È nata la prima autostrada per biciclette. La prima autostrada del mondo si porta addosso il peso di 91 anni di età, marchiata made in Italy. La primissima autostrada del mondo è infatti quella che collega Milano e Varese. E se fino ad ora abbiamo sempre pensato che le autostrade fossero state create per le auto, bene, fino ad ora ci siamo sempre sbagliati. Se 91 anni fa nasceva in assoluto la prima autostrada, da poco è nata la prima autostrada per biciclette del mondo.

La Radschnellweg numero 1

La prima Radschnellweg (sigla RS1), in Germania, ripercorre il tratto di una linea ferroviaria ormai in disuso. È un tracciato privo di incroci e attraversamenti pedonali per permettere a chi ama spostarsi in bici, in ambito interurbano, di avere un modo sicuro per farlo. Questa prima Radschnellweg, lunga per il momento 21 km, è solo la primissima parte di un percorso che riprende per facilità di spostamento, e non ovviamente per velocità, la vera autostrada e che, per circa 100 km, collegherà Duisburg ad Hamm passando Mülheim, Essen, Gelsenkirchen, Bochum, Dortmund, Unna, Kamen e Bergkamen.


autostrada per biciclette

La prima autostrada per biciclette o, se vogliamo, la RS1, è una grande pista ciclabile ad alta sicurezza. È larga 4 metri e le corsie sono separate da apposita segnaletica: è il giusto modo per gli amanti della bici, di pedalare un po’ più velocemente e senza intoppi esterni. Illuminata ad ogni ora del giorno e della notte, è comodissima anche per quei ciclisti appassionati a cui piace mettersi sul sellino quando il sole è calato, in un perfetto viale alberato. Al momento, però, non sono ancora stati creati dei punti di ristoro.

La neonata autostrada – che già solo il termine sembra non essere dei più adatti – è già al centro di diversi dibattiti: i più informati sostengono che, in effetti, la RS1 non è proprio la prima autostrada per biciclette del mondo. Pare che la capostipite sia la Veloroute olandese tra L’Aia e Tilburg, nata addirittura negli anni Ottanta del secolo scorso.

E in Italia?

In Italia la situazione appare più difficile, già solo a partire dal nome con cui chiamarla. Di fatto il termine “autostrada” ha davvero poco a che vedere con una strada sui cui non sono ammesse le auto. Molti, dopo aver scartato il termine “cicloautostrada”, hanno pensato che sarebbe meglio chiamarla “ciclosuperstrada” che però non ha avuto molto successo. In tutto questo dibattito, siamo sicuri che prima di vedere una costruzione simile, dovremmo prima inventarne il nome.

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