Fonte: blogspot.com

Secondo il Censis, l’Italia si trova al secondo posto in Europa per il consumo di acqua in bottiglia, anche se la nostra acqua pubblica è la meno cara.
Infatti gli italiani continuano ad acquistare acqua naturale e frizzante imbottigliata nonostante quella dei rubinetti delle nostre case sia potabile, e nonostante la diffusione delle fontanelle pubbliche comunali che permettono di poterla bere a prezzi bassissimi o addirittura gratis.

Discorso a parte per quelle zone italiane in cui l’acqua pubblica non è potabile, nel resto d’Italia è abbastanza inspiegabile il motivo per il quale le famiglie preferiscono acquistarla. Forse si pensa sia più sicura rispetto quella del rubinetto ma in realtà non sempre si ha questa garanzia; in Francia sono state ritrovate bottiglie contaminate da pesticidi e farmaci, oltre che acquistare acqua imbottigliata significa anche accumulare una grande quantità di rifiuti.

Le nostre tariffe per il servizio idrico sono le più basse d’Europa, con 85 centesimi al giorno per famiglia. In media una famiglia di tre persone con un consumo annuo di 180 metri cubi spende 307 euro all’anno per l’acqua pubblica, 25,6 euro al mese: quanto il costo di una tazzina di caffè al bar al giorno (85 centesimi). Si tratta dello 0,9% della spesa media mensile di una famiglia. Per lo stesso servizio in Spagna si spendono 330 euro all’anno, in Francia 700 euro, in Austria, Germania e Regno Unito 770 euro.

credits: ilfattoalimentare.it
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Sebbene l’acqua pubblica sia a buon mercato, il 61,8% delle famiglie italiane acquista acqua minerale e il consumo medio è pari a 192 litri all’anno per persona. Secondo il Censis, il 31,2% della popolazione non si fida di quella che esce dal rubinetto della propria abitazione: una percentuale che sale nettamente al Sud (si arriva al 60,4% in Sicilia).

Di certo in Italia non manca l’inefficienza dei depuratori, che conduce la gente a pensare che l’acqua del rubinetto non è buona da bere mentre quella imbottigliata si.
Allora occorrerebbe aumentare l’efficienza dei depuratori idrici, ma dovremmo essere anche noi italiani a stimolare questo, scegliendo di non comprare sempre solo quella in bottiglia ma piuttosto bere quella delle nostre case.

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