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Nicole Kidman, Claudia Galanti, Katie Holmes, e non ultima Kim Kardashian, sono solo alcune delle celebrities che hanno scelto di ingerire la placenta dopo il parto.

Ma la placentofagia è davvero utile e benefica come dicono, o è solo una nuova trovata senza fondamenta? I pareri sono molto discordanti.
C’è chi la considera un rito, chi una pratica barbara e chi un beneficio naturale per la salute.
La placenta può essere assunta liofilizzata in capsule, o per le più impavide cucinata e mangiata come se fosse un comune alimento, se non addirittura cruda.

credits photo: resources.thefeministbreeder.com
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Analizziamo meglio i pro e i contro di questa criticata quanto amata pratica.

Pro

I suoi benefici sono dovuti alle sostanze e alle vitamine in essa contenute. Al suo interno sono infatti presenti svariate sostanze benefiche, eccole.
Gonadotropina: precursore di estrogeni, progesterone e testosterone, aiuta a favorire il riequilibrio degli ormoni.
Prolattina: ormone che favorisce l’allattamento, migliorara la produzione di latte ed anticipa la comparsa della montata lattea.
Ossitocina: ormone che alimenta il legame durante l’allattamento tra madre e bambino.
Interferone: stimola il sistema immunitario, protegge dalle infezioni.
Cortisone e ormoni che stimolano la tiroide: aumentano l’energia e aiutano a combattere lo stress, evitando la depressione post-parto.
Prostaglandine: fungono da anti-infiammatorio.
Emoglobina: colma la carenza di ferro e l’anemia, favorendo il recupero delle energie.
Gammaglobuline: aiutano contro le infezioni post-parto.
Urochinasi e Fattore XIII: abbassano la possibilità di emorragie post-parto, bloccano eventuali perdite di sangue, e migliorando la guarigione delle ferite.
 Aiutano inoltre il corpo ed eliminare le tossine e i liquidi in eccesso, favorendo la contrazione dell’utero, in modo che possa tornare alle dimensioni originarie.

Contro

Non è detto che mangiare la placenta sia innocuo e non comporti rischi: in fondo si tratta di un organo che funge da barriera per sostanze esterne, potenzialmente dannose. È un filtro che protegge il feto dalle tossine, tanto che in essa, sono stati trovati elementi, come piombo e mercurio, dannosi in particolar modo per i bambini in fase di allattamento.

Recenti studi hanno stabilito che non ci sono dati sufficienti per affermare che mangiare la placenta comporti tutti i benefici precedentemente elencati. Che sia essa consumata cruda, cucinata o inserita in capsule da inghiottire.
Per questo, in assenza di dati scientifici certi, la placentofagia potrebbe essere dannosa per la mamma e pure per il bambino, se allattato al seno.

Non ci sono regole ben precise su come la placenta debba essere conservata o preparata.
Le donne infatti non sanno cosa introducono, purtroppo molte fanno la loro scelta basandosi non su dati medici, bensì sul passaparola e su testimonianze lette sul web.

La placenta diverrebbe un Elisir di salute, se tutti i suoi vantaggi venissero dimostrati scientificamente.
Ma, nell’attesa di maggiori studi sul caso, forse la cosa più giusta da fare, nel caso in cui dovessero sorgere complicanze dopo il parto, sarebbe quella di affidarsi ai consigli del nostro medico.

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