Il prestigioso Oxford Dictionary ha consacrato come parola dell’anno il vecchio e comodo autoscatto, ora conosciuto con il termine inglese “selfie“.
E così sopola la moda della “selfie”, anche se a spopolare è la moda della parola “selfie”.
Il risultato? Improvvisamente tutti fanno selfie.

Il selfie non è una pratica tanto nuova: già nella seconda metà dell’ottocento la granduchessa russa Anastasia Nikolaevna è stata la prima a mettere in atto questa pratica di autoscatto.

Molte celebrità, dopo di lei, hanno lasciato ai posteri una testimonianza di se stessi in un momento preciso della propria vita: il regista Stanley Kubrik, Oriana Fallaci come prima donna inviata di guerra, Andy Warhol e Edvard Munch. Lo hanno fatto anche i giovani Beatles negli anni ’60.

Oggi il selfie sembra realizzare la profezia del grande Warhol secondo cui ad ognuno nel futuro toccheranno 15 minuti di celebrità e poi si ritorna alla vita normale.

Se l’autoscatto ed il selfie apparentemente sono la stessa cosa a ben guardare ci si accorge che sono sostanzialmente differenti: l’abitudine quotidiana di fotografarsi in qualsiasi momento della giornata, ormai diventata una mania, è radicalmente nuova rispetto al passato quando la parola d’ordine era “autoscatto”.

Ora si hanno a disposizione tecnologie digitali e tecniche fotografiche totalmente diverse, uno smartphone sempre a portata di mano ed in costante aggiornamento, la memoria digitale che può essere modificata in ogni istante, rendono l’azione sempre più facile e sbrigativa: la foto si fa, si cancella, si ripete, si condivide sui social e poi quasi si dimentica. Non era di certo così un secolo fa.

Chi scattava doveva avere a disposizione una macchina fotografica (allora non proprio a portata di mano e tanto maneggiabile), uno specchio o un cavalletto.

Ma soprattutto cambia il destinatario del selfie: una volta l’autoscatto, essendo frutto di una decisione determinata, non fissava solo l’immagine ma in quella fotografia enivano impresse nella memoria anche le sensazioni, i pensieri, le condizioni di quel preciso istante della vita. Era un’azione, quindi, rivolta a se stessi prima che agli altri. La nuova selfie mania è tutta un’altra storia: l’azione è immediata e come scopo si trova del narcisismo o puro divertimento.

Il social network più puntato per la selfie mania è di certo Instagram, dove l’hashtag “selfie” è utilizzato da quasi dieci milioni di utenti.

Chissà che fine faranno queste selfie nel futuro.

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