La casa delle bambole

La casa delle bambole – Ghostland: recensione in anteprima

Pronti per una bella delusione?

  1. Le bambole non c’entrano nulla, non è un film di fantasmi
  2. è totalmente no sense e difficile da seguire

So che sto andando contro corrente e che Pascal Laugier sarà osannato come un genio di questo genere, ma per me non ci siamo proprio.

Questo è uno di quei casi in cui uno va a vedere un film aspettandosi una storia e se ne trova una completamente diversa.

La casa delle bambole – Ghostland: trama

Beth, Vera e la loro madre Pauline hanno ereditato una vecchia casa da una zia dispersa nel nulla, piena di bambole.

Decidono di trasferirvisi ma la loro prima notte è un incubo: vengono assalite e torturate.

Dopo questo fatto Beth è diventata una scrittrice e Vera è rimasta a vivere in quella casa.

Un giorno Vera chiama Beth disperata perché la salvi dal suo tormento.

Ma quale delle due vive nella realtà e quale nella fantasia?

Come faranno a liberarsi del loro incubo?

La casa delle bambole – Ghostland: recensione in anteprima

Avete presente Strangers? Ecco qua.

Non c’è nulla di paranormale e le bambole sono forse l’elemento meno inquietante di tutto.

La violenza è continua, gratuita mischiata a depravazione e perversione.

Certo se il genere vi piace ci andate a nozze.

Personalmente l’ho trovato dispersivo, difficile da seguire e no sense. Capisco che non si poteva fare un film su due ragazze chiuse in una casa e torturate, ma tutti i giri e giretti psichici del trauma lo hanno reso pesante.

Ritmo forsennato per questo home invasion di nuova generazione (ma neanche tanto).

Horror truce con significati e allusioni sottili. Voyeurismo puro sul dolore e la violenza. Se magari avesse fatto del trauma il soggetto forse si sarebbe salvato.

Non toglie e non aggiunge nulla di nuovo agli altri home vision.

Bocciato.

Troppo rumore per nulla. Lo vieterei ai minori di 18 anni.

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