C’è chi pensa che un animale disabile sia un infelice, e che il modo più umano per prendersi cura di un animale infelice sia “farlo addormentare“, ma facendo ciò non si riesce a vedere il grande dono di stare al loro fianco.
Chi conosce animali disabili sa con quanta forza e quanto entusiasmo sappiano affrontare le difficoltà di ogni giorno, come si guardino intorno con aria spavalda, come se non avessero nulla che non va.
Loro hanno una grande fortuna: amano la vita “senza se e senza ma”, la vivono perché è la cosa più importante che hanno, e lo fanno sempre al massimo.

Ovviamente non vorremmo mai, ma succede anche agli animali: una malattia che si aggrava, oppure un incidente, li rende disabili, e quindi ad esempio, incapaci di muoversi autonomamente.

Per quanto consideriamo gli animali “membri della famiglia”, in realtà, quando ci troviamo di fronte alla malattia grave, all’handicap, alla morte, le nostre decisioni sono molto diverse da quelle che tendiamo a prendere per le persone umane; soprattutto perché spesso inconsciamente la paura della disabilità e della sofferenza sono tanto grandi da non sentire abbastanza coraggio per fronteggiare giorno dopo giorno, per un tempo probabilmente lungo, il “problema“.

Ma bisogna ricordare che gli animali, dal cane al gatto, dal criceto al cavallo, affetti da disabilità, sono animali speciali che hanno più voglia di vivere nuove esperienze accanto alla propria famiglia bipede.

La disabilità richiede coraggio e spirito di adattamento (e gli animali ne hanno da vendere), richiede la capacità di guardare la vita di ogni giorno con occhi nuovi. E richiede sostegno da parte dei propri simili.
Questo gli animali non possono mettercelo da soli, sanno lottare come leoni, anche se sono piccoli come topolini.
Convivere con un animale speciale è possibile, a volte bisogna organizzare orari e abitudini, a volte bisogna dare loro qualche attenzione e cura in più.

É con questo spirito che Sassari ha aperto la strada agli incontri, alle feste, per questi spettacolari animali. Si tratta della prima manifestazione degli animali disabili.
I padroncini, anzi compagni di vita perchè nessuno è il padrone di un animale, riescono a “curare” i propri amici a quattro zampe con un’overdose di affetto e tanta fisioterapia.

L’incontro si è svolto il 19 luglio in Piazzetta a Sassari creato dalla veterinaria Michela Grassi, proprietaria di un cane affetto da disabilità alle zampe posteriori, che però corre felice sul suo carrellino.

Un animale sa essere un grande amico. Un animale speciale merita un amico altrettanto speciale.

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