credits: The Guardian

A dieci anni dall’uscita del loro libro Store Front: The Disappearing Face of New York (Vetrine: il volto sparente di New York), i fotografi James e Karla Murray sono tornati nuovamente a fotografare gli stessi luoghi immortalati allora, con un risultato sconcertante: tutti gli esercizi commerciali a conduzione familiare che avevano preso a soggetto tra il 2001 e il 2007 hanno chiuso, lasciando il posto a catene di negozi, banche e condomini di lusso.

Un lavoro fotografico che ha il chiaro intento di mostrare come le leggi di mercato esercitino inesorabilmente il proprio potere generando, più che cambiamenti, delle vere e proprie perdite, soprattuto per quanto riguarda il senso comunitario che un tempo caratterizzava i quartieri della Grande Mela. Il progetto “prima e dopo” di James e Karla Murray, perciò, testimonia non solo l’effettiva perdita delle vetrine di New York, ma denuncia anche l’impressione di manchevolezza che suscita ciò che si sostituisce loro: mettendo le immagini a confronto, è impossibile non avvertire il senso di privazione che le pervade.

Una privazione già cominciata all’epoca del primo shooting, quando i due fotografi si accorsero che i negozi a rischio facevano parte di palazzine che non erano proprietà dei gestori: i negozianti, insomma, erano alla mercé dei proprietari dei locali all’interno dei quali portavano avanti la loro attività. Spesso, gli spazi giudicati troppo piccoli o inadatti a ospitare negozi afferenti a catene sono rimasti inutilizzati per anni. Fortunatamente, però, in alcune circostanze a vecchi negozietti se ne sono sostituiti di nuovi – sebbene si tratti, purtroppo, di casi isolati.

Il rincaro dei fitti, difatti, impedisce ai negozianti restare: gli unici a potersi permettere affitti tanto costosi (fino a 30.000 $) sono, appunto, le grandi catene commerciali, le banche e le imprese edili. Il lavoro fotografico di James e Karla Murray spezza, così, una lancia a favore dei piccoli commercianti, ricordando a chi ne prende visione quanto sia vitale acquistare in piccoli negozi indipendenti se non si vuole che il volto di New York scompaia definitivamente.

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