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Cacao e multivitaminici per combattere infarti e cancro

Cioccolato che passione. Una passione che diventerà forse ancora più forte se gli scienziati riusciranno a dimostrare che le sostanze nutritive contenute nel cioccolato fondente sono in grado di prevenire infarti e ictus.

In questo senso si muove lo studio che il Dott. JoAnn Manson, direttore del reparto di medicina preventiva all’Harvard-affiliated Brigham and Women Hospital di Boston, ha deciso di cominciare.

La ricerca si svilupperà su due campi: il primo è quello di verificare che effettivamente, come studi più piccoli hanno provato a fare, i flavonoidi contenuti nel cacao migliorino la pressione sanguigna, il colesterolo, l’uso del corpo di insulina e la salute delle arterie. Questa parte dello studio prevede che i partecipanti abbiano a disposizione un placebo o due capsule al giorno di flavonoidi del cacao, rivestiti e senza gusto, il tutto per una durata di 4 anni.

Il secondo ambito di ricerca metterà alla prova i multivitaminici che aiutano a ridurre il cancro. In questo settore invece i partecipanti dovranno assumere ogni giorno multivitaminici contenenti una vasta gamma di sostanze nutritive per un tempo di circa 3 anni.

I 18.000 partecipanti, sui quali verranno testati questi fattori, verranno reclutati da studi compiuti in precedenza, per consentire di risparmiare denaro e di far procedere più velocemente la ricerca. Lo studio verrà inoltre sponsorizzato dal National Heart, Lung and Blood Institute e dal Mars Inc., una nota azienda di dolciumi. Questo perchè anche nelle caramelle infatti sono contenuti i flavonoidi del cacao e l’azienda è anche riuscita a brevettare un modo per estrarre queste sostanze dal cacao in alta concentrazione e per confezionarle in capsule.

Esse invece, se questo studio avrà buon esito, si riveleranno fondamentali per la salute e la prevenzione di problemi cardiaci che attaccano sempre di più l’uomo.

[Fonte: foxnews.com]

Ricerca sul cancro, la pelle scura ha aiutato a non ammalarsi

Secondo una recente ricerca sul cancro condotta dal biologo britannico Mel Greaves, i primi esseri umani avevano la pelle bianca, tramutata, poi, in nera e ancora in bianca. Perchè questa evoluzione? Ce lo spiega nel suo studio condotto con lo staff dell’Istitute of cancer research di Londra.

Lo scienziato ha analizzato venticinque casi di cancro della pelle negli albini d’Africa e ha scoperto che, a differenza della popolazione caucasica, in questi soggetti il basalioma, conosciuto anche come carcinoma basocellulare e il carcinoma a cellule squamose conducono a una morte rapida e in giovane età.
La prevenzione di questo tipo di tumore è stato, secondo Mel Greaves, alla base dell’evoluzione del colore della pelle negli uomini.
Questa teoria, invece, non è accolta da illustri scienziati come Charles Darwin secondo cui il cancro alla pelle colpisce gli uomini e le donne che hanno superato l’età riproduttiva.

Secondo lo studio londinese, invece, quando i primi uomini hanno abbandonato la pelliccia, la loro pelle nuda è stata, da subito, esposta ai raggi ultra violetti del sole e la selezione naturale ha premiato – non facendoli ammalare – quegli uomini che avevano la pelle più scura e che, quindi, meglio erano riparati.

In seguito, circa 50.000 – 100.000 anni fa, le popolazioni che emigrarono verso Nord non ebbero più bisogno di quella protezione e, quindi, del colore scuro della pelle che meglio li riparava dai cocenti e dannosi raggi solari, e ritornarono ad avere una carnagione più chiara.

Naturalmente è difficile poter comprendere quale delle teorie evoluzionistiche sia più vicina alla realtà del tempo, ci troviamo sempre nel campo della scienza che si perfeziona con il passare degli anni e con l’avvento di nuove scoperte. Si tratta di punti di vista, seppur molto autorevoli e di argomenti per dibattiti scientifici.