era promessi di non perdersi mai. Ma non possiamo sentirci in colpa per questo né considerarci genitrici di sogni infranti. Alle volte ci si deve stringere le mani per dirsi addio. Per permettersi di portare in giro nel mondo quell’amore finito e non fallito, quell’amore che abbiamo ad ogni modo imparato. Per far sì che non si riduca tutto ad un banalissimo: è stato un errore. Perché incontrare persone come noi non è mai un errore. L’errore sta nel perdersi mentre si cerca di trattenere qualcosa che abbiamo paura di dimenticare, ma che ci farà dimenticare solo di noi.

– Quanto ci metti a dimenticare una persona?
– Se la amo davvero non la dimentico mai.

Se mi innamoro di te(sta)? (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: www.lefreaks.com

Testa e cuore. Un duello continuo.
Se la testa poi è la mia succede che il campo di battaglia è simile a quello di una guerra greco-romana senza precedenti. Perché io appartengo a quel genere di donna che può essere definita una vera e propria volpe: in pratica vado in guerra senza nemmeno partire armata, se non altro mi porto dietro qualche proposito buono e mi ricordo di usarlo quando ormai è troppo tardi. Ti spiego: se hai una testa come la mia succede che non lo cerchi, ma ti si disegna un sorriso in viso – il più bello – al primo: “ciao, come stai?”. E come sto? Come vuoi che stia? Bene, prima. Prima di questo messaggio andava tutto per il verso giusto e a te nemmeno ci stavo pensando. Se la testa è come la mia succede che ti ricomponi subito dopo. Succede che ora non è mai il momento. Che le cose da fare sono tante e quelle a cui pensare almeno tante di più. Quindi ascolta me: parliamo, raccontiamoci, ma poi chiudiamola qui.

E così abbiamo fatto.
Abbiamo parlato. Abbiamo parlato senza accorgerci che, quindi, ci facevamo compagnia a lungo. Abbiamo parlato tanto e ci siamo persi in mille risa e altrettante parole. Che a tratti ci stavamo abbracciando, ad altri baciando e, ancora, finivamo improvvisamente nudi l’uno sull’altra. Ma stavamo solo parlando, sul serio. Le parole si possono trasformare in un abbraccio. Le parole possono entrarti perfino dentro. E se hai la mia stessa testa quando questo accade è il momento in cui sei fottuto. Letteralmente fottuto. Vorresti dire solo: “dai, avanti, se sei veramente bravo come sembra adesso rivestimi allo stesso modo”. Perché un po’ ti ci senti spoglia. Noi donne abbiamo uno strano rapporto con le parole: quando un uomo ci dice sei bella facciamo diventare specchio anche il retro di un rossetto per controllare che sia vero, quando ci dice ti amo travisiamo sempre e capiamo t-i-a-m-o. Quindi, adesso, mi sento confusa di fronte a tanta alchimia.

Allora chiamo la mia amica. Quella bionda, più o meno. Quella di cui mi fido.
Le dico che c’è confusione dappertutto e che così non va. Lascia il freno, mi risponde.
Stai entrando in un altro mondo. Quello dell’amore viscerale, a tratti ossessivo, che non si esaurisce in un momento di intimità, perché l’intimità è data da buongiorno e buonanotte, ogni giorno, ogni sera. È un amore che non conosce stanchezza, perché la testa raramente smette di amare.

Provare a separare due corpi che si attraggono è da incoscienti. Non si basteranno mai.
Ma provare a separare due menti in sintonia è pura follia, non smetteranno mai di amarsi.