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Spesso la memoria “fa cilecca”. E quale modo migliore per aiutarla a memorizzare e ricordare il maggior numero di informazioni possibili se non la ripetizione? Quella della ripetizione è una tecnica che arriva da lontano: già gli antichi cantori analfabeti della Grecia utilizzavano questo metodo per ricordare a memoria i propri canti e per imprimerli nella mente dei propri ascoltatori.

In realtà non esiste nulla di più sbagliato della ripetizione per migliorare la propria memoria. Lo rivela un recente studio condotto da un gruppo di scienziati che hanno sottolineato come il ripetere continuamente e senza pause una nozione non solo non porti all’apprendimento di un fatto ma possa addirittura interferire con la capacità di ricordare una versione più sfumata dello stesso argomento.

Introducendo delle lievi variazioni o dei richiami impliciti all’interno della conoscenza che si vuole memorizzare, l’individuo che utilizza la ripetizione avrà più difficoltà a far venire alla mente la nozione che credeva di aver perfettamente appreso.

Questo perchè la ripetizione può essere una falsa tentatrice, dandoci l’illusione di aver imparato qualcosa che in realtà ancora non sappiamo con esattezza. Le tecniche per migliorare la memoria sono ben altre. Eccole.

Ripetizione a intervalli

La ripetizione non è un metodo sbagliato in assoluto, ma bisogna sapere come usarla. L’esperto di apprendimento Paul Pimsleur consiglia di seguire il seguente ritmo quando si desidera imparare a memoria un argomento: ripetizione dopo cinque secondi, 25 secondi, due minuti, 10 minuti, un’ora, cinque ore, un giorno, cinque giorni, 25 giorni, quattro mesi e due anni. Dopo tale periodo si può dire che il fatto da ricordare sia stato sostanzialmente appreso. Ma in generale il ritmo di ripetizione varia a seconda della conoscenza che si vuole ricordare.

Utilizzo di loci

Il metodo dei loci consiste nella disposizione degli oggetti che compongono un argomento in ordine sequenziale in un immaginario mondo mentalmente costruito. Il “trucco” si nasconde nel fatto che una nozione verrà più facilmente ricordata se collegata ad un luogo o ad un oggetto con cui si ha una certa familiarità. Così ad esempio per memorizzare le parole “anatra”, “barca” e “auto” le si potrebbe collocare ciascuna delle tre in uno spazio della propria abitazione, luogo ben conosciuto e familiare.

Avere un’informazione ampia sull’argomento

Più si è informati riguardo alla nozione che si vuole imparare, più essa sarà facile da memorizzare. A dimostrarlo è uno studio pubblicato Journal of Cognitive Neuroscience: i ricercatori hanno scoperto come un gruppo di studenti al secondo anno di biologia sono riusciti a ricordare meglio delle nuove informazioni se esse erano collegate a nozioni già precedentemente apprese dai ragazzi. Quindi leggere, informarsi e documentarsi precedentemente su un argomento non può far altro che bene per migliorarne la sua memorizzazione e comprensione.

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