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10 frasi utili per un viaggio all’estero (FOTO)

Credits photo: solonotizie24.it

Biglietto stampato, valigie pronte, è finalmente arrivata l’ora di partire. Stavolta però per il vostro viaggio non avete scelto la solita località a pochi km da casa ma una destinazione fuori dai confini italiani: perciò, che siate semplici turisti o coraggiosi avventurieri alla ricerca di una nuova casa in un punto qualunque del mondo, avrete bisogno di alcune frasi in inglese utilissime al primo approccio col paese che vi accoglierà. Noi di Blog di Lifestyle, siamo qui per aiutarvi a sconfiggere il panico da prestazione.

Andare in un paese sconosciuto, improvvisarsi conoscitori di lingue e riuscire ad ottenere le informazioni minime necessarie dai passanti può sembrare un’impresa impossibile, ma bastano davvero poche e semplici frasi e un minimo di convinzione per sentirsi degli esperti bilingue. Mettetevi comodi e prendete appunti.

Trasporti

How can I get the center?

“L’incanto sarà godersi un po’ la strada”: come dice Cremonini nella sua Buon viaggio, è questo lo scopo di ogni partenza e dovrà essere anche il vostro. Se non sapete come muovervi, calatevi nella parte del perfetto linguista e chiedete al primo stand informazioni “How can I get the center?” (come posso raggiungere il centro?). Praticamente dappertutto c’è un autobus-navetta che vi collega con la stazione centrale. Da lì tutto diventa davvero semplice e se avrete ancora dubbi, armatevi di mappa e chiedete alla biglietteria o ad un altro info point, come raggiungere il vostro hotel. Come? “How can I get here?” e il dito puntato sulla vostra destinazione sulla cartina vi permetterà di comunicare con chiunque.

Which is the best transport to visit the city?

Attenzione però ad eventuali fregature. In alcuni paesi, prendere un taxi può essere davvero conveniente. In altri, è un furto vero e proprio. Cercate una persona fidata che vi dia consigli su come visitare al meglio il centro senza spendere un patrimonio, ricordando che prendere un taxi a New York non è proibitivo solo se vi chiamate Samantha e state girando Sex and the city. In caso contrario chiedete “which is the best transport to visit the city?” (Qual è il miglior mezzo di trasporto per visitare la città?). Molte città sono provviste di abbonamenti settimanali per gli autobus che permettono di risparmiare e muoversi comodamente da un punto all’altro della città.

Can I buy the tickets for the bus/the train?

Come per ogni viaggio, è fondamentale avere con se un biglietto o abbonamento a seconda dei casi. Basterà semplicemente che chiediate un daily o weekly o monthly ticket, Can I buy a daily/weekly/monthly ticket for the bus? (Posso acquistare un biglietto giornaliero/settimanale/mensile per l’autobus?) e ovviamente non dimenticate di informarvi sui costi con un semplice “How much is it?”

Hotel

I booked a room for tonight.

Sorvolati questi primi steps e raggiunto l’hotel, vi sembrerà di essere quasi arrivati alla Mecca dopo un lungo cammino. Ma ancora non ci siete. La vostra stanza è prenotata ma dovete presentarvi in reception per avere le chiavi e la conferma. “I booked a room for tonight” (Ho prenotato una stanza per questa notte): chiaro, coinciso e diretto. Sarà il receptionist a fare il resto. Tenete la carta d’identità a portata di mano, vi solleverete così da ogni preoccupazione soprattutto se avete già pagato on line. Il metodo più comodo per non perdersi tra i numeri.

Cresdits photo: fulltravel.it
Cresdits photo: fulltravel.it

Ristorante

Can you suggest us a good and cheap restaurant?

Ora che siete degli esperti di trasporti, raggiungere il ristorante sarà un gioco da ragazzi, ma quale? Se vi servono consigli, potete parlare con le persone del posto, dal receptionist al commesso del negozio accanto all’hotel all’info point. Tenete bene a mente queste parole “can you suggest us a good and cheap restaurant in this area?” ovviamente non dimenticate di specificare che tipo di cucina vorreste provare. Se cercate specialità del posto, chiedete del “typical food”.

Can you repeat please?

Se non capite, non esitare a chiedere di ripetere e anche di parlare più lentamente. Non vorrete rischiare di fare il viaggio dei vostri sogni e perdere un’esperienza culinaria favolosa per non aver detto “Can you repeat, please?” o “Can you speak slowly, please?” (Può ripetere per favore? o Può parlare più lentamente, per favore?)

Can I have the bill, please?

E ovviamente assicuratevi di poter pagare il conto. Anche se un viaggio può apparire meraviglioso e surreale, non è un film. Non potrete fare a meno di domandare il conto e pagare in contanti o con la carta. “Can I have the bill, please?” (Posso avere il conto, per favore?) è ottimo per ristoranti, bar e pub.

Tour

Where’s the best place to go sightseeing?

Con tanto cibo sullo stomaco, dovrete anche decidere di camminare tanto per non rischiare di mettere su qualche chilo di troppo. Potete lasciarvi guidare dal vostro sguardo curioso per un po’, ma dovrete anche avere un’idea di cosa vedere durante il viaggio. Ogni grande città ha un bus, alcune hanno battelli dal giusto mèlange romantico e turistico e altre ancora possono vantare funivie da un quartiere ad un altro. “Where’s the best place to go sightseeing?” (Dov’è il miglior luogo da visitare?) chiedetelo agli abitanti della città.

Can you take me a picture, please?

Scovata la vista mozzafiato, una foto ricordo è d’obbligo. La moda del bastoncino per i selfie può sicuramente evitarvi di fermare un passante ogni due per tre a tutti i monumenti e parchi che visitate, ma il bello del viaggio è anche lasciarsi trasportare dall’entusiasmo e chiedere alla prima persona che capita di scattarvi una foto, specialmente se viaggiate da soli. “Can you take me a picture, please” (Può farmi una foto, per favore?): da questa semplice frase potrebbe nascere una conversazione e chissà magari potreste trovare il vostro compagno di avventure o ancora una di quelle amicizie da vacanza che rimangono sempre tra i ricordi più belli.

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Have a nice trip

Buon viaggio

Apre il labirinto di Shining (FOTO)

Credit photo: www.huffingtonpost.it

Era il lontano 1974 quando il famoso scrittore Stephen King, insieme alla moglie Tabhita, passò una notte allo Stanley Hotel: un albergo costruito agli inizi del Novecento a Estes Park, in Colorado, davanti alle Rocky Mountains. Proprio il soggiorno in questo hotel diede a King lo spunto per la scrittura di Shining: durante la notte, infatti, lo scrittore ebbe un incubo in cui suo figlio veniva rincorso da una palla di fuoco nei corridoi dello Stanley Hotel.

A contribuire alla fortuna del romanzo, ma soprattutto del film realizzato da Stanley Kubrick, è stato proprio lo Stanley Hotel che, però, non aveva un luogo importantissimo nella pellicola: il labirinto, simbolo di ricerca e allo stesso tempo di perdita di sé stessi. Poter provare le stesse emozioni del libro e del film era una delle richieste principali dei clienti dell’Hotel: per questo, il proprietario John W. Cullen, ha deciso di farne costruire uno.

Per fare ciò il signor Cullen ha indetto un concorso che ha ricevuto ben 329 lavori da tutto il mondo, facendo poi ricadere la scelta sul progetto di Mairim Dallaryan Standing, un ‘architetta di New York. Il problema è che il labirinto, una volta realizzato, non è piaciuto a tutti. E i motivi sono più che validi.

Il labirinto costruito nel film era molto più grande e, quindi, la probabilità di perdersi era anche più frequente. Inoltre, la costruzione di Kubrick aveva siepi molto alte, a differenza di quello allo Stanley Hotel che ha solo alberi di ginepro di circa un metro di altezza. Il labirinto reale e quello del film sembrano non avere niente a che fare, ma la scelta del proprietario dello Stanley ha anche ragioni di sicurezza: la sua paura era quella di perdere qualche bambino all’interno del labirinto, se questo fosse stato grande come quello in cui tutto abbiamo visto Jack Nicholson.

Un nome speciale per una vacanza speciale

Nell’era dei neologismi, del cosmopolitismo e delle conseguenti commistioni linguistiche, della novità e dell’elogio della creatività, in cui tutto è moda e tendenza passeggera, il settore del marketing deve essere perennemente alla ricerca di espedienti efficaci ed intriganti.

Molte travel companies, decisamente al passo con i tempi, hanno assecondato le qualità dei nostri tempi, creando un sistema originale per sottolineare l’unicità del cliente e della propria vacanza.

Così, se si è in viaggio di lavoro, ma si vuole sfruttare qualche giorno per visitare il posto? Le agenzie proporranno un “bleasure travel”. O ancora, lui vuole fare un campeggio nella natura, lei invece vuole concedersi qualche giorno di relax? La soluzione ideale è un “glamping“, fusione delle due parole glamour e camping.

Una “gaycation” per i sostenitori delle uguaglianze gay, una “babymoon” per le coppie che vogliono concedersi un romantico apostrofo per provare ad avere un bambino o, ancora, una “playcations“, per una vacanza tutta divertimento.

Ben Zimmer, produttore esecutivo di Vocabulary.com, dice che le parole a volte bizzarre possono tornare utili. E spiega: “E’ il marketing di nicchia. Si sta cercando di fare appello a diversi settori del pubblico. Abbiamo una particolare tipologia di viaggio per voi, che ha un nome speciale“.

E sulla stessa scia parla Katherine Connor Martin, capo della US Dizionari Oxford University Press, che afferma che queste parole miste possono diventare popolari perché sono “carine e auto-coscienti”.

La gente conia molte più parole di quante ne adotti”, afferma la Martin. “E’ difficile prevedere quale catturerà l’attenzione e quale no. Si tratta di vedere come la gente usi in realtà la parola in modo non-auto-cosciente, aspettandosi che gli altri ne conoscano il significato”.

La parola resta un veicolo fondamentale per il marketing, un mezzo in continua evoluzione e a completa disposizione della creatività. Perché in fondo ognuno di noi pretende una vacanza su misura. A partire dal nome.

Le spiagge più strane e colorate del mondo (FOTO)

travel.fanpage.it

Le vacanze, ormai, sono arrivate a capolinea. Niente più sole e relax. E – soprattutto – niente più mare, almeno fino alla prossima estate.

Noi della Redazione di Blog di Lifestyle, però, siamo un pò nostalgiche e abbiamo deciso di fare un viaggio virtuale per andare a scoprire alcune tra le spiagge più particolari e colorate del mondo. Spiagge in cui la natura si mostra in tutta la sua bellezza, spesso anche inaspettata e sconosciuta. Spiagge dai colori e dalle sfumature molto strane, tutti dovuti a cause naturali.

Verde

La spiaggia di Papakolea, chiamata “Green Sand Beach”, è conosciuta per il suo caratteristico colore verde.
Tale colore è dovuto all’olivina, un minerale di origine vulcanica ricco di ferro e di magnesio, che si è depositato su questo paradiso terrestre – situato nell’isola maggiore dell’arcipelago delle Hawaii – dopo un’eruzione.

Rosa

Le più famose spiagge rosa del mondo sono due: una si trova ad Harbour Island, nell’arcipelago delle Baahamas, l’altra è nell’isola di Budelli, nell’arcipelago della Maddalena.
Il colore deriva dal guscio mineralizzato dei foraminiferi, organismi marini unicellulari con una corazza rossastra che si dissolve nella sabbia, trasformandone il colore da bianco a rosa.

Nero

Il colore nero della sabbia è dovuto alla sua composizione di basalto, roccia ignea che nasce da bocche vulcaniche sottomarine e si solidifica quando entra a contatto con l’acqua ghiacciata.
Ecco la spiaggia di Punalu’u Beach, alle Hawaii, e la spiaggia dell’isola di Stromboli.

Bianco

La spiaggia più bianca del mondo, che proprio per questo è entrata nel Guiness World Record, è quella di Hyams in Australia.
Il litorale è bianco perchè formato da piccole particelle di quarzo: i turisti devono indossare occhiali da sole per proteggersi dai raggi del sole che il candore della spiaggia riflette fortemente.

Rosso

Un colore forte, acceso e deciso, dovuto alle lastre di roccia sedimentarie che circondano la spiaggia.
Le spiagge rosse più conosciute sono quelle nell’isola di Santorini e la spiaggia di Prince Edward Island in Canada. Ma la più caratteristica è una spiaggia sull’isola di Maui, nella Hawaii: proprio per la sua atmosfera spaventosa è stata paragonata all’inferno dantesco.

Dorato

La spiaggia dorata si trova sull’isola di Gozo, nell’arcipelago maltese. I colori vanno dall’oro all’ambra, passando per l’arancione.
Questi colori hanno origine grazie ai sedimenti calcarei e ai depositi vulcanici da cui la spiaggia è formata.

Arcobaleno

Nella spiaggia di Pfiffer, in California, si possono ammirare tutti i colori dell’arcobaleno: i minerali da cui il litorale è circondato gli hanno conferito queste sfumature di colori.

Evanescente

Esistono anche le spiagge evanescenti: la sabbia appare e scompare in base alle diverse correnti.
Queste spiagge si trovano in Thailandia, in particolare nell’isola di Ko Taleng Beng.