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Andare a scuola non ci è mai piaciuto. Sarà la sveglia che suona sempre troppo presto ogni giorno per, più o meno, 9 mesi; o forse le domeniche che non hanno proprio nulla a che vedere con la domenica in pigiama sul divano davanti ad un film; o i compiti in classe di greco o quelli di fisica. Insomma, ci sarebbero mille motivi per cui odiare la scuola, ma ne esistono circa il doppio per amarla.

Gli anni tra i banchi di scuola non ritorneranno mai più e una volta passati scompariranno via come i pollini a primavera. Perché puoi fare nella vita tutti i viaggi che vuoi, ma nessuno sarà bello come la gita dell’ultimo anno di liceo. E una lite con un professore non farà della scuola un posto mostruoso dal quale voler scappare più velocemente possibile. Gli anni al di là della cattedra diventeranno porto sicuro di tempi sereni solo quando, cresciuti, non potremo più tornare indietro. Perché peggio della scuola c’è la sua mancanza.

Tra i mille motivi per cui molti, forse troppi, studenti odiano la scuola, al primo posto, nel podio più antipatico della storia, c’è lo stress. Sì, esatto, lo stress ogni giorno per 13 anni di vita, dalle elementari alle superiori, passando per la scuola media e non tornando indietro all’asilo -quelli erano i bei tempi della spensierata “piccolezza”. E non è un’esagerazione dire che la scuola stressa più di ogni altra cosa, perchè il battiti accelerati da interrogazioni a sorpresa sono inspiegabili. Lo conferma anche l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Stando ai dati ricavati da studi dettagliati, la scuola piace solo al 26% delle undicenni e al 17% degli undicenni; numeri che scendono drasticamente con l’avanzare dell’età: tra i 15 e i 16 anni la scuola piace solo al 10% delle studentesse all’8% degli studenti. Meno entusiasti sono solo gli studenti estoni, greci e belgi. Agli adolescenti, insomma, la scuola non piace proprio e il problema sarebbe proprio legato allo stress e ai programmi che non stanno al passo con i tempi. Lo stress colpisce il 72% delle ragazze e il 51% dei ragazzi. Dati molto al di sotto della media europea: l’Italia, infatti, si trova sopra solo a Belgio, Portogallo e Ungheria.

La pressione sentita dai ragazzi non resta confinata alle mura scolastiche, va nelle loro case e nelle loro vite. L’Oms dichiara che gli studenti sentirebbero particolari pressioni a causa delle continue verifiche a cui sono sottoposti, all’eccessiva ristrettezza delle scadenze da rispettare e dalla volontà di ottenere determinati voti che sembrano, a volte, un miraggio lontano. Tutto lo stress è aumentato da programmi troppo ancorati ad un modo antico di fare scuola e di coinvolgere gli studenti. La lezione frontale non stimola a fare sempre meglio e un mancato rapporto tra docente ed alunno potrebbe causare ansia negli studenti. Trovarsi nell’aula con un professore che cerca di relazionarsi con i suoi alunni, ridurrebbe di molto lo stress durante, per esempio, le interrogazioni o i compiti in classe.

I programmi, non più adatti a certe richieste da parte degli studenti, andranno ritarati in base alle esigenze delle nuove generazioni che chiedono alla scuola un nuovo tipo insegnamento.

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