Lady A

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C'è una pillola per dimagrire, una per dormire, una per ringiovanire. E poi una per fare l'amore: quella pillola è Lady A. Perché all'amore servono consigli, così come alle persone serve fare l'amore.

A volte non serve il viaggio, ma la valigia (LADY A)

Brutta storia le valigie. “Non ci entra mai niente dentro“, anche se con quello che ci ho messo riuscirei a vestire il Mozambico. “Non si chiude mai“, anche se ho superato di almeno 5 kg il limite di capienza. E fortuna che ho il sederone. Devi scegliere cosa metterci dentro, e noi donne siamo “tutto o niente”. Le imbarchi sperando arrivino a destinazione, un po come i bilioni di parole che rivolgi al cervello del tuo ragazzo. “Sono pesanti e fanno rumore“, ma ci credo. Insomma, pare sia chiaro, nutro profondi pregiudizi nei confronti delle valigie. Ma c’è stato un momento, intensissimo, in cui le ho rivalutate di netto: quando ho scoperto La Valigia Rossa.

No, non è il nome di un’agenzia di viaggi, né serve per viaggiare materialmente. Ma di viaggi sensoriali, questa speciale valigia è in grado di fartene provare davvero tanti. Ecco, vi spiego: avete presente le presentatrici Tupperware? O Folletto? Quelle che ti ritrovi sull’uscio come Testimoni di Geova, che ti mostrano come rinchiudere sottovuoto un cadavere in un contenitore o come aspirare il gatto dal divano? Ecco, la questione è più o meno simile, ma estremamente più piacevole. Perché le presentatrici de “La Valigia Rossa” non vi faranno venire voglia di testare la suola dei nuovi sandali a suon di pedate, ma vi faranno venire voglia di ospitarle per il prossimo ventennio.

A volte non serve un viaggio, ma la valigia (LADY A)

Ma alla fine, che cosa c’è in questa valigia, vi starete chiedendo. Sex toys, oli intimi da massaggio, palline per la ginnastica pelvica, lubrificanti, vibratori e qualsiasi cosa abbia a che fare col sesso e il benessere sessuale femminile. Ve l’ho detto che vi sarebbe piaciuta. Insomma il bagaglio del piacere, la scatola dei desideri, il contenitore della felicità, la soluzione alle serate solitarie o alle voglie insoddisfatte. E oltre a questo, tanta, tanta prevenzione. Basta cercare i contatti, partecipare a una riunione e ordinare La Valigia Rossa. Lei che non avrà le crisi pre mestruali, lei che non si specchierà incessantemente, lei che soddisferà tutti i vostri bisogni senza la necessità di striduli urletti e copiose minacce, come i vostri fidanzati.

Uomini, io ve lo dico che servite sempre a meno.

Chi non lavora non fa l’amore. Sì, ma al contrario (LADY A)

Chi non lavora non fa l’amore“. Era così, oggi non più. O quasi. In questo mondo in cui la Nutella non fa dimagrire, David Gandy non mi chiede di uscire, le Louis Vitton non costano poco e i miei capelli non si pettinano neanche a rastrellate, insomma, in questo mondo in cui tutto gira al contrario anche questo proverbio deve capovolgersi. “Chi non fa l’amore lavora, ma non come chi lo fa“, c’è da dire. E no, non lo dimostra una ragazzetta uterina qualunque come me, ma una ricerca britannica. Spero non condotta da una ragazzetta uterina britannica laureata. Insomma, chi ha più successo con l’altro sesso, è vincente anche nel lavoro. Gli individui più realizzati sul fronte privato, lo sono anche in termini lavorativi. Lo studio ha preso in esame 7500 cittadini greci ed evidenzia come coloro che reagiscono alla crisi economica intensificando i piaceri privati, se la cavano meglio degli altri, che invece vanno in bianco o, se proprio gli va bene, in celestino. Lo studio non è in grado di stabilire quale sia il legame tra tanto sesso e buon guadagno e dunque è legittimo chiedersi: è nato prima l’uovo o la gallina? L’amore all night long o il 4,5% in più sulla busta paga? Non è lecito sapere, ma l’importante è che ci sia un collegamento. Perché insomma, sesso e salario, insieme, a bomba, rasentano la felicità.

E ne è convinto anche Maslow, che con la sua Teoria del Bisogno, ha idealizzato la piramide dei bisogni dell’uomo, in grado di garantirgli la felicità. E indovinate un po’? Al vertice troviamo le relazioni personali, anche da svestiti, e la realizzazione professionale. Chi l’avrebbe mai detto. Personalmente ci avrei aggiunto solo un buono shopping illimitato da Zara. Così cari mariti esausti, se volete la promozione dovete guadagnarvela a suon di missionario.

Stop allo zapping, via all’amore.

A lui piace di giorno, a lei di notte (LADY A)

Sono naturalmente destinati a stare insieme, ad unirsi, riprodursi e bla bla bla, ma nessuna di noi, come nessuno di loro, si spiega ancora il perché. Rappresentano gli esatti opposti: il diavolo e l’acqua santa, la dieta e la Nutella, il pantaloni bianchi e il ciclo mestruale, David Gandy e quelli che di solito ci provano con me, il sole e la luna. E proprio su quest’ultima dicotomia astrale, è basata la ricerca di Lovehoney, sex toys brand, che ha affermato che a lui piace farlo di giorno, mentre a lei piace farlo di notte. Non il burraco, l’amore.

Esatto, ben 15 h di differenza tra le voglie di lei e quelle di lui. E a dirla tutta a me sembra coerente con il modus vivendi quotidiano della coppia. Perché insomma, alle donne piace parlare, agli uomini piace stare zitti. Gli uomini sbagliano sempre, le donne non sbagliano mai. Gli uomini vogliono il salato, le donne si suiciderebbero con un’indigestione da Pan di Stelle. Lui sbava davanti a una quarta coppa B, lei no, davanti a dei pettorali tonici e definiti, lei è intelligente. Lui vuole farlo di giorno, lei vuole farlo di notte. Non sia mai ci fosse qualcosa su cui possano andare d’accordo.

Così le donzelle pare si sentano più vivaci tra le 23.00 e le 02.00, mentre la maggior parte degli uomini preferisce il sesso di mattina, tra le 06.00 e le 09.00. E la ricerca è anche riuscita a individuare gli orari specifici, con una precisione femminea: le 07.54 per i maschietti, le 23.21 per noialtre. Tuttavia, nonostante i picchi di desiderio siano questi, la specie continua a divertirsi o riprodursi, in maniera spensierata e abituale. Di mattina, a pranzo, a cena, a Capodanno e alla festa del Ringraziamento. Ma, sono convinta, che dopo aver letto questo articolo, la maggior parte di noi, sfilettatrici di organi penduli (in senso figurato), costringerà la metà maschile della coppia a farlo “quando decido io perché altrimenti non la vedi fino al prossimo moto millenario“.

Così mi pare chiaro, d’accordo mai. Ma quando si incontrano è l’eclissi. Quando si sovrappongono diventano “NOI”.

L’uomo geloso patrimonio dell’umanità (LADY A)

È una nostra prerogativa la gelosia, dicono. Siamo noi le fidanzate psicopatiche, le stalker seriali, le campionesse mondiali di “sguardo omicida”. Tutte. Perché le donzelle pacate e non possessive sono una vera rarità. E una rarità, allo stesso modo, è l’uomo geloso. No, non quello che per segnare il territorio scodinzola e ci molla la pipì sulla gamba. O, peggio, quello che ci cammina davanti come se dovesse proteggerci da Godzilla. Intendo, invece, l’homo sapiens sapiens geloso. Quello che ci stuzzica, quello che lancia occhiatacce se qualcuno esagera, quello che ci protegge e ci fa sentire sexy e desiderate. Perché proprio lui, poi, diventa ultra sexy ai nostri occhi. Perché? Perché l’uomo è geloso solo quando ama. Mica come noi, che riusciamo a esserlo, in alcuni casi, anche quando ci interessa poco. Se lui ti stuzzica, lancia occhiatacce e ti protegge, allora il suo cuore è tuo come lo era quello del cervo nelle mani della strega di Biancaneve. E noi ci sentiamo sicure e innamorate, ma anche sexy e desiderate. Cioè, capite? Una combo incredibile.

E succede esattamente questo: l’effetto farfalla. “Si dice che il minimo battito di pugni sul tavolo di un uomo geloso, sia in grado di provocare un uragano ormonale nell’altra parte della coppia” – credo reciti più o meno così. Perché l’Uomo geloso, con la U maiuscola, non ti lega alla sedia per evitare che tu incontri gli altri esemplari della specie. L’Uomo geloso non ti sequestra il cellulare perché in troppi idioti 2.0 ti scrivono “ciao bellissima” in chat privata. L’Uomo geloso chiude i pugni, respira e si rilassa, consapevole che la libertà, il rispetto e la fiducia sono in grado di stemperare l’acume appuntito della rabbia provocata dalla gelosia. Perché è sentirsi costretti e claustrofobici che fa venir voglia di scappare via. Così lui ti stuzzica, lancia occhiatacce e ti protegge, ma ti lascia libera di confrontarti con il resto della specie, consapevole del fatto che ti servirà a capire perché hai scelto lui tra sette miliardi di persone.

Dunque, l’Uomo geloso patrimonio dell’umanità.

Con gli altri, non ci faccio neanche il brodo.