Salute

Home Salute
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

Cibi cancerogeni: i 5 più consumati

Cibi cancerogeni: quanti ne consumiamo?

Ebbene sì è stato comprovato il legame fra un certo tipo di cibo ed il cancro. I cibi cancerogeni esistono. La maggior parte di essi chiaramente non nasce con proprietà cancerogene ma le sviluppa a seguito soprattutto della cottura sbagliata.

Cibi cancerogeni: quali sono?

Ecco alcuni cibi la cui cottura o non cottura sviluppa agenti cancerogeni:

  • Le patatine fritte, specie quelle in busta che contengono acrilamide ovvero un composto chimico che tende a svilupparsi quando un alimento viene cotto ad alte temperature. Ciò si deve all’unione di alcuni zuccheri ed un amminoacido che si trova in prevalenza nei prodotti amidacei. L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha confermato attraverso i suoi studi la pericolosità dell’elemento.
  • La carne alla brace, purtroppo sì l’amato barbecue è fonte di sostanze che non fanno tanto bene al nostro organismo. Pare infatti che uno studio americano abbia evidenziato che il consumo assiduo di cibo troppo cotto innalzerebbe il rischio di cancro questo avviene perchè la carne cotta rilascia un consistente di composti mutageni che sarebbero le ammine eterocicliche e gli idrocarburi policiclici aromatici che si sviluppano quando il muscolo di animali come manzo, maiale, pesce e pollo vengono cucinati a temperature elevate.
  • Il sale da cucina, incredibile a dirsi ma a quanto pare un consumo eccessivo di sale e prodotti conservati in esso fare salire le probabilità di contrarre un calcinoma allo stomaco. Sarebbe emerso da uno studio condotto dal dipartimento di Medicina predittiva e per la prevenzione dell’Istituto nazionale tumori di Milano.
  • Le bevande zuccherate come ben sappiamo contengono dosi elevate di zuccheri ma anche di aspartame ovvero di dolcificante artificiale che indurrebbero un aumento di linfomi e leucemie maligni del rene e tumori maligni dei nervi periferici. Quindi un eccessivo uso di queste bibite può favorire l’insorgenza di tumori.
  • Il riso ecco un alimento insospettabile, pare che questo cereale soprattutto se coltivato in condizioni non ottimali può assorbire grandi quantità di arsenico che è responsabile dell’insorgenza di diversi tumori. In merito si consiglia di sciacquarlo bene e di limitarne il consumo.

Cibi cancerogeni: cosa fare?

Occorre ricordare che in particolare questi ma in generale gli alimenti non vanno esposti a temperature eccessive, occorre nel caso vengano troppo cotti toglierne le parti scure poichè sono le parti che hanno sviluppato le sostanze tossiche cancerogene.

I cibi grigliati, fritti o arrostiti devono quindi essere un eccezione non un abitudine specie per i soggetti considerati a rischio, le cotture dei cibi più salutari restano al vapore e nella pentola a pressione.

Si consiglia inoltre di limitare il consumo di carne che molto spesso contiene farmaci ed ormoni ed a cui sono correlati diversi casi di tumore che da anni fanno insorgere il dubbio che la carne possa essere fonte di cellule tumorali. Si consiglia invece di consumare molta frutta e verdura.

Depurarsi dai metalli pesanti: ecco come si fa

Depurarsi dai metalli pesanti: come si fa?

Il nostro corpo assorbe quotidianamente una grande quantità di metalli pesanti attraverso l’aria, l’acqua ma anche ciò che mangiamo specie se cibo confezionato.

Fra i metalli pesanti più diffusi a cui è esposto il nostro organismo abbiamo: arsenico, cadmio, piombo, mercurio, cromo, alluminio e cobalto.

Tutti metalli nocivi e velenosi con cui noi veniamo sovente in contatto ma nemmeno ci rendiamo conto.

L’arsenico ad esempio, sapevate che si può trovare nel riso? Sì perchè se non viene coltivato correttamente nel rispetto delle norme può assorbire una notevole quantità di arsenico da ciò che lo circonda. L’aria lo sappiamo è inquinata dai gas di scarico e l’acqua da tutto ciò che riversiamo dentro. Inevitabilmente i metalli pesanti finiscono nel cibo (pensiamo anche ai pesci).

Depurarsi dai metalli pesanti: ecco come si fa

Occorre dunque depurarsi, adottare una strategia per liberarsi attraverso alcuni alleati. dei metalli pesanti che ingeriamo.

  • Al primo posto le alghe che probabilmente ci sarà capitato di mangiare al ristorante cinese, nello specifico l’alga Clorella ovvero una piccola alga che cresce nelle acque dolci. Quest’alga ha proprietà di ridurre le reazioni allergiche e l’eliminazione dei metalli dell’organismo. La si può acquistare in capsule in erboristeria.
  • Viene in nostro soccorso anche la Zeolite, un minerale in grado di ripulire il nostro organismo dai metalli pesanti. La si può assumere in polvere, un cucchiaino mezz’ora prima dei pasti.
  • Dall’oriente arrivano anche la Curcuma ed il Coriandolo spezie che già probabilmente utilizziamo nei nostri piatti. Il coriandolo favorisce l’espulsione del mercurio che fra l’altro è uno fra i metalli più pericolosi e velenosi, inoltre favorisce la pulizia da metalli come cadmio, piombo e alluminio. Mentre la Curcuma purifica il sangue, elimina le tossine, facilita la digestione e depura il nostro organismo. Il consiglio: la curcuma sviluppa meglio le sue capacità se abbinata allo zenzero.
  • Amato ed odiato ma il re degli effetti benefici: è l’aglio. Da sempre considerato il medicinale naturale per eccellenza, fra le sue proprietà: depura il sangue, elimina le tossine, elimina il mercurio grazie al selenio bioattivo e grazie allo zolfo respinge metalli come cadmio e piombo.
  • Fra gli integratori utili al fine di depurare l’organismo troviamo la bentonite che aiuta ad assorbire virus e tossine grazie agli ioni negativi di cui la bentonite è composta.
  • Molto utile è anche il Psyllium utilizzato normalmente come rimedio per la stipsi che per l’appunto può essere causata dall’accumulo nell’organismo dei metalli pesanti che causano il cattivo funzionamento dell’intestino.

Depurarsi dai metalli pesanti: le due strategie

Le due mosse utili per eliminare i metalli pesanti dal nostro organismo:

  1. inserire più frutta e verdura biologiche nel nostro menù spuntini e colazioni comprese ed inserire anche alimenti ricchi di omega3 preferibilmente sotto forma di alimenti ma nel caso in cui non fosse possibile vanno bene anche gli integratori;
  2. bere un bicchiere di acqua e limone la mattina appena svegli che aiuta la pulizia del nostro organismo ed inoltre rafforza il sistema immunitario e regola il metabolismo.

Mal di testa: può dipendere da cosa mangi

Mal di testa? Può dipendere dal cibo.

L’emicrania, la cefalea ed il più comune mal di testa sono disturbi con cui un sempre maggior numero di persone si deve rapportare. Sempre più persone fra cui molte donne sono costrette a fare i conti con il terribile dolore e sovente gli handicap che può comportare la cefalea dal non potersi muovere, al non riuscire a parlare, al non poter guidare (pensiamo all’emicrania con l’aurea), fino ad arrivare a nausea e svenimenti o disturbi visivi come anche la cecità temporanea.

Ebbene sì sono tutti disturbi che indicano certamente una condizione più patologica del mal di testa ma che significano ugualmente una sola cosa: terapie e medicine.

Esiste una correlazione fra cibo e mal di testa?

Pare proprio di sì, alcuni cibi possono scatenare o aumentare ma anche diminuire il mal di testa. Questo fenomeno si deve al fatto che il cibo, o meglio, le sostanze contenuto in esso influiscono sulla mobilità dei vasi sanguigni dilatandoli o restringendoli, causando variazioni di pressione per cui si ottiene che la circolazione intracranica ne risenta e quindi ecco insorgere il mal di testa.

Quali sono i cibi che dovremmo evitare se soffriamo di mal di testa?

Gli alimenti che contengono ammine ovvero formaggi stagionati, estratto di lievito, conserve di pesce, noci, banane, patate, pomodori, fragole, crostacei, uva passa, cioccolato. S’intende naturalmente per le persone che soffrono della patologia non per quelle che soffrono di occasionali mal di testa. C’è una controversi in corso sui latticini alcuni studi dimostrerebbero che sono fra i primi cibi da escludere mentre secondo altri studi lo yogurt aiuterebbe a combattere la cefalea.

In linea di massima sono da evitare tutti gli additivi alimentari, i conservanti, i fosfati, i coloranti e gli aromi artificiali. Inoltre è bene ricordare che i cibi freddi vanno consumati lentamente onde evitare l’eccessivo stimolo di alcune terminazioni nervose del palato. Si consiglia infine di evitare il consumo di bevande gassate ed alcoliche. Da evitare anche il glutammato.

Quali cibi invece si dovrebbero consumare maggiormente per evitare il mal di testa?

Pane, zucchero, pasta, riso, olio di oliva, frutta e verdura (salvo eccezioni).

Secondo gli studi i farinacei e gli amidi ridurrebbero l’insorgenza della cefalea specie se si tratta di cereali integrali. Il detto popolare vuole che il caffè sia un ottimo rimedio contro il mal di testa poichè vaso costrittore ma sembra esser una questione soggettiva.

Bisognerebbe ricordare inoltre che i digiuni ed i cali di zuccheri favoriscono l’insorgere della cefalea e di conseguenza l’irregolarità dei pasti o anche saltare la colazione potrebbero essere cause scatenanti.

Ranitidina: la verità sui farmaci e le fake news

Ranitidina: la notizia bomba del momento. Non è allarme ma c’è molta attenzione sul caso. Sono uscite tante notizie fra cui fake news, facciamo chiarezza.

Lo shock dei farmaci contaminati: il caso ranitidina

Tutto parte da un laboratorio indiano, sono state sottoposte a dalle analisi effettuate a campione su alcuni prodotti usciti da quel laboratorio e contenenti quella sostanza si è scoperto che contenevano molecole nocive per la salute.

Al momento si sa che:

  • i farmaci che contengono ranitidina non sono cancerogeni è la molecola che lo è
  • i farmaci ritirati sono quelli che contengono il principio attivo ranitidina prodotto presso l’officina farmaceutica SARACA LABORATORIES LTD – India
  • i farmaci sarebbero contaminati da N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine che si rivela cancerogena se assunta in dosi massicce
  • i farmaci al momento sotto processo sono alcuni anti-ipertensivi (sartani) e farmaci per curare acidità ed ulcera

La decisione dell’EMA sulla ranitidina

L’agenzia europea per i medicinali ha deciso che, in via precauzionale, tutti i farmaci che contengono principi attivi prodotti da sintesi chimica dovranno essere controllati e analizzati, proprio per scongiurare la presenza di nitrosammineo altre molecole tossiche.

Su questo sito https://www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina potete trovare l’elenco dei lotti contaminati e dei farmaci potenzialmente interessati

«La NDMA è classificata come sostanza probabilmente cancerogena è presente in alcuni alimenti e nelle forniture di acqua, ma non ci si attende che possa causare danni quando ingerita in quantità molto basse» si legge sul sito dell’Aifa quindi parliamo di dosi minime a cui risultiamo sempre esposti.

Il buscopan contiene raniditina?

L’Aifa ha specificato che si tratta del Buscopan antiacido che è tra i farmaci raggiunti da divieto di utilizzo e vendita per la possibile presenza di una sostanza denominata N-nitrosodimetilammina (Ndma).

Il blocco, che riguarda 515 lotti di prodotti per ulcera e reflusso gastrico, ricorda Aifa, è a scopo precauzionale e si tratta di una misura presa in attesa dei risultati di ulteriori accertamenti.