sabato, 30 Maggio 2020

Salute

Home Salute
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

Protesi all’anca: quando farla e come si fa

La protesi all’anca è un intervento chirurgico che si rende necessario soprattutto nelle persone che soffrono di artrite al femore e che hanno quindi difficoltà nella deambulazione, a causa del dolore.

L’intervento deve essere eseguito da chirurgo specializzato e di fiducia che ha seguito tutto il decorso del problema.

Protesi all’anca: quando farla

Il motivo principale per cui si ricorre alla protesi all’anca è in caso di artrite, ovvero un’acuta infiammazione dell’articolazione per cui la superficie in cui ruota il femore non è più liscia e scorrevole ma diventa granulosa così che si ha dolore nel movimento.

Solitamente all’inizio l’artrite viene curata con farmaci antinfiammatori ed iniezioni di cortisone e se il paziente è in stato di obesità si consiglia una dieta per perdere peso. Nel momento in cui tutta questa profilassi risulti insufficiente si parla dell’intervento.

L’intervento molto spesso si rende necessario anche nei casi di rottura del femore a seguito d’incidenti.

Protesi all’anca: come si esegue l’operazione

L’operazione d’impianto dell’articolazione artificiale si svolge inizialmente con la rimozione della testa del femore, mediante incisione sull’anca frontalmente. Lateralmente o posteriormennte.

La testa ed il collo del femore vengono rimossi ( quest’operazione è definita endoprotesi) e rimpiazzati dalle protesi in titanio e la cavità viene preparata ad accogliere l’impianto, quindi se è necessario viene rimpiazzata da un guscio anch’esso in titanio ( quest’operazione è definita artroprotesi).

Il procedimento della cementazione si esegue solo qualora vi siano danni al femore. Infine si ricuce il taglio e si drena il liquido in eccesso.

Protesi all’anca: rischi connessi all’operazione

Questo intervento comporta dei rischi che sono legati all’anestesia per cui si viene informati dall’anestesista su quali sintomi possono comparire e sulla tempestività con cui il paziente deve informare il chirurgo.

Altri rischi sono legati alla formazione di trombi e più generali legati all’apparato cardiocircolatorio, possono inoltre insorgere rischi d’infezioni ed emorragia, danneggiamento dell’apparato venoso e dei nervi. Nella fase post operatoria possono verificarsi dolore, rigetto e difficoltà nel movimento.

Protesi all’anca: decorso post operatorio

Il ricovero va dai quattro ai nove giorni dopodichè inizia il periodo di riabilitazione. Dopo una decina di settimane, se non ci sono complicazioni si possono riprendere le attività quotidiane.

I vantaggi di un’articolazione artificiale, considerato che l’intervento solitamente viene eseguito su persone anziane, permette una normale deambulazione, la scomparsa del dolore e dei farmaci legati all’infiammazione.

L’intervento si pianifica su consiglio del medico, con lo stesso, seguendone le prescrizioni sia per la fase operatoria che per la fase post operativa.

Il diabete: cos’è, sintomi e curarlo

Il diabete, al pari di altre patologie può essere curato e tenuto sotto controllo. Fondamentalmente si tratta di un accumulo eccessivo di zuccheri del sangue, che si verifica quando il pancreas funziona male ed il corpo non riesce a gestire gli zuccheri prodotti dallo stesso ed assimilati attraverso il cibo.

Gli zuccheri prodotti e quelli assorbiti sono differenti ma si completano l’un l’altro: abbiamo quindi insulina e glucosio. Il glucosio s’introduce con gli alimenti, regola il metabolismo e produce energia, nel suo viaggio nel sangue per poter portare il nutrimento alle cellule, il glucosio deve legarsi all’insulina. Quando c’è troppo glucosio ma poca insulina s’inizia a parlare di diabete.

Diabete di tipo 1 e di tipo 2

Il diabete di tipo 1 si manifesta solitamente in giovane età. In questo caso il pancreas non produce regolarmente l’insulina, di conseguenza va introdotta tutti i giorni nel corpo mediante iniezioni.

In sostanza il pancreas non riesce a produrre insulina perchè il sistema immunitario danneggia le cellule ragion per cui si definisce una “malattia autoimmune”, le cause di quest’anomalia potrebbero aver sede in fattori genetici o in fattori esterni.

Il diabete di tipo 2, si manifesta solitamente dopo i trent’anni ed ha cause sconosciute. In questo caso il pancreas funziona bene ma il corpo non è in grado di adoperare l’insulina. Fra le cause ipotizzate vi è la trasmissione ereditaria, lo stile di vita non salutare e l’obesità. Questo tipo di diabete è inizialmente difficile da diagnosticare, in quanto il livello di glicemia sale lentamente. Si opta per la prevenzione in cui si abbiano parenti prossimi affetti da diabete e dunque si sia a rischio.

Come riconoscere il diabete

La sintomatologia del diabete 1 prevede: stati febbrili, sete, continuo bisogno di urinare, spossatezza, calo di peso, facilità nel contrarre infezioni e cute secca

La sintomatologia del diabete 2 è meno chiara, infatti si riscontra dai livelli alti di glicemia nel sangue.

Complicazioni derivanti dal diabete

Nel caso del diabete di tipo 1, il paziente a cui non viene somministrata regolarmente l’insulina può andare incontro a disidratazione, coma e alterazione del sangue dovuto all’accumulo di corpi chetonici nell’organismo.

Nel caso del diabete 2, le complicazioni possono insorgere a livello dei tessuti e degli organi con danni vari che possono comprendere i reni, la retina, i nervi periferici ed il sistema circolatorio.

Le cure per il diabete

Le cure dipendono naturalmente dalla tipologia del diabete. Nel primo tipo di diabete si adopera l’insulina e questa può essere una scelta applicabile anche al secondo tipo di diabete. Nel caso del diabete 2 si somministrano farmaci specifici, si prescrive una dieta ed uno stile di vita salutare.

Idratazione: l’importanza di bere acqua

Idratazione, ci pensi sul serio?

Quanta acqua bevi al giorno?

Si raccomanda tanto di bere almeno 2 litri di acqua al giorno (qualcuno vi dirà anche oltre ma così potreste compromettere i reni) perchè in fin dei conti la maggior parte del nostro corpo è proprio costituito da acqua che noi perdiamo continuamente con il respiro, il sudore, urina, semplicemente muovendosi e che dunque va reintegrata.

Perchè è importante per l’idratazione bere tanto?

Il corpo va sempre mantenuto idratato ma non solo d’estate come si pensa comunemente perchè c’è più caldo e si suda di più ma anche in inverno perchè ad esempio l’acqua è importante per regolare la temperatura interna.

E’ vero che durante l’inverno è più difficile perchè si avverte meno lo stimolo di bere ma c’è da dire che la necessità di bere che noi avvertiamo in realtà è l’ultima soglia prima della disidratazione perchè in molti di noi la necessità di bere si presenta soltanto quando il corpo è in riserva, ma molti di noi sottovalutano questo fatto, si conti inoltre che negli anziani sovente lo stimolo di bere è proprio assente.

Idratazione: vale tutto?

In realtà tutti quei tè verde che consumi e quel latte di soia non sono il massimo, non ti sto dicendo di rinunciarci ma la bevanda principale deve essere l’acqua.

Un altro sbaglio che facciamo di sovente è anche quello di bere bevande zuccherate quando abbiamo sete nell’illusione che di dissetino, in realtà ci forniscono solo calorie inutili, idem per gli alcolici che danno l’illusione di dissetare in realtà invece accellerano il processo di disidratazione.

Idratazione e disitrazione: i sintomi

Dunque per mantenere la pelle idratata occorre bere molta acqua, mangiare alimenti ricchi d’acqua come frutta e verdura e prestare attenzione ai sintomi della disidratazione: l’emicrania ne è uno, la pelle secca che tira, le articolazioni che fanno male, i dolori muscolari.

Un ruolo molto importante lo giocano anche i cosmetici ed i prodotti che utilizziamo per la pulizia se sono molto aggressivi ci seccano la pelle, privilegiamo prodotti naturali che mantengono la pelle idratata d’estate contro il caldo d’inverno contro freddo, neve e vento che tendono ad aggredire il derma e quindi rendono la pelle screpolata.

Ricordiamo inoltre che l’acqua aiuta a depurarsi perchè favorisce un ricambio continuo: più si beve, più si urina quindi più si eliminano tossine più il corpo si mantiene pulito ed idratato.

Olio di borragine proprietà e rimedi naturali

Olio di borragine: un altro insospettabile olio nostro alleato di cui non si sa molto solitamente.

Eppure dovrebbe essere fra gli oli da tenere in casa, perché ottimo per la salute ma anche perché è un ottimo cosmetico naturale! Quest’olio vegetale che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta Borago officinalis.

Proprietà dell’olio di borragine

L’olio di borragine contiene una grande quantità di alfa-acido linoleico (32-38%), acido linoleico (18-25%), acido oleico (15-19%) e fitoestrogeni efficaci contro i radicali liberi, i problemi ormonali femminili, la pelle disidratata e le infiammazioni cutanee poiché è un ottimo lenitivo.

5 buoni motivi per tenerlo in casa:

  1. se soffri di acne o di psoriasi o secchezza cutanea
  2. se soffri di smagliature o cominciano a comparire le prime rughe
  3. se hai problemi di cisti ovariche o legati al ciclo
  4. se hai unghie e fragili
  5. se hai problemi con il colesterolo

Uso interno ed uso esterno dell’olio di boraggine

L’olio di borragine si può acquistare in perle per un uso interno quindi come un integratore alimentare soprattutto per i problemi legati agli ormoni femminili poiché grazie ai fitoestrogeni presenti in quest’olio si ha un’azione riequilibrante del sistema ormonale femminile quindi si possono riscontrare miglioramenti circa il problema delle cisti ovariche, dolori e sindrome premestruale o i disturbi della menopausa. Per uso esterno naturalmente c’è l’olio.

Come utilizzare l’olio di borragine

Per un uso interno si consiglia di assumere una perla di olio di borragine 4 volte al giorno a stomaco pieno (prima di mangiare).

Per l’uso esterno per quanto riguarda il viso si possono miscelare 5 gocce di olio di borragine con 5 di olio di germe di grano e quindi applicare sul viso tenendo in posa per 15 quindi risciacquare con acqua tiepida. Si possono inoltre miscelare 10 gocce di olio di borragine alla crema idrante oppure miscelare 8 gocce di olio di borragine con 5 gocce di olio d’oliva da applicare la sera sulle zone infiammate o ruvide avendo cura di applicare uno strato di garza di modo da non sporcare i vestiti, il giorno dopo si procede con una normale doccia e si ripete il trattamento fino a che non si notano miglioramenti.