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Anna Wintour. Londra, 1949.
Impossibile non conoscerla: è la regina indiscussa della moda mondiale, direttrice della celeberrima rivista Vogue America dal 1988, un personaggio affascinante che incuriosisce per le moltissime leggende metropolitane che la circondano.

Un personaggio circondato da un alone di mistero e miticità, una donna temibile e ricca di fascino – inutile negare le palesi somiglianze con il personaggio di Miranda Pristley ne “Il diavolo veste Prada”. Una donna che è LA donna. Vera icona nel mondo della moda e dello star system, quello che stupisce di lei è la sua vita molto metodica: si alza prestissimo la mattina – per esattezza alle 5 in punto – per giocare a tennis e poi recarsi in ufficio e la sera non va mai a dormire oltre le 10. Mangia pochissimo, adora i cappuccini bollenti di Starbucks e presenzia ai party e agli eventi solo per un quarto d’ora e poi se ne va.

Già a 16 anni Anna Wintour intraprese la carriera di giornalista della moda. Fece subito un colloquio di lavoro alla rivista Vogue America, e la leggenda narra che quando l’allora direttrice Grace Mirabella le chiese quale posto volesse ottenere all’interno della rivista, la Wintour fu molto schietta, e le rispose freddamente: “il suo”.

Dal 1988 è appunto la direttrice di quella che è considerata la più autorevole rivista di moda statunitense e mondiale, Vogue.

Questa è la prima cover di Vogue America firmata dalla Wintour, che ruppe gli schemi in modo totale, perché la modella israeliana sulla copertina, Michaela Bercu, sfoggiò un pezzo di alta moda firmato Christian Lacroix Haute Couture con un paio di jeans Guess.
La risposta di Anna Wintour alle successive critiche fu semplicemente “La giacca faceva parte di un completo ma la gonna non stava bene a Michaela: era stata in ferie in Israele e aveva preso un po’ di peso. Non che importasse. Infatti, è servito solo a rinforzare l’idea di prendere la grandiosità dell’alta moda e giocarci nella vita di tutti i giorni per vedere cosa potesse succedere”.

Ma come se la cava in fatto di stile colei che è considerata la regina della moda e detta legge nel mondo del fashion?
Si a fiori, stampe e ad abiti e cappotti di mezza lunghezza. Come la sua vita, anche il suo stile è abbastanza “abitudinario”, e poi – udite udite – la direttrice di Vogue America ci rivela che si affeziona ai capi che indossa tanto da volerli indossare non una volta, ma almeno due, talvolta tre o quattro.

La direttrice di Vogue America è l’incubo dorato di designer e influencer della moda da più di vent’anni; al solo nome Anna Wintour tutti tremano. Un caschetto calcolato al millimetro – che porta da quando aveva circa 14 anni – occhialoni scuri, décolletèés slingback con tacco da gattina: la Wintour è la creatrice delle tendenze che animano la moda in lungo e in largo, è il potere decisionale su colori e forme degli abiti che andremo ad indossare, colei che con un sopracciglio può decidere le sorti di una collezione, colei che con uno sguardo di disprezzo cancella le ore di duro lavoro di stilisti, designer, fotografi e tanti altri.

Ma Anna Wintour non è solo terrore, moda, e leggende metropolitane, è molto alto: prima di tutto una persona reale, con pregi, difetti e stranezze davvero particolari.
Ama la primavera a New York, crede di non riuscire mai a imparare il cinese, non usa spesso le borse, il suo libro preferito è “Orgoglio e pregiudizio”, non si è mai scattata un selfie, ed ha un cuore di mamma nonostante il ruolo di punta che ricopre, perchè alla domanda “What have you learned form your children?” lei ha semplicemente risposto “love”.

Ricordatevi sempre il suo motto: “If you can’t be better thant your competition, just dress better”.

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