Whatsapp 2.0: gioie e dolori di adolescenti incalliti, giovani-adulti interconnessi con il mondo intero e, ebbene sì, 50enni che, all’alba del mezzo secolo d’età, si mischiano con la giovane folla di smanettoni tecnologici per dire “Sì, ci siamo anche noi”.

E lo sappiamo, non sempre va tutto a buon fine. Soprattutto se da “Ho scaricato Whatsapp per rimanere più facilmente in contatto con i colleghi e il mio capo, così da organizzarci meglio per i turni a lavoro” si passa a mega gruppi non meglio identificati, composti da 20/30 utenti in preda al panico di emoji, messaggi vocali e notifiche che “Ma hanno suonato al citofono?”, e invece è la suoneria del tuo Whatsapp.

Ecco cosa avviene, nella maggior parte dei casi, quando si creano i gruppi “Famiglia”.

Nomi improbabili

Dal classico “Family” al “Big Family”, passando per i più nostalgici “La bella famigliola” e quelli che, per marcare il territorio, usano il cognome simbolo della dinastia. E come dimenticare i gruppi “Tutti insieme” e “La nostra family”, con un perfetto mix italo-inglese?

Viva la tecnologia

Ma prima di arrivare al vero e proprio gruppo Whatsapp, il primo passo è spiegare COME si usi Whatsapp. “Allora mamma, così mandi un messaggio, così una foto, così invece una faccina, tutto chiaro?”. Mi sembra proprio di no, a vedere come cerca il cuoricino rosa tra le lettere russe.

Tempismo e connessioni

Ok, ha imparato a mandare messaggi. Ma papà proprio non capisce che prima deve attivare la connessione internet, o al massimo il Wi-Fi, ma questo è un passo troppo grande. E quindi cosa resta? Affidarsi ancora alle vecchie e care telefonate.

Screenshot come se piovesse

Vuoi salvare una foto? Vuoi mandare una foto? Vuoi fare una foto? Ecco, la risposta a tutto è lo screenshot.

Immagini pseudo-divertenti (ma che non fanno ridere nessuno)

Si trovano dovunque: su internet, su Facebook, girano sulla rete o direttamente su Whatsapp. E arrivano – purtroppo – fino a noi. Commenti, frecciatine, battute e barzellette (e giù a ridere da una città all’altra).

Da una stanza all’altra

Mai sottovalutare il potere di Whatsapp: può mettere in contatto parenti anche in varie stanze della stessa casa. E basta un “driin” per correre a vedere: “Ah, ma sei tu”.

Ma quanto ci metti?

Sul gruppo Whatsapp appare “Sto scrivendo…”, per 5 minuti. Chissà che sta scrivendo papà? E invece no, solo un “OK”. Magari anche in maiuscolo, perchè non ci vede molto.

Foto del profilo e stato personale

Non tutti hanno capito che la foto del profilo è proprio una foto del profilo. E quindi una foto di se stessi. No. Tutti con foto della Tour Eiffel, del cane della vicina, del tramonto in barca.
E gli stati? “Vivi e lascia vivere”, tra i più gettonati.

Buon compleanno

Ormai non si chiama neanche più per fare gli auguri di compleanno: basta mandare una di quelle foto con glitter e torta in primo piano per togliersi da ogni impiccio.

Foto e video delle vacanze

Un weekend in montagna? Una gita a Siena per il palio? Una settimana in vacanza al mare? Ecco, saremo aggiornati minuto per minuto con foto del paesaggio, del cibo al ristorante, dei fuochi d’artificio per la festa patronale e le solite, immancabili frecce tricolori. Ah, manca l’acquagym e il risveglio muscolare in spiaggia.

Futuro

Ma non possiamo negare che Whatsapp abbia davvero rivoluzionato le nostre vite. Soprattutto quando i nonni ci superano e ci spiegano come mandare una registrazione vocale a più contatti. Lì abbiamo toccato il fondo.