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Bristol: la migliore città inglese in cui vivere

La migliore città in Gran Bretagna in cui vivere? Bristol.
Il riconoscimento arriva da Sunday Times’ che nomina, appunto, Bristol come migliore città inglese in cui vivere, grazie soprattutto allo shopping, al paesaggio e ai luoghi.

Nella Rubrica “Best Place to Live List” il Sunday Times’ ha profilato per 64 città del continente, ma Bristol si è differenziata in positivo anche perché vanta “uno dei tassi di disoccupazione più bassi del paese, un vario e bellissimo patrimonio edilizio, scuole decenti, cultura frizzante e vita notturna, e la possibilità di vedere alcuni fantastici paesaggi”.

Bristol, una contea non metropolitana del Sud Ovest dell’Inghilterra, principale scenario della serie britannica Skins, con una storia tutta da raccontare passeggiando per le rive del suo fiume Avon.
Bristol, quella contea non metropolitana che più volte è uscita trionfante davanti a tutto il resto della Gran Bretagna, e l’ultimo e più recente esempio è proprio il fatto che sia stata nominata la “città più vivibile” nel Regno Unito, secondo una analisi dei fattori economici e di stile di vita.

Ha superato la capitale inglese, meta di moltissimi giovani speranzosi, che è stata nominata “Best Connected City”, e poi Cambridge, alla quale è stato assegnato il premio “UK’s Brainiest City”, per avere alcune delle migliori università del mondo.

Scendendo nella classifica si trovano: Belfast, nominata città più ottimistica del Regno Unito, sulla base di un’analisi del numero di emoticon smiley presenti nelle immagini non scattate dagli abitanti; Glasgow, nominata “Best for Sport”, anche in vista dei Giochi del Commonwealth di questa estate; mentre a Edimburgo è stato asseganto il premio come città avente la migliore City Views.

[Credit: TheIndipendent]

Little Italy, un quartiere a rischio di estinzione

buytaert.net

Famoso in tutto il mondo e simbolo di eccellenza della nostra penisola all’estero, il quartiere newyorkese di Little Italy è a rischio di estinzione.

Situato nella parte meridionale della città di Manhattan accanto a Chinatown, il distretto è stato fondato dagli italiani che fra il 1870 e i primi decenni del XX secolo furono costretti a scegliere la via dell’emigrazione per trovare lavoro e migliorare le proprie condizioni di vita.

Ma già dagli anni ’50 il quartiere ha cominciato ad essere abbandonato dai residenti – che all’inizio dello scorso secolo avevano raggiunto la cifra di quasi diecimila abitanti – e in contemporanea si è allargata la presenza della comunità cinese e i confini del loro distretto. E sarebbe proprio questo cambiamento demografico una delle cause della scomparsa del quartiere storico di Little Italy.

Non l’unica però. Un’altra motivazione è quella economica: i costi degli affitti di ristoranti e locali del distretto sono diventati davvero eccessivi per i negozianti, che non potendo più pagare sono costretti ad abbandonare le loro attività e cercare lavoro altrove.

Si parla di cifre quali 34 mila dollari al mese chiesti al ristorante ‘Umberto’s Clam House’ o i 64 mila da pagare per il ‘Giovanna’s’ o ancora del canone mensile di 50 mila dollari necessario per poter mantenere il locale che ospita il ristorante ‘S.P.Q.R.’. Cifre esorbitanti, impossibili da racimolare per qualsiasi negoziante onesto e appartenente alla medio-piccola borghesia.

La conseguenza più ovvia è stata la chiusura, solo nell’ultimo anno, di ben 8 ristoranti e il declassamento del numero di isolati del quartiere che da 50 che erano sono diventati all’incirca 3, tutti concentranti lungo la Mulberry Street.

E l’amara conclusione – tratta direttamente dalle parole di Ianniello, presidente dell’associazione commercianti di Little Italy – all’Ansa non può essere che una: “Non si potrà ricostruire Little Italy. Se ce ne andiamo non torneremo più”.

Il giro del mondo attraverso le librerie più belle

Credit: magazineroma.it

Una delle librerie più originali al mondo si trova a Venezia. È la libreria Acqua Alta e offre una vastissima scelta di libri nuovi e usati, disposti all’interno di scaffali niente meno che a forma di gondole, canoe o barche.

Citata dalla BBC come “unica libreria sott’acqua” è stata aperta circa 10 anni fa e ha riscosso subito un grande successo. Sicuramente l’ambiente e l’atmosfera contribuiscono a rendere magico il posto, ma ciò che conta è la vastissima scelta di libri, che molto spesso devono essere spostati sugli scaffali più alti per evitare che l’acqua della laguna li rovini.

Il piacere dei libri si unisce al piacere di stare nella natura. Parliamo di El Péndulo, la libreria più bella di Città del Messico. Domina il verde, un verde di piante che abbracciano i libri, piantate per rinfrescare l’ambiente nelle torride estati messicane. L’anno scorso, in occasione del 20esimo anniversario di questo “luogo magico” sono stati offerti gratis 1.000 libri, ma al loro interno c’era una dicitura particolare: “questo è un libro gratuito, per favore restituitelo in un altro spazio pubblico”.

Magnifica anche la Livraria Lello, Oporto (Portogallo). Si tratta di un’antica attività commerciale situata in un edificio del centro storico della città, ed è considerata una delle librerie più belle al mondo per il suo alto valore storico e artistico. Le caratteristiche che la differenziano dalle altre? Lo stile Art Nouveau, tutto curve e stucchi.

Ci spostiamo a Parigi, precisamente sulla Rive gauche, nella storica libreria Shakespeare & Company. Luogo d’incontri per scrittori e pensatori negli anni più fiorenti, oggi è usata non solo come negozio di libri, ma anche come sala di lettura vera e propria. La gestione principale è stata affidata a Sylvia Whitman, figlia del costruttore americano, morta tre anni fa. La libreria offre inoltre posti letto, ricavati dai divani al suo interno, ad artisti e scrittori squattrinati in cambio di alcune ore di lavoro fra gli scaffali.

Con uno stile completamente differente dalle precedenti, anche la libreria Avant-Garde, a Nanchino, sul delta del fiume Azzurro, è meravigliosa. E meravigliosa è anche la sua storia. La libreria, di 4.000 metri quadrati sottoterra, è stata infatti ricavata nel 1999 da un parcheggio statale che ancor prima era usato come rifugio antiaereo. Un vecchio detto cinese recita: “Trasforma qualcosa di marcio in un miracolo”, da qui l’idea del suo proprietario, Qian Xiaohua di impiegare migliaia di vecchi libri come banco della cassa.

Nelle librerie più belle al mondo è inclusa anche una libreria di Milano, precisamente 10 Corso Como. Circondata da negozi e locali all’ultima moda, Carla Sozzani, fondatrice dell’intero spazio, ha reso l’ambiente moderno e di lusso, dove si può esercitare al tempo stesso tutto il sapere della cultura. Non solo enciclopedie e atlanti, ma anche pubblicazioni d’arte, design, cultura e moda.

Libreria Polare, Maastricht (Olanda): si tratta di una chiesa domenicana del Duecento sconsacrata. Libri e scaffali riempiono le navate della chiesa, senza che questa ne sia danneggiata in alcun modo. Purtroppo la libreria Polare ha dichiarato bancarotta a febbraio e lo store è stato aperto solo grazie a una campagna di crowdfunding lanciata dal personale.

La piccola cittadina gallese di Hay-on-Wye è un posto top per i bibliofili. Più di 30 librerie fiancheggiano le stradine strette, ma la cosa più eclatante è l’Honesty Bookshop: si tratta di un insieme di mensole nel parco del castello normanno della città. Da Bill Clinton questo posto fu definito un “Woodstock dello spirito”.

El Ateneo, la libreria più bella e suggestiva di Buenos Aires. Una volta era il teatro Gran Splendid, inaugurato nel 1919. Nel 2000, il gruppo Yenny-El Ateneo, la catena di librerie più famosa dell’Argentina, decide di restaurare l’antico teatro e convertirlo in uno dei suoi locali, mettendo tutto lo splendore dei balconi originali, del sipario di velluto rosso e della cupola affrescata a disposizione dei libri.

Si tratta di una delle più grandi librerie del mondo all’aperto, si chiama Bart’s Books e si trova a Ojai, in California. Richard Bartinsdale, il fondatore, la creò nel 1964 con il semplice desiderio di liberarsi dei volumi che lui non leggeva più. Essendo uno spazio aperto è possibile prendere un libro, scegliere un tavolino e sedersi comodamente a leggere sotto il caldo sole californiano.
Una particolarità: una buona parte delle vendite avvengono ancora secondo le regole del codice d’onore e i passanti possono acquistare libri lasciando il denaro dovuto in una lattina da caffè.

125 anni di Tour Eiffel. E lo spettacolo continua

Credit it.gdefon.com

125 anni. Sono passati 125 anni dalla costruzione dell’affascinante “Dama de ferr”, che ogni giorno, a ogni ora, incanta migliaia di visitatori e turisti, e che strappa sempre un sorriso ai parigini.

Era proprio il 31 marzo del 1889 quando a Parigi veniva inaugurata la Tour Eiffel. Alta 307 metri (oggi divenuti 324 con l’aggiunta dell’antenna), composta di 16mila travi d’acciaio, 18.038 pezzi di ferro forgiato, 2 milioni e mezzo di bulloni, pesante 8000 tonnellate, è il monumento più visitato al mondo. Sono, infatti, 7 milioni i visitatori che ogni anno si recano a Parigi per ammirare la bellezza e l’eleganza della Tour Eiffel.

Simbolo di Parigi e della Francia fu realizzata da Gustave Eiffel, e costruita in poco più di due anni, in occasione dell’Esposizione Universale del 1889 per il centenario della Rivoluzione Francese.
Nessuno in quegli anni avrebbe mai potuto immaginare che la Tour Eiffel – che doveva essere solo una costruzione temporanea – potesse riscuotere un successo tanto grande, ma con il tempo i suoi bulloni e le fontane ai suoi piedi sono entrati nel cuore della gente, nei panorami più ricercati, nelle cartoline più collezionate, nelle foto più amate.
Più che un monumento, la “Dama di Ferro”, è diventata l’anima vera e propria della città e dei suoi abitanti, un edificio insostituibile che veglia sulla Senna e illumina il firmamento di Parigi.