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Le cose da sapere sul passaporto

credits: theindependent.co.uk

Il passaporto racconta un po’ chi siamo. C’è scritto il nome, cognome, l’altezza, dove è quando siamo nati; c’è la nostra firma. Se siamo minorenni, ma proprio tanto minorenni, c’è una pagina in cui si attesta che possiamo viaggiare solo accompagnati da mamma o papà. Puoi vivere in ogni parte del Mondo, a Est, Ovest, a Sud dell’Equatore, vicino il Polo Nord, non importa, il passaporto ha sempre delle pagine libere, nel mezzo, che collezionano i timbri dei Paesi in cui siamo stati. Ecco perché racconta chi siamo, parla delle nostre vite, dei nostri aerei presi, dei viaggi fatti. Per viaggiare in Europa basta spesso solo la carta di identità, ma il fascino di quella pelle bordeaux non lo ha nessuno.

Anche in Inghilterra per viaggiare nei Paesi dell’Unione Europea il passaporto non è necessario, sebbene ultimamente sia a discrezione del viaggiatore informarsi su cosa sia meglio portare con sé al momento del Check in. La validità del passaporto è necessaria solo a coprire la durata del viaggio: insomma, se siete all’estero per due settimane ad agosto e da aprile a giugno avete il passaporto scaduto non succede niente.

Ci sono stati però moltissimi casi di turisti che non sono stati accettati da alcune compagnie aree a causa di alcuni cambiamenti circa la validità del passaporto. Jonathan Rickard non è stato fatto salire su un aereo Easy-Jet a giugno diretto a Larnaca perché il suo passaporto sarebbe scaduto due mesi più tardi e non era valido per viaggiare. La compagnia aveva di fatto commesso un errore e il costo del biglietto era stato risarcito.

Lo scorso dicembre la compagnia di volo di bandiera del Regno Unito, la British-Airways, non aveva fatto salire a bordo una famiglia che da Glasgow era diretta a Salisburgo sostenendo che le nuove leggi austriache avessero recentemente modificato le norme circa la validità del passaporto, che doveva avere durata minima di tre mesi. In effetti si trattó anche qui di un errore. Un’addetto all’ambasciata austriaca replicó che la validità del passaporto di un viaggiatore diretto in Austria era necessaria solo per la durata del viaggio.

In ogni caso queste regole che prevedono una durata minima di validità del passaporto sono applicate in molti paesi fuori dall’Unione Europea. Alcune nazioni hanno stabilito che per entrare al confine il passaporto deve avere una validità di almeno sei mesi, tra questi la Turchia e l’Egitto. Per cui, se avete intenzione di partire, sarà meglio informarvi prima o quell’aereo decollerà senza di voi. Se il vostro passaporto è valido ancora per 9 mesi è possibile rinnovarlo per una durata di dieci anni.

Per i cittadini inglesi è possibile avere due passaporti, solo però per chi viaggia spesso per lavoro: quando, per esempio, serve il passaporto per ricevere un visto e nel frattempo si è impegnato in un altro viaggio. Richiederlo non è semplice ed è necessaria una documentazione molto accurata, tra cui, se i motivi degli spostamenti sono lavorativi, una lettera a firma del vostro capo. È utile anche per motivi di stabilità internazionale: se su un passaporto si ha un timbro dello stato di Israele, avere due passaporti non ci impedirà di entrare in Libano o in Iran, cosa che accadrebbe se di passaporto ne aveste uno solo. Dall’11 marzo 2011 gli Stati Uniti hanno vietato di richiedere un ESTA a tutti quelli che hanno visitato recentemente la Siria, la Libia, il Sudan, la Somalia, lo Yemen, l’Iran e l’Iraq.

Le 20 migliori foto dell’anno per National Geographic (FOTO)

Credit: boredpanda.com

Come ogni anno, National Geographic ha aperto un concorso riservato solo ai più bravi fotografi del mondo. Il contest è la fotografia di viaggio, ossia verrà premiata la foto più bella che ritrae un determinato paesaggio, il quale può trovarsi tanto in Italia o America quanto in Giappone o Cina. Insomma l’importante è mettere in mostra le proprie capacità e, sicuramente, far vedere la bellezza del mondo che ci circonda.

Il premio in palio è un viaggio in Canada (compreso il biglietto aereo) e in particolare 7 giorni di Safari, da passare in mezzo alla natura più selvaggia in Manitoba. Ma la cosa che forse attrae di più tutti i partecipanti è – in caso di vittoria del concorso – il nominativo che si prende, cioè miglior fotografo di viaggio dell’anno. Quest’anno la sfida si fa davvero molto difficile, dato le fotografie che National Geographic ha già presentato al pubblico – si ha tempo fino al 27 maggio, data di scadenza del concorso.

Insomma, se avete la passione del viaggio e della fotografia, non vi resta che inviare una delle vostre foto migliori e sperare che faccia colpo agli occhi dei giudici, i quali avranno sicuramente imbarazzo nella scelta. E chi lo sa, magari potrete vedere la vostra foto sparsa ovunque, sia in televisione, sia sui giornali, oltre che sul web, e far pubblicità turistica al vostro ambiente preferito. Nell’attesa della fine del concorso, National Geographic ci dà un’anteprima delle foto che potrebbero diventare vincitrici di questo ambito contest:

1. Ovunque tu vada, io ti seguirò, Giappone

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Questa fantastica foto è stata scattata da Hiroki Inoue e illustra due volpi che si stanno inseguendo. Il senso di pace che questa foto ci trasmette è meraviglioso.

2. Jonas Blizzard e Flatiron Building, New York

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L’autore di questa foto è niente poco di meno che l’italiano Michele Palazzo, stabilitosi ormai nella Grande Mela.

3. Bestia, Dakota del Sud

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James Smart non poteva scegliere titolo migliore per descrivere la sua foto. Scenari raccapriccianti se pensiamo che negli Stati Uniti, ogni anno, tornadi e monsoni distruggono tutto quello che hanno davanti.

4. Capannone mistico, Finlandia

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Magari è proprio questa l’abitazione del caro Babbo Natale. Sta di fatto che Pierre Destribas ha sfidato le condizioni estreme del freddo per scattare questa fotografia.

5. Tramonto dorato, Toscana

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Una fantastica rappresentazione della nostra Italia secondo Giovanni Modesti.

6. Legami familiari, Giappone

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Dolcissima foto scattata dal giapponese Takeshi Marumoto, il quale ci fa vedere come i legami tra gli animali sono identici ai nostri.

7. Blizzard nelle montagne, Svizzera

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Forse ci ricorda una delle scene di Harry Potter per la suggestione del paesaggio. Ottimo lavoro per Julia Wimmerlin.

8. Trollstigen, Norvegia

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Christoph Schaarschmidt ha voluto fotografare le macchine in movimento in quella che dovrebbe essere un autostrada norvegese.

9. Deserto della Namibia, Namibia

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Strepitosa fotografia di Doris Landertinger la quale ha voluto donarci un senso di pace e tranquillità direttamente dal deserto.

10. Villaggio delle Terrazze, Cina

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Paesaggio suggestivo e quasi surreale colto da Thierry Bornier.

11. Infanzia, Cina

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Un bimbo che gioca sullo sfondo dei palazzi della Cina. Semplicità e bellezza per Ala Ka H.

12. Agricoltura nell’acqua, Cina

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Tugo Cheng ci illumina gli occhi con questa fantastica rappresentazione della cultura cinese in acqua.

13. Fascination, Giappone

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Splendida fotografia di Katsuyoshi Nakahara che ci presenta la natura in Giappone.

14. Ballerino di danza classica, Giappone

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Hiroshi Tanita ci regala una suggestiva fotografia di secchi alberelli che sembrano danzare nella nebbia.

15. Cemoro Lawang, Indonesia

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Sembra quasi un dipinto questa strepitosa fotografia di Achmad Sumawijaya, dove tutto sembra dissolversi nella nebbia.

16. L’Avana, Cuba

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Foto scattata da Tony Wallachy.

17. Bambini con la faccia dipinta, Etiopia

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Una simpatica foto che ci dimostra le tradizioni sulle nuove generazioni in Etiopia. Foto di Massimo Rumi.

18. Selfie con un Drone, New Hampshire

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Non poteva mancare una foto con la moda del momento, il selfie. E così, Manish Mamtani si è steso su una strada innevata degli Stati Uniti e si è fatto un selfie con un drone.

19. Paradiso blu, Giappone

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Hidenobu Suzuki ci mostra come vedono il Paradiso i giapponesi: pieno di fiori blu.

20. Lombard Street, San Francisco

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Classica strada di quartiere statunitense con uno strano viale. Foto di Toby Harriman.

Cia: ecco la guida per viaggiare sicuri

Credits: www.travelblog.it

Drew Dwyer, veterano nel corpo dei Marine ed ex agente della Cia – Central Intelligence Agency – ha passato diversi anni sotto copertura in Sudamerica. Dopo questo lungo periodo, Dwyer ha deciso di fare un elenco con 10 consigli per poter viaggiare in modo più sicuro e tranquillo, soprattutto in questo periodo in cui il terrorismo blocca moltissimi viaggiatori.

I trucchetti esposti da Dwyer sono utili sia per gli agenti 007 che per un qualsiasi turista o viaggiatore che si trovi a dover affrontare delle situazioni difficili. Proprio per questo motivo, infatti, i trucchi sono stati ripresi da alcune agenzie di viaggio.

Ecco, quindi, quali sono i 10 consigli esposti dall’agente Drew Dwyer per colleghi e viaggiatori.

1. Essere sempre pronti

Bisogna essere pronti per ogni possibile situazione. Importantissimo, quindi, farsi fotocopie di ogni documento e mandarsi via mail le informazioni utili per potervi accedere in qualsiasi momento.

2. Utilizzare un adesivo per le valigie

Sulle valigie meglio attaccare un adesivo con la scritta “fragile”: in questo modo saranno sistemate sopra tutte le altre e saranno le prime ad uscire dal nastro in aeroporto.

3. Nascondere i soldi

I soldi vanno nascosti in luoghi in cui nessuno penserebbe mai di trovarli, soprattutto se si tratta di una cifra molto alta.

4. Tenere le chiavi a portata di mano

In particolare quando ci si sta avvicinando a casa, alla macchina o all’albergo. Gli inconvenienti, così, staranno più lontani.

5. Usare i taxi dell’hotel

Essere sicuri viaggiando in una città, soprattutto dove sono frequenti i rapimenti per riscatto, vuol dire salire sempre a bordo di taxi chiamati direttamente dal personale dell’albergo.

6. Preparare il cellulare

Con mappe del luogo e numeri utili. Sul posto meglio comprare una sim nuova e se si ha paura di essere seguiti meglio togliere la batteria.

7. Vestirsi come la gente del luogo

Agenti segreti, viaggiatori o turisti non conta: l’importante è non attirare l’attenzione. Uno dei modi per non farlo è vestirsi come le persone locali.

8. Portare un navigatore

Il navigatore Gps è utilissimo per informazioni di ogni tipo, ovviamente riguardanti posti che possono servire durante un soggiorno in un altro Paese.

9. Usare sempre il vero nome

Soprattutto se si viaggia sotto copertura. Se si incontra qualcuno che si conosce, nessuno rimarrà sorpreso a sentire quel nome.

10. Stare attenti in ascensore

In ascensore bisogna guardarsi bene da chi entra un attimo prima della chiusura delle porte: potrebbe volervi inseguire.

Realtà virtuali e nuovi modi di viaggiare

credits: mashable

Se avete mai desiderato camminare tra le stelle asfaltate della Hollywood Walk of Fame; se andare tra i freddi polari della Patagonia è sempre stato in cima alla vostra lista della cose da fare il prima possibile; se non avete voglia di aspettare la vostra luna di miele per godervi l’acqua cristallina delle spiagge delle Maldive; se visitare il Giappone nella bella stagione quando i ciliegi regalano spettacoli immensi è il vostro sogno più grande, la notizia è che avete aspettato abbastanza e quando tutto sembrava impossibile, ecco che l’attesa di una vita è giunta al traguardo finale.

Con gli strumenti giusti è possibile farsi il giro del Mondo in 80 giorni senza nemmeno lasciare il salone di casa. Certo, si tratterà di una visita guidata limitata agli spazi virtuali, ma meglio di niente. Insomma, vi dovrete accontentare, se così si può dire, di avere il Mondo a portata di schermo di uno smartphone, di un tablet o di un computer.

Da quando lo sviluppo tecnologico ha fatto passi da gigante anche nel campo della realtà virtuale -più generalmente chiamata VR, che è la sigla per l’inglese “virtual reality”-, questi tour mondiali prêt-à-porter sono diventati popolarissimi. Grazie a – o a causa di, dipende dai punti di vista- questo impressionante sviluppo nella VR, la possibilità di partire per visitare un museo dall’altra parte del Pianeta o di farsi un bagno nelle acque delle Bahamas restando, al massimo, nella vasca da bagno di casa propria, è diventata sempre più concreta.

Quando i tour attraverso le realtà virtuali sono fatti bene, quasi non si ha la percezione di trovarsi in un luogo del tutto diverso. È come se ci trovassimo nella Polinesia francese mentre stiamo stesi sul divano vecchio di casa a sorseggiare un bicchiere d’acqua come se fosse succo di cocco.

La realtà virtuale è una delle innovazioni tecnologiche più sorprendenti di sempre ma chiaramente non regge il confronto con la realtà vera e propria, soprattutto quando si tratta di immagazzinare ricordi che sono indissolubilmente legati ai viaggi e alle esperienze che facciamo, sì, però quelli veri. Quando sei all’estero, ti trovi catapultato in un Mondo nuovo 24 ore su 24, sei stato disposto ad uscire dalla tua comfort zone e a partire; non è esattamente come quando tra il caldo delle coperte del tuo comodo letto decidi di farti un giro in Canada e poi di metterti a dormire.

José Schreve, fondatore di kimkim, una piattaforma che consente ai viaggiatori di mettersi in contatto con gli esperti del luogo in cui si sono legati, ha recentemente condotto una ricerca che dimostra quanto sia possibile che qualcuno in qualche parte del Mondo si lasci influenzare dalle possibilità sconfinate della tecnologia, decidendo di poter fare a meno di visitare un determinato luogo se è comunque possibile recarvisi senza lasciare il divano di casa. Questo, però, spiega Schreve, non ha inciso quasi per niente sul turismo, anzi, ha ispirato le persone a viaggiare di più.

I tour virtuali sono stati una scoperta assolutamente fantastica, perché non solo incoraggiano le persone a partire ma anche perché permette loro di farsi una chiara idea su cosa vedere e dove andare prima di un viaggio vero. È come se avessero appena creato l’esatta forma tecnologicamente testata del “prova prima di comprare”: hai prenotato un viaggio ma non sai cosa fare una volta arrivato in quel luogo, pianificare tutto prima è un grande vantaggio. La realtà virtuale ti catapulta in un universo da non definire propriamente parallelo, ma piuttosto in un posto lontano che però è davvero a portata di mano.

La città che ha più giovato di questi tour virtuali è senza dubbio Las Vegas. La città americana regina delle finzioni più impensabili, ha addirittura creato un’app che consente a chi ha in programma di visitarla di rendersi prima conto di cosa troverà in città una volta arrivato, la Vegas VR.