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Maizena: usi alternativi curiosi

Maizena

Maizena ovvero l’amido di mais. Si ottiene dalla macinazione della parte più interna del chicco di mais, la farina è bianca e molto sottile. Non contiene glutine.

Per cosa lo usate di solito? Solitamente si usa per i dolci però vi sono degli usi alternativi da non sottovalutare.

Maizena: usi alternativi per la pelle

Lo sappiamo tutti che l’amido lava e difatti si consiglia di usare l’acqua di cottura della pasta per lavare i piatti.

Dunque perché non usarlo sotto la doccia?

Si prendono 50 g. di amido di mais e li si miscelano a 20 g. di bicarbonato, più un cucchiaio di olio evo e si aggiunge qualche goccia di olio essenziale ed ecco fatto.

E’ ideale in caso un bambino abbia il sederino arrossato dai pannolini ed è ottimo per chi ha la cute sensibile che si arrossa ed irrita facilmente.

Si può inoltre unire all’aloe vera, o a oli naturali ed essenziali, per creare delle pomate antinfiammatorie e antibatteriche.

In caso di scottature solari si prepara un bagno tiepido in cui disciogliere due cucchiai di amido di mais. Ci si immerge e una volta terminato il bagno, senza l’uso di altri detergenti, ci si asciuga senza sciacquarsi.

L’amido di mais è quindi utile nei casi di sfregamento, contatto con agenti esterni, sia in caso di manifestazioni quali eczemi, acne, e dermatiti per lenire la pelle.

Se la pelle è lucida e grassa prova ad usare l’amido di mais come cipria per renderla più opaca. In caso di acne è consigliabile fare una maschera con maizena e aceto di mele da tenere sul viso 5 minuti.

Maizena: usi alternativi per i capelli

Le proprietà assorbenti, emollienti e detergenti rendono l’amido di mais ideale per la cura della pelle che dei capelli.

Ci si può fare una maschera aggiungendo miele ed olio di oliva o lo si può usare insieme allo shampoo.

Quanto sanno i giovani delle malattie sessualmente trasmissibili?

Quanto ne sanno i giovani delle malattie sessualmente trasmissibili? Nel Mondo ogni anno si registrano 340 milioni di nuovi casi di malattie trasmesse sessualmente. Tra le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse vi sono la gonorrea, la clamidia. Inoltre, la gonorrea nella sua forma virale è dovuta all’Herpes virus di tipo II (herpes genitale) oppure dovuta al batterio Treponema pallidum della sifilide. Tra le altre malattie virali vi è anche l’Hepatitis b virus (Hbv) e quella da Human immunodeficientis virus, conosciuto appunto come Hiv. Questi nomi sono conosciuti tra i giovani che però devono cercare di apprenderli al meglio per garantire la prevenzione e il controllo rispetto a queste infezioni.

La sfida delle aziende sanitarie e della cultura

Le aziende sanitarie e la scuola cercano di tenere sotto controllo la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili con lo strumento dell’informazione. Sono i più giovani, secondo studi di settore, quelli che sono più colpiti da questo tipo di patologie. Per controllare il proprio stato di salute e cercare di preservare la fertilità, la scuola insieme alle aziende sanitarie locali, le ASL ma anche ai consultori, si preoccupano di fare informazione e promuovere le diagnosi precoci. Le conseguenze delle malattie sessualmente trasmissibili tra i più giovani si sono già manifestate in Italia in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni. Infatti, è stato anche gravemente compromesso il tasso di natalità.

Combattere le malattie sessualmente trasmissibili e salvaguardare il futuro

Riuscire a far raggiungere una maggiore sicurezza e consapevolezza sulle malattie trasmesse sessualmente , è importante. I giovani di oggi, con la scuola e numerose campagne delle agenzie di comunicazione, stanno mettendo in piedi dei progetti sponsorizzati dal Ministero della salute per evitare conseguenze gravi sul loro futuro. L’Italia infatti, ha già il tasso di natalità più basso di tutti gli altri paesi Europei. Accendere i riflettori su queste tematiche è una delle priorità dell’agenda setting del Ministero della salute.

Fumo e del cibo spazzatura, il monito dell’Oms

Fumo e cibo spazzatura sempre più diffusi soprattutto tra i più giovani. Non sono serviti a nulla finora i divieti e le pubblicità sulle sigarette, per tenere lontano i giovani da questo disgustoso vizio. Stesso discorso per Junk food, ovvero il cibo spazzatura. I più giovane, nonostante le leggi non riescono ad entrare nell’idea dell’importanza di un’alimentazione sana e di stili di vita corretti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sarebbe bisogno di norme più severe e di bannare le pubblicità sulle sigarette soprattutto, agli eventi sportivi. L’idea è quella di cercare di tenere lontani i giovani da questo prodotto. Ad avere lanciato il monito, è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha sollecitato i Governi a rinforzare tutti i divieti sulla sponsorizzazione del tabacco e la promozione la pubblicità delle sigarette.

L’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su Junk food e il tabacco

La presenza nelle gare di MotoGP e di Formula 1 di sponsor legati al mondo del fumo e cibo spazzatura, è secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un elemento davvero dannoso per i più giovani. Bisognerebbe adottare delle politiche tobacco-free in modo tale che i più giovani possano sentirsi meno influenzati da questa esigenza. Fino ad oggi infatti, le campagne virali che sono state lanciate anche con l’aiuto dei social network, non hanno avuto il funzionamento sperato. E’ per questo che la richiesta ufficiale è proprio quella di salvaguardare la salute dei più giovani attraverso dei divieti più netti sul fumo e su cibo spazzatura.

I danni del fumo e del cibo spazzatura

I danni che queste abitudini potrebbero causare sui più giovani sono evidenti a tutti e si manifestano, non solo con delle malattie gravi, ma anche con altri generi di problemi. Una delle conseguenze principali escluse le patologie come quelle tumorali, è l’infertilità. L’idea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è quella di chiedere l’aiuto di social media manager per cercare di influenzare i giovani circa queste abitudini di vita.

Prevenzione oncologica, la battaglia contro le fake news

tumore-prevenzione

Inizia la settimana della prevenzione oncologicaMetti a tacere le bufale con la vera prevenzione“. Si terrà fino a domenica 24 marzo la settimana nazionale della prevenzione oncologica che è arrivata già la sua diciottesima edizione. La Lega Italiana per la lotta contro i tumori ha dato il via a questa iniziativa che si svolgerà in tutte le Regioni Italiane. In particolare, il tema è quello della prevenzione che è l’unico strumento ad oggi che risulta essere più efficace per combattere i tumori. La campagna di quest’anno si focalizza in particolare sulle fake news. In Italia, infatti, sono tantissime le vittime di bufale – ovvero notizie false – quando si parla di salute. Il campo oncologico, sotto questo aspetto è uno di quelli maggiormente colpiti dalla disinformazione.

Combattere le fake news sulla salute

Quando si parla di prevenzione oncologica, la cosa migliore è affidarsi a dei professionisti del settore. Solo così si potranno ottenere tutte quelle che sono le corrette informazioni per cercare di tenere alla larga dalla propria vita questa patologia. Per prevenire i tumori, non è possibile contare su soluzioni alternative oppure di tipo magico quanto piuttosto, bisogna avere una corretta informazione sugli stili di vita da adottare. Alimentazione equilibrata, stare lontani dal fumo, cercare di evitare il consumo di alcolici e fare tanta attività fisica sono le parole chiave per cercare di restare sani.

I consigli degli esperti per la prevenzione oncologica

Una vita equilibrata e sana, oltre ad una buona prevenzione, sono ingredienti perfetti per tenere i tumori lontano dalla propria vita. Sul territorio nazionale, nel corso della Settimana per la prevenzione oncologica, saranno presenti tantissimi gazebo e si diffonderanno opuscoli informativi praticamente dovunque per fare informazione. Gli operatori sanitari, volontari e specialisti saranno a disposizione di tutti. Lo scopo è quello di far capire quanto sia importante avere una vita equilibrata e sana sia da un punto di vista alimentare, che sotto l’aspetto delle attività fisica, per restare bene.