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Tutti pazzi per il mare della Puglia (FOTO)

La Puglia domina le classifiche di tutta Italia, spopola sul web e manda in tilt le agenzie viaggi. Amata per i suoi colori, il suo mare e le spiagge, il paesaggio e il cibo, la Puglia è la regina dell’estate, anche sui social.

Già a fine giugno, Trivago aveva lanciato su Twitter la sfida #ReginaDellEstate e la Puglia si era aggiudicata il primo posto con 6mila tweet. Tantissime, infatti, le immagini postate sul social. Ma la Puglia già nel 2014 era stata incoronata come la “regione più bella del mondo” dal National Geographic, e nello stesso anno “California del sud” da Tripadvisor. Tra le città e i luoghi turistici più postati ci sono Vieste, Peschici e Rodi Garganico, nel nord del tacco; nel centro Trani, Bari, Monopoli e Polignano, che ha ottenuto il massimo riconoscimento nella “Guida blu” redatta da Legambiente e Touring club per aver “il mare più bello d’Italia” e viene ricordata per la sua conformazione originale e mozzafiato, con rocce, strapiombi e altezze vertiginose, da cui ogni anno migliaia di atleti di tutto il mondo si lanciano, toccando anche altezze di 26 metri. E come dimenticare il bellissimo Salento? Sia nella costa occidentale che sull’Adriatico, la terra de “lu sule, lu mare e lu ientu” regala panorami da cartolina.

Dronestagram e il mondo visto dall’alto (FOTO)

Siamo vicini alla fine di questo anno e all’inizio di uno nuovo di zecca e, come ad ogni vigilia dell’attesissimo “Happy New Year”, ecco arrivare le foto da uno dei social più creativi del momento: Dronestagram.

Con più 30 mila utenti e due concorsi di altissima fama a fare da curriculum (National Geographic Drone Photo Contest e il concorso sui cambiamenti climatici “Piccoli droni, grandi cambiamenti”) ecco che Dronestagram riesce a mostrarci il mondo da una prospettiva non sempre raggiungibili da occhi umani.

Ed è qui che entrano in gioco i droni, che da centinaia di metri d’altezza, riescono a portare anche noi alla scoperta di posti meravigliosi visti con gli occhi di un volatile, un privilegio che purtroppo non potremo mai avere (almeno per il momento, la tecnologia avanza a perdita d’occhio).

Così il foro nel lago ghiacciato Turgoyak (in Russia), utilizzato per pescare, sembra essere un occhio che ci guarda.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Le cime della città a Paranà, in Brasile, si stagliano nella nebbia per un effetto indescrivibile. Questa foto ha vinto il primo premio al concorso National Geographic Drone Photography.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Il Cristo Redentore a Rio De Janeiro, Brasile, spalanca le sue braccia sulla città.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Qui siamo a Cliff diver of Mazatlan, Messico. Un tuffatore del luogo, da bravo artista di scogliera, si fa pagare pochi pesos per tuffi acrobatici da urlo.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Questa foto invece è il simbolo del matrimonio ad Aburi, in Ghana, Africa.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

L’isola perduta a Tahaa, nella Polinesia francese, sembra il set del famosissimo film di pirati.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

La “marea del secolo” fa sembrare Mont Saint Michel una piccola isola (Normandia, Francia).
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Ci siamo anche noi italiani, che con orgoglio possiamo vedere rappresentato al suo meglio il Golfo di Amalfi, splendente nei suoi colori.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Questa è “Xiwei Reservoir” località Zoucheng, Shandong, in Cina.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

“Al Marmoun Race Track” e le ombre straordinarie dei suoi dromedari. Si trovano a Dubai, Emirati Arabi Uniti.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Questa foto è stata scattata in Messico, al “Jaguares Football Club”.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Infine, ecco una chiesa a Paracatu, in Brasile, dove il fango ha ricoperto l’intero villaggio a causa del crollo di due dighe prossime a una miniera di ferro. Il terribile incidente risulta essere, a oggi, il disastro ambientale più grave del paese.
Dronestagram e il mondo visto dall'alto

Cosa vedere in due giorni a Milano

Cosa vedere in due giorni a Milano

Avete deciso di trascorrere il prossimo weekend a Milano? Siete già stati su Expedia per prenotare una stanza e ora dovete soltanto scegliere cosa vedere all’ombra della Madonnina? Beh, non aspettatevi molti milanesi: chi abita a Milano tende a scappare via appena scocca il fine settimana. In compenso, questa città è frequentata dai turisti tutti i mesi dell’anno, quindi non patirete la solitudine, soprattutto se inizierete la vostra visita dal centro storico. Prendete la metro gialla fino a Duomo ed entrate nella quarta chiesa più grande del mondo, famosa per il marmo di Candoglia e per le 135 guglie, che è possibile ammirare da vicino salendo in ascensore (o con le scale) fin dove è consentito.

Da Piazza Duomo potrete raggiungere a piedi le altre mete classiche del turismo meneghino: la Galleria Vittorio Emanuele II, innanzitutto, ma anche il Teatro alla Scala – qui trovate il calendario, non per tutte le tasche – e il Castello Sforzesco. Eretto da Francesco Sforza nel XV secolo, il maniero subì numerose modifiche nel corso degli anni; oggi è di fatto un magnifico museo affacciato su uno dei parchi più belli della città, il Sempione. Se la giornata lo permette, concedetevi una passeggiata nel verde: camminando nella giusta direzione arriverete in una decina di minuti all’Arco della Pace, inaugurato il 10 settembre del 1838 dall’allora imperatore Ferdinando I d’Austria.

I grattacieli della nuova Milano non sono lontani: il complesso commerciale City Life è segnalato in maniera inequivocabile dalle tre torri, una dritta, una curva e una storta, disegnate da Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid. Se vi piace il genere, salite sulla metro lilla e scendete a Isola: qui troverete l’Unicredit Tower, il Bosco Verticale e piazza Gae Aulenti, simboli della riqualificazione della zona di Porta Nuova. In alternativa, dalla stazione Garibaldi potete prendere la linea verde e scendere a Porta Genova: è la metro più comoda per raggiungere la Darsena e i Navigli, romantici e perennemente affollati!

Copenhagen attraverso Hans Christian Andersen e Karen Blixen

Visitare Copenhagen sulle tracce di due grandi scrittori di cui sicuramente conoscerai le opere, è un modo diverso di conoscere questa splendida città elegante, romantica e piena di vita. Credo proprio che così l’avrebbe definita Hans Christian Andersen il giorno in cui vi approdò quattordicenne quando ancora non era uno scrittore di fiabe ma soltanto un ragazzo che amava il teatro.

Copenhagen attraverso Hans Christian Andersen

Il destino di Andersen era quello di diventare uno degli scrittori di fiabe più noti nel mondo rendendo celebre di conseguenza Copenhagen che l’ha ricordato in tantissimi modi fra cui le statue, le più famose sono: la Sirenetta situata nel porto ispirata all’omonima fiaba, la statua nel Parco Reale di Rosemborg realizzata da August Saabyes e la statua situata nella piazza del Municipio. Se però vuoi avere un’idea dei luoghi dove trascorreva il tempo il celebre narratore dovrai recarti al museo, al n.57 di Rådhuspladsen dove si trova lo studio e le gallerie dedicate ai suoi personaggi più celebri.

Fra gli appartamenti abitati da Hans Christian Andersen che puoi vedere citiamo: il numero 17 di Tordenskjoldsgade, il numero 1 di Lille Kongensgade sopra il Café a’Porta, il quartiere di Nyhavn, che oggi è una zona molto turistica dove lo scrittore prese una casa in affitto. Mentre fra i luoghi che lo ispirarono ti suggeriamo di visitare i Giardini di Tivoli con il parco divertimento che gli ispirò la fiaba l’Usignolo ed il Teatro Reale di cui fece i provini da ragazzo ed in cui studiò per diverso tempo prima di dedicarsi alla scrittura.

Copenhagen attraverso Karen Blixen

Un’altra scrittrice divenuta molto famosa è Karen Blixen nota soprattutto per il meraviglioso romanzo La mia Africa, possiamo visitare e scoprire Copenhagen ricostruendo la sua vita attraverso i luoghi che frequentava come l’Odd Fellow Palæet la scuola d’arte al 28 di Bredgade, la Biblioteca Reale dove sono raccolte alcune sue opere e a Rungstedlund dov’è nata e dove si trova il museo che le è stato intitolato.