Unisci la passione per il viaggi e l’amore per la scrittura: così nasce “Girandolina“, il travel blog dedicato a chi non si stanca mai di viaggiare, di scoprire nuovi luoghi e conoscere culture, stili di vita ed abitudini differenti.

Per sapere di più riguardo a questo progetto, noi di Blog di Lifestyle abbiamo intervistato Elisa Gonfiantini, autrice di “Girandolina”, che si racconta condividendo esperienze e dispensando utili consigli.

Ciao Elisa, ti presenti ai lettori di Blog di Lifestyle?

Sono Elisa Gonfiantini, ho 33 anni e sono di Pistoia. Sono sposata dal 2007 con Alessio Barontini, mio compagno da 15 anni e da quasi 8 mio marito. Con lui ho creato Girandolina – il mio blog – che è online da metà 2012, anche se il boom lo ha avuto nell’ultimo anno: ora stiamo sfiorando le quasi 8.000 – 8.500 visite e abbiamo avuto un incremento dei followers anche sugli altri social network – instagram, facebook, twitter. Per questo siamo molto contenti.
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Perché hai deciso di chiamare il tuo blog “Girandolina”?

Innanzitutto perché è un nome simpatico, originale e facilmente ricordabile. Inoltre, Girandolina è il vezzeggiativo, il soprannome con cui mi ha sempre chiamata mio marito perché io ho da sempre la voglia di girare, di viaggiare: infatti questa passione ce l’ho fin da quando ero piccola.

Come è nata in te questa passione dei viaggi?

Ho iniziato a viaggiare con i miei genitori che avevo 7 anni. Siamo andati via via sempre più lontani, siamo stati anche un mese in Brasile e un mese a Santo Domingo: abbiamo proprio abitato lì – abbiamo preso una casa e conosciuto bene il posto.
Questa è proprio un’abitudine dei miei viaggi, alla quale mi hanno abituato i miei genitori e che uso anche quando vado in giro con Alessio: noi non facciamo il turista vero e proprio, ma cerchiamo di conoscere le abitudini del posto che si visita. Quindi io mi documento prima ed è tutto super organizzato, so gli orari dei vari siti di trasporti perché non conosco il posto e poi perché – intendiamoci – ora c’è un pò di crisi dappertutto. Uno giustamente va via meno giorni, per un fatto di lavoro e di soldi, quindi io cerco, nel minor tempo possibile, di vedere il più possibile.
Ovviamente facendolo con un turismo responsabile, che ho imparato appunto dagli insegnamenti dei miei genitori. Per esempio, in Brasile, ci siamo inseriti nella comunità del paesino in cui vivevamo: andavamo tranquillamente a fare la spesa nei loro posti e abbiamo fatto amicizia, anche se non parlavamo la lingua. Mia mamma mi ha sempre insegnato che se te vai in giro portando rispetto alle persone, di conseguenza le persone portano rispetto a te: se non fai il turista gradasso, egoista o pretenzioso – perché paghi e allora vuoi essere trattato in un certo modo – sei una persona tranquilla, una persona come tante altre, e vieni trattato di conseguenza.

Come mai hai deciso di aprire il tuo Blog? Qual è il tuo obiettivo?

Il motivo per cui ho aperto il blog è stato esclusivamente perché a me piace scrivere: infatti il mio sogno da bambina era diventare una scrittrice. Sogno che probabilmente in questi ultimi periodi si sta anche realizzando perché ho scritto delle sceneggiature per degli spettacoli, ho dei progetti a riguardo sempre intorno a Pistoia, nella promozione della città.
Metti insieme la passione dello scrivere e la passione del viaggiare: così è nato il blog. E poi Alessio è un fotoamatore, e le foto le fa bellissime.
Quando iniziammo a pensare al blog era il 2009-2010, non era ancora il boom dei blog come adesso. Poi, per altre vicissitudini si rimandò e il blog si aprì nel 2012: io dissi “guarda ce ne sono 25 milioni di blog, che vuoi che gli interessi alla gente del nostro”. Il primo anno è passato un pò in sordina – giustamente – perché non è che puoi pretendere tutto subito. Abbiamo visto i risultati adesso perché abbiamo molte visite, gente che ci chiama, che ci manda le mail, sono stata chiamata a fare dei blog tour nelle vicinanze: sono queste le soddisfazioni.
L’obiettivo è quello di migliorarsi sempre. Mio marito fa il programmatore, quindi gioco in casa. Il sito è molto semplice, lo ha fatto lui a mano, senza piattaforme. Il problema è che finché non era famoso andava bene in quella maniera, ora che sta iniziando ad essere usato non regge più – l’affluenza dei visitatori lo blocca. Quindi abbiamo dovuto scegliere di aggiornarlo: se tutto va bene entro fine gennaio dovremmo riuscire a farlo, sicuramente lavorando giorno e notte. Ho tantissimi articoli, non credevo di aver scritto così tanto. Devi sapere che sono la prima travel blogger dell’Italia, perché già quando andai via, a 7-8 anni, per il primo viaggio con i miei genitori, scrivevo sul diario della barbie: il primo travel blog di 30 anni fa quasi. Già allora mi piaceva scrivere, ricordarmi cosa avevo visto, cosa facevo, cosa mangiavo.

Tra i vari viaggi e le varie esperienze vissute, qual è quella più bella, che più ti ha colpita? Perchè?

Diciamo che sono due. Il mio viaggio, quello che ho sempre sognato da quando sono piccola, – e se vedi il blog si capisce – è l’Egitto. Io sono fissata con l’Egitto, ho tantissime enciclopedie che mi parlano della storia egiziana. Mi definisco una “egittologa autodidatta”: mi son studiata tutta la storia egiziana da sola. Inoltre, faccio danza del ventre da 7 anni. Quando siamo andati in crociera sul Nilo ho capito che quello era il mio posto e ho iniziato a piangere; anche quando ho visto le piramidi piangevo come una bambina. Poi ho avuto anche l’onore di poter ballare, di fare lo spettacolo davanti al capitano durante la crociera.
Ho fatto anche degli spettacoli teatrali sull’Egitto e ho scritto la sceneggiatura di Cleopatra. E anche quest’anno abbiamo dei progetti, in concomitanza con il blog: piano piano stiamo diventando importanti.
L’altro viaggio bello è stato il viaggio di nozze in Australia. Anche lì siamo stati via un mese. Ci è mancata solamente una città del nord e poi avremmo fatto il girotondo completo. Siamo partiti da Perth e poi abbiamo fatto tutto – est, ovest, sud -, ci mancava appunto il nord. Un mese, con viaggio organizzato, anche se noi di solito non facciamo viaggi organizzati, preferendo la tipologia fai da te.

Quali tipologie di viaggio hai sperimentato? Quale preferisci?

Le ho provate tutte le tipologie di viaggio: il viaggio organizzato, il viaggio in pullman, il viaggio in macchina. Per comodità preferisco il viaggio fai da te, perché ognuno ha il suo modo di viaggiare e i suoi gusti. Quando vieni omologata in un viaggio organizzato, dove non sei te che decidi, rischi di vedere cose che non ti interessano o le cose che ti interessano di vederle nel minor tempo possibile.
La cosa bella però è che nei viaggi organizzati di solito ti fanno vedere tante cose, ovviamente nel minor tempo possibile. In una giornata ti possono far vedere 4-5 siti – però un’ora a sito – cosa che se vai da sola ne vedi tre.
Sono tipologie di viaggio che dipendono anche dal carattere della persona: se è una persona un pò pigrona che non ha voglia di organizzarsele da sé, possono essere delle valide alternative.
Io, per ora, preferisco il fai da te.

Qual è stato l’ultimo viaggio? E il prossimo? Lo hai già programmato?

L’ultimo viaggio l’ho fatto a metà dicembre. Siamo stati ai mercatini di natale in Trentino: abbiamo fatto Merano, Bolzano, Bressanone – i classici mercatini.
Per il prossimo – mio marito mi ha fatto il regalo di San Valentino – andiamo a Bruxelles e a Bruges. Non ci sono mai stata, ma tutti quanti mi hanno detto che sono molto belle.

Hai da dare qualche consiglio da dare ai blogger emergenti e in particolare ai travel blogger?

Di blog ce ne sono tantissimi ora online, quindi la concorrenza è spietata. L’unica cosa che ti può differenziare dagli altri è innanzitutto la scrittura: se scrivi bene, in modo simpatico, in modo conciso. Poi ogni persona scrive in un modo differente, quindi non ti devi omologare agli altri stereotipi, ma devi trovare il tuo modo di scrittura, il tuo modo di farti conoscere, di far vedere al mondo quello che vedi con i tuoi occhi. Questa è già una differenziazione.
Poi l’utilizzo dei social network, per qualunque cosa. Se impari ad usare i social network in modo abbastanza buono, scrivi bene e scrivi cose vere – perché non è che puoi parlare di un posto se non ci sei andato – hai delle buone chance per farti conoscere.
Poi è fortuna, come tutte le cose: c’è chi l’ha avuta di più e chi l’ha avuta di meno.

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