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La Spagna fa tappa a Napoli (EVENTO)

Credtis photo The Loops

Sogni di fare un viaggio in Spagna ma non hai ancora trovato l’occasione giusta? Nel frattempo, per non farti trovare impreparato sugli usi e le tradizioni tipiche spagnole, puoi goderti l’evento organizzato apposta per far conoscere la fantastica penisola iberica.

Si tratta di “La Spagna a Napoli”, quattro giorni – dal 23 al 26 aprile – di puro divertimento: tra spettacoli, balli, performance e manifestazioni, la città partenopea si colora di rosso e di giallo. L’obiettivo è quello di promuovere il turismo nella penisola iberica e l’occasione perfetta per le 6 comunità partecipanti – Catalogna, Comunità Valenciana, Valencia, Andalusia, Gran Canaria e Madrid – per annunciare le loro prossime novità nel campo del turismo.
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Anche perché chi non hai mai voluto fare un giro tra i bellissimi borghi della Catalogna? Per non parlare delle meravigliose spiagge presenti nella Comunità Valenciana, che molti altri paesi di tutto il mondo invidiano. Come anche il “continente in miniatura”, nome con cui viene definita Gran Canaria, con i suoi spettacolari paesaggi. E poi si passa alle più belle città: Valencia, che ospita il Santo Calice usato da Gesù durante l’Ultima cena, e Madrid, con i suoi giardini e le sue attrazioni che attirano sempre milioni di turisti. E come non voler visitare anche l’Andalusia? Tra città e parchi, offre un viaggio nella storia, tra arte e natura.

Ma, nell’attesa di poter vedere questi luoghi con i vostri occhi, godetevi questi quattro giorni a Napoli, anche perché in palio per i partecipanti ci sono fantastici gadgets e anche due viaggi in Spagna. Il vostro sogno potrebbe finalmente realizzarsi.

Ma cosa succederà veramente nella città partenopea? La Spagna si trasferisce: sulla collina del Vomero, nella principale arteria commerciale del quartiere, ci saranno i punti informativi di Turespaña, mentre l’Istituto Cervantes si occuperà degli eventi culturali – con incontri di musica, fotografia, poesia e proiezioni di film.
Via Scarlatti, invece, ospiterà le performance dei ballerini, che interpretano i più grandi classici della danza spagnola, e il concerto di domenica mattina, fatto con lo scopo di far la musica della penisola iberica.

Napoli ha voluto ospitare la Spagna, per omaggiarla e per farla conoscere ai suoi cittadini, anche perché le due si assomigliano molto, come ha affermato Carlos Hernandez, Direttore dell’Ufficio spagnolo del Turismo e Consigliere di Turismo dell’Ambasciata in Spagna in Italia, durante la conferenza stampa di martedì a Palazzo San Giacomo: “È stato naturale per noi puntare su questa città. La sua identità culturale, la storia, il brio, la gioia di vivere: sono tutte caratteristiche che ci accomunano”. Sostegno dato anche da Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani, Mario Coppeto, Presidente della Municipalità Vomero-Arenella, e Luisa Castro, Direttrice dell’Istituto Cervantes di Napoli.

E poi perché non ripetere un evento che nelle edizioni precedenti a Milano, Roma, Firenze, Bologna e Bari ha ottenuto un grande successo, con almeno 5.000 visitatori ogni anno? Napoli, infatti, è una città molto visitata, come lo è la Spagna – terzo paese più visitato al mondo e secondo in Europa -: unirle sarà un vero successo.

Ora, non vi resta che prendere carta e penna e segnarvi tutti gli eventi previsti per questi quattro giorni.

Venerdì 24 Aprile
11.00-20.00: Punto informativo Spagna a Napoli
Attività musicale (flamenco) alle 16.00, 17.30 e 19.00
Degustazione di jamón ibérico e vino fino
Giochi e sorteggi presso lo stand
10.00-19.00: Mostra fotografica Women & Women
20.00: Festival di cinema Spagnolo a Napoli (Istituto Cervantes). Proiezione Dias de Fútbol
20.30: Cena Spagnola a cura dello chef Iván Muñoz (del Restaurante el Chirón e con 1 stella Michelin) presso Gourmeet.

Sabato 25 Aprile
11.00-20.00: Punto informativo Spagna a Napoli a Via Alessandro Scarlatti.
Attività musicale (flamenco) alle 16.00, 17.30 e 19.00
Degustazione di jamón ibérico e vino fino
Giochi e sorteggi presso lo stand
10.00-19.00: Mostra fotográfica Cervantes: Women & Women
20.00: Festival di cinema Spagnolo a Napoli (Istituto Cervantes) “Il somni del Celler di Can Roca”

Domenica 26 Aprile
11.00-15.00: Punto informativo Spagna a Napoli.
Degustazione di jamón ibérico e vino fino
Giochi e sorteggi presso lo stand
12.00: Concerto di Musica spagnola in Via Scarlatti.
18.00: Festival del Cinema Spagnolo a Napoli (Istituto Cervantes). “Barcelona nit d’Estiu”

Tutti i luoghi di “Mine vaganti” (FOTO)

photo credits: youtube

Mine vaganti è un film diretto dal regista Ferzan Özpetek, che racconta la storia di una famiglia salentina e le vicende dei suoi componenti. Probabilmente, Mine vaganti, può essere considerato uno dei suoi film più conosciuti ed apprezzati.
Il segreto del successo di Mine vaganti, sta nel giusto connubio di due elementi: una trama accattivante e diversa dalle solite storie melense ed alcuni paesaggi del Salento, una terra che offre sfondi mozzafiato a questa particolare storia.

Il Salento e la città di Lecce sono i priotagonisti indiscussi di Mine vaganti, attraverso le riprese e le sequenze del film traspare una bellezza senza tempo e capace di catapultare gli spettatori in questi luoghi meravigliosi.
Vediamo, quindi, tutti i luoghi che abbiamo visto attraverso gli occhi di Özpetek in Mine vaganti.

Piazza Sant’ Oronzo

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Piazza Sant’Oronzo è considerato il cuore della città di Lecce. In questa piazza, a metà del seicento, è stata eretta una colonna per ringraziare il santo patrono che avrebbe posto fine ad un’epidemia di peste. Nel film riconosciamo questa piazza nella scena in cui Ennio Fantastichini e Riccardo Scamarcio si recano insieme al bar.

Piazzetta Carducci

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Le colonne di piazzetta Carducci a Lecce sono intrise di un fascino senza tempo e creano una perfetta atmosfera per la scena del litigio tra Riccardo Scamarcio ed Alessandro Preziosi che, in Mine vaganti, sono fratelli. Ad oggi, piazzetta Carducci è uno dei luoghi più frequentati della città e viene chiamata anche piazzetta Özpetek.

Casa Famularo

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Casa Famularo è un meraviglioso palazzo del cinquecento, maestoso e arricchito da una terrazza con vista sul giardino privato. Özpetek ha scelto questa perla in via Paladini e l’ha resa protagonista di esterni e momenti cruciali nel film. Come il momento del corteo funebre finale.

Punta della Suina

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Situata a sud di Gallipoli, Punta della Suina è anche nota come: “la porta italiana verso l’Oriente”. I colori del mare e la sabbia bianca rapiscono lo spettatore e lo trasportano in questa terra tutta da scoprire ed apprezzare.
Özpetek ha girato proprio a Punta della Suina una divertente scena di Mine vaganti.

Sardegna: oltre le bellezze marine (FOTO)

Credits photo: kalariseventi.com

Per chi visita la Sardegna durante l’estate, quest’isola incastonata al centro del mediterraneo tra lo stivale e la penisola Iberica, è la fotografia delle sue coste marine dai colori e la trasparenza amati e invidiati in tutto il mondo. Per i sardi, invece, la Sardegna è molto di più. Il fascino di quest’isola si divide tra le lunghe passeggiate in riva al mare e la bellezza selvaggia degli antichi olivastri, il suono delle launeddas nelle feste di folklore e il fremito dei cavalli, di pecore e cinghiali che circolano in zone interne e nascoste dell’isola. Infine ci sono gli antichi nuraghi e le famose Domus De Janas, insieme ai profumi della bottarga, di salsiccie, formaggi, torrone e tante altre specialità. Blog di Lifestyle ha tracciato un itinerario diverso e speciale per gli amanti della natura.

Partire per la Sardegna alla volta di una spiaggia dove rilassarsi sotto i raggi del sole è un buon motivo per fare i bagagli, allo stesso tempo lasciare l’isola senza aver visitato il suo cuore è come vivere un viaggio a metà.
Come abbiamo detto all’inizio la Sardegna offre alcune delle spiagge più belle del mondo. La Pelosa a Stintino, La rena Bianca a Santa Teresa, Cala Mariolu e Cala Goloritzé nell’Ogliastra, Porto Sa ruxi a Villasimius, Cala Pira a Castiadas sono solo alcuni esempi. Gli scorci più belli dell’isola sono raggiungibili solo se si è disposti a camminare per un tratto a piedi o se si ha la possibilità di raggiungerli con il gommone ed è qui che almeno una volta nel corso della stagione i sardi amano fare delle escursioni. Lo scoglio di Peppino a Costa Rei e Su Sirboni in Ogliasta meritano una passeggiata con ombrelloni e asciugamano.

Ma lasciamo le spiagge e conosciamo meglio il cuore della Sardegna. Il lato più affascinante dell’isola sono gli antichi resti delle civiltà nuragiche. Le tracce più evidenti del loro passaggio sono le Domus de Janas, case delle fate. Una delle più particolari si trova nella strada che porta da Castelsardo a Sedini, la Roccia dell’Elefante e prende questo nome proprio per la sua forma. La loro funzione è data per certa come quella di tombe monumentali, dall’altra parte ancora aperta la disputa sui complessi nuragici. Tombe, case, ovili etc. c’è incertezza sul loro uso, si concorda invece sui siti principali: il nuraghe Santu Antine, Palmavera, Succuronis e s’Ulimu sono i più conosciuti e dal vivo riportano il visitatore nei tempi più remoti della storia della Sardegna.

Più sperduta e meno conosciuta è invece l’area archeologica di Nora, città antica di origine fenicia è collocata su un ampio promontorio, il capo di Pula e si estende anche sotto il mare. In quest’area è possibile fare delle immersioni subacquee grazie ad istruttori esperti oppure visitare il sito archeologico, a pochi passi dalla Chiesa di Sant’Efisio a Nora, dove pare che lo stesso Efisio fosse stato martirizzato per essersi convertito al cristianesimo.

Proprio qui ogni anno il 1 maggio culmina la processione in suo onore, con partenza da Cagliari, la Festa di Sant’Efisio. Il Santo viene celebrato dalla popolazione e dai gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna riconoscibili grazie ai loro costumi tradizionali e personalizzati a seconda del paese di origine. Il momento più emozionante è s’arramadura quando vengono cosparsi petali di fiori quasi a formare un tappetto come ringraziamento per aver liberato Cagliari dalla peste.

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Questa festa dura soli pochi giorni, mentre la bellezza di Cagliari e delle sue coste permane grazie allo spettacolo di fenicotteri rosa sullo Stagno di Molentargius e i diversi siti romanici che si trovano nella città. Al nord della Sardegna, invece, non si può non visitare la bellissima Basilica di Saccargia nel comune di Codrongianos, e celebrare Santa Maria Assunzione, il 14 agosto, con la processione dei Candelieri per le vie di Sassari.

Ma andiamo verso il centro, meno conosciuto, più selvaggio ma non meno attraente. Per gli amanti degli animali, il Parco del Gennargentu, situato nella provincia di Nuoro, è un’enorme riserva naturale in cui si possono ammirare mufloni o cervi sardi e ancora grifoni, falchi della regina e l’Aquila Reale. In inverno invece l’area del Gennargentu diventa il luogo più frequentato dagli amanti dello sci. Nel comune di Fonni si trova la maggiore stazione sciistica invernale con la seconda vetta più alta della Sardegna, Bruncu Spina.

Proprio a Nuoro si trova anche la casa della celebre scrittrice Grazia Deledda e di Salvatore Satta e si festeggia nella penultima domenica di agosto la Sagra del Redentore, altro evento folk costellato dai costumi tradizionali. Inoltre siamo soli a pochi chilometri dal Golfo di Orosei, dove non solo ci sono le riserve marine più spettacolari dell’isola, ma il buon cibo e l’aria pulita contribuiscono a darle il titolo di blue zone, area in cui vivono alcune delle persone più longeve del mondo.

Dalla parte opposta, infine, nella provincia di Oristano, possiamo ammirare una sorta di piccola Venezia: a Santa Giusta ogni primo agosto c’è la Regata di Is fassonis, che prende il nome dalle piccole imbarcazioni di origine fenicia utilizzate per attraversare l’omonimo stagno is fassonis, mentre gli spettatori possono deliziare di ricchi piatti arricchiti dalla deliziosa bottarga.

Credits photo: flickrcom
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Sulla Sardegna si potrebbe scrivere ancora tanto altro, dalle risorse minerarie del Sulcis Iglesiente alle maschere del carnevale di Lula a Nuoro, tra cui la più antica Su Battileddu, ma descriverle non trasmette le stesse sensazioni di uno spettacolo dal vivo e settembre è il periodo migliore per partire verso questa piccola e incantevole isola. Cogliete l’attimo.

I 10 padiglioni più visitati dell’Expo (FOTO)

Credits photo: expo2015.org

L’Expo non è ancora finito ma la classifica con i numeri degli ingressi e delle uscite da ogni padiglione è in costante aggiornamento sin dal primo giorno. Manca un mese ormai e ogni visitatore in più diventa sempre fondamentale. Al primo posto, per il momento e a sorpresa di molti, ci sono gli Stati Uniti. Segue la Russia. Ma a quali nazioni appartengono gli altri padiglioni che hanno ottenuto maggior successo? I dati raccolti dal Corriere dalla Sera ci danno i primi numeri provvisori aggiornati al 28 agosto 2015.

Stati Uniti

Credits photo: milanoexpo2015.it
Credits photo: milanoexpo2015.it

Il Padiglione degli Stati Uniti per l’Expo è stato progettato dall’architetto James Biber che si è ispirato all’antico granaio americano costruendo la struttura su più piani. Questo padiglione si distingue per la Grande Fattoria verticale che darà un nuovo raccolto ogni giorno. La Sfida degli Stati Uniti è nutrire 9 miliardi di persone.

Russia

Credits photo: expo2015.org
Credits photo: expo2015.org

Il padiglione della Russia si propone di rappresentare il concetto di sostenibilità anche nella struttura. La sua facciata è in legno, l’interno semi-trasparente e il tetto verde: questi materiali offrono protezione dalle intemperie e rendono il padiglione allo stesso tempo ecologico e contemporaneo.

Giappone

Credits photo: expo2015.org
Credits photo: expo2015.org

Conosciuto da tutti (o quasi) per le lunghe ore di coda previste, che superano le 2 ore e 30 minuti, il Padiglione del Giappone si presenta come esempio di nutrimento sano ed equilibrato. Questo padiglione si distingue per la possibilità di partecipare ad un pranzo virtuale, in cui ad ogni piatto si accompagna la spiegazione delle sue caratteristiche.

Angola

Credits photo: expo2015.org
Credits photo: expo2015.org

Al centro del Padiglione dell’Angola si trova la forma stilizzata di un baobab africano e diversi spazi verdi coltivati con verdure, ortaggi e frutta tipica del Paese. La tradizione culinaria africana di questa nazione affascina i visitatori in viaggio alla riscoperta dei sapori angolani, ma anche del valore dell’educazione alimentare.

Brasile

Credits photo: arketipomagazine.it
Credits photo: arketipomagazine.it

Il tema centrale del Brasile all’Expo è “Sfamare il mondo con soluzioni”, le quali si basano soprattutto sulla tecnologia e la biodiversità. Il Brasile ha conquistato il primato come produttore di cibo e a dimostrarlo è anche la rete interattiva che collega i tre piani del Padiglione: la visita inizia dalla Green Gallery, caratterizzata da tavoli interattivi e diversi giochi.

Francia

Credits  photo: firstonline.info
Credits photo: firstonline.info

La Francia propone all’Expo un percorso all’insegna dell’apprendimento: lo scopo è fornire le basi utili per capire come produrre di più e meglio. Nella sezione finale del Padiglione, i visitatori possono testare le proprie capacità cucinando mentre la loro ricompensa è un buon pasto.

Germania

Credits photo: milanoweekend.it
Credits photo: milanoweekend.it

Fields of Ideas è lo slogan della Germania all’Expo: il loro scopo è creare dei veri e propri germogli di idee per nutrire il pianeta. La Germania non vuole solo mostrare, ma anche invitare il visitatore ad agire e a porsi in prima linea per la salvaguardia del pianeta e del sistema alimentare.

Indonesia

Credits photo: milanoexpo2015.it
Credits photo: milanoexpo2015.it

Molti non lo sapranno, ma l’Indonesia è il quarto paese più popolato al mondo con oltre 250 milioni di persone di 300 diverse etnie che parlano più di 250 etnie, questo fa si che anche le tradizioni culturali e culinarie siano diversissime da regione a regione. Dunque il motto dell’Indonesia all’Expo è Bhinneka Tunggal Ika: uniti nella biodiversità.

Repubblica Ceca

Credits photo: ovettodicolombo.it
Credits photo: ovettodicolombo.it

La Repubblica Ceca ha scelto un po’ diverso rispetto ai padiglioni sin qui illustrati: l’acqua. Si può contribuire al dibattito sulla sostenibilità anche tramite la creazione di tecnologie per la potabilizzazione idrica in Africa e Asia. Tutto ciò sembra collegarsi al desiderio nascosto della Repubblica Ceca: il mare.

Svizzera

Credits photo: touringclub.it
Credits photo: touringclub.it

La parte più importante del Padiglione Svizzero costruito per l’Expo è il Decumano: qui i visitatori possono accedere tramite una rampa ad una terrazza rialzata dove munirsi del ticket per accedere alle diverse torri di generi alimentari. Ogni persona può prendere la quantità di cibo desiderata che però è limitata, per cui se qualcuno esagera chi arriva dopo non troverà più cibo.